domenica 16 ottobre 2011

Un maledetto 15 ottobre annunciato.

"Gli assenti hanno sempre torto"

O forse non erano pronti per la "Rivoluzione" con l'alternativa di farsi 1200 km a vuoto tra andata e ritorno per non finire manco il corteo... 


E' importante la Memoria, dalla stessa bisogna trarre insegnamento sennò si finisce di ripetere sempre la stessa Storia e, con buona pace di quel tale ritornato in auge negli ultimi tempi, non sempre si ripete in maniera comica, anzi.
Questa storia finisce (per il momento) un sabato sera a Roma fra i lacrimogeni e un sogno infranto di moltissimi manifestanti e parte da molto lontano nel tempo, nel luglio di dieci anni fa per l'esattezza, e discretamente lontano nello spazio, 500 km circa, a Genova per intenderci.


Genova 2001 fu un'esperienza incredibile per più di una generazione, erano decenni che non si parlava più di un Movimento orizzontale, nato e cresciuto dal basso, che cercava alternative ad una finanza mondiale che con la globalizzazione stritolava (allora) i Paesi più poveri a vantaggio di quelli ricchi, un moto di speranza e rabbia portarono centinaia e centinaia di migliaia di persone a riversarsi nel capoluogo ligure in occasione del G8.
Un'organizzazione irresponsabile, dilettantesca, improvvisata e pittoresca fece si che moltissimi manifestanti andassero a fare carne da cannone fra le forze dell'ordine e i movimenti antagonisti più duri arrivati da tutta Europa, chi era informato (partiti, sindacati) si tirò indietro proprio all'ultimo, i manifestanti in buona fede e per l'appunto guidati da proclami di personaggi quantomeno superficiali (per usare un eufemismo) andarono al macello e non poterono manifestare le proprie idee, le proprie speranze, le proprie istanze.
Si parlò di infiltrati, di violenza di Stato pianificata, di forze dell'ordine disorganizzate quando non addirittura in malafede ed era tutto vero, ci sono processi a testimoniarlo, ma la verità è che la buona fede, le energie, la carne e le ossa dei manifestanti vennero mandate al massacro da generali sprovveduti, inetti, irresponsabili ma, ne sono fortemente convinto, non pienamente consci del disastro che la loro scellerata conduzione avrebbe generato (questo è stato l'unico motivo per il quale, quando li ho incrociati sulla mia strada nei dieci anni successivi, non gli ho sputato in faccia).
Dopo Genova 2001 nessuno, e sottolineo nessuno, avrebbe più potuto permettersi il lusso, di agire con leggerezza.
Passano gli anni, al di là del Global Forum di Firenze nel 2003 nessun Movimento dal basso riesce più a imporsi in maniera capillare, partecipata e coinvolgente, la CGIL con il suo stupendo canto del cigno per l'articolo 18 e poco altro (Girotondi, movimenti studenteschi, No Tav), il prezzo pagato alle giornate genovesi è salatissimo.
E arriviamo al 13 febbraio 2011, dieci anni dopo.


"Se non ora quando" riempie non solo piazza del Popolo in Roma, ma tutte le piazze italiane, la società civile tutta da segni di risveglio.
E' come un effetto domino, in giugno arrivano i referendum e il risultato di tentissime persone che si sono messe in gioco da frutti che sino a pochi mesi prima sembravano impossibili: la gente ha lottato per il beni pubblici, di tutti, il referendum dice che lo sforzo è stato un successo ed il quorum è raggiunto. Il Paese è vivo, o meglio le persone tutte che credono di poter cambiare lo stato delle cose, c'è ancora energia e voglia di lottare.
E qui, i soliti pirletta che riescono a sprecare le migliori energie, iniziano a capire che tutto ciò si può "capitalizzare", sull'onda lunga della vittoria ai referendum la gioiosa macchina da guerra dei movimenti tuttaltro che spontanei ma capitanati dai soliti personaggi in cerca d'autore, si mette in movimento.
A luglio arriva il decennale del G8 2001, nonostante il "marchio" che porta in dote è un flop pazzesco e una pagina da archiviare il più in fretta possibile (cosa che è stata fatta dalle stesse organizzazioni che vi avevano aderito, da agosto in poi avete sentito qualcuno che la citava?), non solo non ci credono quelli che vengono da fuori Genova, ma i genovesi stessi (tranne gli organizzatori locali) disertano tutte le manifestazioni precedenti agli ultimi giorni, il corteo del sabato con 50.000 presenze è uno schiaffo e un'umiliazione alle centinaia di migliaia di persone che manifestarono dieci anni prima e alla Memoria collettiva di ciò che significarono quei giorni.
Ma già a Genova iniziano movimenti strani, qualcuno che era contro la crisi si trasforma per l'alternativa e inizia a parlare di riunioni fondamentali da tenersi  in settembre a Roma per organizzare una grande manifestazione in ottobre, successivamente si trasformerà (copiando dai movimenti spontanei, quelli si, spagnoli) in indignati.
Ora, non bisognava avere amici nei servizi segreti o nella digos per venire a sapere come il sottoscritto, già in settembre, che a Roma in ottobre "qualcuno" avrebbe cercato un remake in grande di ciò che nella capitale avvenne (quello si spontaneamente) il 14 dicembre del 2010.


