Parma - Nuovo tsunami giudiziario sull'Amministrazione civico-berlusconiana di Parma. A 48 ore dalle dimissioni del sindaco Pietro Vignali, la Procura di Parma ha iscritto nel registro degli indagati 11 tra assessori ed ex.
Io sono stato a Parma.
Io ho visto Parma e l'ho trovata bella, in tutto e per tutto.
E' un gioiellino di circa 185.000 abitanti, composti, che rispecchiano la bella cittadina che ha dato loro i natali o il lavoro e che hanno deciso di viverci.
Cosa li ha spinti, o perlomeno cosa ha spinto la maggioranza di essi, a decidere di autodistruggersi mettendosi nella situazione disastrosa che ora tutti leggiamo dalle pagine dei giornali fatta di assessori o arrestati o indagati?
Da 60 milioni di debito pre-giunta Vignali a 600 milioni di euro di debito attuali che ipotecano il futuro della città, da servizi sociali che facevano concorrenza per qualità al modello Reggio Emilia a una desertificazione degli stessi mettendo tutto in mano ai privati (con i risvolti giudiziari che sono sotto gli occhi di tutti).
Perchè i Parmensi, o quantomeno la maggioranza degli stessi, ha deciso di suicidare la propria città, la propria comunità, la propria storia?
E' imperdonabile quello che hanno fatto, come lo è quello che milioni di italiani hanno fatto mettendoci nelle mani di un distruttore come Berlusconi, fa paura, alle persone come me risulta incomprensibile visto che l'epilogo era scontato.
Parma piccolo specchio dell'Italia o forse, è ancora peggio, parmensi specchio degli italiani: vergognatevi tutti per la vostra idiozia.
Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.
Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.
Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.
Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.
Questo blog aderisce convintamente alla campagna lanciata da Valigia Blu per una alla Rete unificata contro la legge Bavaglio di quei fascisti che hanno cambiato il colore della camicia ma restano sempre gli stessi.
In questi giorni ognuno di noi nella sua cassetta della posta s'è trovato il bustone dell'Istat, visto che l'Istituto se non preso seriamente e quindi se non compilato il questionario interno si incorre in sanzioni amministrative, mi son detto: ma se è così autorevole, vogliamo prendere per buono fino in fondo quello che dice?
Fonte Istat - Cresce ancora la vita media in Italia: secondo l’Istat, che oggi ha diffuso le stime sulla dinamica della popolazione relative al 2010, nel nostro Paese la speranza di vita è arrivata a 79,1 anni per gli uomini.
29 settembre 1936 - ?
Prendo l'abaco in mano (ben s'adatta all'età dell'anziano in questione) è inizio a fare i conti: 79,1 - 75 = 4.
Però, mi dico, non sarebbe male se schiattasse entro un lustro, ma questo vale per le persone comuni, quelle che lavorano (veramente) almeno otto ore al giorno, hanno responsabilità per i propri cari, si fanno la fila per pagare una bolletta, devono chiedere un permesso per andare da un dentista, devono fare i conti per arrivare alla fine del mese, pagano per andare in vacanza dopo aver ponderato per settimane in una pensione nel clima "salubre" della riviera romagnola o in un campeggio, si trovano in una mattina d'inverno a correre per prendere un mezzo pubblico o si fanno ore ogni giorno guidando in mezzo al traffico, si trovano a luglio una busta paga massacrata perchè pagano le tasse fino all'ultimo centesimo, si disperano quando prendono una multa per divieto di sosta o scoprono per avere un dente cariato, pagano il ticket per scoprire se hanno una malattia grave.
Non è il suo caso, mi son detto, uno che ultrasettantenne incontra donnine a go-gò una sera si l'altra pure, non ha certo questo tipo di problemi e altrochè mutua, paga i migliori dottori al mondo per avere tutte le cure necessarie.
Allora sono arrivato a questa conclusione: se l'Istat è un istituto serio ce lo togliamo dai coglioni nel giro di quattro anni, se le sue risorse sconfiggeranno anche le statistiche nel giro di una decina d'anni al massimo questo tizio della prima metà del '900 tira le quoia, quindi prima che mio figlio prenda la patente e abbia il diritto di votare: volesse il cielo...
ROMA -Silvio Berlusconi ha inviato un messaggio a don Pierino Gelmini, in cui il premier scrive che "governare l'Italia in mezzo alla crisi mondiale è particolarmente difficile, mentre ci sono molti ambienti, giudiziari, politici e giornalistici, che lavorano per distruggere, calunniare, sabotare invece che per costruire nel comune interesse della nostra Italia".
Interessanti questi scambi epistolari fra inquisiti accomunati dall'accusa di frequentare minorenni, chi Ruby chi, se possibile, addirittura peggio...
Vabbè, ognuno frequenta chi si merita verrebbe da dire.
Nel mentre mi autodenuncio con fierezza: caro Silvio, io sono fra i sabotatori, i gap del 2000 e quelli che fanno Resistenza.
Non mi piegherò, mai, al tuo sistema e per quel che potrò sarò ben lieto di sabotare e sovvertire, vale sempre il non mi avrete mai come volete voi...
Poi dice che il problema è solo Berlusconi e andato via lui si risolverà tutto...
Spalato - A volte basta il nome del Presidente del Consiglio per scongiurare il carcere. Così è accaduto ai tre turisti italiani di Ancona colti in flagranza di reato dalla polizia di Spalato, in Croazia, mentre tentavano di abbordare tre prostitute romene. Un caso di ordinaria giustizia se non fosse per l'arringa difensiva: i tre accusati avrebbero infatti dichiarato: ''E che abbiamo fatto? Che problema c'è? È quello che fa il nostro Presidente del Consiglio!''.
Logicamente ai tre che volevano "aiutare" le poverine come fa il nostro presidente coi vari Tarantini, Ruby ecc. è andata bene: il giudice, convinto delle buone intenzioni dei tre italiani ha deciso di stravolgere la loro posizione e da imputati sono diventati teste per sconfiggere il racket che sfruttava le ragazze da loro abbordate.
Ecco l'unica cosa che riusciamo a esportare durante il governo berlusconi: il berlusconismo...
E di spari in Germania vicino a dove parla il Papa, manco non ci fosse abituato visto che a Roma da gennaio a oggi è stato già ammazzato con arma da fuoco un numero di persone più o meno pari a quelle che affollano la messa della domenica mattina nella chiesa vicino a casa mia.
