E' stato per me un bellissimo 25 aprile, vissuto in maniera alternativa ma facendo comunque militanza.
Poi sono arrivato a casa e ho visto questa immagine.lunedì 25 aprile 2011
Un 25 aprile stupendo tranne per...
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Fascismi
E' Festa non d'aprile, ma di tutto l'anno!
Eccolo, finalmente è ritornato: E' 25 APRILE!

Quest'anno, poi, c'è ancora più gusto a dire "Buon 25 aprile!".
Tutti i minchia che ti augurano buona pasqua: ma che minchia me ne frega a me della pasqua?
Dire, e soprattutto rispondere, con un "Buon 25 aprile" alla cassiera al supermercato, al conoscente che ti manda gli auguri via sms, al parente che non si rassegna ad accettarti in direzione ostinata e contraria (perchè ritenere la festa della Liberazione dalla dittatura prioritaria a tutte le altre feste in questo Paese di minchia sa di sovversivo) e ancor più penosi sono quelli che ti dicono "Buona pasqua e buon 25 aprile".
E come no? Un colpo al fascio ed una alla botte!
Noooooo, forse non ci siamo capiti manica di minchioni, per me il 25 aprile E' la festa, neanche sto dire la festa più importante dell'anno, E' la festa e basta.
Tanto che quest'anno ho vacillato: mettere un video che parli di antifascismo oggi oppure...
Oppure.
La sacralità della Resistenza e del 25 aprile hano avuto la meglio, per i più giovani e miscredenti sarà un pippone, ma a me certe canzoni emozionano come non mai.
Buon 25 aprile tutto l'anno allora, ma oggi E' la festa!
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Resistenze
domenica 24 aprile 2011
Aspettando il 25 aprile
Ci siamo, finalmente, domani è 25 aprile con buona pace di tutti i cialtroni fascisti, razzisti, negazionisti, classisti e scassacazzi che ogni giorno offendono la memoria di chi, mettendo in gioco o addirittura sacrificando la propria vita sessantasei anni fa, mai avrebbe immaginato che tutto ciò sarebbe stato vanificato ogni giorno dai banchi del parlamento, da squallidi servi che affollano i mezzi di stampa, da rappresentanti delle istituzioni che di giorno condannano ma di notte allisciano le merde più merde, da figli e nipoti di chi sconfitto dalla Resistenza oggi cercano una rivalsa con azioni e parole da emeriti figli di troia fascisteggianti.
Io lo so bene che fra questo 25, quello che molti ancora in vita ricordano e alcuni che hanno vissuto da protagonisti sono ancora qua, e quello più famoso c'è una differenza sostanziale, per questo non starò qua a chiedere regali e miracoli che non potrebbero avverarsi.
A questo 25, quello accaduto senza timore di smentita, mi appello al suo Spirito.
Mi appello allo Spirito del 25 aprile per continuare a Resistere, perchè ancora ci si riesca non solo a indignarsi ma a controbattere a chi dice che "l'omosessualità è incostituzionale" (la deficienza invece l'abbiamo costituzionalizzata da tempo invece), perchè si reagisca ai picchiatori fascisti che aggrediscono migranti, rom e diversi, perchè si reagisca a chi con ogni mezzo distrugge gli strumenti di tutti, istruzione e sanità, al fine di avere una Società dove i ricchi hanno la possibilità di vivere completamente e i poveri non possano manco curarsi un dente o fare un lavoro qualificato, perchè si reagisca a chi fa leggi discriminatorie nei confronti dei più deboli o che fiancheggia chi predica l'odio, perchè si reagisca alla prepotenza che trasuda giorno dopo giorno da chiunque mette il proprio io davanti al noi, perchè si reagisca a tutti questi figli di puttana (e mi perdonino le puttane) che si definiscono fascisti e si comportano da tali sentendosi impuniti, perchè si reagisca a chi si permette di parlare di "guerra civile" e "crimini partigiani", a chi senza argomenti straparla di libri comunisti, feste comuniste, costituzione sovietica e cagate simili.
Insomma, mi appello allo Spirito del 25 aprile perchè si faccia tutti noi Resistenza a questa marea di merda che ci sommergendo sullla metro mentre andiamo al lavoro, al supermercato mentre facciamo la spesa, in piazza mentre manifestiamo, a cena quando spunta il coglione di turno che straparla e nessuno osa contraddirlo per timore d'essere inopportuno, in edicola quando spunta il solito commento qualunquista, al bar quando il povero idiota si sente più ricco se difende chi lo sfrutta, con l'informazione quando diventa disinformazione, con il proprio corpo quando le puttane di regime attaccano il più debole per far contento il re.
