C'ha rotto il cazzo spacciandosi per il nuovo, puro e immacolato con frasi del tipo: "Quando Berlusconi veniva eletto presidente del Consiglio nel 1994, io studiavo ancora alle superiori!", oppure, "Quando Vendola faceva cadere il governo Prodi, io studiavo all'università".
Ma cosa faceva davvero Renzi nel 1994?
Ecco che faceva Renzi nel 1994: andava sulle reti mediaset a prendersi i soldi di Berlusconi scegliendo vocali..
Ho paura di scoprire che facesse realmente quando cadde il governo Prodi...
A volte mi capita di andare a finire in miei vecchi post che hanno un video linkato dal tubo e scoprire che sono stati rimossi per violazione del copyright (echeppalle), allora mi metto a fare una ricerca e vedo che sono stati (ri)caricati successivamente da qualcun altro, così ricopio il codice da incorporare e li riposto.
Cosa c'entra? Un cazzo, ma mi andava di raccontarlo, un post con video senza video mi sembra un guscio vuoto, anche se magari è di due anni fa e non se lo cagherà più nessuno, è una mia fisima.
Oggi sono uscito dal negozio del mio pusher di fiducia con il mio bel ciddì nel sacchetto, vaffanculo a i-tunes (echeccazzo è?) o allo scarico via mulo o torrente, quello me lo tengo per chi mi mangia la cultura di traverso, ho speso (bene) 12 euri e 90 guadagnati cacando sangue e mi son portato fuori qualcosa di prezioso, vediamo se rimuovono anche questo.
Coltivati a batterie negli alveari di cemento
siamo stati tutti selezionati accuratamente
come natura crea
la legge poi distrugge
dentro questo ciclo modificato geneticamente
che vive la mia gente
in assoluta sincronia col mondo adiacente
ma sempre fuori tempo guardare e non toccare
però desiderare
desiderate pure
quartieri programmati programmat’ pe’ ‘e reati
quartieri programmati pe’ gghi tutti carcerati
famiglie cundannate assieme ‘e carcerate
famiglie cundannate a mantene’ ‘o carcere ‘e stato
rit. cattivi guagliuni
nuje tenimmo all’attivo precedenti e recidive
cattive cattive
‘a colpa e’ sulo ‘a nosta si ‘stu munno nun funziona
cattivi guagliuni
simmo nuje ca simm’ tutte quante nate sbagliate
cattive cattive
nuje nun eremo manco nate e gia’ ci avevano cundannate
stevano
‘nu gruppo ‘e signorine ca s’allamentavano
doje mamme ca chiagneveno, nun capeveno
cu’ chi erano parla’ addò se va che se fa
figlimo addò sta?
totore ca appena vedeva ‘o frate
l’era abbuffa’ ‘e mazzate
lucchetto ca parlava d’o cainato tutto ammirato
nu pate ca luvava da dint’ ‘o pacco tre cammise
pecchè cu’ ‘e chile nun s’era regolato
genta normale
ca può ‘ncuntra’ ‘o ‘spitale ‘o mercato
o in fila pe’ parla’ cu’ ‘e pariente carcerate
pecchè dint’ a ‘sti celle
nun ce truovi ‘e peculate ‘e truffe aggravate contro ‘o stato
‘o falso in bilancio ‘a bancarotta fraudolenta ‘a corruzione ‘e magistrato o l’evasione fiscale
truovi a pascale, rapina a mano armata
truovi a vicienzo, spacciatore
a renato, scippo e estorsione
truovi a diego , rissa e danneggiamento aggravato
e si tu vide buono, truovi pure ‘o cazzo ca ‘e cacato
tu, ‘a legalità l’inflessibilità
‘a certezza della pena e ‘o magistrato ‘e sorveglianza
vuje site una paranza
‘e gente ca ha perduto ‘a dignità
‘e pagliacce ca nun fanno paria’
e io me sonno tutte ‘e notte ca ve veco ‘a vocca aperta ‘o lato ‘e cà
rit
cundannate, cundannate in primo grado a commettere i reati
nati dint’a certi quartieri ca tutto chello ca tenimmo
è chello c c’ammo arrubbato
concentrati invogliati sedotti abbandonati
po’ l’appello ‘a cassazione e jammo tutte quante carcerate
niente clemenza e se non fosse abbastanza
dopp’ si pregiudicato sospettato delinquente abituale sorvegliato
ato ca nun ce sta ‘o stato
nun ce sta ‘o stato?
stann’ ‘e guardie sta ‘a galera
secondini magistrati
cà t’a faje cu l’avvocate
è n’ambiente esclusivo
è l’ambiente de’ cattive
estorsione scippo omicidio spaccio aggressione ricettazione e rapine e tutte ‘e manere
tentata sventata reiterata a mano a mano con destrezza a mano armata con tristezza aggravata cu’ l’intenzione d’o reato
me capisce? staje scetate?
‘a vuo fair ‘na bella cosa?
sienti a nu frate , nun venì maje addò stongo ‘e casa io
state a casa toja e vidave quanto è suggestivo
quando vaje a definitivo
Cattivi Guagliuni - 99 Posse (Cattivi guagliuni - 2011)
La moglie di Bossi è andata in pensione a 39 anni, più o meno quando un precario al giorno d'oggi si tabilizza.
La legge glielo permetteva, va bene (va bene un cazzo).
Io dovrò lavorare fino a 70 e passa anni, va bene (va bene un cazzo).