E di Amanda e Raffaele e tutte le storie da cronaca nera che appassionano solo il popolo bue che s'ammazza di servizi televisivi alla studio aperto e belinate simili, mentre si sta ultimando il kolossal "il Paese va a fondo" e l'anteprima è visibile su tutti gli schermi greci.
E di modelli femminili alla barbie in un Paese dove se dici a qualcuno che ha una bellezza androgina oramai quasi quasi ti querela.
E di satelliti che dovevano cadere fra il Piemonte e il Veneto e i cui detriti non sono finiti un pò più in là tipo Francia o Croazia, ma addirittura nell'Oceano Pacifico: alla faccia dei calcoli fatti a cazzo...
E di aumenti sui pacchetti di sigarette oramai con la stessa frequenza con la quale si apre un'inchiesta su Berlusconi: non vi basta che moriremo di cancro ai polmoni, volete vederci morir di fame?
E dell'ultima uscita mondana di Federica Pellegrini e di comecazzosichiama Marin o Magnini (qualè quello che c'è adesso? Bah...): si trombassero in santa pace fra le loro mura domestiche, si tatuassero, litigassero con tutti i loro ex ma non ci scassassero più la uallera con la loro love story.
E di liste anonime via internet su presunti omosessuali politici di destra, liste che hanno meno attendibilità di quella spacciata da Feltri per il metodo Boffo, ed è tutto dire.
E di coglioni che ti dicono che non serve comprare i giornali tanto ci sono su internet, salvo scoprire poi che su Repubblica on line i link più cliccati sono quelli della parte destra, per intenderci con primizie tipo la fotogallery sulle nozze della sorella di Nicole Minetti o l'ennesimo filmato dell'autogoal più strano che si sia mai visto.
E di cazzate tipo gallerie che uniscono Losanna con il Gran Sasso e di gente (ammetto che la invidio) che ha ancora il coraggio e il sangue freddo per ridere di tutto ciò.
E di chi sarà il leader della destra alle prossime elezioni, come se davvero quei lillipuziani politici di Alfano, Formigoni e Alemanno possano davvero sperare di fare fuori il vecchio dove non c'è riuscito il resto del mondo.
E delle cazzate, ospitate e dichiarazioni di Renzi: il nulla con la politica intorno.
E mi fermo qua per stanchezza, ma non se ne può proprio più.
TORINO - Elena Garberi e Marianna Valenti, le due militanti No Tav tratte in arresto lo scorso 9 settembre nel corso di disordini intorno alla recinzione del cantiere della Maddalena di Chiomonte, in Valle di Susa, tornano a casa.
Elena e Marianna escono dalla galera, ma non è ancora finita.
Per la prima, donna di 39 anni e madre di tre figli, ci sono gli arresti domiciliari, per la giovane studentessa c'è invece l'obbligo di dimora.
Ma di quali atti terribili si son macchiate per essere trattate peggio di un eversore che incita alla secessione e a milioni di carabine o di un tizio che finisce a processo per essere andato a letto con minorenni?
Al momento dell'arresto, si legge nell'ordinanza dei giudici del tribunale del riesame di Torino, Elena aveva infatti con se' Malox per proteggersi dagli effetti dei lacrimogeni, guanti da lavoro un paio di occhiali da tornitore e 3 foulard, oggetti, hanno rilevato i giudici torinesi che «ben difficilmente vengono portati tutti insieme con sè da una persona che si accinge ad intraprendere una marcia pacifica».
E sticazzi: ma chi era al confronto Osama Bin Laden?
Inoltre, secondo quanto viene evidenziato dai giudici del tribunale del riesame di Torino, la donna era nota alle forze dell'ordine, che sono in possesso di sue fotografie, perchè tra il 16 e il 17 luglio scorso si era arrampicata su un cancello d'accesso al cantiere, insultando le forze dell'ordine e recidendo con una tenaglia il filo spinato posto a protezione del cantiere stesso.
Ammappate, addirittura ha reciso un pezzo di filo spinato? Ci sarebbe da istituire la sedia elettrica anche qui in Italia per certe persone... Marianna è stata trovata in possesso di un borsone con 19 pietre, (n.d.r. con buona pace del fatto che del possesso dello stesso lei ha sempre negato, macchisenefrega di quel che dice la ragazza, in questo Paese siamo garantisti solo coi papponi) viene definita nel documento come «gravemente indiziata di un reato che, per le circostanze di tempo e di luogo, costituisce fonte di grave allarme sociale».
Quindi, verrebbe da pensare, colpiamone un paio per educarne cento...
«Le manifestazioni No Tav» recita un passo dell'ordinanza dei giudici del Tribunale del riesame «sono balzate spesso, negli ultimi tempi, agli onori della cronaca per essere state teatro di violenti scontri con le forze dell'ordine, degenerando spesso in danneggiamenti, violenze e aggressioni anche gravi».
Al che il cattivo pensiero di quattro righe sopra di maoiana memoria inizia ad assumere i contorni della certezza, con buona pace di chi osa dissentire dalla Tav, una merdata inutile ma che il potere difende ad ogni costo, anche quello di trattare due manifestanti che si oppongono alla stessa come due terroriste fondamentaliste che hanno appena ammazzato un centinaio di persone...
Ve li ricordate quelli col cappio in Parlamento, quelli di Roma Ladrona, quelli contro i ladroni della Prima Repubblica ecc. ecc.?
ROMA - Bossi dice no all'arresto di Marco Milanese, ex braccio destro di Giulio Tremonti. "Non voglio far cadere il governo", dichiara il Senatur a margine di un vertice con i deputati leghisti alla Camera. E poi: "Se decidiamo io e Maroni la base è con noi".
L'hanno dimostrato negli ultimi anni: pur di stare al tavolo di Silvio a magnare fanno le peggio porcate, mò si mettono a salvare chiunque peggio del peggior pentapartito di Craxiana e Andreottiana memoria.
Ma andate a zappare leghisti, oppure siate più coerenti e prendete tutti la tessera del vostro amico Berluscaz (copyright Bossi, venduto per primo) e continuate ad arricchire i signori a Roma mentre vi fottono anche le mutande...