Caro Spirito del 25 aprile che mi accompagni tutto l'anno, fammi restare così come sono per sempre ma, per favore, fammi sentire un pò meno solo di fronte a tanta merda.
Poveri partigiani portati in processione,
nei telegiornali, alla televisione,
sopravvissuti un tempo alle fosse comuni,
ma seppelliti in questo tempo dall’informazione.
Sfilano il 25 aprile, con le medaglie appese alle bandiere
accanto alle mogli dei sottosegretari appena uscite dal parrucchiere
dicono sottovoce: “viva la costituzione
ma adesso è tardi mi chiude la posta... devo prendere la pensione…”
Poveri deportati che mostrano la matricola alle telecamere
tra una pubblicità e l’altra il tetro tatuaggio
“questo sterminio vi è gentilmente offerto da una bibita gassata e da un famoso formaggio”
Poveri nomi e cognomi dei caduti di tutte le guerre
che stanno sempre sulla bocca degli onorevoli politici
con tutti quei morti in bocca c'avranno sicuramente un alito pesante
la loro lingua è un camposanto... dove resuscitano ogni tanto…
Poveri morti di Nassirya che forse ci credevano davvero
chi muore muore con onore... chi sopravvive vive nel dolore
povero Nicola Calipari che gli hanno pure intitolato un’isola pedonale
sarà contenta la moglie che ha sposato
una zona a traffico limitato?
Poveri parenti degli eroi, che almeno per un giorno
sono stati eroi anche loro, nei funerali in mondovisione
ma appena il giorno dopo, erano morti anche loro…
erano morti… che ricordavano altri morti.
Ma voi:
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
nei telegiornali, alla televisione,
sopravvissuti un tempo alle fosse comuni,
ma seppelliti in questo tempo dall’informazione.
Sfilano il 25 aprile, con le medaglie appese alle bandiere
accanto alle mogli dei sottosegretari appena uscite dal parrucchiere
dicono sottovoce: “viva la costituzione
ma adesso è tardi mi chiude la posta... devo prendere la pensione…”
Poveri deportati che mostrano la matricola alle telecamere
tra una pubblicità e l’altra il tetro tatuaggio
“questo sterminio vi è gentilmente offerto da una bibita gassata e da un famoso formaggio”
Poveri nomi e cognomi dei caduti di tutte le guerre
che stanno sempre sulla bocca degli onorevoli politici
con tutti quei morti in bocca c'avranno sicuramente un alito pesante
la loro lingua è un camposanto... dove resuscitano ogni tanto…
Poveri morti di Nassirya che forse ci credevano davvero
chi muore muore con onore... chi sopravvive vive nel dolore
povero Nicola Calipari che gli hanno pure intitolato un’isola pedonale
sarà contenta la moglie che ha sposato
una zona a traffico limitato?
Poveri parenti degli eroi, che almeno per un giorno
sono stati eroi anche loro, nei funerali in mondovisione
ma appena il giorno dopo, erano morti anche loro…
erano morti… che ricordavano altri morti.
Ma voi:
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ascanio Celestini - Poveri Partigiani
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Le canzoni del Russo,
Resistenze
domenica 17 aprile 2011
Grazie alla vita?
E mi vengono in mente certi momenti vissuti che non torneranno più.
Vi è mai capitato di trovarvi in una piccola stazione d'estate, di quelle immerse magari in aperta campagna fuori dalle tratte principali, insomma quelle dove passa un treno (quando va bene) una volta all'ora?
Domenica pomeriggio, stai tornando da qualche bel posto dove sei stato in mezzo ad un mare di gente, ti sei divertito, hai parlato, amato magari, insomma hai vissuto.
Poi ti ritrovi lì: non c'è nessuno, non c'è un baretto all'interno della stazione e nient'altro.
Ti guardi intorno ma il sole rende paradossalmente tutto più sfuocato, sei perso in mezzo a quel silenzio, a quella pace, a quel nulla che tanto spesso aneliamo e che, adesso che lo stai vivendo completamente, ti risulta a tratti intollerabile.
Ti guardi intorno ma il sole rende paradossalmente tutto più sfuocato, sei perso in mezzo a quel silenzio, a quella pace, a quel nulla che tanto spesso aneliamo e che, adesso che lo stai vivendo completamente, ti risulta a tratti intollerabile.
Non leggi, non sai perchè ma non ne hai assolutamente voglia di riprendere in mano il libro che sin lì è stato un ottimo compagno di viaggio.