La cosa ha iniziato a puzzarmi però mi son detto: "Vabbè, non son più di primo pelo, ma se incazzati (n.d.r. e che palle sto aulico indignati) ci si definisce e incazzati lo si è visto le condizioni in cui versiamo, incazzati bisogna essere. Si potrebbe anche fare".
Poi la cosa ha iniziato a prendere una piega che non mi è piaciuta: da un movimento di base politicizzazzato (nel senso bello del termine, non quello di partito per intenderci) e abituato alle piazze toste, dentro si è iniziato a far confluire le associazioni più disparate, partiti politici di sinistra, movimenti locali, lavoratori non sindacalizzati e chi più ne ha più ne metta, qualcosa non iniziava a quadrare.
Da lì è nato il mio dissenso con chi stava mettendo in piedi tutta la baracca, le similitudini con Genova 2001 iniziavano a essere troppe: che c'entravano, per fare un esempio, militanti dell'Askatasuna con ultracinquantenni con bandiere della pace? No, così era una porcheria, non potevo e non volevo starci.
E arriviamo a sabato 15 ottobre, alla partenza del corteo ecco presentarsi a Roma un magma indistinto che andava da manifestanti No Dal Molin agli occupanti del Valle, dai Movimenti del Sud Ribelle al Gruppo Abele, dagli anarchici insurrezionalisti a Legambiente, le somiglianze con la mattina del 21 luglio 2011 in Corso Italia a Genova erano palesi e poi è andata, logicamente, come purtroppo era prevedibile dovesse andare.


Sento parlare di infiltrati, di "100 idioti" (seee, credetevi che erano 100 e che erano idioti, quelli erano ben più sgamati e preparati di voi che con leggerezza tali li definite) che hanno rovinato una manifestazione spontanea (ma de che?), di effetto sorpresa (come no, credete per caso ancora che i regali di Natale li porta ancora il buon vecchio Babbo?) e di complotto della cattiva destra al potere.
No, non ce l'ho con coloro che vi fa comodo chiamare black-block, violenti o come vi aggrada, loro cercano lo scontro e non credono nella sfilata pacifica, sono andati lì a fare quello che credevano giusto fare (anche se, a dire il vero, mi aspettavo qualcosa di più, o di peggio, a seconda dei punti di vista).
No, non ce l'ho neppure con le forze dell'ordine, anche un bimbo lo sa che se si vuole giocare a guardie e ladri non è che i primi possono scomparire.
No, non ce l'ho con i manifestanti che sono andati a Roma con le migliori intenzioni, anche se un appunto per la loro leggerezza nella scelta della manifestazione potrei farglielo, ma poi penso che non tutti sono abituati a frequentare cattivi guagliuni come il sottoscritto e che per molti in piazza è giusto sempre esserci per non "lasciar spazio a quegli altri", nel qual caso mi facciano il piacere di non stupirsi più di tanto per come è finita, non addossino colpe a partiti e organizzazioni assenti o agli sbirri che hanno fatto soltanto il loro lavoro e molto ma molto meno peggio di altre volte, a onor del vero.
Io ce l'ho con chi questa manifestazione l'ha pianificata, promossa e preparata, perché delle due l'una: o sono emeriti coglioni che hanno giocato con qualcosa decisamente più grosso di loro (e molti di questi sarebbe ora che si togliessero dai coglioni una buona volta e la finissero di fare danni per dare un senso alla propria vita), oppure erano in malafede sapendo ciò che sarebbe successo a scapito delle sopraccitate istanze, speranze, energie, carne e ossa dei manifestanti che credevano di poter essere protagonisti di un messaggio di cambiamento, e in questo caso sono da andare a prendere con i forconi.
Perchè dopo Genova 2001 quello che invece è poi successo il 15 ottobre a Roma non sarebbe mai e poi mai dovuto più accadere, ma qualcuno ha fatto in modo che lo fosse.

