lunedì 31 gennaio 2011

domenica 30 gennaio 2011

Servizio Pubblico

Non troverete mai in un tiggì di Minzolini o di canale 5, troppo impegnati a trasmettere i videocomizi integrali del padrone d'Italia, questa lettera integrale.
Io, nel mio piccolo, presto lo spazio del mio blog a Graziella Marota, madre di Andrea Gagliardoni.

Andrea aveva 23 anni quando, il 20 giugno 2006, è rimasto con il cranio schiacciato da una macchina tampografica non a norma. Andrea voleva imparare a suonare la tromba, come se la chitarra da sola gli andasse stretta. Perché a quell'età la taglia dei desideri si allarga e non stai più nei tuoi panni dalla voglia di metterti alla prova, conoscere, guardare avanti. Da li a quattro giorni pure la metratura della sua vita sarebbe lievitata di colpo: dalla sua camera da ragazzo, in casa dei genitori, a un mini appartamento, acquistato dai suoi con un mutuo, a metà strada tra Porto Sant'Elpidio e la fabbrica Asoplast di Ortezzano, dove aveva trovato lavoro come precario per 900 euro al mese.

Andrea voleva imparare a suonare la tromba, ma non ha fatto in tempo: una tromba che, rimasta la dov'era in camera sua, suona un silenzio assordante. E neppure l'appartamento è riuscito ad abitare: doveva entrare nella nuova casa sabato 24 giugno 2006, se ne è andato il 20 giugno di 4 anni fa. Oggi Andrea avrebbe 28 anni ma è morto in fabbrica alle sei e dieci dell'ultimo mattino di primavera. E suonerebbe ancora la chitarra con i Nervous Breakdwn e non darebbe il suo nome a una borsa di studio. Sarebbe la gioia di sua mamma Graziella e non la ragione della sua battaglia da neo cavaliere della Repubblica, per cultura sulla sicurezza. Una battaglia finita con una sconfitta dolorosa: nel nome del figlio e a nome dei tanti caduti sul lavoro, senza giustizia: Umbria-Oli, Molfetta, Thyssenkrupp, Mineo.... Sono solo le stazioni più raccontate di una via Crucis quotidiana, che per un po' chiama a raccolta l'indignazione italiana, che poi guarda altrove.

Le morti si fanno sentire, ma le sentenze molto meno, quando passano sotto silenzio anche per una sorta di disagio nell'accettarle e comunicarle. I responsabili di questa orrenda morte sono stati condannati a otto mesi di condizionale con la sospensione della pena, anche se il Procuratore generale del tribunale di Fermo aveva parlato "di un chiaro segnale perché questi reati vengano repressi con la massima severità". Andrea è stato ucciso per la seconda volta. La tragedia è finita nel dimenticatoio, con alcune frasi fatte e disfatte, tipo non deve più accadere, basta con queste stragi, lavoreremo per migliorare la sicurezza. Parole piene di buone intenzioni, che lo spillo della smemoratezza buca in un momento. Parole al vento!

Alla fine anche Andrea si è perso tra i morti da stabilimento e da cantiere: martiri del lavoro che fanno notizia il tempo di commuovere, che non promuovono ronde per la sicurezza, spesso rimossi pure nei processi. Tragedie quotidianamente dimenticate da un Paese ignavo e incurante, La tromba silente di Andrea a suonare la sua ritirata. Questo è quanto accade a tutti i morti sul lavoro; di loro restano solo dolore e angoscia dei familiari ma giustamente questo non fa notizia: una mamma che piange tutti i giorni, che guarda sempre la porta di casa aspettando che il suo Andrea rientri perché spera che tutta la sofferenza che sta vivendo sia solo un brutto sogno..... Ma tutto ciò non importa a nessuno!

Questa è la tragica realtà, di chi rimane e si rende conto di essere emarginato e dimenticato da tutti. Forse ciò che gli altri non conoscono è la realtà del "dopo" di queste tragedie… La vita per i familiari viene stravolta dal dolore e dalla mancanza della persona cara, ti ritrovi a lottare giorno per giorno per sopravvivere e se sei forte riesci in qualche modo a risollevare la testa da quel baratro di depressione in cui sei caduta, altrimenti sprofondi sempre di più! Ti accorgi che sei lasciato solo a te stesso…. manca il sostegno psicologico, sono assenti tutte le istituzioni e nessuno è disposto ad ascoltare il tuo dolore perché il dolore fa paura a tutti! Speri nella giustizia ma questa si prende beffa di te perché otto mesi e sospensione della pena per chi ha ucciso tuo figlio mi sembra una vergogna per un paese che si definisce civile…..