Io me lo chiedo da mesi ma oggi, dopo aver letto da parte di una persona che reputo intelligente che con il mio sdegno e schifo sarei fra i perbenisti che affollano questo Paese (io????), ho deciso di rendere pubblico questo mio interrogativo.
Berlusconi e Marrazzo, arrotondando per difetto nei confronti del primo e per eccesso nei confronti del secondo.
Sorpresi a usufruire di sesso a pagamento con persone abituate a vendersi, a frequentare personaggi immischiati con la cocaina, a utilizzare mezzi pagati dalla collettività per fare i propri porci comodi, a rendersi ricattabili e poi ad esserlo dalle stesse cattive compagnie, questo accomuna la storia pubblica/politica dei due personaggi.
Mentre però il primo è saldamente al potere difeso non solo dai propri alleati, dai giornali di destra e dai propri elettori ma pure (oddio...) da cittadini che si dichiarano scandalizzati dal "perbenismo" di sinistra, giornali e magistrati che "speculano" (sic!) su tutto ciò per defenestrarlo, il secondo si è dimesso, si è rinchiuso in convento, gli è stato fatto il vuoto attorno manco fosse un appestato e dopo due anni è un reprobo della politica e della Società.
Mi si permetta una domanda per questo doppio peso e doppia misura che è stata applicata: non è che per caso la colpa di Marrazzo sia stata quella, a differenza dell'arzillo settantacinquenne erotomane, di essere stato con chi aveva il cazzo in un Paese (quello si) bigotto e omofobo come il nostro?
Ore 20.00, televisione italiana, se avete un minimo di stomaco e di senso del pudore non schiacciate il tasto numero uno del vostro telecomando...
"Lui è un eroe, i magistrati dei ragazzotti", "Uomo umile", "Perché il premier dovrebbe farsi da parte ora che non c'è stata alcuna scissione nella maggioranza, una maggioranza che ha il merito di aver varato manovra di dimensioni gigantesche per salvare il paese?", "Perché dovrebbe dimettersi proprio ora? ".
Questa è la cronaca di un tranquillo lunedì sera di paura sulla rete principale del servizio pubblico da noi ingiustamente foraggiata per dar da mangiare a chi tesse le lodi di un personaggio impresentabile che mai e poi mai una persona di buon senso potrebbe sostenere e votare, facendo propaganda per lui a dispetto della realtà e del buon gusto.
Ora mi chiedo: perchè 100.000 intercettazioni a Bari, le chiacchiere sulle Olgettine, le tante seghe mentali sulle donne e sul sistema Tarantini quando basta guardare Rai Uno ogni santa sera per vedere qual'è il modello Berlusconi e come funziona?
Il Fiume passava dalla mia città prima che nascessi, è passato per tutti gli anni che ho vissuto e continuerà a scorrere quando io non ci sarò più.
Uso la maiuscola perchè per quelli come me il Po è qualcosa di molto di più di un semplice fiume, è la vita con tutte le sue variabili, è un compagno ideale perchè non lo puoi controllare ma vive di vita propria, anche quando non sei lì sai che c'è, grande, forte, inarrestabile.
Da quindici anni una manica di dementi tenta di appropriarsene come tenta di farlo con le nostre terre, con la nostra storia (se è il caso reinventandosela) e con i nostri dialetti: adesso basta, una volta per tutte.
Tutti quelli che hanno vissuto il Po hanno del Fiume un rapporto personalissimo, il mio è fatto delle domeniche passate da mattina a sera con i miei genitori quando ero piccino (la piscina? Il mare? E che roba erano?), con le insalate di riso e l'ombrellone, delle corse con la mia bici da cross su strade di ghiaia che non conoscevano l'asfalto e dall'odore limaccioso che ti accompagnava, delle soste in baracche dove ancora si serviva il pane con sopra il bagnetto, di pescatori che riuscivano a stare immobili per ore e ore mentre l'acqua mai si fermava, di richiami a non immergersi mai oltre le caviglie perchè i mulinelli erano terribili e chi li aveva conosciuti non si era salvato, di grigliate in baracche di amici accompagnate da carte e buon vino, ma è stato anche il continuo inquinamento fatto negli ultimi trenta/quarant'anni e l'esondazione del 2000 con le giornate successive a dare una mano spalando fango e aiutando chi il Po se l'era trovato in casa...
Oggi per me il Po è la serenità di una pedalata lontano dalle auto e dal caos cittadino, è l'aver preso il posto di mio padre nel tramandare l'amore per il nostro Fiume anche giocando a lanciare i sassi con tanto di salti, è il mio posto dell'Anima e, visto l'entusiasmo che dimostra quando lo porto, anche di mio figlio.
Stamane siamo andati come al solito nel nostro posto preferito, c' è un piccolo maneggio e lui ama guardare i cavalli, ci starebbe delle ore, poi da lì siamo scesi verso la riva e ha iniziato a prendere pietre e a tirarle con foga.
Con pazienza gli ho fatto vedere che era meglio prendere quelle piatte, sono quelle più adatte per farle saltare sull'acqua.
Mi ha ignorato, ha ricominciato a raccogliere pietre di varie forme e dimensioni e tirarle con tutte la sua forza, sembrava quasi accorgersi di ciò che stava accadendo e reagiva lanciandole con rabbia nell'acqua.
Cosa fareste se qualcuno volesse rubarvi l'Anima? O, peggio ancora, di chi volesse appropriarsene per farne il proprio manifesto propagandistico e politico per lanciare un messaggio di esclusione, razzismo, divisione?
Ecco, in quel momento ho capito che avevamo sbagliato.
Sbagliammo quindici anni fa quando questa cialtronesca parata in riva al Po ebbe inizio e noi non ci opponemmo (il Po è di tutti, ci dicevamo, anche loro) non accorgendoci che del Po come delle nostre terre, delle nostre genti e quindi della nostra Anima se ne stavano appropriando, sbagliammo non manifestando il nostro no, non rivendicando il nostro diritto a dire che il Po era anche (soprattutto?) Storia nostra, non di gente di Gemonio, Novara, Varese ecc. che non c'entrava un cazzo, non facendo Resistenza.
Avremmo dovuto fare come mio figlio, reagire con rabbia, con foga se necessario, ma non controllandoci visto che si trattava della nostra stessa Storia e della nostra Vita: il Po è di tutti noi, non solo di certe persone.