32 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Russo, ti leggo da un po' e oggi vorrei condividere questo tuo commento dei fatti di ieri su Facebook. Ti dà fastidio?

Aureliano

il Russo ha detto...

Assolutamente no, questoc spazio e quello che c'è sopra è di tutti.

paolo ha detto...

concordo su quasi tutto e consiglio su fb

ultimobandito ha detto...

Sono d'accordo in parte col tuo ragionamento.
Sicuramente sul fatto dell'ingenuità di chi ha organizzato la manifestazione.
Non sono d'accordo sul fatto che diverse anime non possano ritrovarsi contro un avversario comune.
Si sa come la pensano gli anarchici a differenza dei militanti di Libera o Lega ambiente, come la pensa Askatasuna rispetto alla Federazione della sinistra, ecc. Ognuno ha una storia e penso che tutti quelli che si indignano perchè ieri è successo il conflitto violento siano in malafede.
Da mesi il passaparola era: andiamo a Roma ad occupare i palazzi del potere. Come pensavano che potesse accadere? Con un mazzo di fiori?
La val di Susa insegna ancora una volta. Siamo tutti valsusini e siamo tutti black bloc. La forza di un movimento è l'eterogeneità. Ognuno lotta per come vuole e sa fare, senza criticare i compagni di lotta perchè agiscono diversamente da noi. Se da una parte c'era chi spaccava le banche e le agenzie interinali, nulla vietava che dall'altra parte ci fosse un'occupazione pacifica delle piazze di Roma.
Chi ha assaltato il ministero della difesa è un mio compagno alla pari di chi ha inscenato un balletto folcloristico per le vie della capitale. E basta con queste dissociazioni da infami. L'obiettivo è comune a molti: che se ne vadano tutti. Questo è l'obiettivo, il resto è mentalità da ben pensanti del cazzo.
Siete tutti coinvolti altrimenti fate parte anche voi del sistema.

ultimobandito ha detto...

x Russo

Se vuoi pubblica pure il mio pensiero sul tuo sito fb, visto che io non ce l'ho.

Prometeo ha detto...

Colpa di qualcuno... ma di chi?
Sei rimasto al mitico 'Grande Vecchio' degli anni '70?!
Siamo sempre al solito complottismo italico, quando gli eventi ci superano e non riusciamo a cavalcarli o semplicemente ad accettarli!
Più modestia e meno presunzione tuttologica... please.

il Russo ha detto...

Pirla, io i nomi e cognomi li faccio eccome benanche senza specificarli, se (stra)parli di complottismo non hai capito un cazzo di questo post.

Prometeo ha detto...

La tua replica offensiva di (s)qualifica come sempre...
Scusami se non tutti sono 'acuti' come te!
Un pirla

il Russo ha detto...

L'importante è essene consci.

p.s. Se sono da sempre squalificato, perchè torni sempre? Ah già, l'hai ammesso tu stesso, sei un pirla.

listener-mgneros ha detto...

La massificazione dovrebbe essere squallido compito del potere quando la leggo nelle frasi del cosiddetto contro potere allora provo pessime sensazioni, Il Siamo tutti "qualcosa" non mi piace perché anche tra chi afferma di essere fottutamente contro ci sono persone con le quali non ho intenzione di condividere un emerito cazzo. In passato ne ho visti troppi essere totalmente contro E mandare al macello gli altri e questa gente ora sta proprio seduta dall'altra parte Giusto o sbagliato che sia mi scelgo le manifestazioni a cui andare e le motivazioni che mi coinvolgono e anche le persone con cui parlare di questo

E non perché voglio solo interlocutori che la pensino come me ma voglio Cervelli con cui confrontarmi!

Quanto al pirla: se leggi una riga si e una no resti un pirla appunto!

Gap ha detto...