E vogliamo parlare dell’Inail, questo ente che ogni anno incassa milioni di euro? Ebbene la morte di Andrea è stata calcolata 1.600 euro e cioè rimborso spese funerarie, allora mi chiedo ma la vita di mio figlio che è stato ucciso a soli 23 anni, per la società non valeva nulla? Eppure io quel figlio l’ho partorito, l’ho amato , curato e protetto per 23 anni, era il mio orgoglio e la mia felicità e quindi tutto diventa assurdo e inaccettabile. Nemmeno l’assicurazione vuole pagare il risarcimento e a distanza di 4 anni e mezzo dovrò subire ancora violenze psicologiche tornando di nuovo in tribunale e ripercorrere ancora una volta questa tragedia…. descrivere come è morto Andrea, come lo hanno trovato i colleghi di lavoro, come ho vissuto dopo e come continuo a vivere oggi… Credetemi una pressione che non riesco a sopportare più.

Per terminare anche l’amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio si rifiuta di dare una definitiva sepoltura al mio angelo. Allora mi chiedo e lo chiedo a voi: la vita di un operaio vale così poco? E’ un essere umano come tutti e se per i soldati morti in “ missione di pace” si fanno funerali di Stato, per i 1300 operai che muoiono ogni anno per la mancanza di sicurezza, cosa viene fatto? Nulla perché non sappiamo nemmeno nome e cognome… sono solo numeri che fanno parte di una statistica.

Termino questa lettera con un appello disperato: fermiamo questa strage che serve solo a far arricchire gli imprenditori e a distruggere le famiglie. Ogni essere umano ha diritto alla propria vita e non si può perderla per 900 euro al mese.

giovedì 27 gennaio 2011

Siamo ben oltre le comiche finali

Ve lo giuro, quando l'ho visto non ci credevo: uno sfoglia il giornale con le ultime intercettazioni dove Nicole Minetti da del vecchio col culo flaccido a Silvio Berlusconi, poi apre il di lei sito e cosa trova come argomento del giorno?



Le pari opportunità.....
AH AH AH AH AH AH
I berluschini sono stupendi, loro il senso del ridicolo non lo sfidano: lo impersonano direttamente!

mercoledì 26 gennaio 2011

C'è sempre una prima volta

Non ho mai "spiegato" un mio precedente post (non li ho mai reputati così "criptici" da) ma, viste le reazioni a quello dell'altroieri che andavano dallo scocciato all'offeso, usando le parole di qualcuno che sicuramente lo fa molto ma molto meglio di me apparse su Repubblica di oggi, vediamo se ottengo un risultato differente...




Me incompreso e incapace a scrivere...

Questa terra è un luogo della mente
C'era un fiume e ora non c'è niente
C'è uno scoglio che si è trasformato
In pilastro di cemento armato
Sotto il cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando

Onda calabra
Qualunquemente
Se c'è pilu non ci manca proprio niente...

martedì 25 gennaio 2011

Perchè comprerò il prossimo libro di Saviano

Non basta ciarlare, avevo "sfidato" Saviano in questo post ed oggi arriva una notizia che non può che farmi piacere, perchè toglie soldi dalle tasche di chi sputa sul lavoro dei magistrati di Milano e su chi li supporta.


Logicamente la coerenza deve essere da ambo le parti: mi impegno fin da ora a rinunciare a una pizza con gli amici per comprare il libro dello scrittore campano che uscirà edito da Feltrinelli.
Come ci godrò a vederlo nei primi posti in classifica e pensare a Marina Berlusconi e al di lei padre che vedono quei soldini non andare nelle loro tasche...

lunedì 24 gennaio 2011

Un' onda calabra vi sta seppellendo, italianuzzi stupidi

Indignatevi, scribacchiate, illudetevi di reagire, tirate in ballo Tunisia, Albania (bei termini di paragone con quella che si autodefiniva sesta potenza mondiale, eh?), tanto è tutto inutile: è tutta un' "onda calabra" la vostra bella Italia, da Arcore sino alle primarie di Napoli con relativa denuncia di brogli, dal Lingotto dell'intramontabile (e perdente) vocazione maggioritaria sino allo sdegno di facciata del vaticano...


Onda calabra
Onda calabra

Questa terra è un luogo della mente
C'era un fiume e ora non c'è niente
C'è uno scoglio che si è trasformato
In pilastro di cemento armato
Sotto il cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando

Onda calabra
Qualunquemente
Se c'è pilu non ci manca proprio niente

Onda calabra
Spessatamente
Se ti pigghia ti consuma totalmente

Onda calabra
Infattamente
Se ti pigghiu non rimane quasi niente

Onda calabra
Qualunquemente
Se c'è pilu non ci manca proprio niente

Questa terra è un luogo assai accogliente
Se ti senti un tipo esuberante
Costruisci abusivamente
Sotto un cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando

Onda calabra
Spessatamente
Se ti pigghiu non rimane quasi niente

Onda calabra
Qualunquemente
Vieni qui vicino a me pagabilmente

Onda calabra
Infattamente
Se ti pigghia ti consuma dolcemente

Onda calabra
Qualunquemente
Se c'è pilu non ci manca proprio niente

Onda calabra... tralaltramente!
senzadubbiamente!
infattamente!