Ma che i leghisti si incazzino, facciano risse alla Camera, minaccino, gridino allo scandalo perchè uno come me magari ha l'ardire di affermare che la signora Bossi si sta godendo anche la MIA di pensione, bè, ecco, che si facciano sotto uno a uno, vediamo chi spacca il culo per la rabbia a chi: se loro per difendere quella famiglia che quella di Gheddafi in confrontio erano dilettanti, o io perchè sti fenomeni che fanno la morale a tutto il mondo e poi se magnano pure l'aria che respiro, mi fanno incazzare come una biscia.
A lavorare la moglie di Bossi, i figli e tutti i fenomeni del cerchio magico: ne ho i coglioni stracolmi di mantenere sta congrega di fancazzisti mantenuti e assistenzialisti!
Ecco, nella Rai controllata completamente dalla maggioranza, dei Ferrara, dei Minzolini, dei Paragone, delle telefonate intercettate fra Masi, Berlusconi e Lavitola, delle epurazioni della Dandini e Santoro, delle sentenze Ferrario non rispettate al tg 1 e potrei andare avanti, il problema è il tg 3.
Ma andatevene affanculo se avete ancora un minimo di dignità.
Addobbate le edicole!Stappate lo stappabile e festeggiate in piazza la libertà di stampa. Gioite nelle redazioni e inondate il Web con i tweet di esultanza. E' ufficiale: dopo tre anni di tentativi Tremonti ha finalmente abolito il vituperato sostegno pubblico all'editoria. Non sentite che aria frizzante? Beppe Grillo ha vinto: vaffanculo alla stampa di stato. Vaffanculo ai giornali di partito e a quelli parrocchiani. Di destra di centro e di sinistra. Chissenefrega dei consumatori, degli ecologisti e dei comunisti. Finalmente il mercato potrà disporre senza filtri né limiti di tutta l'informazione disponibile. Entro poche settimane migliaia di giornalisti e una novantina di testate - tra cui il manifesto - saranno finalmente costrette a chiudere. E che cento blog fioriscano. L'audizione di ieri in commissione cultura alla camera del sottosegretario Paolo Bonaiuti certifica che i tagli lineari di Tremonti decisi nell'ultima manovra abbatteranno il fondo editoria 2011 da 194 milioni a circa 120. Un tetto basso e ingannevole, visto che da questa cifra vanno detratti gli stanziamenti incomprimibili per la convenzione triennale con la Rai (45 milioni annui) e le rate del debito con Poste (altri 50 milioni fissati addirittura per legge). Ergo per tutti i contributi diretti (fabbisogno 170 milioni) resterebbero circa 25 milioni. Dall'aiuto di stato all'elemosina di stato. E' la soppressione definitiva di ogni sostegno pubblico, come il manifesto - insieme a Mediacoop, Fnsi, Cgil, Pd e tanti altri - ha denunciato senza tregua fin dall'estate 2008, quando Tremonti abolì d'imperio il diritto soggettivo ai contributi prima di fare qualsiasi riforma che distinguesse tra giornali «veri» e giornali «finti».
Io credo nella Democrazia, credo nel fatto che non sia solo il mercato (anzi) a dover disciplinare il nostro indice di libertà d'espressione e opinione, credo che l'analfabetizzazione di ritorno da informazione voluta da Grillo sia solo funzionale a chi detiene il potere e ha grossi capitali.
Ma, anche se tocca ripetermi, non l'aveva per l'appunto ringraziato due giorni fa il principale editore del Paese e nel contempo Presidente del Consiglio?
Dopo la peste bubbonica e il berlusconismo quest'uomo è una iattura senza pari per tutti gli italiani...
Come da una parte ci sono elettori che credono sia conservatore e di destra votare Berlusconi, dall'altra ce ne sono che credono sia rivoluzionario e progressista votare Grillo, per comodità definiremo berluschini i primi e grillini i secondi.
Insomma, non ci vorrebbe una laurea per affermare tranquillamente che Berlusconi e Grillo sono le due facce della stessa medaglia.
Ma.
Ma i due, per quanto spesso li si possa ritenere due piciu, sono lucidi e certe cose le hanno ben chiare in mente.
Grillo che deve fare il parassita dello scontento sapendo che il suo bacino elettorale è a sinistra e se la sinistra stessa perde non gliene frega nulla, anzi, lui sopravvive, e sopravvive ancor più serenamente demonizzando e sparando a zero sull'opposizione (ha provato pure con un certo seguito a distruggere Napolitano, poi ha capito che non era aria).
Berlusconi che accende ogni giorno un cero da quando Grillo è entrato in scena: prima minando il già gracile governo Prodi che poi è caduto spalancando le porte a un Berlusconi che era morto, poi facendogli conquistare una regione importante come il Piemonte che è andata in dote a un inadeguato come Cota, oggi facendo sopravvivere un impresentabile come Iorio in Molise (e non mi si venga a dire che il problema era il concorrente ex forzitaglista, in un contesto normale anche presentando lo zio Michele di Avetrana contro Iorio ma senza l'alter ego di Silvio Grillo, l'opposizione avrebbe vinto).
Grillo è lucido e sa chi deve cannibalizzare, Berlusconi è lucido e sa chi deve ringraziare se è rinato e poi rimasto a galla in questi anni, la cosa più sconvolgente sono coloro che sono qui da anni a smentire la matematica (ma non si diceva che non era un opinione?) e l'ovvio spiegandoci che "No, non c'entra nulla" oppure "Avrebbero vinto lo stesso, è colpa del candidato presentato" o corbellerie simili.