Ieri mattina su fb scrivevo queste parole "Si va. Pur con tutte le contraddizioni si scende in piazza. Perché la piazza non è di uno o di pochi ma di molti, finché non sarà di tutti".
Alla luce di quello che è successo continuo a pensare che la scelta sia stata giusta. Era, e per me rimarrà, una manifestazione giusta che voleva coniugare le diverse posizioni presenti nel corteo. Dalle più estreme fino alle più moderate.
Ciò che va preso in considerazione è il salto di qualità dei cosiddetti B.B. Tutti si attendevano scontri e tentativi di sfondamento verso "obiettivi sensibili" quali il Ministero degli Interni, da Piazza Santa Maria Maggiore, o verso Piazza Venezia (e Palazzo Grazioli) dall'incrocio con via dei Fori Imperiali. Non è stato così. E qui si è capito che gli obiettivi erano altri. L'obiettivo principale, a cui nessuno era preparato, manifestanti, polizia, osservatori in grado di dire tutto e il contrario di tutto stando davanti a uno schermo e pontificare dalla televisione, era spezzare la manifestazione in più tronconi e rendere la manifestazione stessa un ostacolo a chi sarebbe dovuto intervenire per sedare gli scontri e rendere la manifestazione stessa un vantaggio per proseguire con l'opera di distruzione non solo materiale ma anche ideale dei principi ispiratori della manifestazione.
E', di conseguenza, pura dietrologia speculare su presunti errori della polizia, che pure ci sono stati. Non è dietrologia, invece, prendere atto della ingenuità, se vogliamo chiamarla così, ma sarebbe meglio chiamarla inettitudine di coloro che hanno organizzato la dimostrazione. Tutti, ripeto TUTTI, sapevano che ci sarebbero stati incidenti. Tutti giocavano ad ipotizzare, come detto, dove e quando si sarebbero verificati. Mi è tornata alla mente la situazione della partita di calcio Italia-Serbia di Genova. Tutti sapevano chi stava andando a Genova e con quali intenti. Tutti sappiamo come è andata a finire. Niente partita per colpa di trecento persone. Niente manifestazione per colpa di un migliaio di B.B.

Gap ha detto...

"Dall'Europa stanno scendendo a Roma". I B.B. come i nuovi barbari che vengono a mettere a ferro e fuoco la capitale dell'Impero. Novelli Brenno a fare il sacco di Roma e a gridare "Vae victis". Ma non fateci ridere. Tutti gli arrestati e i fermati, fino a prova contraria sono italiani e romani. Come se per fare certe cose ci dovesse insegnare qualcosa qualcuno. E poi, estremizzando il pensiero, siamo così sicuri che se la violenza fosse stata rivolta verso altri luoghi e altre persone , non saremmo stati d'accordo? O, perlomeno, più "giustificazionisti"?
Ricordate questa foto? E' degli scontri "studenteschi" del 14 dicembre 2010 sempre a Roma. Guardatela bene perché le foto non vanno solo guardate, vanno lette. In prima fila ci sono gli agitatori, coloro che danno il via agli scontri. Dietro c'è tutto il resto della manifestazione. Dietro c'è gente, che se anche non condivide ciò che sta accadendo, rimane lì perché sa che l'obiettivo della violenza non sono loro ma il "potere".
Ora trovate, tra le tante foto e filmati di ieri, una immagine simile. Non la potrete trovare perché non può esistere. I manifestanti ieri sono stati l'obiettivo della violenza perché funzionali al disegno di pochi. Il sacrificio di molti per gli interessi di pochi. Mi sembra uno stravolgimento abbastanza grande.
A qualcuno di questi B.B. sarà sembrato di essere in Spagna nel 1936 quando hanno assaltato la chiesa di San Marcellino. Ateo, e per alcuni versi molto anticlericale, ho trovato la cosa come la più stupida della giornata.
E qui apro una parentesi sulla polemica, in parte giustificata, dell'amica Arguzia sul titolo de l'Unità di oggi. E' vero, nessuno può mettere in dubbio che la parola "violentata" si riferisce alle donne, purtroppo. Ma quando ieri sono arrivati in piazza i violenti e sono stati caricati tra la gente inerme e pacifica, quando le opposte fazioni si sono scagliate l'una contro l'altra armate tra bambini e anziani, quando si è vista gente in preda al panico che non sapeva cosa fare, scappare (e dove?) rimanere fermi appiccicati al muro come manifesti, sì, si può dire che la Piazza (come luogo fisico e luogo concettuale) è stata violentata. Quando si precipitano in eventi di così grave portata ignari cittadini spinti in piazza dalla voglia di giustizia economica e sociale, sì, si può dire che sono stati violentati.
Ieri ho letto un cartello che recitava più o meno così: "Per una economia democratica". Questo era il livello. L'ingenuità data in pasto ai lupi. Un' amica ha detto che sembrava un ossimoro. Sì, aveva ragione. Una economia democratica non può esistere, come il capitalismo buono e una finanza equa.
"Fuori i partiti dalla manifestazione". "Se è successo questo è perché il Pd ci ha lasciati soli". Forse qualcuno dovrebbe fare pace con il proprio cervello. Sotto i miei occhi, portatori di bandiere rosse di partito sono stati offesi e invitati ad andare via, cosa che giustamente non hanno fatto. Ora appellarsi alla mancanza di un servizio d'ordine esperto e in grado di contrastare i violenti è pura demagogia. Non fosse altro che più nessuno è in grado di allestire un servizio d'ordine degno di tale nome. Forse solo la CGIL sarebbe in grado di farlo. Ma non so cosa sarebbe potuto accadere ieri in uno scontro interno al corteo.
Mancano ancora tante, troppe, cose da dire. Mi fermo qui perché la mia non vuole essere un'analisi ma solo delle riflessioni.