No, io e Ale decisamente non siamo tipi da aria condizionata.
La sua Bravo attraversa le vie della città in questa estate che si è svegliata tardi e altrettanto tardi sembra voler finire, con i finestrini giù e rispettivamente il suo gomito sinistro e il mio destro che fanno bella mostra di sè a chi ci incrocia, chi ci precede o ci segue.
Provo a ricordare e mi sembra che il nostro rapporto d'amicizia sia sempre stato così con le due varianti finestrino abbassato un dito in inverno o completamente d'estate: è il fumo, bellezza, e noi due in fatto di sigarette mentre si gira e si parla non si bada alla quantità...
E' così da anni e anni, lui passa a prendermi e io salgo in macchina, ingrana la prima e si parte.
Per dove? Ma sarà mica importante.
Vivendo in una città come la nostra si va da strade trafficate a quelle più strette e a senso unico del centro storico, dalle vie larghissime della zona industriale a quelle che si arrampicano sulle colline circostanti, l'importante è non fermarsi.
Sentiamo una musica che non è cambiata negli anni, abbiamo un po' più di pancia e gli stessi capelli di quando avevamo la metà degli anni che abbiamo adesso, abbiamo donne diverse da allora ma la stessa voglia di stare insieme, la sostanziale differenza è che l'incoscienza ha lasciato il posto al disincanto.
Scopriamo una nuova insegna, incrociamo una macchina sulla quale sembra di intravedere... no, non è possibile, si è sposato ed è andato a vivere nel cuneese una decina di anni fa, decisamente non può essere lui.
Com'eravamo quando Ale aveva da poco preso la patente e facevamo questi nostri giri assurdi che cominciavano appena la luce del giorno se n'era andata? Avevamo tutto da guadagnare, forse perchè non avevamo nulla da perdere, gli anni migliori dovevano di certo ancora arrivare e tutto era una possibilità, eravamo ricchi di tempo perchè, a differenza di tutti i beni materiali, quando ne hai poco da portare in dote vuol dire che potrai spenderne ancora un bel pò, e quando il tempo davanti a te ti sembra illimitato sai che potrai anche sprecarlo in scelte sbagliate, perchè poi ne avrai altro per mettere tutto a posto.
Passiamo davanti alla nostra vecchia scuola dove eravamo compagni di banco, ci sorridiamo per quanto siamo stati coglioni, diritti verso i giardini e poi a destra verso il cavalcavia. So già dove sta dirigendosi, non lo ammetterà mai perchè se ne andò via disgustato, ma sta dirigendosi verso la zona dove sta il complesso dove lavorava sei anni fa abbondanti: perchè tendiamo sempre a rivalutare, se non addirittura a rimpiangere, oggi quello che abbiamo schifato ieri?
Un disoccupato da due anni e uno che ha barattato quella che stava diventando cronica precarietà in cambio di un lavoro che l'ha demansionato dalle sue competenze ma che gli permette di mantenere il proprio figlio e pagare una connessione a internet per scrivere le proprie cazzate, ecco chi c'è a bordo di quest'auto che ora sfreccia lasciandosi alle spalle il casello autostradale che sembra l'unica via di fuga da questa città che sta morendo.
Hinterland, periferia, frazioni, lo si chiami come si voglia nulla può esimerci dal fare tappa a un certo punto in uno degli ultimi bar che tengono aperti dopo cena, questa è un'epoca da birrerie o disco-pub, noi siamo cresciuti con altro.
Noi siamo quelli del caffè e del decaffeinato: il primo perchè ne prende diversi al giorno tanto da quando è disoccupato non va a dormire prima delle quattro di mattina, il secondo invece perchè con il sonno non ha un buonissimo rapporto sin dall'adolescenza, bevuti si può finalmente risalire in macchina e dare un senso all'ennesima sigaretta.
Niente musica adesso, si parla, ci si sforza d'ignorare l'esistente che non ci piace, si torna verso casa.
Cos'è cambiato da allora, da quando giravamo goduti, rilassati sprecando tempo e benzina, accompagnati non dico da entusiasmo ma da una sana leggerezza che ci avrebbe fatto girare a vuoto per tutta la notte, qual'è il fardello che ci ha tolto l'entusiasmo e sembra aver trasformato in uno stanco rituale il nostro peregrinare senza una meta, cos'è che ci costringe a ignorare cosa accadrà domani e nei prossimi giorni se non la mediocrità che gli stessi ci regaleranno, dove son finiti i nostri giorni migliori?
Non lo so, o meglio, lo so ma non me lo voglio dire.
In fondo in fondo ci spero sempre, ma so benissimo che quei giorni non torneranno mai più.
Certe cose che senti nell’aria non le devi nascondere le conosci a memoria ma non puoi condividerle, se stai cercando il tuo viaggio in un posto lontano, più libero... Oltre i muri che vedi andando avanti fra i discorsi invidiosi e arroganti, le cose che senti nel cuore non rinnegarle mai sono fragili ma possiamo difenderle se voleranno in alto i nostri pensieri più limpidi. Aiutami a ritrovare l’interesse per le piccole cose che sono alla base di tutte le promesse del futuro che cresce, perché sono le sfumature a dare vita ai colori e a farci tornare in mente le cose più pure dei giorni migliori. Non ci sono percorsi più brevi da cercare c’è la strada in cui credi e il coraggio di andare
I giorni migliori - Tiromancino ( In continuo movimento - 2002)
"Sono il funzionario CGIL coinvolto nei tafferugli dello scorso 08 settembre a Salsomaggiore. La mia vicenda, balzata agli onori della cronaca nazionale come un qualcosa di fuori dal comune, e che ha lasciato tutti basiti, ha creato un terremoto mediatico durato poche ore. Come è noto la vicenda in sè per sé quasi banale, è stata riportata su quasi tutti i quotidiani nazionali. Perché? La risposta è semplice e scontata: Un funzionario della CGIL non può permettersi di esporsi in questo modo, ne va l'immagine dell'organizzazione. Fortunatamente la dinamica dei fatti accaduti quel pomeriggio, è molto chiara, anche grazie alle registrazioni video, facilmente reperibili anche su internet.
