venerdì 31 dicembre 2010

2010, Odissea nella dignità

Un anno lungo un post.
No, qua non vedrete le Ruby, gli Assange, i nobel assenti.
Qua vedrete le facce di un Italia sempre più minoritaria, ma non per questo invisibile.
Facce che sono storie, storie che parlano quasi sempre di sconfitte, per dirla con i canoni attuali, ma se sconfitte sono state sotto il piano materiale, sotto quello della Dignità, dell'Orgoglio e dell'Umanità vittorie che mai e dico mai, nessun italiota medio potrà ottenere in tutta la propria vita.
Perchè certi gesti, certe azioni, certe prese di posizione che comportano un prezzo carissimo tale da ipotecare il proprio futuro se non addirittura la propria vita, danno il senso ad un'intera esistenza.
Quanti, in Italia, possono tranquillamente affermare che la loro esistenza abbia un senso al di fuori del loro piccolo mondo privato? 


ROSARNO - GENNAIO


Gli immigrati esasperati si ribellano a sfruttamento, razzismo e camorra.
Verranno cacciati come bestie, sfollati e deportati.


NAPOLI - MAGGIO


Mariarca Terraciano, infermiera di 45 anni, il 14 maggio muore dopo tre giorni di coma.
Si è svenata, nel vero senso della parola, per difendere il proprio salario, il futuro dei propri figli e la propria dignità di lavoratrice.


POMIGLIANO - GIUGNO


I lavoratori Fiom di Pomigliano d'Arco della Fiat si oppongono strenuamente a un accordo che Fim e Uilm garantiscono sarà un'eccezione mentre loro temono che sarà solo l'inizio.
Al referendum, nonostante il ricatto o questo o tutti a casa, il NO otterrà quasi il 40%, Fim e Uilm dimostreranno la loro poco credibilità firmando un contratto simile il 23 dicembre 2010 a Mirafiori.
La Fiom e i suoi lavoratori di Pomigliano dimostrano con la lotta di essere un sindacato, gli altri dimostrano che la Fiom aveva ragione.


MELFI - AGOSTO


Antonio Lamorte, Giovanni Barozzino (entrambi delegati della Fiom) e Marco Pignatellivengono reintegrati dal Tribunale dopo l'ingiusto licenziamento per attività sindacale.
Dopo la sentenza viene loro negata dalla Fiat di Marchionne la dignità del lavoro essendo pagati ma non fatti accedere in produzione, sono umiliati come uomini e come lavoratori, ma sanno bene che al canadese-svizzero-italiano il non aver piegato la testa da parte di questi tre piccoli Davide ha procurato più di un mal di pancia (poi Uilm e Fim arrivano in suo soccorso firmando contratti che negano le libertà sindacali, ma questa è un'altra storia, ben più squallida...).


GROSIO (SONDRIO) - AGOSTO/SETTEMBRE

 

In agosto due vecchi partigiani di 87 e 83 anni, Giuseppe Rinaldi presidente provinciale dell'Anpi e Giuseppe Cecini ex sindaco, imbrattano una targa fascista armati di pennello e dignità.
A inizio settembre arriva la notizia che saranno processati per tale "misfatto": i due non vedono di entrare in un'aula di tribunale per proclamare il loro antifascismo, io sarò con il cuore lì con loro.


BRESCIA - OTTOBRE


Verso la fine di ottobre sei immigrati salgono su una gru a Brescia per reclamare Giustizia contro la farsa della sanatoria del governo Berlusconi che ha ciulato soldi e non gli ha dato la possibilità di vivere degnamente.
Con il passare dei giorni saranno sempre meno e vedranno i manifestanti che portano loro solidarietà caricati e arrestati, ma il loro gesto resterà emblematico per tutti coloro che credono nell'uguaglianza dei Diritti e sono antirazzisti.


PRECI (PERUGIA) - NOVEMBRE



Dopo sei anni le povere spoglie di Baldoni trovano finalmente pace e vengono sotterrate nei suoi appennini umbri con una cerimonia come lui avrebbe voluto: sulla lapide a forma di balena campeggia il suo volto libero, solare e sorridente con una citazione di Marguerite Yourcenar.
Voglio fare un augurio a chi ammazzò, non fisicamente ma mediante un giornalismo(?) da sciacalli, il povero Baldoni nel 2004: possano le loro spoglie marcire 100 volte gli anni che ci sono voluti a quelle di Enzo prima di trovar pace, possano la loro reputazione e la loro persona essere maledette per i successivi 100 anni dalla loro morte.


ITALIA - DICEMBRE
 



Roma ne è l'epicentro, ma in tutta Italia gli studenti si ribellano alla vergognosa devastazione di risorse nell'università pubblica e del loro futuro per mano della Gelmini.
Nei mesi precedenti le immagini dei principali monumenti italiani occupati dagli studenti hanno fatto il giro del mondo, il 14 dicembre un'onda di rabbia come non s'era mai vista investe la capitale.
Una settimana dopo, quando i cani da guardia del potere per una settimana s'erano accaniti su quei ragazzi, una manifestazione pacifica invaderà le strade di Roma ma la ammazza-futuro della Gelmini passerà.
Il nostro futuro si è ribellato, ha perso ma ha mostrato molto più i coglioni di un potere arroccato e assediato nei palazzi, nelle redazioni di giornali buoni per incartare le patate e di sindacati che se non si dice si a Marchionne e a questo governo, proprio non hanno ragione d'esistere.


Ho lasciato indietro i volti dei troppi operai morti sul lavoro, di tanti coraggiosi giornalisti free-lance sottopagati, di rappresentanti dei lavoratori che hanno dovuto gestire crisi aziendali causate da altri, di sempre più gente che non arriva a fine mese ma mai e poi mai si venderebbe, di insegnanti che continuano il loro lavoro nonostante tutto e chissà quante altre storie.
Sono andato a memoria, con tutti i limiti che la cosa può comportare, ma credo di aver ben reso l'idea di chi, per me, è stato simbolo dell'anno appena passato.
Buon 2011, spero che persone come quelle che ho sopra riportato non vengano mai a mancare.


sventoleremo le nostre radiografie per non fraintenderci
ci disegneremo addosso dei giubotti antiproiettile
costruiremo dei monumenti assurdi per i nostri amici scomparsi

e vieni a vedere l'avanzata dei deserti, tutte le sere a bere
per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge
vedrai che scopriremo delle altre americhe io e te
che licenzieranno altra gente dal call center
che ci fregano sempre (x4)

cara catastrofe le impronte digitali
e di notte le pattuglie che inseguono le falene
le comete come te..

per le lettere d'amore scritte al computer
che poi ci metteremo a tremare come la California amore
nelle nostre camere separate,a inchiodare le stelle
a dichiarare guerre, a scrivere sui muri che mi pensi raramente
che ci fregano sempre (x4)

e per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge
adesso che sei forte,che se piangi ti si arrugginiscono le guance
e per struccarti useranno delle nuvole cariche di piogge
adesso che sei forte,che se piangi ti si arrugginiscono le guance
si arrugginiscono le guance (x4)
si arrugginiscono (x2)

Le luci della Centrale Elettrica - Cara Catastrofe (Per ora noi la chiameremo felicità - 2010)

giovedì 30 dicembre 2010

La dura presa di posizione di Maroni contro il "vile attentato" a Vendola?