Prometeo ha detto...

Al di là di sterile polemiche e di insulti da asilo, quello che mi dà più soddisfazione è vedere ancora una volta la sinistra italiana farsi un bel autogol: dopotutto il sadomasochismo piace anche al mio amico listener...

il Russo ha detto...

Ieri non c'era la sinistra, o meglio non ne era protagonista, ma la gente DI sinistra.
Non averlo capito, neanche questa volta, denota come si è ancora fermi a 10 anni fa.
Purtroppo.

listener-mgneros ha detto...

Certo che mi piace per caso: do you wanna be my dog?
collari e ciotola sono sempre pronti per te tesoro...love U.

Prometeo ha detto...

Sì, hai ragione: c'era gente DI sinistra, che da tempo non vota più la sinistra e soprattutto il Pd.
Ecco perchè la destra di Berlusconi vince... e ciò non è bello!
Tutto ciò potrebbe chiamarsi corresponsabilità o autolesionismo politico di chi crede di finge di fare opposizione; comunque la si chiami anche questa volta s'è persa un'occasione per cambiare e si ha dato più forza al governo... e di ciò non c'è nulla da rallegrarsi, anzi c'è solo rabbia e delusione!
Ma qualcuno riesce pure a godere nell'ennesima disfatta, come il caro listener, che continua a vivere nel suo onanistico mondo piccolo, piccolo... e crede con l'ironia di cambiare il grande mondo.

listener-mgneros ha detto...

beh si il mio mondo è piccolo con quasi 40mila utenti del blog..tu invece devi ricorre persino all'anonimato per poter entrare nel mondo degli altri.

Quanto all'onanismo a volte è un bene ad esempio il tuo papino e la tua mammina avrebbero dovuto praticarlo sempre avremmo così evitato di vedere un pirla che scrive di faccende delle quali non sa nulla.

P.s. più volte hai cercato di commentare nel mio piccolo mondo...ma siccome sono un sadico non autorizzerò i tuoi commenti bye bye

Luz ha detto...

Chia ha pianificato questa manifestazione ha peccato in tutte e due le cose che hai detto tu. Un po' di leggerezza e un po' per furbizia, sapendo che sarebbe successo un gran casino.
avendo fatto tutto il corteo ed essendomi beccata la "guerra" di piazza San Giovanni, assorbito il colpo, oggi mi sento di dire che l'unica nota negativa non sono state le violenze lungo il percorso (anche se sarebbe stato meglio spaccare solo banche!), ma l'aver spazzato via il momento finale dell'entrata di tutti in piazza. Quello è stato l'errore. Ti dirò di più. Finita la manifestazione e con le forze dell'ordine che smobilitavano, forse i facinorosi un'azione dimostrativa verso i palazzi del potere l'avrebbero potuta fare con molto più successo e consensi.
Comunque non erano Black Bloc! C'ero, li ho visti.

silvano ha detto...