Mi sfrecciava un falco pellegrino
Ora è fisso sul mio comodino (che dispiacere!)
Qui svettava un olmo secolare
Ora brucia nel mio focolare
(cazzo cazzu)

'to culu a te
qualunquemente
tralaltramente
senzadubbiamente

Onda calabra
Infattamente
Se ti pigghia ti consuma dolcemente

Onda calabra
Qualunquemente
Se c'è pilu non ci manca proprio niente

Onda calabra...

Cetto La Qualunque - Onda Calabra (Cover Parto Nuvole Pesanti)

sabato 22 gennaio 2011

Saviano, se pubblicherai ancora qualcosa con Mondadori sei un quaquaraquà.

"Mi fa letteralmente orrore che una persona come Roberto Saviano, che ha sempre dichiarato di voler dedicare ogni sua energia alla battaglia per il rispetto della libertà, della dignità delle persone e della legalità, sia arrivata a calpestare e di conseguenza a rinnegare tutto quello per cui ha sempre proclamato di battersi. Il 'mestiere di giustizia' come lo chiama Saviano, e coloro che sono chiamati ad esercitarlo non dovrebbero avere nulla a che vedere con la persecuzione personale e il fondamentalismo politico che questa vicenda mette invece con spudorata evidenza sotto gli occhi di tutti".

Marina Berlusconi, figlia di.



Ma quali orribili parole aveva speso Saviano parlando dei magistrati mentre ritirava una laurea Genova?
Eccole: " "Dedico questa laurea ai tre magistrati, Boccassini, Forno e Sangermano, che indagano su Berlusconi. Loro che stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro dovere.".
Poi arriverà la solita anima bella che mi spiegherà che ci sono tante brave persone che lavorano in Mondadori, ma io la boicotto senza se e senza ma.
E se Saviano non farà altrettanto nelle sue vesti di autore, seguendo le orme di altri scrittori, per me è soltanto un quaquaraquà.

giovedì 20 gennaio 2011

I fascileghisti mettono gli scrittori al bando come 70 anni fa: fermiamoli!

Luis Sepulveda:

“El burdo fascismo berlusconiano, la vulgaridad extrema de los perfectos ignorantes de la Lega Nord y la pasividad cómplice de los llamados partidos de “centro derecha” son los responsables de esta odiosa forma de censura. De aquí a quemar libros en la plaza pública no hay más que un paso. Pobre Italia, gobernada por un anciano degenerado, y en manos de la peor escoria de la sociedad.”
Questa la traduzione:

Il rozzo fascismo berlusconiano, la volgarità estrema di quei perfetti ignoranti della Lega del Nord e la passività del centro destra sono i responsabili di questa odiosa forma di censura. Da qui a bruciare libri in piazza non c’è che un passo. Povera Italia, governata da un anziano degenerato, e in mano alla peggior feccia della società.


“L’assessore veneto all’istruzione Elena Donazzan fara’ partire domani una lettera di invito ai direttori scolastici 'a non adottare testi di autori che continuano a mantenere la loro firma all’appello del 2004 a sostegno di Cesare Battisti.
Donazzan ribadisce la sua volonta’ di portare avanti 'il boicottaggio civile' di scrittori che definisce 'cattivi maestri'.”(ANSA)

Carlotto, Tabucchi, Murgia, Wu Ming... rei insieme ad altri di aver firmato nel 2004 una petizione per un giusto processo a Cesare Battisti.
Sapete che vi dico? Mi ero stufato di boicottare Shell, McDonald et similia, è giunta l'ora di boicottare prodotti italiani:da domani si inizia con TUTTO ciò che arriva dal Veneto, logicamente vi invito al passaparola e a fare altrettanto...

martedì 18 gennaio 2011

Berlusconi si sta divertendo. Noi per un cazzo.

Roma, 18 gennaio 2011

"Milano non è competente, illogico che vada".
"Dimettermi? Non faccio gestacci in pubblico. Sono assolutamente sereno mi sto divertendo".



Sapessi noi...

Hanno vinto loro

Mi arrendo.


Il referendum a Mirafiori, il troiaio legalizzato con protagonisti ultrasettantenni bavosi, il vedere un ministro dell'Istruzione che, non pago di avere distrutto il futuro di questo Paese,  difende l'indifendibile in una trasmissione televisiva senza provare un minimo di vergogna, e mi fermo qui.
Hanno vinto loro, questo Paese è morto, e chi c'ha sconfitto è un poveraccio con qualche soldo che sbava dietro la figa seguito da tutti quelli a lui proni pronti a raccoglierne le briciole.
Quasi quasi era meglio perdere 20 anni fa con Andreotti, sarebbe stato meno umiliante.

lunedì 17 gennaio 2011

Eccola la dama bianca che da due anni ha rapito il cuore di Silvio!