Quel giorno insieme ad altri compagni ci siamo ritrovati per attuare un'azione pacifica di dissenso nei confronti di una manifestazione che aveva ben poco di sportivo e molto di mera propaganda politica, a tal proposito ci tengo a specificare che i partecipanti alla competizione sono vittime come tutti, ma anche complici, in quanto avevano comunque la possibilità di rifiutarsi di partecipare. La protesta si stava risolvendo come nel più classico dei modi, come spesso avviene nelle manifestazioni non violente, quando un gruppo di persone non identificate, ha preso parte allo sgombro del presidio, e con insulti e violenza fisica, ha cominciato a creare disordine e tensione, sotto lo sguardo compiacente delle forze dell'ordine presenti, e reputate a mantenere l'ordine pubblico.
Tutto ciò è durato pochi, ma molto concitati attimi, sinché mi sono sentito strattonare e sono caduto a terra, con un uomo dell'arma. Immediatamente dopo, senza nemmeno avere il tempo di realizzare ciò che era accaduto, mi sono ritrovato afferrato da due uomini in borghese che, senza essersi identificati, pretendevano di portarmi via. Vengo strattonato e trattato come un pericoloso criminale, tutto ciò sotto l'occhio vigile delle telecamere e dei fotografi, con le conseguenze mediatiche e "politiche" a tutti note con grave compromissione della mia immagine, sia pubblica che privata. Ci tengo a specificare che attualmente a mio carico non esite alcuna imputazione, attendo a riguardo l'esito degli eventi, ed eventuali notifiche da parte degli organi preposti.
Quello che credo sia importante sottolineare in questa mia vicenda, e che spero faccia riflettere, è il comportamento adottato da parte della CGIL nei miei confronti. Come è noto, è stato immediatamente emanato un comunicato stampa in cui il sindacato si diceva completamente estraneo alla vicenda accaduta, tutto ciò senza nemmeno avermi dato la possibilità di chiarire l'accaduto, confrontandomi con i compagni per fornire la mia versione dei fatti. Non ho alcun rimorso rispetto a quanto accaduto, in quanto penso sia palese che io non abbia colpe, ma come esponente di un sindacato, in special modo della CGIL la cui storia è di lotta attiva, per la difesa dei diritti dei lavoratori e come militante del Partito Comunista dei Lavoratori è per me un dovere nei confronti di chi, prima di me non ha esitato ad esporsi, a lottare anche a rischio di perdere la libertà e di trovarsi isolato, intraprendere azioni che siano di rottura con il servilismo di chi invece di difendere i nostri diritti è schiavo e servo della classe dirigente ed economica di questo nostro povero e martoriato Paese.
La mancanza di democrazia all'interno della CGIL è ormai evidente, la sudditanza di questo sindacato nei confronti delle scellerate azioni antisindacali di questo governo, (non ultimi gli articoli contro il diritto del lavoro inseriti nella manovra economica appena varata) anch'esso ha contribuito a darmi la forza e il coraggio di intraprendere la mia azione. Si tenta in tutti i modi di mettere a tacere la voce del dissenso, di far finta che non esista, quando al contrario è sempre più forte e chiede una spaccatura nell'attuale sistema, e proprio ciò che è accaduto lo scorso 8 settembre a Salsomaggiore in occasione dell'iniziativa di propaganda, attuata dalla Lega Nord col "giro di padania" ha fornito l'occasione di portare alla luce un conflitto sociale, economico e politico che ormai da tempo cova all'interno della nostra società.
Manifestazioni sportive organizzate con l'unico scopo di distogliere l'attenzione dalle condizioni socioeconomiche del nostro paese, per cercare di rilanciare l'immagine di un partito che negli ultimi 15 anni ha contribuito ad impoverire il popolo italiano, sostenendo il governo Berlusconi, lanciando da sempre proclami razzisti e di divisione sociale, mi hanno dato l'occasione per far venire alla luce la voce di chi, ha ancora il coraggio di dire NO!!!!"
Mauro Caffo - ex sindacalista allontanato dalla Cgil
Per onestà intellettuale vi dico che qui potete trovare anche la replica della Cgil, però mi spiace ma io sto dalla parte di Mauro Caffo: la Cgil parmense e nazionale odierne, se ci fossero state 90 anni fa, avrebbero mandato via pure gli eroi dell'Oltretorrente se avesse potuto?
No cara Cgil, il giro della merdania è stata pura propaganda di un regime, la Resistenza non solo non si condanna, ma tantomeno si processa. Se un licenziamento, pardon allontanamento, arriva poi dalla Cgil diciamocela tutta, il Sacconismo e il berlusconismo hanno vinto: se il timore di dimostrarsi democratici anche fuori dal mondo del lavoro per non prestare il fianco alla propaganda di regime, bè, allora democratici non lo si è più...
Berlusconi: Sì pronto Lavitola: Dottore senta, sto in Bulgaria sto a Sofia con telefono di qua se intercettano pure questi, che c.. ne so B: Hai visto che avevo ragione io, dimmi... L: Sì, purtroppo sì, non lo so... dico io ho visto la sua dichiarazione che lei ha aiutato questo ragazzo e così com... come. B: Non non non facevo riferimento tuttavia alle cose che ho successivamente letto che non esistono quindi sono L : E...
B: Sono tutte cose che non esistono e su cui io scagionerò naturalmente tutti L: E' per questo voglio di'... quello tutto...cioè voglio dì... questo è un parto di pura fantasia perché oltretutto B: Sì io non so quali sono le vostre affermazioni tra di voi che non conosco L: Ma nean... B: Ecco beh... L: Ma non credo che ci sia nessun tipo di affermazione B: Ecco comunque, insomma io quando posso aiuto, quando non posso non aiuto e quando aiuto sono contento di poter aiutare... tutto qui L: Senza ombra di dubbio senta vabbe' io sono fuori a sto punto B: E resta li e vediamo un po' L: Dopodiché proviamo a trovare il modo per contattarci B: Va bene
L: Cerchiamo di non abbandona' a questo qua
B: Certamente certamente e d'accordo L: Un bacione dottore B: Bene buone vacanze L: Pure a lei
Niente da fare, è talmente allergico alla Giustizia che scappa pure quando figura come parte lesa...
Napoli - Il premier oggi è volato in Europa evitando così l'incontro con i pm. Se entro domani sera non sarà indicata la data la Procura valuterà la mancata indicazione come una mancata comparizione. Questo significa che potrebbe partire la richiesta di accompagnamento coatto previa autorizzazione della Camera dei deputati.
