martedì 30 novembre 2010

Come ti ammazzo un suicida: l'ultimo sfregio a Monicelli

Le grandi domande esistenziali non mi interessano. Chi siamo e dove andiamo sono cose su cui non mi sono mai soffermato. Quelle bischerate là servono solo ad alimentare l'angoscia.

Mario Monicelli 


Sono cresciuto con una televisione dove era buona norma, ogni volta che ci lasciava un grandissimo protagonista della storia del cinema, dedicare la prima serata successiva alla scomparsa trasmettendo una sua opera cinematografica.
Mario Monicelli, senza dubbio uno dei più grandi nella storia del cinema italiano, non ha avuto neanche questo onore.
Questo Paese, o meglio buona parte di esso, non se lo meritava un Monicelli, chi ne rappresenta la maggioranza e controlla la televisione questa sera ha cercato di ucciderlo artisticamente ignorandolo, ma anche in questo lui è arrivato prima di questi ominicchi piccoli piccoli al servizio del loro padrone.

lunedì 29 novembre 2010

Che non avevamo capito un cazzo dell'affare WikiLeaks e meno male che c'è Berlusconi a spiegarcelo

Dunque dunque, diciamo la verità: quelli come me sono in malafede, ma sono talmente in malafede che scambiano il falso per il vero per una sorta di riflesso incondizionato quando non per malafede..

Allora, ricapitolando: 
Lui non ha mai partecipato a festini selvaggi, e se lo dice Lui potete star sicuri che è così;
quello che viene fuori dai documenti di WikyLeaks sono "chiacchiere di funzionari di terzo grado", mica roba di gente illuminata e fondamentale sulla scena mondiale tipo ministri o capigruppo come Gasparri o Calderoli, eh?
Le ragazze che parlano male di lui sono tutte pagate. Da chi direte voi? Mah, che ne so, probabilmente dai cumunisti.
Il suo ministro degli esteri dice che Wikyleaks vuole "distruggere il mondo", probabilmente perchè attacca Lui, meno male che il Giornale della famiglia Berlusconi si limita solo a distruggere quelli che stanno sulle palle a Lui, quella si che è libera informazione!
Il suo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dice che "Se questi sono i costumi dell'epoca in cui viviamo c'è da restare atterriti e sconfortati", e non capisci se ce l'ha con i costumi adamitici di Topolanek a Villa Certosa o con la collezione estate di qualche noto stilista in quota Partito dell'Ammmmorre....
Sempre il ministro degli esteri ci spiega che "Molte notizie che abbiamo letto erano già uscite sulle prime pagine dei giornali di opposizione", infatti Lui immediatamente ci svela che le fonti dei cattivoni diplomatici sono proprio i giornali italiani: che cazzo li pagano a fare i loro governi sti minchia di diplomatici all'estero,  mi domando io, se basterebbe un abbonamento a Repubblica, l'Unità e il Fatto? Mica son tanto furbi sti ammmericani...
Morale della favola? Non abbiamo capito un cazzo: Lui è il leader più stimato degli ultimi 150 anni sulla faccia della Terra e forse forse, mi vien da pensare, Obama ce l'ha tanto con Lui perchè pure Michelle darebbe l'anima pur di passare una notte di Bunga-Bunga selvaggio con il nostro eroe...

domenica 28 novembre 2010

E ci voleva WikiLeaks per scoprire lo sputtanamento a causa di Berlusconi?

Il presidente del Consiglio italiano è un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza". Lo afferma l'incaricata d'affari americana a Roma Elisabeth Dibble in un documento inviato a Washington e reso noto da Wikileaks. Il telegramma della Dribble è citato dal Guardian, uno dei giornali che ha ottenuto da Wikileaks i documenti segreti.

"Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno": questo il giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.



Ma io mi domando e dico: ma tranne i pistola che votano e difendono a spada tratta questa vergogna, c'era bisogno di WikiLeaks per sapere ciò che pensa qualunque persona dotata di buon senso ai quattro angoli della Terra?
Questo post è dedicato a tutti i piciu che dicono: "Con Berlusconi si che siamo considerati nel mondo!".
E 'sticazzi, i pistola del mondo siamo considerati...

sabato 27 novembre 2010

Ritorno a San Bernardino alle ossa.

Appena si entra nella chiesa, che è a pianta centrale ottagonale con cappelle radiali e una cripta, girando a destra, si penetra in un breve corridoio e si resta quasi con il respiro sospeso: una scena appunto 'macabra', sconvolgente quasi, ma profondamente toccante, si presenta al visitatore: la cappella-ossario è quadrata e ha tutte le pareti (comprese le porte e i pilastri) rivestite da teschi e ossa, che sono stati disposti in vari modi, arrivando perfino a comporre figure geometriche come croci di vario tipo.


