Roma - Fiorello sempre più numero uno della televisione italiana: ieri sera nuovo record di ascolti con il suo programma "Ilpiugrandespettacolodopoilweekend" in diretta su Rai1: 12 milioni 157 mila spettatori e share del 42,6%, dunque ben oltre la soglia del 40%. Nella prima puntata aveva totalizzato 9 milioni 796 mila spettatori con uno share del 39.18%. Rispetto alla precedente serata dunque c’è stato un incremento di oltre 2 milioni e 300 mila spettatori e di ben 3 punti e mezzo percentuali.
Lo guardo, lo riguardo, lo studio, mi interrogo, mi sforzo...
... ma il risultato è sempre lo stesso: mi facevano cacare i Pippobaudi e i Giggisabani vent'anni fa, mi fa cacare sto tizio oggi.
Peccato che siano passati 20 anni, o forse è proprio quello che volevano.
Eccomi qua, con l'ennesima sigaretta della giornata fra le labbra a fissare questa nebbia che da giorni ci accompagna e sembra non volerci lasciare più.
Fra le mani sfoglio le prime pagine di One Big Union di Evangelisti, comprato oggi nella speranza che mi possa dare le stesse emozioni di Noi saremo tutto.
Anche oggi è andata, finita, una delle tante giornate senza pretese ma intense che questo umidissimo fine autunno 2011 sembra avermi portato in dote.
E' il sabato, quello dove le migliori energie le spendo per ciò in cui credo a tempo pieno, per le persone alle quali voglio bene, scevro da cartellini da timbrare e code in macchina da sopportare, da orari da rispettare e da ordini subiti per poter portare a casa a fine mese il sufficiente per vivere senza dover sporcare la fedina penale.
Alle 8.00 sveglia (che gran lusso rispetto agli altri giorni), un caffè e una sigaretta e poi via per la strada, alle 10.00 massimo DEVO essere di ritorno a casa.
I primi volantini affissi, due chiacchiere per mantenere i rapporti nel quartiere con l'edicolante, il barista, il tabaccaio e chi incontro per la strada, poi si torna alla tana.
Due ore con il proprio figlio, di seguito, senza la stanchezza che rende insopportabile anche il più facile dei giochi da lui richiesti, un'autentica utopia durante la settimana, una montagna di mail da inviare nell'imminenza della prossima iniziativa organizzata e poi un pasto senza tanti fronzoli ma neanche consumato con l'imbuto e solo come un cane come accade dal lunedì al venerdì, un bicchiere di buon barbera a pranzo tanto non si deve tornare a lavorare, infine il massimo dei vizi per quelli come me: dormire al pomeriggio per recuperare, in parte, le varie ore di sonno lasciate indietro in settimana.
Suona la sveglia del cellulare perchè sennò non mi tirerei su se non quando è già buio, troppi gli arretrati che il buon Morfeo reclama, un caffè e via, si riparte.
Calze lunghe, pile, piumino tipo scalata sull'Himalaya, bertulla di quelle che non dovrebbero tradirti, è ora di inforcare la bici.
La nebbia, dopo un paio d'ore di tregua, è ridiscesa con tutta la sua umidità che ti entra e penetra anche in ossa che non sapevi di avere, ma si ricomincia il giro: bar, librerie, negozi, lampioni, bacheche, solo la bicicletta può permetterti di ottimizzare i tempi ed evitare le barriere create dai parcheggi a pagamento, il centro storico, i sensi unici e chi più ne ha più ne metta.
Arrivi a casa, al caldo finalmente, oltre alla soddisfazione di aver fatto quello che DOVEVI fare il tepore domestico e le persone alle quali vuoi più bene sono il premio migliore che possa esistere, tutto liscio non fosse che le tue budella ti chiedono conto del caffè buttato giù prima della pedalata al gelo: inconvenienti del "mestiere"...
La telefonata di un amico, che bello essere coccolati e sostenuti da chi ti capisce e condivide i tuoi Valori.
Non è così.
Ti becchi la ramanzina e il sarcasmo per la tua assenza negli ultimi giorni: ci sta, ti dici, incassi e porti a casa.
Nuove mail per coordinarti con gli altri sullo stato delle cose, una doccia e finalmente a cena.
Sei talmente stanco che non riesci neanche a studiare che film guardare, ti viene in soccorso la tua compagna che ti propone di riguardare le immagini di un viaggio a Cuba vissuto, purtroppo, troppi anni fa.