Terlizzi: Molestato nel cuore della notte da un gruppo di giovani del Pdl che sono arrivati sotto casa sua, nel centro storico di Terlizzi, alle porte di Bari. Brutta avventura quella del governatore della Puglia Nichi Vendola, che stamattina è arrivato zoppicando alla conferenza stampa di fine anno organizzata nella sala Europa di villa Romanazzi Carducci a Bari

Varese: "Noi della Lega siamo abituati da sempre ad attacchi di questo tipo, fatti da intolleranti che agiscono vigliaccamente e nell'anonimato - ha commentato il ministro dell'Interno Roberto Maroni interpellato dall'agenzia AdnKronos -. È accaduto altre volte in passato che sedi del nostro partito siano state oggetto di violenza, ma non ci siamo mai fatti intimidire e la stesso accadrá questa volta. Naturalmente sono episodi da non sottovalutare. Non posso dire nulla ovviamente sulle attività investigative -conclude Maroni- che sono in corso e seguono piste precise"



Tutte e due le notizie sopra riportate sono vere, solo che la reazione indignata e scossa di Maroni è riferita ad un petardo che ha rotto una vetrina a Gemonio e non alla vile aggressione di un branco di fascisti presso l'abitazione privata uno dei principali leader dell'opposizione in Italia nel cuore della notte.

Sul nucleare vi stanno prendendo per il culo in guanti bianchi...

E' odiosa perchè chiaramente subdola, ma ha una parvenza di decenza la campagna pubblicitaria che da settimane vediamo su televisioni, giornali, addirittura un sito dove dire la propria opinione in materia (anche se in quel sito la posizione è ben chiara, oh se è ben chiara...) e non solo, ma qualche quesito una persona normodotata se lo pone.



Allora raschia raschia scopriamo il costo di questa campagna che avrebbe come obbiettivo di stimolare il dibattito sull'uso del nucleare in un Paese che più di 20 anni fa bocciò con un referendum: 6.000.000 (SEIMILIONI) di euro.
Cavolo, ma chi è che butterebbe via quasi 12 miliardi di vecchie lire solo per stimolare un dibattito? Un Associazione No Profit. 
Cosa??????
Ebbene si, dietro questa campagna c'è il "Forum nucleare italiano (quello che da' il nome al sito per intenderci), tra i cui soci troviamo nientepopò di meno che: Edf, Enel, Gdf Suez, Techint, Terna e Westinghouse e altri, diciamo così, un tantinello interessati.
E già qui a uno iniziano a girare i coglioni: ma come, mi chiedo, entri in casa mia con la televisione, ti trovo sulle pagine dei giornali e manco ti presenti per quello che sei? Sento puzza di bruciato.
Ma, come diceva la compagna Mia della mozione "E non finisce mica il cielo", le cose non dette non finiscono mica qua.
Non vi voglio annoiare con le affermazioni fasulle e le mezze verità contenute nel messaggio promozionale del tipo: "Le scorie si possono gestire in sicurezza" o che "Le energie rinnovabili fra 50 anni potrebbero non bastare" (vi invito ad approfondire per aver conferma che più che mezze verità siamo in presenza di sequispedali balle) e sulla semantica visto che qualcuno l'ha già fatto come si doveva, continuo invece a battere sul meccanismo messo in moto dai "padroni del vapore".
Se secondo il Sole 24 ore questa campagna ideata dalla Saatchi & Saatchi (già megafono dell'Enel per le sue campagne promozionali) costerà come già detto 6.000.000 di euro, per il Fatto Quotidiano sembrerebbe che Enel stessa abbia già messo a bilancio 20.000.000 (VENTIMILIONI, QUASI QUARANTA MILIARDI DI LIRE) di euro per una campagna pubblicitaria a favore del nucleare, a quanto pare dal dibattito pacato e (pseudo) neutro dell'associazione no-profit si farebbe il salto di qualità, ma non è finita qua.
Trattandosi di una campagna informativa e non di una partita a scacchi, ci spiega Onufrio (direttore di Greenpeace) che potremmo PAGARLA NOI!
Infatti le norme in vigore per il nucleare prevedono fondi pubblici per generiche "campagne informative", cioè: le compagnie energetiche si associano e fanno una campagna che mira a riaprire il discorso nucleare e che comporterebbe interessantissimi risvolti economici e produttivi per loro, e mi tocca pure dagli i soldi????
Che devo dire di più per far capire ai miei pochi lettori che questa campagna puzza sempre più di bruciato?
Ah, dimenticavo.
Una persona in particolare ci mette la faccia per invitarci tutti al dialogo sereno sul nucleare e a riflettere senza pregiudizi.
Questa persona fu fra i promotori del referendum contro il nucleare, dopo vari incarichi e presidenze in Enel, banche, assicurazioni ecc., negli ultimi anni ha visto la luce  e dal luglio 2010 è diventato (fra le altre cose) "Presidente del Forum nucleare italiano" perorando la causa di una riapertura al discorso nucleare.
Siccome non voglio mettere in dubbio neanche per un secondo la sua buona fede, volete provare a discutere con lui anche se la pensate in maniera diversa?


Sapendo come divento fumino quando mi minacciano, io preferirei di no... 
Ora ho capito cos'era quella puzza di bruciato: i miei coglioni che, come ogni volta che mi sento preso per il culo, iniziano a girare vorticosamente.
Solo che con sta storia iniziata con una partita a scacchi me li hanno fatti girare sino a prendere fuoco...

martedì 28 dicembre 2010

Fossi un operaio Fiat di Torino,caro Fassino, ti manderei affanculo

"Fossi un operaio voterei sì"

Piero Fassino - Candidato sindaco di Torino PD

Che poi uno ci pensa, ragiona, elabora, in fondo in fondo Fassino è uno sgobbone, meno peggio di tanti altri.