Svelato l'arcano: ecco la (non più) misteriosa dama bianca spesso presente alle cene ad Arcore (Berlusconi dixit) che scagionerebbe il casto Silvio da tutte le infamanti accuse dei cattivi e comunisti magistrati milanesi!

Mica c'era da cercare tanto, no?

domenica 16 gennaio 2011

Altrochè il messaggio a reti unificate, questo è quello che fa ad Arcore con le ragazzine...

Questo è il video che doveva mandare ai telegiornali.


Sarebbe stato meno ridicolo...

Lettera ad un figlio per spiegargli perchè i SI non hanno vinto a Mirafiori.

Caro Russino, quando l'uomo sbarcò sulla luna il 20 luglio del 1969 ,il tuo papà non era neanche un progetto per il suo, di papà.
Tuo nonno, però, passò quella notte davanti ad uno schermo per vedere un evento che nessuno aveva creduto possibile: la conquista del cielo.

Lo sbarco sulla luna, nell'immaginifico di persone che erano cresciute camminando scalze in campagna e senza diritti e che sino a ieri a quelli nati come tuo padre nella seconda metà del '900 sembravano intangibili, era la conquista dell'uomo all' irraggiungibile, la sfida contro l'ignoto, la vittoria dell'essere umano sul resto dell'universo, il realizzarsi di un'utopia.
Tu stai dormendo da ore, ma il tuo papà è stato sveglio la notte scorsa perchè sperava in una nuova conquista della luna, sperando di ritrovarsi novello Ciaula in un racconto Pirandelliano di inizio anni dieci.
No, come era prevedibile l'uomo non ha conquistato l' irraggiungibile, non ha osato sfidare l'ignoto, non ha realizzato quella che nella società dei consumi era e resta un'utopia, perchè l'uomo può anche battere l'universo, ma perderà sempre contro se stesso e i propri limiti.
Per Mirafiori, per noi che siamo cresciuti con i diritti acquisiti, non si voleva la luna, ma la difesa della propria Dignità di esseri umani prima ancora che lavoratori.
Fin dall'inizio si è capito che conservarla sarebbe stato più duro di quello che fece Armstrong nel secolo scorso, ma il tuo papà anche per il tuo futuro ha sperato nell'impresa.
Caro Russino, non credere sia una sconfitta dei giusti, come gli idioti non credano sia una loro vittoria.
Il 20 luglio del 2001, è incredibile come la Storia sia beffarda, trentadue anni  precisi dopo la conquista della luna, un ragazzo moriva a Genova per combattere contro chi imponeva la globalizzazione, lo svilimento dei diritti, la vittoria del profitto al prezzo della sottomissione dell'uomo.
Il tuo papà era là perchè, come quel ragazzo, nonostante non si riempia la bocca di parole come "riformismo" e "modernità", aveva capito che senza uno stop deciso si sarebbe arrivati a Mirafiori.
Dieci anni fa ci credemmo sconfitti caro Russino, quando tu non eri ancora un progetto di vita, così come lo crederanno dopo questo mancato "allunaggio dei diritti", ma è lì che si sbagliano.
Caro Russino, il tuo papà continuerà a sognare e combattere come hanno fatto i coraggiosi 2325 lavoratori di Mirafiori che hanno scritto NO su quella scheda, perchè tu un giorno possa fare lo stesso senza dover mai piegare la testa e arrivare a rinnegare la tua dignità come hanno fatto sindacati vergognosi, uomini ricattati o semplicemente vili e politici che di sinistra non c'hanno manco la mano con la quale scrivono.
Non abbiamo perso Russino, non hanno perso gli operai del NO di Mirafiori, perchè potersi guardare allo specchio la mattina e vedere riflessa la luna, che altro non è che la propria Dignità, è privilegio di pochi.

 

Il giorno che (Neil) sbarcò sulla luna
tutti dissero che era un giorno speciale
dallo spazio in diretta le immagini
ed il mondo si fermò a guardare


Quelle orme impresse nell'argento
quella bandiera così innaturale
così immobile nell'aria senza vento
ed il mondo si fermo a guardare...

E la luna, la luna
da tanto tempo lontana
per un momento così vicina
la luna appena sfiorata
obiettivo di sempre
e traguardo finale
di favolosi anni sessanta
che stavano per tramontare

Ma lei, è luna, e non è il sogno americano
se vuoi sognare, la puoi guardare da lontano...