Ed ecco che ti ritrovi sul balcone, con la sigaretta in bocca e un libro in mano a tirare le somme della giornata appena finita: una giornata senza pretese (e non mi succede una volta al mese), per l'appunto, ma di quelle che ti fanno sentire vivo, nonostante tutto.
Sotto un cielo di nebbia
che cielo non e'
e' un altro giorno insicuro
che io passo con te
E ci troviamo qua
tra lampioni e vetrine
tra pezzi di scarpe liquori e cucine
E' stato forse per noia
o per mancanza di vino
siamo usciti di casa
e andati incontro al destino
destino normale
fatto di punch e giornale
di risate spremute
e di parole taciute
E' una giornata
senza pretese
e non ci succede
una volta al mese
Stiamo qua
abbracciati
ad aspettare la sera
e se mi guardi
io non ti vedo
ma mi ricordo
del nostro amore
stiamo qua
messi qua
ad aspettare la sera
E i miei occhi
coi tuoi
vanno incontro alla strada
sui motori e le luci
brilla altera la luna
e non parliamo di niente
in questa scura pianura
L'auto va dolcemente
dentro la notte piu' scura
E' una giornata
senza pretese
e non ci succede
una volta al mese
Stiamo qua
abbracciati
ad aspettare la sera
e se mi guardi
io non ti vedo
ma mi ricordo
del nostro amore
stiamo qua
messi qua
ad aspettare la sera...
Vinicio Capossela - Una giornata senza pretese (All'una e trentacinque circa - 1990)
12 novembre 2011, piazza di Popolo, spontanea, autoconvocata.
13 novembre 2011, piazza di convocati, lacchè e giovani destroidi che scrivono cartelli con i caratteri tipici delle organizzazioni di destra estrema, reclutati in tutta fretta dai notabili romani di Berlusconi.
Anche un cieco si accorgerebbe della spontaneità della piazza nel giorno delle dimissioni dell'amico di Putin, Gheddafi, Mubarak, Ben Ali e Lukashenko, non un simbolo di partito, trenini, rabbia per quello che si il Paese ha subito per anni.
Schierati, con simboli di partito, con striscioni scritti nei caratteri tipici usati nelle curve da stadio fasciste, in mezzo facce note di politici locali, questa è invece la piazza dei 500 (alcuni la Biancofiore se li è portati fin da Bolzano, poveretti!) quasi tutti convocati soprattutto dalle sezioni romane, questa è la democrazia come la intende il berlusconismo.
Fanno schifo fine alla fine e mentre lo sport nazionale è dire quanto è cattivo Monti, questi si stanno già riorganizzando: non crediate che il berlusconismo sia morto, e ricordatevi che riuscisse mai a risorgere la prossima volta non farà prigionieri, vi sia ben chiaro.
Europa, spread, tecnocrati, ma in fondo in fondo, che cazzo me ne frega se tornando dal lavoro apro la cassetta della posta nell'androne del mio palazzone e ci trovo questa?
Certo, vedere che c'è un sistema postale che forse sta peggio del nostro e di quello greco (le mie cartoline ci hanno messo un mese ad arrivare) è già una consolazione, ma lo è ancor di più sapere che c'è qualcuno che ti vuol bene e si ricorda di te anche quando sta dall'altra parte del mondo, e che parte.
Ti vuol bene, si, non solo si ricorda.
Perché c'è cartolina e cartolina, ma soprattutto ci sono saluti e saluti, e mai come in questo momento (anche se ci sono voluti due mesi abbondanti per riceverli) mi hanno riempito di gioia: con-divisione di Valori, di questo si tratta, anche con un oceano di mezzo.
Grazie, vi voglio bene, ma in maniera zapatista eh? Sia mai che qualcuno inizi a pensare che non sono l'intollerante burbero de sinistra che con molta fatica ho fatto credere ai più d'essere...
Ha governato a Roma negli ultimi otto anni su dieci, ha piazzato moglie, figlio, cerchi magici, nani, borghezi e ballerine, se l'è sfangatata grazie al potere dal disastro Credieuronord, per la cadrega s'è rimangiato i vari "Berluscaz" e "Nano piduista", bofonchiava da anni di Padania e intanto si alleava con il primo Scilipoti che passava pur di stare a tavola e cosa ti spara adesso mentre studia il modo per andare a votare senza farsi mangiare il partito dal suo ex pupillo?
