domenica 20 novembre 2011

Una giornata senza pretese

Eccomi qua, con l'ennesima sigaretta della giornata fra le labbra a fissare questa nebbia che da giorni ci accompagna e sembra non volerci lasciare più.
Fra le mani sfoglio le prime pagine di One Big Union di Evangelisti, comprato oggi nella speranza che mi possa dare le stesse emozioni di Noi saremo tutto.


Anche oggi è andata, finita, una delle tante giornate senza pretese ma intense che questo umidissimo fine autunno 2011 sembra avermi portato in dote.
E' il sabato, quello dove le migliori energie le spendo per ciò in cui credo a tempo pieno, per le persone alle quali voglio bene, scevro da cartellini da timbrare e code in macchina da sopportare, da orari da rispettare e da ordini subiti per poter portare a casa a fine mese il sufficiente per vivere senza dover sporcare la fedina penale.
Alle 8.00 sveglia (che gran lusso rispetto agli altri giorni), un caffè e una sigaretta e poi via per la strada, alle 10.00 massimo DEVO essere di ritorno a casa.
I primi volantini affissi, due chiacchiere per mantenere i rapporti nel quartiere con l'edicolante, il barista, il tabaccaio e chi incontro per la strada, poi si torna alla tana.
Due ore con il proprio figlio, di seguito, senza la stanchezza che rende insopportabile anche il più facile dei giochi da lui richiesti, un'autentica utopia durante la settimana, una montagna di mail da inviare nell'imminenza della prossima iniziativa organizzata e poi un pasto senza tanti fronzoli ma neanche consumato con l'imbuto e solo come un cane come accade dal lunedì al venerdì, un bicchiere di buon barbera a pranzo tanto non si deve tornare a lavorare, infine il massimo dei vizi per quelli come me: dormire al pomeriggio per recuperare, in parte, le varie ore di sonno lasciate indietro in settimana.
Suona la sveglia del cellulare perchè sennò non mi tirerei su se non quando è già buio, troppi gli arretrati che il buon Morfeo reclama, un caffè e via, si riparte.
Calze lunghe, pile, piumino tipo scalata sull'Himalaya, bertulla di quelle che non dovrebbero tradirti, è ora di inforcare la bici.
La nebbia, dopo un paio d'ore di tregua, è ridiscesa con tutta la sua umidità che ti entra e penetra anche in ossa che non sapevi di avere, ma si ricomincia il giro: bar, librerie, negozi, lampioni, bacheche, solo la bicicletta può permetterti di ottimizzare i tempi ed evitare le barriere create dai parcheggi a pagamento, il centro storico, i sensi unici e chi più ne ha più ne metta.
Arrivi a casa, al caldo finalmente, oltre alla soddisfazione di aver fatto quello che DOVEVI fare il tepore domestico e le persone alle quali vuoi più bene sono il premio migliore che possa esistere, tutto liscio non fosse che le tue budella ti chiedono conto del caffè buttato giù prima della pedalata al gelo: inconvenienti del "mestiere"...
La telefonata di un amico, che bello essere coccolati e sostenuti da chi ti capisce e condivide i tuoi Valori.
Non è così.
Ti becchi la ramanzina e il sarcasmo per la tua assenza negli ultimi giorni: ci sta, ti dici, incassi e porti a casa.
Nuove mail per coordinarti con gli altri sullo stato delle cose, una doccia e finalmente a cena.
Sei talmente stanco che non riesci neanche a studiare che film guardare, ti viene in soccorso la tua compagna che ti propone di riguardare le immagini di un viaggio a Cuba vissuto, purtroppo, troppi anni fa.
Ed ecco che ti ritrovi sul balcone, con la sigaretta in bocca e un libro in mano a tirare le somme della giornata appena finita: una giornata senza pretese (e non mi succede una volta al mese), per l'appunto, ma di quelle che ti fanno sentire vivo, nonostante tutto.


Sotto un cielo di nebbia
che cielo non e'
e' un altro giorno insicuro
che io passo con te
E ci troviamo qua
tra lampioni e vetrine
tra pezzi di scarpe liquori e cucine

E' stato forse per noia
o per mancanza di vino
siamo usciti di casa
e andati incontro al destino
destino normale
fatto di punch e giornale
di risate spremute
e di parole taciute

E' una giornata
senza pretese
e non ci succede
una volta al mese
Stiamo qua
abbracciati
ad aspettare la sera
e se mi guardi
io non ti vedo
ma mi ricordo
del nostro amore
stiamo qua
messi qua
ad aspettare la sera

E i miei occhi
coi tuoi
vanno incontro alla strada
sui motori e le luci
brilla altera la luna
e non parliamo di niente
in questa scura pianura
L'auto va dolcemente
dentro la notte piu' scura

E' una giornata
senza pretese
e non ci succede
una volta al mese
Stiamo qua
abbracciati
ad aspettare la sera
e se mi guardi
io non ti vedo
ma mi ricordo
del nostro amore
stiamo qua
messi qua
ad aspettare la sera...

Vinicio Capossela - Una giornata senza pretese (All'una e trentacinque circa - 1990)

13 commenti:

Gap ha detto...

In parole povere, una gran bella giornata.

Gap ha detto...

Russo, gran bella giornata senza ironia alcuna.

Riccioli Neri ha detto...

Mi piacerebbe poterti incontrare il sabato mattina, andare a farci un cappuccino bollente e parlare, parlare, parlare, di vita, politica, libri tra una battuta e un sorriso...

il Russo ha detto...

Si, una gran bella giornata, ma ne cambierei volentieri un paio come questa per un sabato mattina con Riccioli Neri ad accapigliarci su come cambiare il mondo prima che sia lui a cambiare (in peggio) noi...

Marte ha detto...

Mi hai "rubato" titolo e canzone. Ma s'è salvato il
contenuto. Gran bella giornata, ramanzina compresa.

listener-mgneros ha detto...

tienimi un po di barbera un giorno di questi te lo scrocco

Riccioli Neri ha detto...

Non ci avranno mai come vogliono loro...noi camminiamo con la libertà!

Rouge ha detto...

Le mie son di molto peggiori.

Luz ha detto...

Meno male che la nebbia non ottunde i sentimenti....

listener-mgneros ha detto...

asshole 61 (tanto si da che sei tu)
sei patetico sai...e oltretutto ti hanno mollato da solo a fare la piccola sentinella...quasi meriteresti una vomitata consolatoria...

Tina ha detto...

Splendida giornata, rispetto a te non c'è il figlio piccolo, ma sua figlia ;-))
Buona settimana Russo ;-))

Ernest ha detto...

Da urlare a tutti per ricordarlo direi, una grande giornata.

stefanover ha detto...

bello... triste ma bello.