Comunicato ai naviganti: c'è arrivato pure Berlusconi che Grillo è funzionale a se stesso contro la sua uscita di scena, quando c'arriverete anche voi fate un fischio (se non ci saranno già i figli di Berlusconi, sempre benedicendo Grillo)...
Perchè poi uno ci scherza e sdramatizza perchè quello che è successo sabato a Roma è una cosa dannatamente seria, e forse ci scherza proprio per esorcizzare l'inquietudine che una persona come il sottoscritto, che ci tiene al Movimento e alla Piazza, prova.
Però.
Però non mi piace tutto quello che si è scatenato: invito alla delazione ai giornali, foto del cosidetto pelliccia scippate dai suoi profili su vari social network gettate in pasto a un pubblico in versione Avetrana desideroso di vedere la faccia del "mostro", citazioni delle frasi da lui scritte e riportate a seconda dei desiderata del redattore di turno (il ragazzo spaziava da testi degli Afrika Unite a citazioni deliranti di Hitler), l'intervista a un padre distrutto sbattuta in rete e sui tg nazionali, l'invocazione di manette a ogni dove, la censura e gli arresti preventivi...
Non me ne frega un cazzo di prendere le distanze, di condannare senza se e senza ma, non devo dimostrare un cazzo a nessuno, io.
Nel frattempo però 24 banche italiane vengono declassate da Standard & Pooor's, il Molise grazie a Grillo resta in mano al partito degli inquisiti per una manciata di voti, Berlusconi e le sue deliranti farneticazioni intercettate passano inosservate, lo spread fra titoli italiani e tedeschi ha raggiunto quasi 400 punti, la maggioranza sta per chiedere l'empeachment (ma può farlo?) del presidente della Camera, il Vaticano sta lanciando un'OPA sulla politica italiana cercando di archiviare (l'utile) ventennio berlusconiano con un convegno a Todi nel fine settimana, la Fiom non potrà manifestare venerdì prossimo in corteo (qualcuno si ricorda perchè manifestavano a Roma i metalmeccanici?), viene depotenziata la manifestazione del principale partito d'opposizione del 5 novembre a Roma (qualcuno ci aveva pensato?) con l'ordinanza Alemanno e potrei andare avanti.
Ecco, servivano come il pane un "pelliccia" e i fatti di Roma a certa gente, eccome se servivano, e finchè potranno sfruttare il tutto e il popolino bue andrà dietro a questa campagna che sa sempre più di caccia alle streghe, se la rideranno come pazzi alle vostre spalle e alla vostra indignazione a comando...
Roma - Un giovane studente romano di 24 anni è stato identificato e fermato nella Capitale dagli agenti della Digos, perchè ritenuto tra i responsabili dei disordini avvenuti sabato scorso a Roma durante il corteo degli Indignati.
Il giovane, che ha alcuni precedenti per stupefacenti ed è noto con il soprannome di "er pelliccia", è stato fermato sotto casa dagli agenti. Per i media era diventato una delle figure simbolo degli scontri, un'immagine che ha fatto il giro del mondo. Era stato immortalato da numerosi fotografi mentre, durante gli scontri del 15 ottobre scorso, impugnando un estintore, prima lo vuotava agitando l'erogatore in aria, poi lo lanciava verso le forze dell'ordine
Si è difeso sostenendo che stava tentando di spegnere un incendio.
Premesso che sto ragazzo è un genio (spettacolare l'inattaccabile giustificazione che stava spegnendo un incendio visto l'uso dell'estintore), ma se in questo Paese Camera e Senato hanno detto di credere che Berlusconi aiutò Ruby perchè nipote di Mubarak, perchè noi comuni cittadini non dobbiamo credere alla versione der Pelliccia?
Un capolavoro, non ho altre parole per descrivere l'assurda conseguenza di ciò che è accaduto sabato, questo è l'aberrante risultato.
Il sindaco di Roma Capitale Alemanno, nel suo potere di Commissario straordinario per l'emergenza traffico, ha firmato l'ordinanza che vieta per un mese lo svolgimento di cortei in tutto il I Municipio di Roma. In questo territorio saranno possibili solo manifestazioni stanziali, da tenersi nelle seguenti aree: piazza Bocca della Verità, piazza Santi Apostoli, piazza della Repubblica, Circo Massimo, piazza Farnese, piazza San Giovanni, piazza del Popolo e le sedi istituzionali secondo le prescrizioni della questura. Ed ecco il testo integrale dell'ordinanza: "Premesso che con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2006, pubblicato nella G. U. del 9 agosto 2006, n. 184, è stato dichiarato, ai sensi della Legge 24 febbraio 1992, n. 225, lo stato di emergenza - fino al 31 dicembre 2008 - per la situazione determinatasi nel settore del traffico e della mobilità della città di Roma; che con Ordinanza n. 3543 del 26 settembre 2006, pubblicata nella G. U. n. 228 del 30 novembre 2006, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha nominato, fino al 31 dicembre 2008, il Sindaco di Roma Commissario Delegato per l'attuazione degli interventi volti a fronteggiare l'emergenza dichiarata nel territorio della Capitale;
che con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 17 dicembre 2010 lo stato di emergenza nel settore del traffico e della mobilità nel territorio della Capitale è stato prorogato fino al 31 dicembre 2011; che la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile, ha precisato che, a seguito della proroga dello stato di emergenza, devono intendersi prorogati anche i poteri conferiti al Commissario delegato con l'Ordinanza presidenziale n. 3543/2006 e s. m. i.;