Poi si ricorda che uno dei propri scrittori preferiti è il buon vecchio zio Buck, e allora dall'alto della sua bottiglia di grigno(lino) in corpo non può che sintetizzare e affermare serenamente: "Fossi un operaio Fiat di Torino manderei affanculo Fassino (dopo la neotriplice Bonanni, Marchionne e Angeletti, of course), che col cazzo che l'operaio in catena l'ha mai fatto!".

Milano, Roma, Torino e ritorno in tre telefonate.

Dice: "Sempre più il tuo privato, sempre meno Società!".
Rispondo: "Il privato è pubblico".
Ribatte: "Maddechè? Il tuo privato è solo il segno del piccolo borghesuccio che stai diventando e del fatto che tu non riesca a guardare più in là del tuo ombelico! Da te vogliamo lotta, rivoluzione, sdegno, incazzatura: vogliamo dire: si, c'ha proprio ragione a stare incazzato col mondo intero!".
E sia, mi sto imborghesendo, o forse sto solo vivendo e non mi vergogno di raccontarlo, al punto che lo faccio pure per le telefonate.


Ore 16 e 50, mi telefona Maia da Milano.
Non la vedo ne' sento da mesi, io e Maia siamo come cane e gatto e consideriamo l'altro uno psicotico, le nostre schermaglie verbali (purtroppo sempre più rare) e quelle via mail portano quasi sempre a lunghi periodi di ostinato silenzio nei quali ci sentiamo reciprocamente offesi, non posso negare però che quando sul display del mio telefonetto è apparso il suo numero non mi si sia aperto il cuore.
Maia è reduce dai postumi di un'operazione, è al lavoro e non manca di rinfacciarmelo in riferimento ad un mio post di una ventina di giorni fa sulla poca laboriosità della vil razza meneghina, mi riprometto quanto prima di andarla a trovare per disseppellire (per quanto?) la centocinquantesima ascia di guerra, ma il dado sembrerebbe (con lei è sempre d'obbligo il condizionale) tratto e se Milano chiama non posso che partire...

Ore 18 e 10, mi telefona Cecco da Roma.
Cecco ha diciannove anni, l'ho conosciuto ad una manifestazione dalle mie parti un anno fa abbondante e ancora oggi mi rinfaccia il mio consiglio di andare a dormire in un certo centro sociale che vista l'accoglienza che fecero a lui e ad un suo compagno di Roma è meglio non rivangare...
Mi racconta del 14, del fatto che lui era in prima linea nei casini a piazza del Popolo e del fatto che, secondo lui, quella data per ciò che ha significato per i tantissimi ragazzi che erano al suo fianco sarebbe da riportare nei libri di storia.
Cecco è disilluso, barbotta per il passo avanti e due indietro che sarebbe avvenuto con l'incontro di alcuni con Napolitano, mi ricorda di quanto è difficile girare per Roma per quelli come lui ma mi promette che con l'inizio dell'anno nuovo verrà su alla prima occasione (n.d.r. manifestazione) possibile, d'un tratto anche Roma mi si fa più vicina...

Ore 23 e 20, è il turno di Marco da Torino.
Marco sta a Torino da dieci anni oramai, paradossalmente la nostra amicizia è nata e s'è cementata fortissimamente da quando ha abbandonato il paesello natio.
Oramai fare Movimento è la sua seconda attività (la seconda?), mi riprende per il fatto che dalle 20.00 sono stato irreperibile (e scusatemi se ogni tanto il telefonetto mi muore e lo devo rimettere sotto carica), e mi intima di preparare le biografie di due personaggi che saranno ospiti di un incontro organizzato nella città sabauda in febbraio.
Tre giorni di vacanze devono averlo sfiancato, ha voglia di rimettersi al lavoro e in fretta e sa che il sottoscritto non vede l'ora di fare altrettanto, quando gli altri vanno a dormire Torino è entrata prepotentemente in casa mia chiedendomi di darmi da fare.

Ora sono qua, la distanza che mi separa dal mio letto per mettermi a dormire mi sembra infinitamente più lunga di quella che oggi Valori, affetti e passioni condivise mi hanno fatto sembrare un'inezia.
Poi dice che la butti sul privato, ma che c'è di privato nel condividere tutto ciò?

domenica 26 dicembre 2010

Adesso cominciano le vacanze

E'il 25 dicembre sera: adesso si che cominciano le vacanze.

Te ne accorgi perchè da domani non hai un cazzo d'impegno e/o incombenza.
Te ne accorgi perchè hai salutato il parentame e sai che per un anno IL pranzo non l'avrai più fra i maroni.
Te ne accorgi perchè stasera hai guardato uno dei tanti film che avevi lì fermo e che non guardavi perchè dicevi "Cacchio, c'ho solo il sabato sera per guardarmi un film in santa pace e voglio andare sul sicuro, questo lo lascio per quando non saprò cosa guardare"
Te ne accorgi perchè da domani e per diversi giorni sai bene che non ti dovrai forzatamente alzare quando fuori è ancora buio.
Te ne accorgi perchè stasera ti leggerai un libro in santa pace sino a che l'orologio non ti consiglierà di andare a dormire e che potrai riprenderlo in mano appena sveglio andando avanti quanto ti pare.
Te ne accorgi perchè non vedi l'ora che arrivi il primo giorno feriale per andare in un negozio, in posta, in un ufficio a fare con tutto il tempo che ti pare cose che dovresti fare con una cadenza alla Mennea in qualunque giorno feriale dell'anno.
Te ne accorgi perchè non ti avvicini al letto con l'ansia di addormentarti il prima possibile per non perdere manco un minuto di sonno.
Te ne accorgi perchè sei sereno.
Te ne accorgi perchè negli ultimi dodici mesi, tranne un paio di settimane in agosto, non hai mai staccato per più di due giorni di fila e adesso ti sembra d'avere davanti l'eternità del fancazzismo.
Te ne accorgi perchè hai promesso a cani e porci di dedicare loro una serata a cena, a vecchi amici  che stanno a più di 70 km da dove vivi una visita, a tuo figlio ore e ore di giochi.
Te ne accorgi perchè hai lasciato la pratica dell'assicurazione dell'auto on line lì ferma da due settimane (perchè rincarata del 10 % nonostante tu sia sceso di una classe) e ti sei ripromesso di affrontare la cosa con tutte le tue energie da spaccaminchia possibili quando ne avresti avuto tempo e forze a sufficienza.
Te ne accorgi perchè per due settimane ti lasciano vivere da essere umano assecondando i tuoi tempi, i tuoi bisogni, le tue aspirazioni culturali.
Te ne accorgi perchè stai a scrivere un post del cazzo che è quasi l'una di notte come fosse la cosa più normale di questo mondo.
Alla luce di tutto il tempo che ho: chi è più ricco di me? 