Sembrava così diversa la luna
in quell'estate che non era estate
ma era la prova di un lunghissimo autunno
di foglie al vento e di barricate


E la luna la pallida luna
un'emozione da dimenticare
c'erano cose molto più importanti
ed il mondo smise di sognare

Ma lei è luna, nessuno la potrà cambiare
e quando è sera, lei sa quello che deve fare
Lei deve colorare il cielo
ed i tuoi sogni di bambina
e addormentarsi li vicino a te...

a te......

Ma lei è luna, nessuno la potrà cambiare
e quando è sera, lei sa quello che deve fare
Lei deve attraversare i sogni
di chi la guarda e si innamora
di chi vuole restare sola con lei...
con lei... di chi vuole
restare con lei


Edoardo Bennato - La luna ( Abbi dubbi - 2009)

sabato 15 gennaio 2011

Mirafiori: quelli che stanno seduti tutto il giorno hanno deciso per chi si rompe il culo.

Mirafiori - La lunga notte del referendum si è conclusa quasi all'alba. II no in vantaggio grazie agli operai delle catene di montaggio, poi la scossa decisiva dal seggio degli impiegati.

Ve lo dice uno che fa l'impiegato da molti anni ma ha provato qualche anno a fare l'operaio in catena: IL VOTO DEGLI IMPIEGATI NON VALE QUELLO DEGLI OPERAI!

Chi sono i fannulloni e i conservatori Fim, Uilm, Chiamparino, Sacconi ecc.? Chi si spacca il culo ha risposto chiaramente, quelli che stanno seduti tutto il giorno pure. Adesso mandateci gli impiegati, per coerenza, a fare quei turni massacranti tutto il santo giorno in catena, e chi ha votato no lo mettete a una scrivania, vero?

Da oggi, il voto lo sancisce definitivamente, Cisl e Uil non rappresentano più gli operai, ma il volere degli impiegati e della classe dirigente, non certo di chi si sporca le mani e si spezza la schiena producendo beni che arricchiscono tutto il baraccone Fiat.

Mirafiori: ci mancava il seggio "congelato"...

0.19 - Parte la conta del seggio sette
Una parte della Commissione elettorale dello stabilimento Fiat di Mirafiori si «stacca» dal resto per dedicarsi al riesame delle schede del seggio numero 8 e all’esame degli elenchi elettorali per risolvere il "giallo" delle 58 schede mancanti. Il resto della Commissione va avanti con lo scrutinio del seggio numero sette (sempre nel reparto montaggio). E chiaro che se non si risolve il giallo, le schede non si trovano negli altri seggi né si scopre l’errore negli elenchi il voto complessivo sull’accordo di Mirafiori rischia di essere invalidato.


Io vado a dormire, chiamatemi dietrologo...

giovedì 13 gennaio 2011

Partiti: da Torino tutto ok!

Ore 22.00, aperti i seggi a Mirafiori.

Le votazioni al referendum procedono come previsto senza intoppi, nella foto una lavoratrice in gabina mentre liberamente esprime la propria opinione sull'accordo "proposto" da Fim-Fismic-Marchionne-Uilm-Ugl.

mercoledì 12 gennaio 2011

E venne il giorno del ricatto Fiat a Mirafiori


 Non scriverò in un momento così importante dei vari Marchionne, Bonanni, di quella roba che è la fismic e dei suoi militanti ( mi si passi la pessima battuta, ma milipochi sarebbe più corretto) che si presentano ai cancelli di Mirafiori con in mano copie de il Giornale che li rappresenta certo meglio dello Statuto dei Lavoratori, di Berlusconi, di Renzi e Chiamparino e altri personaggi che in catena non sarebbero manco degni di fare i tempisti, e ve lo dice uno che in catena c'ha lavorato a lungo.

 E non tratterò nemmeno della riunione al chiuso alla Gam di Torino, con ben trecento ardimentosi barricati fra i quali  Nanni Tosco, segretario torinese della Cisl, il suo omologo della Uil Giovanni Cortese e i vertici di Uilm e Fim, Maurizio Peverati e Claudio Chiarle, molti politici tra cui Davide Gariglio, Roberto Placido, Tom Dealessandri oltre a rappresentanti del mondo industriale, come Gianfranco Carbonato e Vincenzo Ilotte. 

 No, posto due foto delle migliaia di persone che a Torino hanno marciato alla fiaccolata della Fiom fino in piazza Castello riempiendola.
Perchè io sto dalla parte degli operai, con chi lotta per i propri diritti, con chi probabilmente perderà: ma dove sta scritto che i vincitori abbiano sempre ragione?


Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili.

Bertolt Brecht

martedì 11 gennaio 2011

Ce li meritiamo i sociologi alla De Rita in Italia, ce li meritiamo...

"E` chiaro che la gente non consuma. Ci sono meno soldi e meno bisogni. Ma soprattutto: c`è meno offerta. Cosa mai ci dovrebbe attirare? Compriamo di meno perchè abbiamo tutto".
......
AAAAAAAARRRRGGGGGGGHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!