che, ai sensi dell'art. 1, comma 2 lett. a) della predetta O. P. C. M. n. 3543/06, il Commissario, sulla base di direttive di volta in volta impartite, provvede alla individuazione di misure efficaci per la disciplina del traffico, della viabilità, del controllo della sosta e per i miglioramento della circolazione stradale; che peraltro che anche l'art. 2, comma 1 lettera d) del Decreto del Ministro dell'interno del 5 agosto 2008 definisce, tra le tipologie degli interventi rientranti nella tutela della sicurezza urbana, anche le "situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità"; che la dichiarazione della situazione emergenziale relativa al traffico ed alla mobilità nella città di Roma ha dato espressamente atto dell'esistenza di peculiarità tali da condizionare negativamente la qualità della vita, le relazioni sociali ed economiche dei cittadini per i suoi riflessi indotti;
che la stessa dichiarazione emergenziale ha dato parimenti atto che la situazione rilevata risultava essere maggiormente aggravata in concomitanza di <> di rilevanza nazionale e mondiale in programma nella città di Roma e connessi al ruolo di capitale della Repubblica; che le criticità connesse allo svolgimento di manifestazioni nel territorio della Città di Roma hanno trovato non solo conferma, ma un drammatico aggravamento in occasione della manifestazione svoltasi lo scorso 15 ottobre, nel corso della quale si sono verificati pesanti disordini ed episodi di violenza che ha comportato, oltre una grave turbativa per le condizioni di sicurezza sociale della comunità, anche una generale compromissione del diritto alla mobilità ed libera circolazione delle persone; che, pertanto, si dimostra assolutamente necessario ed urgente procedere, nelle opportune sedi istituzionali, alla rivalutazione degli assetti regolamentari ed organizzativi generali per lo svolgimento di manifestazioni cittadine, così da coniugare il diritto alla manifestazione con la massima assicurazione di tutela del diritto alla sicurezza urbana, alla libera fruizione del territorio cittadino, ivi compreso il diritto alla libera circolazione e mobilità;
che, nelle more della definizione dell'auspicato assetto organizzativo e regolamentare anzidetto, ed anche in considerazione della straordinaria gravità dei fatti accaduti il 15 ottobre 2011, nonché delle loro conseguenze sul piano della turbativa sociale, occorre assumere provvedimenti urgenti che garantiscano l'esercizio dei diritti sopra ricordati senza pregiudizio per i diritti connessi alla libera circolazione, alla mobilità ed alla sicurezza dei cittadini;
che, opportunamente valutato il contesto urbanistico territoriale della Città, nonché le dinamiche operative delle gravi criticità riscontrate, si può ritenere sufficiente riferire detti provvedimenti alle sole manifestazioni ricadenti nel territorio del I Municipio in quanto maggiormente impattanti sul traffico e sulla viabilità; Visto l'art. 5 della Legge n. 225/1992; Visto l'art. 107, comma 1, lett. c, del decreto legislativo n. 112/98; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 e s. m. i.; Visto il D. L. 7 settembre 2001, n. 343, convertito con modificazioni nella L. 401/01; Visto il Decreto del Ministro dell'Interno del 5 agosto 2008; per i motivi sopra indicati ed al fine di attuare in concreto misure efficaci per la disciplina del traffico e della viabilità nel I Municipio della Città di Roma, stante il suo particolare contesto urbanistico, in coerenza con quanto stabilito nell'articolo 1, comma 2, lettera a) della O. P. C. M. n. 3543 del 26 settembre 2006 e stante; in virtù dei poteri speciali attribuiti al Sindaco di Roma con la predetta O. P. C. M.,
DISPONE per le esigenze indicate nelle premesse, nel territorio ricadente nel I Municipio della Città di Roma sia da considerare compatibile solo lo svolgimento di manifestazioni pubbliche senza formazione di corteo (cd. manifestazioni statiche) da tenersi nelle seguenti aree:
- Piazza Bocca della Verità; - Piazza Santi Apostoli - Piazza della Repubblica - Circo Massimo - Piazza Farnese - Piazza S. Giovanni - Piazza del Popolo - Sedi istituzionali, secondo le prescrizioni della Questura di Roma.
Il presente provvedimento ha validità di trenta giorni decorrenti dalla sua sottoscrizione e sarà trasmesso al Prefetto ed al Questore di Roma".
Se ne beano i fascisti tutti che non ne vedevano l'ora (non per ultimi quelli al potere), sono derubati i metalmeccanici della Fiom che venerdì volevano portare in corteo nella capitale il loro grido di dolore, sono privati di un legittimo diritto tutte le persone che credono nella democrazia partecipativa.
Non sto qua a indicare i colpevoli, ma anche questa la metto nel conto di chi dico io...
Ditemi quel che volete, sarò anche cinico, ma la prima pagina del Tempo di oggi dimostra in che stato penoso si è ridotta l'informazione di questo Paese e mi fa scompisciare dalle risate...
Ma neanche il giornaletto della parrocchia credo si spingerebbe a tanto, ossia a mettere un cristo in croce mozzato intimando la contrizione ai peccatori: ma chi si crede il direttore di quel giornale, dio???
E le forze dell'ordine ora si lagnano per il fatto che con le condizioni di campo che c'erano e le disposizioni tattiche ricevute non potevano fare di più, e dall'altra parte gli antagonisti neri a dire che i poliziotti son tutti A.C.A.B. e che non è un gioco per signorine ecc. ecc., per non parlare degli spettatori non paganti (vedi alla voce manifestanti non violenti) che hanno lamentato invasioni di campo e azioni scorrette dell'una e dell'altra squadra: ma che siamo, al Processo di Biscardi?