La bugia che si nasconde nel meccanismo dell'orologio
è stata infine svelata, 
malata teoria di un conto che non torna, 
non è così il nostro viaggio passaggio lieve e a volte doloroso
che non potrà più essere segnato da quell'ipnotico inumano ticchettio:
la conta la si fa al principio ed alla fine
senza capo ne coda senza vita scandita da un rintocco sottile.
L'uomo che aveva catturato il senso del tempo.
Non avete fatto mai caso alle lancette infernali 
come assomiglino alla storia che ogni giorno ci opprime?
Quella grossa forte molto più lenta 
che si muove grazie alla perenne fatica delle due più deboli e sottili
che per andare avanti devono superarsi, 
ogni giro ed ogni volta, 
ogni ora ancora:
la conta la si fa al principio ed alla fine senza capo ne coda 
senza il verso ordinato da un trucco infantile, 
conta pericolosa come bocca di murena
così gloriosa quasi fosse il pianto di una sirena.
L'uomo che aveva catturato il senso del tempo.
Lui che avrebbe spiegato a tutti il nuovo corso del tempo:
l'uomo che aveva catturato il senso del tempo

Yo Yo Mundi - L'uomo che aveva catturato il senso del tempo  (L'impazienza - 1999)

sabato 25 dicembre 2010

Buon, comunque, natale

In questa notte di campane, luci e preparativi per la più grande festa pagana dell'anno, continuo a rigirarmi fra le mani questo foglio in A4 che il vecchio (non tanto di età quanto di battaglie) Segretario della Camera del Lavoro della mia città mi ha dato un paio di giorni fa...


Chi meglio di lui sa che io non ho la tessera della CGIL in tasca (di questo non me ne vanto, sia ben chiaro, è una storia di precarietà la mia), ma chi altrettanto meglio di lui sa quanto siano a me cari i Valori del Lavoro e dei Diritti?
Rileggo, per l'ennesima volta, un passo di questi auguri fatti da una donna investita di un compito improbo in questa tribolata fase della nostra storia...

"Il nostro pensiero è rivolto ai tanti lavoratori e alle tante lavoratrici in cassaintegrazione, ai disoccupati, ai precari, alle loro preoccupazioni."

Ecco, non me ne importa un beneamato cazzo se rovinerò questa giornata di festa a qualcuno, anzi, forse è proprio questo che vorrei.
Vorrei che quando vi troverete a scartare i pochi o tanti doni, pensaste all'accordo di Mirafiori siglato all'antivigilia di Natale da quei sindacati gialli che escludono la Fiom-Cgil e tutti i lavoratori che in decenni e decenni di lotte hanno reso la fabbrica un posto meno peggiore.
Vorrei, mentre vi metterete a tavola per mangiare come porci, che il vostro appetito fosse annientato dalla prospettiva di tutti quelli che a forza di cassa integrazione o disoccupazione questo Natale lo vivranno pressapoco come il lunedì di due settimane fa: un giorno nel quale non si fa un cazzo e che non porta un cazzo, se non l'ansia di non sapere come cazzo faranno a tirare avanti da qui a tre mesi.
Vorrei che chi guarderà i telegiornali che trasmetteranno servizi idioti su come si passa il natale da Abbiategrasso a Camberra e sulle imperdibili ultime uscite natalizie del pastore tedesco, pensi per un paio di minuti alla palla che questo governo fascista ha tirato con la scusa di recuperare i fondi del 5 per mille pur di ammazzare l'editoria e l'informazione libera resettandone i contributi.
Vorrei che quelli di voi che si godranno la serenità della famiglia e magari faranno la tombola del natale o minchiate simili, capissero che ogni cartella che comprano è un lusso rispetto a quello che si potranno permettere i giovani non figli di ricchi che si sono visti stuprare il loro futuro dalla Gelmini.

So che le nefandezze sopra elencate non sono imputabili direttamente o indirettamente (con il voto) a chi abitualmente legge e condivide questo blog, tutto ciò non vi impedisce comunque di sentirvi delle merde, impotenti, perdenti ma nonostante tutto festeggianti, come oggi mi sento io.
Buon, comunque, natale.

lunedì 20 dicembre 2010

Sta arrivando un altro Natale di merda

Ineluttabile come ogni anno, per quanto uno cerchi di ignorarne l'arrivo, annunciato da babbi natale impiccati e appesi  a terrazzi e finestre, da lucette del cavolo e da auguri ipocriti come tutto, eccolo qua: sta arrivando l'ennesimo Natale di merda.


Metà di tutta la ricchezza italiana è nelle mani del 10 % della popolazione, la disoccupazione tocca cifre record, mercoledì sto governo che sta facendo una propaganda terroristica nei confronti degli studenti partorirà definitivamente una legge di merda sull'istruzione, il Papa si scandalizza a giorni alterni sulla pedofilia che ha attraversato la chiesa negli ultimi decenni mentre le gerarchie vaticane fanno politica appoggiando il cristianissimo governo del bunga - bunga, i consumi si contraggono perchè la gente c'ha sempre meno soldi in tasca alla faccia del consumismo invocato da pubblicità ridicole, una nevicata blocca ancora l'Italia manco fossimo nell'800, le previsioni dicono che, se possibile, il 2011 sarà peggio del 2010.
In tutto ciò ci apprestiamo a pranzi, campane del cazzo che suonaneranno tra la notte del 24 e la mattina del 25 fregandosene del fatto che io voglia dormire, regali ricevuti da gente che non gliel'ho fatto tanto mi stava sul culo e mi toccherà pure sentirmi a disagio per non poter ricambiare, auguri al vicino che incroceremo alla vigilia e che se potessimo gli augureremmo d'ammazzarsi sul cesso a forza di diarrea (altrochè auguri!), una programmazione televisiva se possibile ancora peggiore del solito, un buon 90% di oggetti ricevuti che manco uno che non ci conosce avrebbe potuto farci roba così inutile.
Insomma, sta arrivando il solito Natale di merda.