Ecco, la scenetta dell'accompagnamento coatto sarebbe veramente deliziosa, figuriamoci però se la Camera dei berluschini, pardon deputati, darebbe il proprio assenso.
Ma qualcuno mi spiega perchè è stato interrogato Ghedini? In veste di avvocato? In quella di deputato? Di ricattato-bis?
Migliaia di persone a Livorno il 20 aprile, ventimila a Viareggio il 29 giugno ma non un minuto sui nostri telegiornali nazionali .
Bè, io voce alle Associazioni dei Familiari la do ben volentieri e ai loro (giustamente) sdegnati comunicati stampa, qualcun altro dovrebbe vergognarsi, ma forse la vergogna non sa più dove sta di casa...
Desideriamo unirci al coro di coloro che in questi giorni hanno ricordato l’11 settembre 2001 e le sue Vittime, i nostri TG, i nostri politici, il nostro governo da giorni non fanno che parlare d’altro, solidarietà spesso non tanto ai familiari delle Vittime, quanto al potente alleato.
Noi ci siamo chiesti però dove erano i TG il 6 aprile quando si commemoravano le vittime del terremoto dell’aquila, dove era il governo, dove erano i politici e la stessa domanda la ripetiamo per il 10 aprile 20° anniversario della tragedia del moby prince, si commemoravano 140 Vittime, dove erano i TG nazionali, dove era il governo dove erano i politici, e il 29 Giugno quando si commemoravano le 32 Vittime di Viareggio dove erano?
Facile fare dichiarazioni e servizi su cose lontane, che non coinvolgono difficile prendere coscienza di ciò che ci accade intorno, assumersi la responsabilità di additare dei colpevoli, di fare accuse, nessuno se la sente se non i familiari delle vittime e i cittadini di alzare al voce contro Moretti Ad delle ferrovie, nessuno ricorda che il traghetto moby prince viaggiava senza sistema antincendio e con altre carenze, gli armatori non si toccano, e nessuno grida contro coloro che costruiscono con la sabbia al posto del cemento, sono amici degli amici.
Signori giornalisti, signori politici, signori ministri e governanti continuate a ignorare ciò che vi sta attorno e parlate d’altro, ma ricordate all’estero vi leggono e vi ascoltano, gli italiani, i familiari delle Vittime oltre che leggere e ascoltare votano….
Città che vai, per quanto sia grande l'Italia, vaffanculo che trovi.
Milano - La manovra del governo è stata «più equa possibile» e in ogni caso «ha salvato l'Italia». Silvio Berlusconi non ha dubbi. Lo ripete anche in un messaggio sul sito dei Promotori della Libertà, in cui difende il decreto di agosto. Insomma, «abbiamo lavorato bene».
Ma vaffanculo.
Bologna - Su Bologna Sette, il supplemento domenicale pubblicato dal quotidiano della Cei Avvenire, la diocesi di Bologna prende le distanze dal rocker di Zocca e lancia un severo avvertimento: “Complice il piedistallo della celebrità”, il Blasco “inganna i più giovani”.
Ma vaffanculo.
ROMA- «La Cisl è pronta anche a sottoscrivere un documento politico con Cgil e Uil che metta nero su bianco l'impegno comune a non ricorre mai alla gestione della norma», sterilizzando dunque la portata della modifica apportata nella manovra all’artcolo 8». Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.
Ma vaffanculo.
Fasciolandia -«Da qui alla primavera del 2013 per decreto interno del Pdl dobbiamo dire che sono abrogati fine settimana»
Ma vaffanculo.
Napoli - «Facciamo chiarezza. Il ragionamento - sottolinea il presidente Caldoro - va fatto sul numero degli abitanti. Al momento, la Campania è la più virtuosa con la regione Lombardia. Sui costi complessivi della politica, considerando anche comuni e province, è la più virtuosa d' Italia».
Ma vaffanculo.
Poi anche il vaffanculo, come un suo illustre precedente, si fermò a Eboli perchè spossato a forza di vaffanculeggiare a destra e a manca...
Milano - Ha ammesso di averla spintonata, di averle sferrato uno schiaffo e un pugno sul naso e di aver pronunciato la frase "Visto che vuoi fare l'uomo, adesso ti picchio come un uomo". Ma ha escluso categoricamente che a fargli perdere il controllo siano stati motivi omofobi.
Due donne, lesbiche, al ristorante.
Si amano, si baciano.
Un uomo, rasato, tatuato, muscoloso seduto al tavolo vicino.
Un frase, una risposta a tono, una furia che pronuncia una frase omofoba e che scatena una serie di colpi che spacca il naso a una delle due mentre l'altra si frappone per fermare la belva mentre gli altri avventori restano fermi e sbigottiti.
Una donna, lesbica, ha una prognosi di quindici giorni perchè un uomo le ha spaccato il naso.
Sarò schematico, ma la mia conclusione l'ho già tratta, con buona pace degli investigatori che stanno a trastullarsi sulle motivazioni.
Non ci potevo credere, poi l'ho trovata su You Tube.
Questi due tizi sono impresentabili, da qualunque parte la neuro sarebbe intervenuta a portar via quello col microfono in mano e, per risparmiare risorse, avrebbe colto l'occasione di caricare anche l'altro che definisce demenziali gli scioperi dei lavoratori: se questo è ancora un Paese civile, MANDIAMOLI A CASA!
Ieri è partito il "Giro di Padania" da Paesana in Piemonteal quale partecipano autentici campioni come Ivan Basso ( condannato a due anni di squalifica dalla Commissione disciplinare della Federciclismo italiana per doping nel caso Operacion Puerto) che si è sentirebbe onorato di vincere una manifestazione per lui così importante e Stefano Garzelli (squalificato per 11 mesi per responsabilità oggettiva per doping), patrocinato in questi tristi anni di lottizzazione della neo democrazia cristiana, ossia la Lega Nord, inserita dall' UCI (Unione Ciclistica Italiana) nel calendario ufficiale. Quello che mi ha colpito delle (naturali) contestazioni al via e mi ha spinto al titolo di questo post è il cartello che tiene l'uomo nella foto sopra riportata inquadrato in basso a sinistra.