Mi è piaciuto molto il tuo post Russo. Ma non sono d'accordo, ci può stare quello che hai detto, anzi credo sia vero, ma non centra il problema. Ieri non c'erano partiti, ed arriverei a dire pure che era poco politicizzata la manifestazione, anche se prevalentemente riconducibile culturalmente a sinistra. Ieri quelli che hanno agito non hanno in realtà colpito nè la polizia nè i beni (banche, simboli del potere economico/politico) ma in primis i manifestanti. Non so chi fossero (non credo fossero i centri sociali comunque e nemmeno gli anarchici), ma probabilmente erano dirette emanazioni dell'ordine, e del potere costituito. Infiltrati della polizia? Troppo pericoloso, più facile aver fatto conto su fascistelli che poi hanno sfruttato un effetto deriva della violenza. Di sicuro erano ben istruiti e ben diretti.
ciao, silvano.

il Russo ha detto...

Sarebbe comodo Silvano se fosse come dici tu, però non lo penso (se non in piccolissima misura).
I responsabili sono gli organizzatori, mettere in piedi una cosa del genere con le informazioni che giravano da settimane (ne erano al corrente tutti, ma proprio tutti quelli che vogliono informarsi) è stato scellerato e lesionista (non auto, si meritano le peggio cose, altrochè un pò di gloria per una manifestazione riuscita mancata) per tutto il Movimento non violento.

Rouge ha detto...

Io sono un non violento. Se la fossero presa solo con le banche o i palazzi del potere, come sperava Luz, mi avrebbe dato fastidio lo stesso. Motivo? Cose del genere allontanano chiunque abbia un po' di cervello: a che cacchio servono? Davvero qualcuno pensa di fare rivoluzioni qui? E per mettere su cosa? Qualcuno lo sa? Tutti pronti ad avallare una dittatura del proletariato? Ma fatemi il piacere...

ultimobandito ha detto...

Alcuni commenti mi fanno ridere. O siete degli ingenui politicamente parlando, o di cambiare le cose non ne avete voglia.
Indipendentemente se uno può approvare o meno certi metodi, pensate veramente che le cose cambino continuando a fare le sfilate di piazza? Le passeggiate non portano a niente se veramente avete voglia di cambiare le cose, se poi vi lamentate tanto per dire a parole che le cose non vanno, allora continuate a fare le farse delle sfilate.
Veramente si pensa di impensierire il potere piantando delle tende?
Ora nessuno obbliga le persone alla rivolta, ma se veramente vi lamentate non pensate che mettendo due tende si cambia.
Ad ognuno libera scelta, ma se la pensate in un certo modo, cambiate parole d'ordine. Evitate: assalto al potere, occupiamo i palazzi e via dicendo, perchè queste erano le parole d'ordine.

listener-mgneros ha detto...

uhm abbiamo un censore che dice quali parole possiamo usare...

Nemo ha detto...

Russo, un'analisi davvero attenta su quanto accaduto a Roma.

Ernest ha detto...

Ciao Russo
io sono sinceramente stufo del dopo... perchè alla fine è sempre così. Risultato finale ora si parla solo ed esclusivamente delle violenze, delle auto bruciate e del resto.
Non si può più scendere in piazza così come viene, bisogna scendere oragnizzati, a qualcuno non piace la parola servizio d'ordine ma forse bisognerebbe ripensare anche a questo. Qualcuno dice che non le sfilate non si ottiene niente, io direi che la storia ci insegna il contrario. Portare donne, ragazzi, bambini e uomini in piazza è davvero importante, è far vedere che il popolo pensa, che il popolo esiste e che la gente vuole un futuro. Una città messa a fuoco non vuol dire fare la rivoluzione, sia che si tratti solo di infiltrati o che si tratti di quello che volete.
Vorrei proprio sapere eventualmente cosa c'è di rivoluzionario incendiare macchine di chi magari ha solo quella e se la paga a rate. Lo ribadisco qua da noi ogni volta finisce così col risultato che poi non si parla d'altro, dimenticate le ragione della marcia, dimenticate le porcate che ha fatto il governo il giorno prima... sempre il solito copione corteo non protetto, non organizzato, quelli che escono dal corteo, la polizia carica tutti, infiltrati delle forze dell'ordine che parlano con i colleghi poi con i neri poi poi e poi...
non so nemmeno quello che ho scritto sono veramente stufo.

ultimobandito ha detto...