Sta arrivando un altro natale di merda
Con le lucine le canzoni di merda
E non mi frega un cazzo
Dei regali dell'albero
Presepe e colomba
Panettone e torrone
No non voglio ragione
E lasciatemi stare
Io non voglio pranzare
Con chi vuol domandare
Se ho trovato lavoro
Se ho trovato l'amore
E ti trovo sciupato
E ti trovo ingrassato

Sta arrivando un altro natale di merda
Con I cugini e I nipotini di merda
E non mi frega un cazzo
Se tu godi di brutto
A raccontarmi che tutto
Ti va bene la vita
Quello s' laureato
L'altro fa l'avvocato
Non sappiamo che dirci
E non possiamo vederci
E poi m'hai rotto I coglioni
Con le benedizioni
Devo pure pagare
Senn mi guardi male

E intanto christian fa un altro film
Mentre tu campi con l'aria e c'hai la mamma precaria
Intanto christian fa un altro film
E tu gli paghi il biglietto poi ti butti dal tetto
Chiudi gli occhi e tanti auguri anche a te

Sta arrivando un altro natale di merda
Televisione coi programmi di merda
E non mi frega un cazzo
Dei messaggi coi cuori
Se c' neve qua fuori
Sciarpa guanti e cappello
No io non sono quello
Tombola sette e mezzo
Forse sembrer pazzo
Ma pittosto m'ammazzo
Io voglio solo mia madre
Voglio solo mio padre
E voglio solo il mio cane
Senza cori e campane

E intanto christian fa un altro film
Mentre tu campi con l'aria e c'hai la mamma precaria
Intanto christian fa un altro film
E tu gli paghi il biglietto poi ti butti dal tetto
Invece christian fa un altro film
La cassa integrazione delocalizzazione
Ancora christian fa un altro film
Il mutuo a canone fisso e preghi il tuo crocifisso
Invece christian fa un altro film
E la tua casa si allaga e non si sa chi la paga
Intanto christian fa un altro film
Mentre lui fa una ricarica tu vivi in discarica
Ma christian fa un altro film
L'appalto vinto in terrazza e l'aquilano s'incazza
Per christian fa un altro film

Ancora christian, soltanto christian...

Spaziobianco - Natale di merda

venerdì 17 dicembre 2010

Black populismo block, cari Alemanno, La Russa, Maroni e Alfano?

Cosentino: richiesta di arresto alla Camera, l'accusa è di concorso esterno in associazione camorristica per sottosegretario alle Finanze e coordinatore regionale del Pdl in Campania.


Cosentino:336 sì alla proposta della maggioranza, 226 no, nessun astenuto perché con il voto segreto si sarebbe visto: la Camera nega l’autorizzazione a procedere e finisce qui il processo a Nicola Cosentino, o almeno si congela fino a quando il sottosegretario all’Economia sarà un deputato della Repubblica.



"Roma Capitale si costituirà parte civile contro gli autori degli ingenti danneggiamenti avvenuti oggi nel centro della città".


"Zitto, vigliacco, andate contro ragazzi che fanno il loro dovere e andate in piazza con la faccia nascosta".


"Non condivido il rilascio dei 23 arrestati per i fatti del 14 dicembre a Roma."

"Il mio dovere è stare dalla parte dei cittadini, anche quando non sono togati."


Spettabili Alfano, La Russa, Alemanno e Maroni, sono un black-populista-block a vostro giudizio se dico che siete giustizialisti invocando l'arresto e punizioni durissime coi signori nessuno prima ancora di avere prove tangibili della loro colpevolezza e perdonisti "a prescindere" rappresentando e facendo parte di una parte politica che nega l'autorizzazione a procedere con chi viene accusato di concorso esterno con la Camorra?
Alla faccia della coerenza signori miei...

mercoledì 15 dicembre 2010

Di cambiamenti

Che poi quando si va a lavorare in un posto quella diventa la tua seconda casa: quando ci passi poco sono otto ore (quando mai le passi in casa in un giorno feriale da sveglio?), spesso ci mangi dentro, ci pisci e ti capita anche di cacarci, ti passi un momento di relax bevendoti un caffè (cosa che in casa te lo bevi di corsa appena alzato ustionandoti perchè sei sempre in ritardo), ci sono persone che diventano complici, ci sono persone che come il tuo vicino di pianerottolo ti stanno cordialmente in culo ma per rapporti di buon vicinato fai buon viso a cattivo gioco...

 
Non sono state giornate facili per me quelle dell'ultima settimana.
Dapprima, in preda ad una curiosa sindrome di Stoccolma professionale, mi sono sentito un ingrato.
Poi, oramai in un evidente stato da neurodeliri, mi sono sentito in colpa perchè stavo valutando fra un'opportunità e un'altra mentre una persona cara al telefono, persona che probabilmente ha il doppio dei miei pochi talenti, mi spiegava che probabilmente sarebbe andata a cercare lavoro all'estero esasperata dalla mancanza di possibilità qua in Italia.
Infine ho deciso: cambio tutto.
Cambiare lavoro, rimettersi nuovamente in gioco, è un'esperienza traumatica paragonabile ad un trasloco, all'iscrizione in un club nel quale non conosci nessuno, a prendere una strada piuttosto che un'altra quando ti sei perso in un posto dove non conosci la lingua prima ancora che la geografia dello stesso.
Poi ho ripensato a questo post,  mi sono fatto coraggio e ho scommesso (ahimè) per l'ennesima volta su me stesso ignorando volutamente le mie poche vittorie e le tantissime sconfitte.
Tra poco si riparte da zero: a volte la mia incoscienza e la mia facilità nel rimettermi in gioco, quasi ne avessi un fottuto bisogno per riequilibrare il raziocinio e la disillusione che mi accompagnano ogni giorno, riescono ancora a stupirmi...


E di nuovo cambio casa
di nuovo cambiano le cose
di nuovo cambio luna e quartiere
come cambia l'orizzonte, il tempo, il modo di vedere
cambio posto e chiedo scusa
ma qui non c'è nessuno come me.

E stasera sera do a lavare
il mio vestito per l'amore
cambio donna e cambio umore stasera
e stasera voglio uscire
che mi facciano parlare
voglio ridere e voglio bere
io stasera cambio amore
è tutto qui.

Ma sapere dove andare
è come sapere cosa dire
come sapere dove mettere le mani
e io non so nemmeno se ho capito
quando t'ho perduta
qui fioriscono le rose
ma dentro casa è inverno e fuori no.

E vendo casa per un motore
la soluzione è la migliore
un motore certamente può tirare
la mia fantasia un po' danneggiata
e da troppo parcheggiata
e poi cambiare casa
come cambiano le cose così.

E gira, gira e gira, gira
si torna ancora in primavera
e mi trova che non ho concluso niente
io l'amore l'avevo in mente
ma ho conosciuto solo gente
e posso solo andare avanti
fintanto che nessuno è come me.