Ecco, un vero piemontese (non i tanti pistola decerebrati che si aggirano per queste lande) non poteva che esprimersi con un cartello piemontese al 100% a sti quaquaraquà che col Piemonte non c'entrano un cazzo:
Roma -La Cisl di Milano, intanto, si è schierata a fianco del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli. Il direttore, in una lettera aperta, aveva denunciato l'impossibilità di far uscire il giornale a causa dell'astensione dal lavoro dei poligrafici: "E' un atto grave e discriminatorio - ha scritto De Bortoli - deciso direttamente dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso". A lui esprimono solidarietà Danilo Galvagni e Tullio Falarti, segretari generali della Cisl e della Fistel Cisl di Milano: "Esprimiamo il nostro forte disagio - hanno scritto in una nota - per le pressioni indebite esercitate dall'organizzazione guidata da Susanna Camusso". E concludono: "Non è così, con questi metodi, che per la Cisl si fa sindacato. Per esprimere il nostro dissenso e solidarizzare con i lavoratori poligrafici che non hanno scioperato e non troveranno il loro 'prodotto' in edicola, manifesteremo domani, dalle ore 10 alle 11 circa, davanti alla sede del giornale a Milano.
Tesserati Cisl e Uil, visto che oggi pagate la tessera e lavorate (?) a differenza di quei dementi che aderiscono allo sciopero di Cgil e USB questo spazio commenti è anche per voi: vi sfido a dire una cosa fatta dalle vostre associazioni in difesa dei lavoratori negli ultimi non dico dieci giorni, neanche dieci mesi, bensì dieci anni, scommettiamo che non ne tirate fuori una che una? Al contrario, se volete, iniziando dagli accorducci del 2002 con Berlusconi in lavanderia si potrebbe iniziare a parlare di cancellazione dell'art.18...
Una vendetta, una sporca e schifosa vendetta: ricordate i tre milioni di lavoratori che sfilarono a Roma nel 2003 distruggendo i sogni di distruzione delo Statuto dei Lavoratori dei vari Berlusconi, D'Amato (allora presidente di confindustria) e Sacconi e la silenziosa connivenza di Pezzotta (Cisl) e Angeletti (Uil) che non aderirono ma, anzi, avallavano allora come oggi quella porcheria?
CI odiavano e ci odiano a noi che lavorariamo alle dipendenze di qualcun altro, non vedo altra soluzione dopo ciò che CI è accaduto con la deroga all'art.18 da parte del governo Berlusconi: servivano fondi per ripianare i buchi lasciati da chi ha malgestito la cosa pubblica per anni e da chi le tasse per finanziare la stessa le ha evase, CI hanno tolto i diritti per lo sfizio di umiliarCI e ridurCI in ginocchio.
CI, questo pronome personale come vedete ricorre molte volte, perchè è inutile girarci intorno e sentirsi spacciare per modernizzazione del mondo del lavoro o altre troiate simili quello che altro non è che odio di classe, odio della classe di chi comanda (o è al servizio della stessa) verso chi onestamente lavora per uno stipendio e la propria dignità.
Odio per il fatto di essere costretti a darci più di una pagnotta a pasto e un bicchier d'acqua che sarebbero per loro sufficienti a farci sopravvivere, odio per il fatto di doverci incontrare dall'altra parte della scrivania non con il cappello in mano ma guardandoli negli occhi, odio per il fatto di incontrarci un sabato sera (ma capita sempre più raramente, ci hanno già impoverito per bene negli ultimi anni) seduti nel loro stesso ristorante, odio per il fatto che nei fine settimana giriamo per le loro autostrade che li portano alla casetta al mare rallentandoli, odio per il fatto che pensiamo, siamo orgogliosi e di essere gli schiavi di chicchessia (tantomeno i loro che sono idioti, arroganti e spregevoli) non ce ne passa per un cazzo per la testa.
Questi ci odiano signori miei, se non l'avete capito e continuate ad accontentarvi della più o meno generosa mancia che ci danno una volta al mese o a leccare la mano che vi ha bastonato cinque minuti prima siete destinati a soccombere, lo sciopero di domani della CGIL può essere un inizio, non di certo quello che li fermerà e chi ve lo dice è miope, preparatevi semmai (se sarà possibile) a tirare su qualcosa di immenso come al Circo Massimo nel 2003 perchè voi magari no, ma loro hanno hanno buona memoria, ed è da otto anni che aspettavano di ammazzare i nostri diritti senza fare prigionieri.
Sta scritto nel il mio destino: una maga da piccino mi fece le carte e quella che venne fuori fu questa.
E' più forte di me, quando li vedo in azione o ne leggo le coraggiose e virili "gesta" mi viene da vomitare, il puzzo di merda arriva alle mie narici e i conati iniziano senza fermarsi, le mani mi prudono e la tentazione (parafrasando un tizio a loro molto caro) di metter mano alla fondina si fa impellente: il mio antifascismo viscerale scatena istinti primordiali, la belva si risveglia e la mia salivazione aumenta, il desidero appesi come quel ciccione pelato puzzone sessant'anni fa...
Sabato 3 settembre 2011, a villa Olmo in Como al Festival Parolario il transgender Vladimir Luxuria presenta il proprio libro Eldorado che narra di un omosessuale che da Foggia si trasferisce al nord, a un certo punto (sarà per le prime piogge settembrine cadute sul nord Italia) le fogne eruttano e il fetore prende corpo...
Poi ripenso alla carta dell'appeso che mi tirò fuori la maga tanti anni fa e, per quanto quando la storia si ripete lo fa sempre in maniera comica e grottesca, sarei pronto a farmi tante crasse risate a rivedere una nuova piazzale Loreto con sti ciccioni pelati puzzoni degli anni 2000: il mio verso di loro è sano ODIO, per quanto possa sembrare un ossimoro è invece sinonimo di un senso d'appartenenza democratica e antifascista che grazie al cielo ancora conservo...
Cristo santo, non ci posso credere: tu non potevi invecchiare, non potevi arrivare a compiere 50 anni.
Mi guardo indietro, è un susseguirsi di immagini, alcune mi fanno sorridere altre sono un pugno nello stomaco.