Caro Ernest, il popolo pensa. E' vero, sono il primo a condannare le auto bruciate o la madonnina spaccata. Questa è violenza senza ragione. Attaccare però i simboli del potere quali banche o agenzie interinali è politica. Già il popolo pensa e pensa che le ragazze morte a Barletta sono vittime di un'altra violenza portata avanti da chi oggi condanna la rabbia di molti.
E mi spiace leggere di compagni che sono diventati spie. Di compagni che consegnano altri compagni alle forze dell'ordine. Veramente ragazzi ci sarebbe da interrogarsi su cosa si vuole. La verità è che a molti questo sistema non piace solo a parole.
Spiegatemi perchè in Egitto si può fare la rivoluzione e in Italia no. Eppure li sento i vecchi quando dicono: ai miei tempi abbiamo lottato e abbiamo ottenuto. Voi ragazzi di oggi siete amorfi. Ora che i ragazzi hanno in corpo la rabbia che gli abbiamo sempre chiesto li reprimiamo. Tenetevi questo sistema e continuate a mugugnare che vi ascoltano.

Ernest ha detto...

@ultimobandito. Io credo che in Egitto si siano viste cose diverse e si tratti di cose diverse, qua ogni tanto e in qualche manifestazione dove non c'è organizzazione succedono ogni tanto queste cose, altrimenti perchè non si rimane in piazza anche dopo la data concordata da tutti?!
Io sono dell'idea che queste cose fanno male alla protesta, perchè oggi invece di parlare di 980 città che manifestano parliamo di questo, e Maroni grazie a tutto ciò si fa bello dicendo dobbiamo stare unita davanti alla violenza..

ultimobandito ha detto...

Ernest, tu lo leggi per quello che vuole farti leggere l'informazione di regime. Io dico che la gente è incazzata e la rabbia comincia a sfogarla. Tu pensi che dopo la sfilata pacifica i giornali avrebbero parlato degli indignati? I giornali di regime?
In Val Susa sono 22 anni che la popolazione dice al potere di non volere la Tav. Li ascoltano? E meno male che un pò di resistenza in valle c'è altrimenti quest'opera era già partita.
Ma quando ci incazziamo? Siamo una generazione di precari cosa devono ancora farci per alzare la testa?

silvano ha detto...

@ultimo bandito - Ciao, c'è un fondo di verità in quello che dici. Perchè si può e si deve lottare in un certo modo in Egitto e non qui da noi? Mi verrebbe da dirti perchè in Egitto c'era una dittatura, non c'erano partiti etc.

Poi io sono d'accordo che qui è uno schifo, che il b. e i suoi compari, i vari maroni, la russa, gasparri e tirapiedi vari son tutti fascisti fatti e finiti ma siamo ancora all'interno di un sistema democratico, per quanto cadente e schifoso e di estrema destra: ci sono ancora i partiti, i parlmamentari, le opposizioni le elezioni...

E' uno sfascio, ma è uno sfascio ancora democratico...

Quando i vecchi che hanno lottato, che hanno fatto la resistenza (sempre meno purtroppo) dicono ai giovani di oggi che loro sì hanno lottato con le armi il fascismo, non possono prescindere dalla diversità storica. Quando si combatte in politica con le armi e dall'altra parte non ci sono i fascisti in divisa con le armi, allora non è resistenza ma diventa un'altra cosa.

E' un equivoco dal quale bisogna uscire, altrimenti è controproducente e altro non si fa che rafforzare il regime "solo formalmente" democratico. In fondo così è già accaduto negli anni 70...

ciao.

Ernest ha detto...

@ultimobandito. ah beh, allora se la penso diversamente vuol dire che mi informo solo con gli organi di regime?!? mah che altro aggiungere...

ultimobandito ha detto...

x Ernest.
Guarda che so benissimo che ragioni con la tua testa, il mio voleva dirti: secondo me ti sei fatto prendere dalle notizie che tutti i media hanno mandato e a sangue caldo hai pensato che quello che dicevano era giusto.
Io ti ho dato un'altra ottica, non vuol dire che la devi seguire, ma almeno non condanniamo chi ha alzato il tiro.

iskra ha detto...

@ultimobandito

senza gli scontri i media me avrebbero parlato eccome, nei termini funzionali ed organici dell'ennesima autorappresentazione priva di rappresentanza, drum'n'bass, birra ed arlecchini, unico paese al mondo, tra i tanti mobilitatisi, ad avere in corteo partiti istituzionali e sindacati piu' o meno mascherati.

la violenza non e' il problema, la violenza e' il sintomo dei problemi, una classe politica degna di questo nome, un movimento vero dovrebbero riflettere su questo.