E gira, gira e gira, gira
si torna ancora in primavera
e scopro che non ho capito niente
e allora io stasera do a lavare
il mio vestito per l'amore
cambio donna e cambio umore
cambio numero e quartiere
fintanto che nessuno è come me.

Ivano Fossati - E di nuovo cambio casa (La mia banda suona il rock - 1979)

martedì 14 dicembre 2010

Roma, 14 dicembre 2010: l'immagine dell'Italia di Berlusconi.

Io me li immagino le facce sgomente degli antiberlusconiani da tastiera, i depositari della democrazia, quelli che credevano che "l'uomo forte" Fini spazzasse quello che (a torto) si credeva l'uomo oramai debole di Arcore, quelli che se cadeva il governo finiva questa era buia e infelice che dura dal 1994.
Invece sbagliano, le loro facce dovrebbero essere spaventate, atterrite, disgustate.



Questa immagine è peggiore di quella che tutti abbiamo in mente, quella di Carlo Giuliani con l'estintore in mano mentre un carabiniere su una camionetta punta la sua arma ad altezza uomo, arma che avrebbe poi originato il primo morto "da manifestazione" dell'era Berlusconi.
Questa immagine ritrae una rivolta sociale rabbiosa, incattivita, da branco.
No, non è il 314 a 311 la fotografia del governo Berlusconi di oggi, è l'immagine sopra, quella di un popolo pazzo e inferocito che aggredisce in branco un finanziere che per difendersi da chi dovrebbe rappresentare è costretto a tirare fuori la pistola come deterrente (perchè, grazie al cielo, non la userà).
Questo è l'Italia di Berlusconi nel 2010 come nel 2001, queste scene sono quelle di "pace e concordia sociale" che riesce a generare.

lunedì 13 dicembre 2010

Cercando un altro Russo

Era mattina presto, mi chiamano alla finestra, mi dicono "Russo, ti vogliono ammazzare!"  io mi domando perchè, loro mi dicono "Come?" e come donchisciotte mi trovo a combattere contro i mulini a vento per  la vita, cercando un altro Russo.


Cantando scendo dal treno a Sampierdarena, ci sono 15 gradi, alla mia domanda se per caso son finito ai tropici, un vecchio orso del ponente genovese mi dice che al Buridda sentirò il freddo eccome.
Finisco a prendere il caffè in piazza Corvetto con gente che vuol cambiare il mondo in un bar che più da ricchi non si può e un tizio che ha fatto 4 milioni di chilometri su un camion nella sua vita mi dice che è la piazza più rotonda d'Europa.
Intanto i Teletubbies si sono impossessati del Russino che, oramai bisognoso di un esorcismo di Don Zauker, li trova belli.
Faccio la riunione in un posto talmente freddo che poi il minestrone lo daranno a pranzo su delle panche in strada, perchè a dicembre fa più caldo in strada che in una ex aula occupata.
Mi salta la luce, arriva l'elettricista (un amico!) per 100 euro mi dice che Birillo, il gatto, insieme a un suo amico (anche lui gatto?) ha taroccato il bifase nascosto dietro alla libreria: la prossima volta chiamo l'amico di Birillo a rimettere a posto il tutto!
Arrivo al lavoro, chiedo perchè l'azienda crede in me e mi spiegano perchè non decido nulla quando le cose filano lisce e decido tutto quando si tratta di errori e mi invento le regole che fa la mia collega e quindi vaffanculo, ti sopportiamo perchè prendi un cazzo e lavori per due ma non te lo possiamo dire ma te lo facciamo capire.
La vicina assassina, parla con suo marito morto sulla spalla da 10 anni e aspetta che io finisca di telefonare per uccidermi lentamente così m'imparo a trascurare lei e suo marito, quasi quasi dico a Birillo di chiamare il suo amico e di difendermi atteggiandosi a tigre di carta.
Un amico di Roma , dopo questa cantata, mi dice "Russaccio, è un incubo riuscito", mi dice "Sogni spesso le cose che hai cantato, oppure le hai tirate fuori solo per scandalizzarmi?"
Amico, amore, vattene via, devo ancora svegliarmi.

Questo post è stato scritto ispirandomi liberamente al pezzo che segue, il problema è che tutte le cose raccontate sono da me state realmente vissute negli ultimi due giorni...


Era mattino presto, e mi chiamano alla finestra
mi dicono "Francesco ti vogliono ammazzare".
Io domando "Chi?", loro fanno "Cosa?".
Insomma prendo tutto, e come San Giuseppe
mi trovo a rotolare per le scale, cercando un altro Egitto.


Di fuori tutto calmo, la strada era deserta
mi dico 'meno male, è tutto uno scherzetto'
sollevo gli occhi al cielo e vedo sopra un tetto
mia madre inginocchiata in equilibrio su un camino,
la strada adesso è piena di persone.
Mia madre è qui vicino.


Un uomo proprio all'angolo, vestito da poeta
vende fotografie virate seppia, ricordo della terra
prima della caduta e al posto del posto
dove va il francobollo, c'è un buco per appenderlo; "Dove?", dico io
"Intorno al collo", e adesso per la strada
la gente come un fiume, il terzo reparto celere controlla;
"Non c'è nessun motivo di essere nervosi"
ti dicono agitando i loro sfollagente,
e io dico "Non può essere vero" e loro dicono "Non è più vero niente".


Lontano più lontano degli occhi del tramonto
mi domando come mai non ci sono bambini
e l'ufficiale uncinato che mi segue da tempo
mi indica col dito qualcosa da guardare
le grandi gelaterie di lampone che fumano lente
i bambini, i bambini sono tutti a volare


Un amico d'infanzia, dopo questa canzone
mi ha detto che "È bellissima, un incubo riuscito
ma dimmi, sogni spesso le cose che hai scritto
oppure le hai inventate solo per scandalizzarmi",
amore amore, naviga via devo ancora svegliarmi. 
 
Francesco de Gregori - Cercando un altro Egitto (Francesco de Gregori - 1974)

Ricorrenze...