«È bello stare all'opposizione, è più divertente».
Anche di questo dobbiamo ringraziare Berlusconi, di aver visto per lustri un tizio che sarebbe parso surreale pure in un cartone animato dei Simpson e ascoltato le sue panzane in veste di ministro della Repubblica Italiana, che schifo...
Roma - "Mi dimetto dopo l'ok alla legge di stabilità"
MA STIAMO SCHERZANDO??????
Fuori dal cazzo subito, domani, raus!
Cagheremo sangue nei prossimi anni, questo è quello che ci aspetta a causa di sta banda di cialtroni che da tre anni e mezzo demoliscono lo Stato e fino a due giorni fa giuravano che i ristoranti sono pieni e in Italia si sta da dio, ma aspettare che quel tizio metta a posto le aziende di famiglia, demolisca l'articolo 18, privatizzi i beni comuni, col cazzo!
Guardo la puntata di Presa Diretta Live sul disastro di Genova e di tutta la Liguria.
5 minuti alle reazioni della gente contro il sindaco Vincenzi.
Poi il resto in un'inchiesta seria, razionale e documentata con accuse ai palazzinari, alle giunte tutte, a 70 anni di cementificazione, alle giunte regionali buon ultima quella di Burlando, all'assenza dello Stato, a un turismo di massa che esige il cemento, alle sanatorie, al partito stesso del cemento.
Stai a vedere che anche Iacona (e Sansa come molti pure altri ambientalisti intervenuti) come il sottoscritto non hanno capito un cazzo e sono in malafede perchè c'è la Vincenzi?
Viltà, rancore, violenza, odio, irriconoscenza, frustrazione, sopraffazione, egoismo, egocentrismo, mediocrità, diffamazione, superbia, faccia come il culo.
Cos'è per me l'antifascismo?
Solidarietà, star male come e di più che se un torto che è stato fatto a un altro l'avessero fatto a te, testa ben dritta, coerenza, amicizia, sacrificio, onestà, coraggio delle proprie azioni, agire alla luce del sole, non dimenticare.
Toccatemi tutto, traditemi, pugnalatemi alle spalle, dite bugie su di me e la mia massima vendetta non sarà altro che dire la verità su di voi, ignoratemi, boicottatemi, snobbatemi.
Non fatelo mai con le persone alle quali voglio bene però, perchè é li che comincia il punto di non ritorno.
Capisco la rabbia dei genovesi, capisco pure analizzando tutti i fatti che il sindaco di Genova ha delle responsabilità e che le sue uscite dopo la tragedia siano state delle minchiate da paura.
Capisco che a prendersela con dio è fatica sprecata, capisco pure che per molte persone 500 mm di pioggia non influiscano poi più di tanto quando la media in un anno è di 1.500 (quindi in poche ore e sceso un terzo dell'acqua che abitualmente scende in 365 giorni), capisco pure che prendersela con un Berlusconi e le sue politiche di cementificazione e sanatorie è come sparare sulla croce rossa in questo momento, allo stesso modo capisco che dopo Bertolaso chiunque si sia dimenticato dei compiti della Protezione Civile non sia nel dopo ma anche nell'allerta del prima, capisco anche che gli ultimi tre governatori della Liguria Mori-Biasotti-Burlando e le loro politiche in materia di edificabilità forse non le conoscano manco i genovesi stessi, capisco anche che a tanti liguri ha fatto assai comodo la speculazione sul territorio tanto che fra gronda e terzo valico sono tutti lì a sbavare solo a sentirne parlare, capisco anche i bauscia con la casettina al mare o gli affari a Genova che vogliono casettine, autostrade e infrastrutture di cemento che portino i loro suv lì comodi comodi, ma sinceramente non capisco l'accanimento contro la Vincenzi.
C'è una differenza però.
Io la rabbia cieca dei genovesi vittime di tutto ciò contro una sola e sola persona la capisco e posso anche accettarla, quella di tutti gli altri no.
Ah già, dimenticavo, in primavera a Genova ci sono le elezioni comunali: è più facile cambiare un sindaco della testa e dei portafogli della gente, con buona pace delle vittime innocenti sulle quali qualcuno cerca già di imbandire la prossima tavola di cemento e speculazione...