Mi rivedo piccino guardarti al bordo della strada della nostra periferia dove tu, giovane uomo in mezzo a giovani uomini che a ripensarci adesso ai vostri volti sembravate usciti da un film di Pasolini, emergevi con tutta la tua stazza incredibilmente direttamente proporzionale alla tua agilità ed eleganza quando avevi la palla al piede.
Mi rivedo bambino quando tu, trasandato con i tuoi capelli lunghi reduce dall'ennesima nottata trascorsa con personaggi che a cavallo fra gli anni settanta e ottanta quella merda che ancora tanto circolava si è portata via, andavi a lavorare in bici come garzone per la bottega di tuo padre che di lì a poco, con la sua morte, non ci sarebbe stata più.
Mi rivedo adolescente in una fredda giornata di fine inverno allo stadio in mezzo alla gradinata mentre tu, a torso nudo sotto il bomber pieno di barbera come non mai, non smetti per un solo minuto di sventolare la nostra bandiera a cavalcioni sulla balaustra.
Mi rivedo appena diplomato entrare in fabbrica e lì, in catena di montaggio, fare a braccio di ferro con te (perdendo sempre e con molta infamia) fra un pezzo e l'altro, mentre il caporeparto ci urlava dietro che se avevamo tante energie da sprecare ci avrebbe aggiunto altro lavoro.
Mi rivedo uomo, poco prima di uscire da quella fabbrica che adesso non c'è più perchè la globalizzazione ha portato quel tipo di produzione da qualche parte in India, sfilare con te in corteo che indossavi quell'improponibile maglia gialla con sopra il faccione del Che (ma dove cazzo l'avevi trovata?) contro il governo Berlusconi nel 1994.
Mi rivedo una mattina di inizio gennaio alla fine del secolo scorso, salire sulla mia vecchia Polo e affrontare un viaggio dalla Liguria a qua mettendoci cinque ore all'andata e altrettante al ritorno a causa di una nevicata record che anche i fuoristrada si fermavano in corsia di emergenza per fare tra andata e ritorno 200 km, ma non potevo non essere al tuo fianco in quella chiesa quando c'era da salutare tuo fratello che troppo presto se ne era andato.
Mi rivedo accompagnarti in commissariato dopo la volante che era arrivata la sera prima a casa tua a portarti quel maledetto foglio, ma in quel momento non ti serviva un avvocato, bensì uno che stesse con te e non per dirti che avevi sbagliato.
Mi rivedo mentre il prete ti si avvicina con l'ostia in mano: tu lo guardi, mi guardi, ci sorridiamo, ti volti nuovamente verso di lui e con la mano gli fai cenno di andare da un altro che con te non era proprio il caso.
Mi rivedo il messaggio che mi hai mandato ieri: compagno, hai voglia di venire a bere qualcosa per festeggiare un vecchio di 50 anni?
Tu chi sei a 50 anni? Non lo so, so solo che dentro quei 50 anni mi rivedo tante di quelle volte che tu non puoi neanche immaginare...
Tu chi sei L'espressione del mondo ke ora vuoi vivere L'emozione di un sogno nel mezzo del viaggio Tu chi sei L'emozione di un giorno che non puoi più vivere Perchè il mondo va avanti Sto accellerando e in quest'istante non so La tv mi sta parlando mi sta confondendo mentre in tv la vita che ora noi mò stiamo vivendo Mentre ai confini del mondo La gente vive un'altro mondo che non sai Gentile prodotto del mondo perfetto che non vuoi Che non hai scelto e che poi in fondo non hai Fratè nuje stamm' chin e guaje Nuje nun cagnamm maje Nuje simm chill ca s' fann e' tarantelle che so piglia ca n'to dann ma tu o'ssai mai
Tu chi sei L'espressione del mondo ke ora vuoi vivere L'emozione di un sogno nel mezzo del viaggio Tu chi sei L'emozione di un giorno che non puoi più vivere Perchè il mondo va avanti
'O Zulu':
Tu, chiacchiere ma senza distintivo Tu, che d'a munnezz e Napule manc si o' sivo si l'addore Tu, che d'a zoccola int'e' scuoglje si o' rummore Tu, l'e' cominciat stu juoc a chi song 'je chi si tu e a chi so addiventat a me nun m' piac, e mo t' vogl stutà a voce T'aggia scassà o strument, compà Staje arravugliat rint' o nient Tant ca si pur o' pigl n'cul, o faje co cul mije E tien semp 'mocc e cazz mieje Tu che nun hai guardat maje cu l'uocchie tuoje Int'a l'uocchie a scampia Aret e port e fierr che Uagliun ca s' sfravecano a vit a miezz a via E nun m'arricord e te a Ramallah che stentine n'cann A nusajbin sott o' tir re cecchin Abballann allerament che viecchje e che signore E nun to' stutain a te o fuoc arint cu na succhiat e sanghe e nu uaglion Tu ca semp stai assettat int a poltron ra' ragion Tu ca nun chiagne maje, tu ca nun sbaglje Tu ca nun tien maj nu dubbio Tu dic je song e je nun song tu dic je teng e je nun teng Tu dic je e je nun song je Pecchè je so n'ato che quann s'arravoglia, pur s' sta int'o 'mbruoglje sgravoglia perchè a matass serv pè filà nun è nu'mbruoglje e file e nun gir ca fila a tutt' e' file E quann fila, sgravoglia e semp tene voglia e sgravuglià Tu dic je song chest e chell e te 'mbriac 'e voce Rir si tien e pall e damm pace E puos o filo mije nun t' s'addice Fila co filo tuoje si tien e pall Compà... lievt a cuoll....
Jovine:
Tu chi sei L'espressione del mondo ke ora vuoi vivere L'emozione di un sogno nel mezzo del viaggio Tu chi sei L'emozione di un giorno che non puoi più vivere Perchè il mondo va avanti
Paolo Batà Bianconcini:
I and I and I and I sing along from the ital sound me sing for di gal me sing ina di town Every day I walk the groove Me change many moods Try to reach the way make me grove and grove I and I can't forget the origin of my culture the respect fi give to the element of nature fi give thanks and praise the almighty creator who give me the sun for my ganja coltivation but babylon wanna catch The ganja wanna smoke many mr. officer make in a town their road block Ganja smoke in my brain I don't want no cocain All I need is green, is a woman to my game
Tu chi sei - Jovine fut. O' Zulù & Paolo Batà Bianconcini (Il mondo fuori - 2010)