Ah, milan l'è semper un gran milan...

mercoledì 8 dicembre 2010

I sogni all'incontrario del Russino

Ieri sera guardavo l'imperdibile Cenerentola su Rai Uno del 1955 (ah, ecco perchè pago il canone...) per imposizione del Russino, quando all'improvviso é apparso Vespa a raccontare agli ignari bambini che da lì a poco avrebbe parlato loro dei casi Scazzi - Yara (ah, ecco perchè non vorrei pagare il canone...).
Il Russino terrorizzato non ne voleva più sapere di prendere sonno, allora ho cominciato a cantargli una ormai vecchia ninna nanna che, per magia, mi permetteva di vedere i sogni all'incontrario di una creatura non ancora rassegnata alle miserie della vita.
Nel primo sogno all'incontrario c'era un gionale che attaccava i rappresentanti della parte impresentabile della classe politica del nostro Paese definendoli nell'unica maniera possibile per come si erano comportati nei confronti della nostra Costituzione: TRADITORI! 
Un giornale obiettivo, coraggioso, insomma Libero!


Nel secondo sogno all'incontrario del Russino non erano più, come accaduto negli ultimi anni, i personaggi dello spettacolo che entravano in politica, bensì il contrario.
E con l'ausilio di una semplice parrucca un mediocre governatore (BUM!) valorizzava il proprio talento diventando un ottimo comico...


Nel terzo sogno all'incontrario il Russino non vedeva il proprio futuro finire in merda, bensì la merda finire nei campi per concimare e a zappare c'era un ex ministro della Pubblica (d)Istruzione...


Nel sogno all'incontrario successivo finalmente Di Pietro, che ogni giorno sfrantuma le palle di papà da ogni canale possibile spiegando quanto è importante scegliere i propri candidati, riusciva a non farsi inculare dal primo De Gregorio (sfiducia a Prodi nel 2008) o Scilipoti (non sfiducia a Berlusconi promessa il 14 dicembre prossimo) di turno...


Nel quarto sogno all'incontrario del Russino un meteorite impazzito nella galassia puntava al pianeta Terra, e puntava direttamente su due curiosi personaggi per porre fine alla loro fulgida e magniloquente carriera politica...


Quello che, di primo acchito, sembrava il quinto sogno non era nient'altro che la realtà, il Russino s'era infatti risvegliato e quello con la faccia da Borghezio era un fantoccio, quello con la faccia da fantoccio era Borghezio: alla faccia dei sogni all'incontrario, s'era risvegliato in un incubo...



Ah, come faceva la ninna del sogno all'incontrario? Vi ricordate?

lunedì 6 dicembre 2010

Caso Yara: non tutti gli italiani sono dei deficienti.

Prima leggo questa intelligentissima dichiarazione:

"Non tutti gli immigrati sono dei delinquenti".

Cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano.


E meno male, troppo buono e troppo pio verrebbe da dire, poi arriva questa notizia...

Il pm bergamasco Letizia Ruggeri, al termine dell'udienza di convalida del fermo del marocchino Mohammed Fikri , indagato per la scomparsa di Yara Gambirasio, non ha chiesto la custodia cautelare in carcere in quanto, con il passare delle ore, non vi sarebbero più indizi di gravità tale da richiedere quel tipo di provvedimento. Il pm ha comunque chiesto la convalida del fermo di sabato scorso ritenendo sussistenti i presupposti. Si profila, pertanto, la scarcerazione del marocchino nelle prossime ore. A determinare la scelta del pm di non chiedere la custodia in carcere del marocchino, a quanto si è saputo, vi sarebbe stata anche una nuova traduzione della frase in arabo intercettata dagli investigatori, che inizialmente suonava come: "Allah mi perdoni, non l'ho uccisa io". Alla luce della nuova traduzione la frase sarebbe invece stata una sorta di imprecazione slegata dal caso della ragazza scomparsa.




Ora, non essendo appassionato di casi Scazzi, Cogne et similia non so di che nazionalità sia stato l'assassino, se un assassinio c'è stato, della povera Yara, mi chiedo però perchè il caso Erba (dagli al tunisino, dagli al tunisino! Poi erano stati gli italianissimi Olindo e Rosy), il caso Novi Ligure (dagli agli albanesi, dagli agli albanesi! Poi erano gli italianissimi Erika e fidanzato), e molti altri non abbiano insegnato che gli assassini sono assassini e basta, non lo sono certo in base al loro passaporto.
Al che, indipendentemente da come finirà sta storia la dico io una cosa, e secondo me più intelligente e cristiana di quella detta dal cardinale Tettamanzi:

SCUSATECI CITTADINI DEL MONDO, NON TUTTI GLI ITALIANI SONO DEFICIENTI COME QUELLI CHE VI RITENGONO RESPONSABILI A PRIORI DI QUALUNQUE OMICIDIO VENGA COMMESSO IN ITALIA!

domenica 5 dicembre 2010

Ripensando a Luca

Ce l'ho ancora davanti agli occhi e sulla pelle del gomito (tenuto fuori dal finestrino aperto, altrochè aria condizionata!) quel pomeriggio in viaggio sulla Genova-Ventimiglia nel settembre del 1992, dove l'estate sembrava non voler finire più e su una Ipsilon 10 verde (quegli scatolini col culo piatto, per intenderci) a più di 160 all'ora in terza corsia superando tutto e tutti sulle note dei viaggi e dei miraggi di De Gregori, Luca al volante si gira, mi fissa un attimo, vede che faccio altrettanto e mi domanda: "Stai pensando quello che penso io?", "Mi sa di si", rispondo "Qua se becchiamo anche un sassolino di ghiaia co' sta scatoletta del cazzo sotto il culo voliamo via". "Quindi?" mi fa lui. "Accelera" rispondo io.
E scoppiamo a ridere, correndo in macchina in autostrada come pazzi e sentendoci immortali, come solo la gioventù ti permette di fare.