Eh si che c'erano pure arbitri di campo equidistanti e imparziali...
Guardate quello cerchiato di rosso, per esempio: prima si avvicina al capitano dei primi e cerca il dialogo, poi è nel cuore dell'azione su un contropiede dei secondi lasciando giocare all'inglese (tipo fatti dell'agosto 2011 a Londra, per intenderci).
Ma cosa volevate di più?
Forse che gli organizzatori dell'incontro dell'anno curassero un pò meglio il campo e scegliessero una terna diversa? Che ci volete fare, se mettete in mano l'organizzazione di una finale di Champions League a gente che al massimo poteva organizzare Torpignattara - Ricottaropoli, non dovete poi stupirvi se l'evento non si è disputato come si doveva e i vostri sogni sono andati infranti per un autogoal ampiamente previsto...
O forse non erano pronti per la "Rivoluzione" con l'alternativa di farsi 1200 km a vuoto tra andata e ritorno per non finire manco il corteo...
E' importante la Memoria, dalla stessa bisogna trarre insegnamento sennò si finisce di ripetere sempre la stessa Storia e, con buona pace di quel tale ritornato in auge negli ultimi tempi, non sempre si ripete in maniera comica, anzi.
Questa storia finisce (per il momento) un sabato sera a Roma fra i lacrimogeni e un sogno infranto di moltissimi manifestanti e parte da molto lontano nel tempo, nel luglio di dieci anni fa per l'esattezza, e discretamente lontano nello spazio, 500 km circa, a Genova per intenderci.
Genova 2001 fu un'esperienza incredibile per più di una generazione, erano decenni che non si parlava più di un Movimento orizzontale, nato e cresciuto dal basso, che cercava alternative ad una finanza mondiale che con la globalizzazione stritolava (allora) i Paesi più poveri a vantaggio di quelli ricchi, un moto di speranza e rabbia portarono centinaia e centinaia di migliaia di persone a riversarsi nel capoluogo ligure in occasione del G8.
Un'organizzazione irresponsabile, dilettantesca, improvvisata e pittoresca fece si che moltissimi manifestanti andassero a fare carne da cannone fra le forze dell'ordine e i movimenti antagonisti più duri arrivati da tutta Europa, chi era informato (partiti, sindacati) si tirò indietro proprio all'ultimo, i manifestanti in buona fede e per l'appunto guidati da proclami di personaggi quantomeno superficiali (per usare un eufemismo) andarono al macello e non poterono manifestare le proprie idee, le proprie speranze, le proprie istanze.
Si parlò di infiltrati, di violenza di Stato pianificata, di forze dell'ordine disorganizzate quando non addirittura in malafede ed era tutto vero, ci sono processi a testimoniarlo, ma la verità è che la buona fede, le energie, la carne e le ossa dei manifestanti vennero mandate al massacro da generali sprovveduti, inetti, irresponsabili ma, ne sono fortemente convinto, non pienamente consci del disastro che la loro scellerata conduzione avrebbe generato (questo è stato l'unico motivo per il quale, quando li ho incrociati sulla mia strada nei dieci anni successivi, non gli ho sputato in faccia).
Dopo Genova 2001 nessuno, e sottolineo nessuno, avrebbe più potuto permettersi il lusso, di agire con leggerezza.
Passano gli anni, al di là del Global Forum di Firenze nel 2003 nessun Movimento dal basso riesce più a imporsi in maniera capillare, partecipata e coinvolgente, la CGIL con il suo stupendo canto del cigno per l'articolo 18 e poco altro (Girotondi, movimenti studenteschi, No Tav), il prezzo pagato alle giornate genovesi è salatissimo.
E arriviamo al 13 febbraio 2011, dieci anni dopo.
"Se non ora quando" riempie non solo piazza del Popolo in Roma, ma tutte le piazze italiane, la società civile tutta da segni di risveglio.
E' come un effetto domino, in giugno arrivano i referendum e il risultato di tentissime persone che si sono messe in gioco da frutti che sino a pochi mesi prima sembravano impossibili: la gente ha lottato per il beni pubblici, di tutti, il referendum dice che lo sforzo è stato un successo ed il quorum è raggiunto. Il Paese è vivo, o meglio le persone tutte che credono di poter cambiare lo stato delle cose, c'è ancora energia e voglia di lottare.
E qui, i soliti pirletta che riescono a sprecare le migliori energie, iniziano a capire che tutto ciò si può "capitalizzare", sull'onda lunga della vittoria ai referendum la gioiosa macchina da guerra dei movimenti tuttaltro che spontanei ma capitanati dai soliti personaggi in cerca d'autore, si mette in movimento.
A luglio arriva il decennale del G8 2001, nonostante il "marchio" che porta in dote è un flop pazzesco e una pagina da archiviare il più in fretta possibile (cosa che è stata fatta dalle stesse organizzazioni che vi avevano aderito, da agosto in poi avete sentito qualcuno che la citava?), non solo non ci credono quelli che vengono da fuori Genova, ma i genovesi stessi (tranne gli organizzatori locali) disertano tutte le manifestazioni precedenti agli ultimi giorni, il corteo del sabato con 50.000 presenze è uno schiaffo e un'umiliazione alle centinaia di migliaia di persone che manifestarono dieci anni prima e alla Memoria collettiva di ciò che significarono quei giorni.