Di mettere gli auricolari poi non se ne parla proprio: in quell'oceano di silenzio ti sembra quasi una bestemmia in chiesa e poi, chissà perchè, sei pure convinto che perdere anche e soltanto uno dei tuoi cinque sensi ti renderebbe più vulnerabile in mezzo a quel nulla.
Non puoi fare a meno di iniziare a elaborare qualche piccolo bilancio, tutto ti invita a farlo in quel contesto, e arrivi alla conclusione che sì, hai vissuto, e lo hai fatto fino a poche ore fa molto intensamente, ma sarà il luogo nel quale ti trovi, l'assenza di anima viva, il silenzio irreale, il caldo che ti avvolge fino a rendere ogni tuo movimento uno sforzo insopportabile, ma di ripartire inizi proprio a pensare di non averne più la forza prima ancora che la voglia...
A Vik, fratello blogger sin da quando ho aperto questo spazio, alla sua Guerrilla Radio che me l'ha fatto conoscere e condividere le sue battaglie, a chi l'ha conosciuto nel bene come nel male e che me l'ha fatto diventare più umano, di suo lui lo sarebbe sempre restato.
il Russo, 17/04/2011
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La storia siamo noi
venerdì 15 aprile 2011
Vittorio è stato assassinato
Il corpo del pacifista è stato trovato in una casa dopo un blitz delle forze di sicurezza del governo di Hamas: "E' stato soffocato". Arrestati due membri del gruppo di ultra radicali salafiti legati ad Al Qaeda. Accusavano il nostro connazionale di "diffondere i vizi occidentali
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La storia siamo noi
lunedì 11 aprile 2011
E adesso l'Europa ha paura: come faranno senza di noi?
"Mi chiedo se ha senso rimanere nell'Unione europea. Meglio soli che male accompagnati."
Bobo Maroni, ministro dell'interno di Berlusconi, 11/04/2011 Sgomenti i leader europei e non solo per la possibile uscita dell'Italia del presidente Berlusconi dalla UE.
Si, appresa la tremenda notizia sui loro volti si è proprio dipinto il terrore: come faranno a sopravvivere senza l'Italia di Berlusconi?
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Mondo
venerdì 8 aprile 2011
Dai fascisti non nasce niente, dalla Resistenza nascono grandi uomini...
Poi, d'un tratto, in una televisione mediocre, povera e allineata ai desiderata ed ai revisionismi delle attuale classe politica al potere e dagli pseudo intellettuali di regime, al minuto 1 e 41 secondi scende il gelo.
Un uomo, un uomo del Popolo, li umilia tutti in una trasmissione nazional popolare di regime.
E mi vengono in mente le parole di una canzone che da adolescente sentivo spessissimo, e che in età matura conserva tutta la sua potenza ed il suo significato, soprattutto dopo aver sentito parlare quel piccolo grande uomo di Gelindo Cervi mentre le puttane di regime restavano sgomente di fronte alla Storia, quella vera, e alla Verità della stessa...
"E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano. "
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano. "
Ci tenevo a postare il video sopra, ci tenevo e ci tengo perchè arricchisce questo blog, perchè ne incarna lo spirito, perchè mi fa sentire orgoglioso di essere antifascista.
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Resistenze
mercoledì 6 aprile 2011
Da quando in qua, Bonanni, i lavoratori devono festeggiare con chi non fa i loro interessi?
Bologna: "Non ci sono le condizioni per una gestione tradizionale del primo maggio". Il segretario della Cgil Danilo Gruppi rompe gli indugi e conferma quanto si stava delineando da alcune ore. Per la prima volta la festa dei lavoratori non vedrà le tre sigle Confederali unite nella stessa piazza.
Adesso fanno gli scandalizzati perchè "non ci si può separare".
Ma come: quando è ora di flirtare con i vari Marchionne, Tremonti, Sacconi, Berlusconi e sindacati gialli alla faccia della CGIL e dei lavoratori va bene andare per i cazzi propri e quando l'unico sindacato fra i tre maggiori a Bologna vi manda giustamente affanculo fate gli scandalizzati?
Dirò di più: a cinque giorni dallo sciopero nazionale in difesa dei lavoratori (che farà solo la CGIL perchè per Angeletti e Bonanni va tutto bene, anzi, ancora un paio di contratti stile Mirafiori e Pomigliano o una bella trattativa con Sacconi alla faccia di chi si fa un mazzo così ogni giorno, probabilmente li farebbero sentire più realizzati) che senso ha stare con Cisl e Uil? Cornuti e mazziati?