Io me lo ricordo bene come conobbi Luca, le prime sbronze difficilmente si dimenticano, quella poi coincise con una nevicata di quelle che al giorno d'oggi i vari tiggì ci farebbero un'edizione di un'ora, tanto che in preda ai fumi dell'alcool a mo' di sfida decidemmo di andare a casa a piedi rifiutando tutti i passaggi in auto che ci vennero offerti e dopo un'ora e mezzo di cammino vagavamo ancora per la città sembrando due pupazzi di neve.
Io me la ricordo bene la prima vacanza con Luca, mentre c'era chi ancora cedeva al fascino dell'InterRail, mentre i più correvano ancora verso i lidi romagnoli, mentre quelli più lungimiranti andavano in Grecia o in Spagna a prezzi che a dirlo oggi non sembra neanche vero, noi coinvolgemmo un terzo malcapitato a venire con noi in Croazia dove la guerra sarebbe ufficialmente finita dopo un paio d'anni, non sto a raccontarvi che minchia di vacanza fu...
Io me le ricordo bene le serate con Luca nella sua tavernetta con personaggi strani che ci gravitarono attorno per anni e anni, le partite a scopone scientifico con i portacenere che a metà serata strabordavano e mai una donna che una che osava metterci il naso là dentro.
Io me li ricordo bene certi fine settimana quando staccavamo di lavorare e partivamo senza meta per la Liguria con nel bagagliaio solo un paio di cartoni di lattine di birra, alle sei del pomeriggio si era già sbronzi, alle sette di sera si dormiva, alle 23 ci si svegliava e si montava sulla macchina poi, alle sei del mattino al ritorno dalla solita notte inconcludente, scarpinata a piedi fin sulla torre per vedere sorgere il sole.
Io me lo ricordo bene, lui che non fumava manco le sigarette, la notte che volle dimostrarmi che si poteva fare tutte le canne che voleva: quando alla settima arrivò a fumarsi anche il filtro capii che era un caso disperato.
Io me li ricordo bene i concerti di Guccini a Torino, a Pavia, a Milano, a Genova decisi magari la sera stessa, così come mi ricordo che la macchina era da noi usata con la stessa facilità con la quale uso l'accendino oggi per accendere l'ennesima sigaretta, come quel capodanno che solo alle 11.00 di sera decidemmo che in città non c'era nulla d'interessante e ci ritrovammo allo scoccare della mezzanotte in un'autostrada deserta a brindare, dopo aver messo la macchina con le quattro frecce in corsia d'emergenza, nella corsia centrale con una bottiglia a testa di spumante, raccattata al primo autogrill incontrato, bevendo a gollone.
Io mi ricordo le prime divergenze sulla politica con Luca, sulle donne, su chi frequentare e chi no, sul lavoro, ma pensavo che la nostra amicizia fosse impermeabile a tutto.
Luca non lo vedo oramai da tre anni e mezzo, ho saputo da altri che ha avuto anche lui un figlio ma so di per certo che lo sta tirando su in maniera diversa da come sto tirando su il mio.
Forse un giorno si incontreranno e scopriranno che i loro papà sono stati grandi amici, ma non credo proprio che loro potranno mai esserlo.
La dedico a Luca questa canzone di musica leggera di quando, per quanto la musica fosse leggera, non parlava di quando Luca era gay ma di amicizia, ricordandolo nel bene come nel male, proprio lui che mi prendeva in giro perchè sentivo soltanto "quella palla di una musica di sinistra"...


Tu riri, tu riri, tu ririri...
anni questi anni passati così...
aridi, sterili, vuoti, è l'era delle immagini...
ci ha rubato il cuore, l'inventiva, le idee, le parole
ma certo che provo qualcosa per te...
ma dire amore è difficile, l'epoca del "tun tun cha ci pa tu pa tum"
ci ha stordito il cuore, siamo isole senza valore
ma la sera a casa di luca torniamo a parlare,
ma la sera a casa di luca che musica c'è
pochi amici a casa di luca, lo stato ideale
perché ognuno a casa di luca è nient'altro che sé,
certe sere a casa di luca facciamo le tre, cantando le canzoni
che belle vibrazioni...ancora
tu riri, tu riri, tu ririri....
sai che dovresti venirci anche tu
anche se a casa stai comodo...questa è un'era subdola
che ti inchioda il cuore e la vita ad un televisore
ma la sera a casa di luca torniamo a parlare
ma la sera a casa di luca che musica c'è
si discute a casa di luca e non sai quanto vale
sembra niente e invece è importante....ci devi venire
dal balcone a casa di luca si vede anche il mare
e parte una canzone...che bella dimensione, ancora
possiamo ritrovare...........
tu riri, tu riri, tu ririri....
ma la sera a casa di luca torniamo a parlare
ma la sera a casa di luca che musica c'è
dal balcone a casa di luca si vede anche il mare
e passa una canzone........
tu riri, tu riri, tu ririri....

Silvia Salemi - A casa di Luca ( Caotica - 1997)

venerdì 3 dicembre 2010

Scappate dai pontisti di Sant'Ambrogio...

Dalla Valle d'Aosta alla Romagna, dalla Liguria al Trentino, dalla Toscana alle alpi orobiche un solo grido: scappate, arrivano i bauscia del ponte di sant'Ambrogio, li troveremo ovunque!

Allora, il conto è presto fatto: mercoledì 8 dicembre è festa nazionale, il 7 è Sant'Ambrogio (e già qua sarebbe curioso approfondire il fatto che il santo patrono della capitale della Padania era un romano, ma per carità di patria non vado avanti anche se invito i lettori a leggere la curiosa biografia di un tizio che diventò vescovo senza manco essere battezzato sino al giorno prima...) è praticamente non si ferma solo Milano ma tutta la provincia, resta il lunedì in mezzo a questo fine settimana e i due giorni di festa: vorrete mica che il popolo più laborioso d'Italia quel giorno lavori? Naaaaa.
Allora ecco il mega ponte (tranne che per i soliti poveracci che lavorano nei call center, nei supermercati ecc.) dal sabato al mercoledì, con mega fuga da quella vivibilissima città che è il capoluogo lombardo a esportare un pò di sana civiltà meneghina.
Che dire? Evitateli, riconoscerli sarà facilissimo...



Bèla, alùra? Bèla, alùra? El g’ha ol Suv Uhè. 
Testina cosa vuoi? El g’ha ol Suv. 
Inquina? Fatti tuoi! Gliel’ha comprato il Papi… 
c’ha la fabrichètta, parcheggia sui binari… E poi lo sposta? Senza fretta. 
Ma va in doppia fila? ‘Zz se ne frega, c’ha la pila… (grana-soldi) 
El g’ha ol Suv. Lü l’è el Baüscia milanés, che ol’g’ha ol Suv! 
Occupa tutta la City col Suv. Lui spende e spande alla stragrande. 
El g’ha ol Suv, El g’ha ol Suv El g’ha ol Suv, Suv, Suv, Suv… 
Si fa allargare il garagìno? Non ci sta il gioiellino… 
Se non dici che ti piace poi piange il bambino… 
Ad ogni multa si stupisce: “Non si può sulle strisce?” E col Ghisa poi s’impunta: “Mi compro te e la giunta!”
El g’ha ol Suv… Lü l’è el Baüscia milanés, che ol’g’ha ol Suv ! 
Tutto è permesso perché lui ol g’ha ol Suv. Lui spende e spande alla stragrande 
El g’ha ol Suv, El g’ha ol Suv, El g’ha ol Suv, Suv , Suv , Suv ….. 
Ma smettila…. E Curma? Santa, Saint Moritz… 
Ahahahah, Bèlla, alùra? Bèlla, alùra?
Dj Ice- Ga el suv