Ma già a Genova iniziano movimenti strani, qualcuno che era contro la crisi si trasforma per l'alternativa e inizia a parlare di riunioni fondamentali da tenersi in settembre a Roma per organizzare una grande manifestazione in ottobre, successivamente si trasformerà (copiando dai movimenti spontanei, quelli si, spagnoli) in indignati.
Ora, non bisognava avere amici nei servizi segreti o nella digos per venire a sapere come il sottoscritto, già in settembre, che a Roma in ottobre "qualcuno" avrebbe cercato un remake in grande di ciò che nella capitale avvenne (quello si spontaneamente) il 14 dicembre del 2010.
La cosa ha iniziato a puzzarmi però mi son detto: "Vabbè, non son più di primo pelo, ma se incazzati (n.d.r. e che palle sto aulico indignati) ci si definisce e incazzati lo si è visto le condizioni in cui versiamo, incazzati bisogna essere. Si potrebbe anche fare".
Poi la cosa ha iniziato a prendere una piega che non mi è piaciuta: da un movimento di base politicizzazzato (nel senso bello del termine, non quello di partito per intenderci) e abituato alle piazze toste, dentro si è iniziato a far confluire le associazioni più disparate, partiti politici di sinistra, movimenti locali, lavoratori non sindacalizzati e chi più ne ha più ne metta, qualcosa non iniziava a quadrare.
Da lì è nato il mio dissenso con chi stava mettendo in piedi tutta la baracca, le similitudini con Genova 2001 iniziavano a essere troppe: che c'entravano, per fare un esempio, militanti dell'Askatasuna con ultracinquantenni con bandiere della pace? No, così era una porcheria, non potevo e non volevo starci.
E arriviamo a sabato 15 ottobre, alla partenza del corteo ecco presentarsi a Roma un magma indistinto che andava da manifestanti No Dal Molin agli occupanti del Valle, dai Movimenti del Sud Ribelle al Gruppo Abele, dagli anarchici insurrezionalisti a Legambiente, le somiglianze con la mattina del 21 luglio 2011 in Corso Italia a Genova erano palesi e poi è andata, logicamente, come purtroppo era prevedibile dovesse andare.
Sento parlare di infiltrati, di "100 idioti" (seee, credetevi che erano 100 e che erano idioti, quelli erano ben più sgamati e preparati di voi che con leggerezza tali li definite) che hanno rovinato una manifestazione spontanea (ma de che?), di effetto sorpresa (come no, credete per caso ancora che i regali di Natale li porta ancora il buon vecchio Babbo?) e di complotto della cattiva destra al potere.
No, non ce l'ho con coloro che vi fa comodo chiamare black-block, violenti o come vi aggrada, loro cercano lo scontro e non credono nella sfilata pacifica, sono andati lì a fare quello che credevano giusto fare (anche se, a dire il vero, mi aspettavo qualcosa di più, o di peggio, a seconda dei punti di vista).
No, non ce l'ho neppure con le forze dell'ordine, anche un bimbo lo sa che se si vuole giocare a guardie e ladri non è che i primi possono scomparire.
No, non ce l'ho con i manifestanti che sono andati a Roma con le migliori intenzioni, anche se un appunto per la loro leggerezza nella scelta della manifestazione potrei farglielo, ma poi penso che non tutti sono abituati a frequentare cattivi guagliuni come il sottoscritto e che per molti in piazza è giusto sempre esserci per non "lasciar spazio a quegli altri", nel qual caso mi facciano il piacere di non stupirsi più di tanto per come è finita, non addossino colpe a partiti e organizzazioni assenti o agli sbirri che hanno fatto soltanto il loro lavoro e molto ma molto meno peggio di altre volte, a onor del vero.
Io ce l'ho con chi questa manifestazione l'ha pianificata, promossa e preparata, perché delle due l'una: o sono emeriti coglioni che hanno giocato con qualcosa decisamente più grosso di loro (e molti di questi sarebbe ora che si togliessero dai coglioni una buona volta e la finissero di fare danni per dare un senso alla propria vita), oppure erano in malafede sapendo ciò che sarebbe successo a scapito delle sopraccitate istanze, speranze, energie, carne e ossa dei manifestanti che credevano di poter essere protagonisti di un messaggio di cambiamento, e in questo caso sono da andare a prendere con i forconi.
Perchè dopo Genova 2001 quello che invece è poi successo il 15 ottobre a Roma non sarebbe mai e poi mai dovuto più accadere, ma qualcuno ha fatto in modo che lo fosse.
Si parla tanto di reti, del potere di Facebook di far comunicare gli "italiani medi", poi ti capita di visionare questo filmato e ti dici, forse non è tutto oro quel che luccica...
Il video si intitola "A 1562 persone piace questo elemento" e rilegge, senza alcuna modifica, i commenti assurdi lasciati dai cosiddetti "italiani medi" sulla vicenda Avetrana.
E tali sono, anche se sono stridenti i pensieri di odio da loro espressi contrapposti alle loro belle facce sorridenti che li identificano nel personale profilo utente di FB, alle loro foto da famigliola in spiaggia, alle loro espressioni godute derivanti da una foto scattata in spiaggia...
Anche questa è la rete, anche questi (soprattutto?) sono italiani, anche questi votano, li incrociamo nei supermercati, fanno "opinione" con gli stessi strumenti che spesso, a torto, molti di noi credono salvifici....
