No, cari amici del Manifesto, non tutti i blogger sono uguali.
Tenere aperto il mio blog e vedere morire, fra i tanti, un giornale libero come il vostro è una vittoria di Pirro, o meglio, di Grillo.
Ma io sono diverso da Grillo, oh se sono diverso...
Addobbate le edicole! Stappate lo stappabile e festeggiate in piazza la libertà di stampa. Gioite nelle redazioni e inondate il Web con i tweet di esultanza. E' ufficiale: dopo tre anni di tentativi Tremonti ha finalmente abolito il vituperato sostegno pubblico all'editoria. Non sentite che aria frizzante? Beppe Grillo ha vinto: vaffanculo alla stampa di stato. Vaffanculo ai giornali di partito e a quelli parrocchiani. Di destra di centro e di sinistra. Chissenefrega dei consumatori, degli ecologisti e dei comunisti. Finalmente il mercato potrà disporre senza filtri né limiti di tutta l'informazione disponibile. Entro poche settimane migliaia di giornalisti e una novantina di testate - tra cui il manifesto - saranno finalmente costrette a chiudere. E che cento blog fioriscano.
L'audizione di ieri in commissione cultura alla camera del sottosegretario Paolo Bonaiuti certifica che i tagli lineari di Tremonti decisi nell'ultima manovra abbatteranno il fondo editoria 2011 da 194 milioni a circa 120. Un tetto basso e ingannevole, visto che da questa cifra vanno detratti gli stanziamenti incomprimibili per la convenzione triennale con la Rai (45 milioni annui) e le rate del debito con Poste (altri 50 milioni fissati addirittura per legge). Ergo per tutti i contributi diretti (fabbisogno 170 milioni) resterebbero circa 25 milioni. Dall'aiuto di stato all'elemosina di stato. E' la soppressione definitiva di ogni sostegno pubblico, come il manifesto - insieme a Mediacoop, Fnsi, Cgil, Pd e tanti altri - ha denunciato senza tregua fin dall'estate 2008, quando Tremonti abolì d'imperio il diritto soggettivo ai contributi prima di fare qualsiasi riforma che distinguesse tra giornali «veri» e giornali «finti».
L'audizione di ieri in commissione cultura alla camera del sottosegretario Paolo Bonaiuti certifica che i tagli lineari di Tremonti decisi nell'ultima manovra abbatteranno il fondo editoria 2011 da 194 milioni a circa 120. Un tetto basso e ingannevole, visto che da questa cifra vanno detratti gli stanziamenti incomprimibili per la convenzione triennale con la Rai (45 milioni annui) e le rate del debito con Poste (altri 50 milioni fissati addirittura per legge). Ergo per tutti i contributi diretti (fabbisogno 170 milioni) resterebbero circa 25 milioni. Dall'aiuto di stato all'elemosina di stato. E' la soppressione definitiva di ogni sostegno pubblico, come il manifesto - insieme a Mediacoop, Fnsi, Cgil, Pd e tanti altri - ha denunciato senza tregua fin dall'estate 2008, quando Tremonti abolì d'imperio il diritto soggettivo ai contributi prima di fare qualsiasi riforma che distinguesse tra giornali «veri» e giornali «finti».
Io credo nella Democrazia, credo nel fatto che non sia solo il mercato (anzi) a dover disciplinare il nostro indice di libertà d'espressione e opinione, credo che l'analfabetizzazione di ritorno da informazione voluta da Grillo sia solo funzionale a chi detiene il potere e ha grossi capitali.
Ma, anche se tocca ripetermi, non l'aveva per l'appunto ringraziato due giorni fa il principale editore del Paese e nel contempo Presidente del Consiglio?
Dopo la peste bubbonica e il berlusconismo quest'uomo è una iattura senza pari per tutti gli italiani...

12 commenti:
Oppure sono gli Italiani ad essere una iattura per questo paese.
Per quanto detesti Grillo dietro un matto c'è sempre un villaggio.
Sono con te. Grillo mi da' sempre attacchi di ulcera peptica.
All'inizio, anni fa, il suo messaggio poteva anche avere senso. Poi è andato fuori di testa, minare tutto solo per il principio di farlo.
Guarda cons'ha combinato in Molise. Piemonte. E poi?
Gli italiani non sono una iattura. Gli italiani sono questo paese, che ha bisogno disperato di riferimenti. E' una nave nella tempesta.
Troppi coglioni in giro sono disposti a prenderne il timone per cinque minuti di gloria.
Te c'hai mica la Casaleggio dietro.
vaffanculo a beppegrillo, ma di cuore!
Bisognerebbe iniziare a comprarlo, il Manifesto. io non lo compro più, lo ammetto, da un sacco di tempo. Spero di avere la forza di redimermi.
Ma Il Foglio, Libero e il Giornale sopravviveranno? A quanto ne so beccano un sacco di soldi dallo Stato.
Hai perfettamente ragione quando dici che non tutti i blogger sono come grillo, non lo sei tu, tanto quanto non lo sono io, eppure, mio malgrado tenti con ogni sforzo a pensare ad una valida motivazione per cui dovrei esser triste del fatto che ora molti giornali debbano chiudere, non riesco a trovarla. Non riesco a trovarla perchè tanti ragazzi, giornalisti "dentro" si sono visti privata la possibilità data la difficoltà di accedere all'albo, alle difficoltà di divenire giornalisti in questo paese, che probabilmente conosci quanto meno, se non addirittura meglio. Cosa hanno fatto quelle testate, quei giornalisti per abolire l'albo? abolire la stessa casta dei giornalisti? permettere il ricambio generazionale anche nel loro settore? Ai miei occhi, poco, anzi nulla, di conseguenza, che ora si trovino a doversi fronteggiare con il mercato, con le scelte dei lettori e con la consapevolezza di poter scrivere un pezzo anche a costo di zero euro in cambio.
Troppa gente condivide le stesse idee di chi crede di combattere...
scusa ma sul mio blog tutti i commenti erano stranamente bloccati e sono arrivati tutti assieme solo oggi
Avevo notato, siccome hai la moderazione pensavo fossi partito per qualche isola tropicale e non avessi giustamente voglia di controllare il blog...
tanta amarezza per il manifesto!
Grillo è sempre stato un qualunquista...
come ha detto Harmonica
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