O meglio ancora: ma che cazzo c'entrano con il primo maggio, come lo vive un lavoratore come me, associazioni come quelle? Ma andassero a lavorare il primo maggio!
Oh cazzo, mi sa che ho appena dato un'idea a Angeletti e Bonanni per il prossimo accordo da sottoscrivere "per il bene dei lavoratori", come direbbero loro...
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Lavoro
martedì 5 aprile 2011
Il fascismo è una merda, anche se il governo Berlusconi vuole legittimarlo.
Tema:
ROMA - Un disegno di legge costituzionale che abolisce la XII norma transitoria e finale della Costituzione, quella che vieta "sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del disciolto partito fascista". Lo ha presentato al Senato, lo scorso 29 marzo, il senatore del Pdl Cristano De Eccher (Pdl), cofirmatari i senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin, Achille Totaro e il senatore Fli Egidio Digilio, che dopo un colloquio con il vicepresidente del suo gruppo Italo Bocchino ha deciso di ritirare la firma.
Svolgimento:
Credete che gli italiani siano tutte delle pavide e passive merde fasciste, "onorevoli "?
Sbagliato.
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sabato 2 aprile 2011
Meno male che Carta c'è
Parleremo qui di un tizio sovrappeso, che parla con forte accento genovese. Il personaggio è stato creato qualche anno fa da Antonio Ricci. Faceva il comico ma ora è diventato il guru della denuncia mediatica. E’ il Gabibbo? No, si tratta di Beppe Grillo, protagonista dell’ennesimo messaggio xenofobo. Qualche anno fa se l’era presa coi rumeni. Adesso ce l’ha coi migranti che arrivano dal Mediterraneo. La cosa preoccupante è che i supporter del comico sembrano aver imparato la lezione. E sputano odio e veleno contro «extracomunitari» e «invasori».
Ci è capitato, qualche giorno fa, di imbatterci in un gazebo di grillini di una città di provincia del meridione. Lì dove la Casta impera, i beni comuni vengono saccheggiati, la società civile fatica ad aggregarsi e a costruire anticorpi alla cattiva amministrazione, i seguaci del comico genovese non hanno avuto altra idea che quella di riprodurre il format [dal successo indiscusso] del loro guru. Hanno piazzato una televisione su un tavolino per comunicare coi passanti distratti. Come nelle peggiori distopie, l’opposizione a Sua Emittenza viene condotta attraverso un meccanismo uguale e contrario, tutto mediatico.
Questa dinamica inquietante, che andiamo denunciando da anni, produce meccanismi oscuri. Lo schema delle denunce di Grillo è sempre lo stesso: c’è un complotto o un imbroglio in atto, io vi svelo l’arcano [quindi vi apro gli occhi, quindi sono il vostro condottiero] e vi illudo di essere parte di una minoranza illuminata che conosce la verità.
In un’interessante intervista di Giulio Bosetti sull’ultimo Reset, il sociologo del web Manuel Castells analizza gli effetti della reti, dei social network e di quelle che definisce «le tecnologie orizzontali di ‘auto-comunicazione di massa’». Spiega Castells: «in tutti i casi internet sta agevolando i movimenti popolari e una più libera espressione della società, a prescindere dall’establishment politico. Il punto è che i modi in cui la libertà viene sfruttata non sono garantiti dalla libertà stessa».
Significa, tanto per fare un esempio, che il web contribuisce alle rivolte mediterranee e mediorientali, ma costituisce anche l’infrastruttura dei superconservatori statunitensi del Tea-Party. La rete è un campo di battaglia e non una zona liberata e immediatamente «buona».
Essere fan di un santone autonominatosi giustiziere, significa aderire a giochi gerarchici e populisti che canalizzano la rabbia di molta gente dentro un circo tutto interno alle logiche del consumo dei segni e delle parole. È una dinamica, questa, pericolosa tanto più perché si nutre delle idee e delle speranze di migliaia di persone. Quello che fa la Lega con il piccolo imprenditore del Nord fa Grillo col precariato cognitivo: con campagne ambigue, a volte condivisibili, a volte odiose ma sempre inserite dentro un frame verticistico e incapace di produrre pensiero innovativo, il comico genovese cattura il consenso delle generazioni della rete per riportarle dentro un recinto sostanzialmente individualista e, a ben vedere, aconflittuale. Perché diventare seguaci del guru non significa creare, incontrarsi, confliggere, amarsi. Al contrario.
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