E poi ci siamo noi, noi che arranchiamo ad arrivare alla fine del mese, che quando arriva la bolletta del riscaldamento ci tremano le mani mentre apriamo la busta, che il lavoro oggi c'è e domani non si sa, che non usiamo la macchina nel fine settimana per non sprecare benzina, che il ponte dei santi quasi quasi è meglio lavorare che tanto non si può fare un cazzo, che "le scarpe del piccolo gli sono già diventate strette?", che se un dente fa male speriamo che sia solo una nevralgia, che sfogliamo fra cinque volantini diversi per scegliere il centro commerciale dove costa meno, che l'amministratore non l'avevamo finito di pagare?, che i libri appena usciti mai, solo le edizioni tascabili, che alla spia che ci indica lo stop posteriore bruciato ci pensiamo il mese prossimo, che comunque vada ce la si piglia nel culo ma, per riflesso incondizionato, non abbiamo dubbio su chi tifare fra chi è dentro e chi è fuori.
Che poi mi guardo allo specchio e, tutto sommato, mi rendo conto di essere "diversamente fortunato".
Non sono ricco, probabilmente neanche realizzato professionalmente (secondo i canoni attuali), non sono bello (è oggettivo, ma neanche affascinante secondo il metro di misurazione testè citato), non ho molti amici (quanti ne ho, veramente?), non ho una bella macchina, una casa al mare e tantomeno faccio parte di un club esclusivo o un posto dove rintanarmi quando sono giù di baracca, non sono stimato ma, anzi, spesso sopportato per il mio brutto carattere, però mi sento libero.
Libero di dire quello che penso, comportandomi sempre di conseguenza, attaccato a sinistra come nichilista e a volte reazionario, a destra come stalinista e anarchico.
Ma sono (o mi credo, tutto è relativo) libero, come il vento: avete mai provato ad afferrare, etichettare o inquadrare il vento? Tempo sprecato...
Tu che mi guardi e sorridi
mi chiedi: «Chi, sei?»
«Anima inquieta! »,
mi dici «Tu dunque lo sai! »
Tu puoi capirmi e capire
vuol dir perdonare
Ed accettare, per questo amore, la verità
Io sono il vento sono la furia che passa e che porta con sé e nella notte ti chiama e che pace non ha son l'amor che non sente pietà.
Io sono il vento se t'accarezzo non devi fidarti di me io non conosco la legge che guida il mio cuor son l'amor la passione d'amor qualcosa c'è in me più forte di me. Sono l'aria che tal'ora sospira e che al sol del mattino più dolce si fa son la furia che improvvisa si adira e che va, fugge e va dove andrà non lo so.
Io sono il vento sono la furia che passa e che porta con sé ho attraversato il deserto cercando di te t'amerò era scritto così qualcosa c'è in me più forte di te più forte di me
Io sono il vento sono la furia che passa e che porta con sé ho attraversato il deserto cercando di te t'amerò era scritto così qualcosa c'è in me più forte di te più forte di me.
Io sono il vento - Arturo Testa (Arturo Testa - 1959)
Continua la marcia d'avvicinamento al 15 ottobre, continua la lunga marcia verso la madre di tutte le manifestazioni, verso il punto di rottura con il passato per costruire un futuro diverso.
Le ricette sono le più varie e innovative, su Global Project ad esempio...
Da pochi giorni trovate in libreria l'ultimo numero (il 18) di Alternative per il socialismo, la rivista diretta da Fausto Bertinotti. Il titolo è potente: "L'opportunità della rivolta". Nell'editoriale Bertinotti chiarisce il carattere di questa opportunità e qualifica la rivolta come l'unico strumento utile per rilanciare una politica dell'alternativa, in Italia e nel mondo.
E sticazzi....
Il dibattito ci interessa e riguarda i movimenti fino in fondo. Ma riteniamo che questo dibattito debba essere articolato e ampio. Non fatichiamo ad assumere il primato ontologico della rivolta (dell'indignatio), fa parte della nostra pelle, del nostro stile, della nostra pratica politica. Il nodo che ci stiamo ponendo, però, e lo facciamo già da tempo, è capire in che modo definire una dimensione coestensiva e un rapporto ricorsivo tra tumulto e istituzioni. In questo senso, e con l'intervista a Fausto Bertinotti che vi proponiamo, vorremmo aprire la discussione, evitando in tutti i modi semplificazioni, girando alla larga da gossip e banalità.
Ah bè, se dite così non posso che credervi...
Costruire l'alternativa è cosa complessa, il primato del conflitto (che non può in nessun modo essere confinato nella gabbia prescrittiva della non violenza - e su questo rimandiamo ancora all'intervista) non esime i movimenti da una scelta costituente. Radicalità, oggi, vuol dire creatività istituzionale del conflitto, con tutto ciò che questo, nella contingenza politica, può determinare.
Tradotto in soldoni: siamo pronti a farcela con Vendola....
Una parte significativa dell'intervista, infine, è dedicata alla grande mobilitazione internazionale del 15 ottobre, il luogo giusto per cominciare a fare di questi temi motivi di sperimentazione pratica.
A seguire l'editoriale di Fausto Bertinotti integrale (in formato Pdf).
Non me lo perderei per nulla al mondo: mò me lo stampo, me lo vado a far rilegare e lo metto sulla scrivania al posto del Capitale, pardon, della Bibbia trattandosi dell'illuminato sulla via di Damasco Bertinotti...
A parte gli scherzi (i vostri), io vi imploro: non dilapidate le molteplici energie, fatiche, speranze e utopie di tutti coloro che verranno a Roma il 15 di ottobre per gridare basta, fatevi da parte voi, Bertinotti, la vostra "creatività istituzionale del conflitto" (sic!), le vostre pragmatiche manovre non per assaltare ma bensì per sedere nel Palazzo d'inverno, insomma, levatevi dai coglioni e lasciate spazio alla gente (senza mandarla al massacro...).