Il sociologo, presidente del Censis e giornalista del Corriere della Sera De Rita (nella foto sopra con la sua proletaria famigliuola in quel di Courmayeur) non fa' in tempo a rilasciare questa belinat..., ehm, intervista a Repubblica del 11 gennaio 2011 che il sito del governo berlusconi immediatamente la riporta con garrula gioia.
Bontà sua il sociologo denoantri ammette che ci sono meno soldi in giro, però poi ci spiega che il 90% degli italiani è proprietario di case e che la metà degli stessi c'ha la seconda casa: c'abbiamo praticamente tutto, tanto che non servirebbe a un cazzo aumentare gli stipendi.
Ora, premesso che mi sa che frequento una marea di morti di fame che col cazzo che fanno i libri se sia meglio Courmayeur o Cortina come il signore, vorrei elencare un paio di cosine che, se mi aumentassero lo stipendio, mi piacerebbe fare nonostante come dice il signor De Rita un lavoratore precario come il sottoscritto (ma che almeno uno stipendio ce l'ha a differenza di molti altri fortunatissimi italiani in questo periodo) non abbia bisogno di nulla.

1 - Pensare a un secondo figlio senza vederlo come un ipoteca sulla mia vita;
2 - Non dico cambiare la macchina, ma poterla portare da un carrozziere e togliere quei due bolli che fanno bella mostra di sè sulle due fiancate da quasi due anni;
3 - Programmare un paio di settimane di vacanze in estate in una località di mare non dico alle Seychelles ma a Borghetto Santo Spirito;
4 - Mangiare pesce che non siano bastoncini o surgelati un paio di volte al mese;
5 - Comprarmi un paio di scarpe decenti per quando devo andare a matrimoni o cose simili e non tirare fuori le solite scarpe che comprai otto anni fa per il matrimonio di mia sorella;
6 - Comprare un libro appena uscito quando mi pare e non aspettare che ne esca l'edizione economica un paio d'anni dopo;
7 - Andare a comprare una bistecca in macelleria e non in qualche Iper che dopo che l'hai cotta nella padella ti è diventata la metà;
8 - Poter mettere ogni mese un pò di soldi sul librettino postale aperto a mio figlio per quando dovrà studiare, che è lì che langue da un anno abbondante e che quando andrà all'università allo stato attuale gli permetterà al massimo l'abbonamento del bus;
9 - Andare a teatro, cinema o ad un concerto tutti e tre insieme una volta al mese;
10 - Comprarmi un paio di gratta e vinci da 5 € senza sentirmi come uno che è andato al casinò di S.Vincent a dilapidare una fortuna;
11 - Poter prendere un aereo o un freccia rossa senza dover prenotare con secoli d'anticipo e viaggiando in un giorno lavorativo, per andare a trovare un paio di volte l'anno carissimi amici che stanno a 500 km da dove abito;
12 - Andare tutti e tre a cena al ristorante, non la pizzeria o la trattoria, il ristorante come i signori;
13 - Poter chiamare un imbianchino bravo per rasare e ridipingere le pareti di quasi tutta la casa dove abito, che oramai rasentano lo schifo;
14 - Permettermi un ponte da un dentista per non dover più vedere quel buco in bocca del molare che fu e potermi fare una detartrasi almeno ogni sei mesi;
15 - Potermi fare un bel bagno caldo più d'una volta al mese e non la doccia come ogni giorno, senza temere salassi di acqua e gas;
16 - Fare un'assicurazione sull'auto che non copre solo me come unico guidatore per spendere meno, ma una di quelle che se presto la macchina a mio padre e si stampa è coperto lo stesso;
17 - Cambiare i serramenti nelle camere da letto che ci passa talmente tanta aria, anche quando le finestre son chiuse, da farci un paio di mini centrali eoliche sotto le stesse;
18 - Farmi una polizza pensione che a forza di lavori precari e disoccupazione andrò in pensione tra 40 anni con l'equivalente di 300 € al mese attuali;
19 - Comprare una piccola utilitaria alla mia compagna di vita per non doverla più vedere andare al lavoro in bici al 10 gennaio a - 2° alle sette e mezza di mattina;
20 - Potermi aprire un conto corrente in una banca vera e non al banco posta (dove ce l'ho attualmente per l'accredito dello stipendio) che fa cacare, mi trattano una merda e i servizi fanno schifo ma almeno costa poco.

Mi fermo qua ma potrei andare avanti ancora un bel pò, non c'è nulla di inventato nei venti punti scritti sopra, non si tratta di fantasia.
Quella la usa De Rita quando (stra)parla dei bisogni degli italiani, quelli come me, non certo come lui.

domenica 9 gennaio 2011

Tutti gli uomini del deficiente

ROMA - Il giornalista e blogger Mario Adinolfi, ex candidato alle primarie del Pd, è stato aggredito nella serata di ieri, a Roma, da un gruppo di otto ragazzi, quasi tutti minorenni. Uno di loro aveva la testa rasata. Lo ha riferito nella sua pagina Facebook lo stesso Adinolfi, che si trova in una caserma dei carabinieri per sporgere denuncia. Adinolfi fa notare come questo episodio segua di poche settimane uno scontro verbale in diretta tv con il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti: "Io vorrei che qualcuno lo picchiasse", aveva detto Sallusti.



Quando si dicono i casi della vita...

venerdì 7 gennaio 2011

Marchionne da una parte, noi dall'altra. E gli operai?

Che a un certo punto giri per internet e pensi: "Sticazzi, ma tutta Italia è con la Fiom e contro Marchionne, non si può perdere stavolta!"
Appelli, slogan, prese di posizione senza se e senza ma, inviti ad andare avanti fino alla fine (qualunque essa sia).
Poi ti trovi alle tre di notte a parlare con un giovane ma combattivo compagno e poni, alla luce del fatto che le schifose condizioni dettate da Marchionne e controfirmate da Cisl e Uil tu le conosci bene, una semplice domanda: "Ma se passa il si come probabile, il giorno dopo in fabbrica a partire dal primo delegato Fiom all'ultimo tesserato di quell'organizzazione, che gli succede?".
Apriti cielo.


Il referendum di Mirafiori ha assunto, come sarebbe stato logico che già accadesse per quello di Pomigliano (solo le anime belle o in malafede potevano dire che si trattava di un'eccezione), qualcosa che va ben al di là del semplice futuro di quella fabbrica.
Ora tutti vogliono la guerra finale, a parole sono con la Fiom Cgil (e per favore non fatemi distinguo finchè la prima sarà dentro la seconda, perchè il giochino è troppo comodo) e probabilmente anche con il cuore, ma un paio di domandine mi sorgono spontanee.
Quanti di quelli che professano appoggio incondizionato ai metalmeccanici della Cgil affinchè salvino il futuro dei diritti di tutti, se non quella della categoria di Landini, ha in saccoccia la tessera del sindacato al quale la Fiom fa capo?
Quanti si ricorderanno, nel caso questa sacrosanta battaglia di civiltà e democrazia venga persa, dei lavoratori Fiom quando in fabbrica non avranno più rappresentanza sindacale e saranno in balia di Marchionne/Cisl/Uil?
E infine, onestamente, quanto hanno da perdere sicuramente gli operai della Fiom di Mirafiori il giorno dopo l'esito del referendum e quanto tutti quelli che offrono il petto altrui al dardo avvelenato di Marchionne?
Ecco, fermo restando che è giusto supportare la battaglia della Fiom che lotta per la democrazia in quel di Mirafiori, mi piacerebbe che si iniziasse a fare un pò meno i busoni col culo degli operai e si cominciasse a metterlo in gioco ogni giorno il proprio di culo, perchè a sperare che siano sempre gli altri a fare gli eroi (quando in più hanno una pistola puntata alla testa) non è solo tardivo, è pure da vigliacchi.

giovedì 6 gennaio 2011

E che a me Berlusconi fa un misto di pena e tenerezza...

"I comunisti italiani hanno sperato che bastasse cambiare il nome del partito per cancellare il passato. Hanno cambiato il nome più volte, ma il trucco non ha funzionato. Sono rimasti gli stessi di prima, con gli stessi pregiudizi e lo stesso modo di fare politica."

A me quest'uomo fa tenerezza, lo dico senza sarcasmo, e un filo di pena per la sua donchisciottesca battaglia contro un nemico che non perisce mai: GLI INVINCIBILI COMUNISTI!
Ora, a parte il fatto che verrebbe da chiedergli dove sono sti cazzo di comunisti che magari uno saprebbe anche a chi dare la preferenza la prossima volta senza sprecare come al solito il proprio voto, chi liquida il tutto con uno sprezzante e irriguardoso: "E' un caso clinico", sbaglia.
Quest'uomo è oramai un'icona, una sicurezza, è il nostro moderno babbo Natale che non ci delude mai, che coerentemente continua da vent'anni sulla sua strada nonostante il mondo intorno a lui sia assolutamente l'opposto di come lui lo dipinge.
Tuteliamo allora il Berlusconi, difendiamolo come il panda o come la lince europea in estinzione, come la befana anche se sappiamo che non  esiste, come gli oroscopi anche se siamo ben consci che siano una cazzata priva di senso: come faremmo senza di lui?