Fatelo per la gente porca troia, con le vostre ricette avete già perso dieci anni fa, con la vostra ambizione e arroganza il massimo a cui potete aspirare è la partecipazione, non certo la rappresentazione.
Avete presente quella roba inguardabile che dalla scorsa primavera Berlusconi aveva messo su rai uno alle 20.30 dopo il tg Minzolini? Bè, faceva talmente cacare che...
GiulianoFerrara lascia il pezzetto nobile di palinsesto che fu di Enzo Biagi, ore 20:30 fra il telegiornale e il varietà: il direttore del Foglio, che si firma Elefantino, trasloca nel primo pomeriggio, pronto sul seggiolone fra la sigla del Tg1 e la rubrica Economia, tra le 14/14:10
Ora, la trasmissione era inguardabile ma i dati auditel ancor di più, ed ecco quindi la logica "promozione" nel dopo pranzo (mentre continuiamo a strapagare noi il suo immeritato stipendio visto il prevedibile flop), la domanda che continuo a pormi è: i programmi di cosiddetti "opinionisti di destra", da 20 anni ottengono sempre risultati penosi perchè chi li conduce fa trasmissioni che fanno vomitare o perchè l'elettore medio di destra oltre La Corrida e la lettura de il Giornale non riesce a spingersi?
No, non mi sento meglio degli altri, però tutto mi pare di una mediocrità disarmante.
Credo che le parole, in certi casi, non siano manco più necessarie (e l'ho dimostrato con i miei ultimi due post), invece mi sbaglio.
Leggo altri blog, sempre più spesso mi annoiano perchè trovo poca vita reale e molta retorica, guardo la televisione (diffidate da quelli che la schifano e si vantano di evitarla come la peste) e mi tocca beccarmi il giovedì un "Olè", il venerdì un pianto come "Colorado" e chissà cosa mi aspetterebbe il sabato sera se me ne stessi in casa.
Contrappongo volutamente con due immagini lo spazio dato alla morte del miliardario Jobs rispetto a quello delle cinque operaie di Barletta commentando il tutto con una musichetta leggera, certo che anche una sola parola sarebbe stata superflua per manifestare tutto lo schifo per gente che vive come un lutto la morte naturale di uno che ha fatto tutto per sè rispetto a quella violenta di chi è morto per tre euro e novanta all'ora e mi accorgo che invece in altri spazi si discute, si argomenta, si riprende e addirittura si cita, dio santo...
Ribadisco, non mi sento meglio degli altri, però mi rendo conto che non tutto è scontato come a volte ottimisticamente tendo a credere e quindi calo il carico da novanta: il 15 ottobre mi sembra demenziale.
Sia ben chiaro, il 15 ottobre so di per certo la mia opinione da che parte della barricata sarà, ma solo la mia opinione per l'appunto, non di certo il cuore.
Il 15 ottobre, in teoria, dovremmo vedere la contrapposizione del Bene (indignato) contro il Male (arrogante), e come no...
Ora, io ho ben chiaro chi impersonifica in questo Paese il Male ma, con tutta la benevolenza e la partigianeria del caso, ho fortissimi dubbi che il "movimento spontaneo" (ah ah ah, ma mi faccia il piacere...) e indignato in piazza mi rappresenti, se non in minimissima parte.
Forse faccio parte anch'io del Male, nel caso, forse la stragrande maggioranza di coloro che hanno organizzato questo 15 ottobre mi fanno vomitare e, piuttosto che marciare al loro fianco e/o farmi rappresentare dagli stessi, mi taglierei volentieri una palla.
Nessuno è puro, tantomeno il sottoscritto, il problema è che raramente fra gli indignados de noantri vedo operaie come quelle di Barletta, precari che (REALMENTE) non arrivano a fine mese, pensionati che non fanno la spesa le ultime due settimane del mese, gente di periferia che lotta per servizi sociali migliori e un futuro, prima ancora che per i propri figli (e chi può permetterseli?), per se stessa.
Vedo invece tanti bloggers da combattimento, feisboccari di sto cazzo, movimentisti di professione che nel loro ambito sono di un mafioso da far schifo, militonti che cercano per l'ennesima volta di dare un senso ad una vita fatta più di ricordi di militanza mistificati che reali, gente che spera di risplendere di riflesso e su numeri da partecipazione fatti da altri, giovani ardimentosi che ci credono visto che farlo per loro è ancora un hobby, non certo un sacrificio.
Mentre i marciatori da grandi occasioni manifesteranno per Roma (ma potrei dire Milano, Genova, Firenze) chi cazzo manifesta a Barletta perchè i lavoratori rialzino la testa? Chi manifesta a Prato perchè non si odino i cinesi? Chi cazzo manifesta a Cherasco perchè la Lega non vinca con percentuali bulgare? Chi cazzo è veramente presente e sta cambiando il proprio Territorio?
Qualunquista? Sfascista? Se vi fa comodo e se cercate un'assoluzione a buon mercato prego, accomodatevi. Ecco, io nonostante tutto ancora ci credo e lotto nel mio di territorio martoriato ogni santo giorno, so di non essere l'unico e so che altri che si comportano come me invece a Roma ci andranno, ma al sottoscritto proprio non va di fare numero per la compagnia di cialtroni sopraccitata, per questo vi auguro buon divertimento: io col cazzo che vado a Roma il 15 ottobre a legittimare certi coglioni.