Ah, dimenticavo, non posso esimermi da commentare anche questa:
"Mai stato con donne di sinistra, posso giurarlo".
Ora, a parte la facile e comunista battuta che potrebbe descrivere tali donne come persone intelligenti che prima di stare con un essere così brutto piuttosto si danno alla clausura, viene da chiedersi: viste le frequentazioni del buon Silvio, secondo lui le donne di destra-tipo quindi sono...

domenica 2 gennaio 2011

Il 2011 sarà un anno di merda

Il sondaggio di fine anno di Repubblica.it, cui hanno partecipato 3203 votanti, ha incoronato Andrea Agnelli. Con 750 clic e il 23 per cento dei voti, l'ultimo della dinastia Agnelli è risultato il preferito dei lettori, tra i personaggi dell'anno appena passato. Ha battuto Raffaele Guariniello (577 voti, 18 per cento) protagonista della cronaca giudiziaria, che ha sostenuto l'accusa nei due processi di cui più si è parlato: Thyssen ed Eternit.


Dice: "E chi sei Russo, Mandrake? C'hai la sfera di cristallo?".
No, guardo nella mia palla di rabbia e da qua predico il futuro.
Come funziona la mia palla di rabbia? Con i piccoli segnali.
Ecco, è da questi che, leggendo il presente, si può azzardare una previsione sul futuro, almeno quello prossimo.
Io credo fermamente che la Storia la facciano le persone, no, non è una scolastica citazione alla stra-inflazionata canzone di De Gregori, è davvero la gente che fa la Storia.
Se abbiamo questo governo è perchè una maggioranza (per quanto relativa, ma è solo una consolazione), l'ha votato.
Se continua a stare a galla è perchè una maggioranza di italiani non ritiene il caso di schierarsi contro di esso.
Se siamo qua a vederci ancora al loro posto a comandare gente come Scaiola, Brambilla, Gelmini, Gasparri, Berlusconi, Maroni eccetera nonostante scandali, schifezze di leggi ecc. è perchè una maggioranza di italiani non ritiene il caso di schierarsi contro di loro.
Se siamo qua a idolatrare come novelli messia dei Grillo, Di Pietro, Vendola e paccottiglia simile (per amor di patria taccio sui vari personaggi piddì e rivoluzionari da pagnotta tipo Ferrero & C.) è perchè una maggioranza di italiani (relativa o meno) non riesce a capire che, sotto la spinta della propria opinione e delle proprie azioni di tutti i giorni, si deve costruire una classe dirigente e politica in grado di prendere in mano le redini di una situazione oramai terzomondista.
Ecco, con queste premesse, come potrà essere una anno nel quale non occorre essere premi nobel all'economia per capire che la crisi (crisi? Quello che ci circonda è oramai strutturale, una crisi è temporanea per definizione) colpirà ancora più duramente nel 2011, che i disoccupati aumenteranno perchè non c'è lavoro, che le amministrazioni pubbliche continueranno a tagliare servizi sociali, a loro prima delegati e poi de facto impediti, per mancanza assoluta di fondi, che la cultura e la formazione sono (irreversibilmente?) considerati un lusso di questi tempi nonostante siano quelli che danno strumenti alle persone per potersi integrare in un qualsivoglia sistema produttivo,  che le persone dovranno sempre più scegliere fra una cura dal dentista e il pagamento di bollette che continuano a crescere perchè le loro entrate restano ferme e tutto continua ad aumentare.
Nella mia sfera di rabbia vedo un anno di merda perchè saremo sempre più costretti ad arrangiarci, barcamenarci, pensare al mantenimento di noi stessi e delle persone alle quali vogliamo bene, insomma sopravvivere.
E' apocalittico tutto ciò? E' quello che sta già accadendo ma che è destinato sempre più a cronicizzarsi, perchè la maggioranza delle persone è convinta (ha capito?) che è più rapido e funzionale organizzare se stessa per arrivare al giorno dopo  che organizzarsi con altri per costruire il proprio futuro in senso collettivo.
In tutto ciò ognuno oramai è parte di un mondo tutto suo, il senso di comunità è sempre più visto come modello perdente e infruttuoso, con somma gioia di chi sul dividi et impera sta distruggendo il nostro presente e il nostro futuro.
Per dirla, il lettore medio piemontese di un giornale come Repubblica non è certo quello che ha votato Cota ma un (per quanto timido) progressista, ma sapete quali erano le motivazioni dettate dal quotidiano on line di Ezio Mauro per optare fra un Agnelli e un Guariniello?

Andrea Agnelli Il figlio di Umberto, 35 anni, ha preso le redini della Juventus. Ha cambiato molto nella società bianconera 

Raffaele Guariniello Un altro anno da protagonista, sostiene l'accusa in due processi clou: Thyssen e Eternit

Logicamente uno guarda la propria squadra del cuore, mica chi si è battuto per chiedere Giustizia per migliaia di morti sul lavoro: se questo è un piccolo (ma molto rappresentativo) campione dell'italiano democratico medio, ma dove cazzo vogliamo andare?
Date retta alla mia palla di rabbia...