 

Dopo un anno e mezzo torno a San Bernardino alle Ossa ma, uscendo da lì, un incantesimo sembra investire tutto ciò che mi circonda.
Accompagnato da un vento freddo che sferza la città, passo sotto la targa che ricorda le vittime della banca dell'Agricoltura in piazza Fontana e man mano che mi avvicino al cuore del capoluogo di regione lombardo mi accorgo che qualcosa non torna.
E' una Milano strana, una Milano che davanti al suo Duomo ostenta un albero di Natale altrettanto alto quasi a manifestare una grandeur che nei fatti non c'è, in giro non si vedono più le comitive di giapponesi che da decenni erano parte integrante dell'arredo urbano, i "nuovi" consumatori del salotto cittadino sono una miriade di sudamericani e zarri dall'hinterland o provinciali venuti da tutta la Lombardia e regioni limitrofe che vengono vomitati in centro dalle uscite della metropolitana, tutti a vedere vetrine che forse non ci sono più.
E' una Milano dove la Rinascente, uno dei suoi simboli, vede i primi due piani pressochè deserti e tutti sopra nel reparto ninnoli e paccotiglia a bassi prezzi; una Milano dove la Feltrinelli, ultimo avamposto dove la borghesia  illuminata meneghina si abbevera(va) culturalmente, vede fra i suoi scaffali (di norma assortiti, soprattutto per quel che riguarda certi scrittori "d'area") assenze come "Il Vangelo secondo Gesù" di Saramago, tutti i titoli del milanesissimo Genna, tutti i titoli di Stefano Tassinari e molti altri ma ha tutti (e sottolineo tutti) i titoli della Fallaci.
E' una Milano dove la gente fa un giro nelle grandi catene di abbigliamento commerciale tipo Zara  e non va neanche più a sognare una rivalsa sociale (perchè così viene intesa nella patria del berlusconismo) davanti alle vetrine di via Montenapoleone; una Milano dove gli spazzini puliscono costantemente dalle cartacce piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele e poliziotti in borghese puliscono il centro stesso da un paio di poveri cristi di colore, rei di provare a vendere un paio di carabattole, caricandoli in maniera spiccia su un pulmino della polizia di stato  nei pressi della galleria  e portandoli via nell'indifferenza generale dei passanti.
E' un sabato grigio quello da me passato a curiosare per il centro di quella che in un tempo ormai remoto veniva definita, parafrasando un'azzeccata campagna pubblicitaria, una città da bere, un sabato passato in un ossario a cielo aperto che non si rende conto che la sua presunta superiorità morale, culturale e, soprattutto, economica, è ormai morta ma a dispetto del buonsenso e del senso del ridicolo non è  ancora sepolta.
La Milano che viene spesso venduta agli italiani e ai milanesi stessi come una prima visione sempre scoppiettante e avvincente, è invece oramai un ridicolo film horror di serie B, dove comparse che si credono ancora protagonisti recitano la parte di scheletri danzanti in un sabba da due lire che è solo una patetica messa in scena della città che fu.

venerdì 26 novembre 2010

Io sono come sono

E' un prezzo carissimo, lo pago ogni giorno, lo pago da anni e so che è una cambiale in bianco che non finirò mai di pagare.
Ogni giorno ci ricasco: non c'è niente da fare, é più forte di me.


Pretendo di essere valutato per il mio operato e non per il mio carattere refrattario alle imposizioni e alle convenzioni.
Pretendo di essere valutato per i risultati che produco e non per come mi presento.
Pretendo di essere valutato per le mie azioni e non per le mie convinzioni politiche invise a chi ha potere in questo come in molti altri Paesi.
Pretendo di essere valutato per la mia coerenza che dimostro empiricamente di non tradire mai ma, essendo essa merce rara, ingenera in chi mi incontra rabbia, frustrazione e voglia di eliminare colui che ai loro occhi rappresenta  ciò che essi non riescono (vogliono) essere.
Pretendo di essere lasciato in pace perchè mi vado bene così come sono, con tutti i miei limiti e i miei difetti e invece sono osteggiato perchè li accetto serenamente.
Pretendo di non avere ambizioni e di aspirare ad una vita tranquilla e non essere compatito (quando non commiserato e deriso) perchè non sono un arrivista.
Pretendo, pretendo, pretendo ma è sempre e costantemente il contrario.
Io sono come sono, e tutto ciò nella società nella quale vivo è inaccettabile e mi condanna a una guerra (da me non dichiarata ma subita ogni giorno) che non sembra aver fine.
Io odio la guerra, ma ogni giorno da troppo tempo mi tocca fare Resistenza.
Continuo a camminare sull'orlo del baratro, quando non sarò più come sono non vorrà certo dire che mi sono arreso per quieto vivere, ma che in quel baratro ci sarò caduto senza possibilità di ritorno.



Io sono come sono
e sono cazzi miei
io vivo come vivo
e sono cazzi miei
io dico quel che dico
e sono cazzi miei
cazzi miei

Cammino sull’orlo del baratro come se
non mi importasse più niente di me
succede, a volte capita come se
come se mi importasse soltanto di chiudere

Come a me che a volte imparo
e cercando di imparare a volte sbaglio
e come un fulmine caduto sono io
triste avventuriero nell’oblio
oh dio, sono io
fottuto portavoce della specie
e mai non vorrei mai ma invece
lo sono per davvero
fottuto condottiero
e già so già sai come Neffa
che la mia spada è unica
la musica
che beffa
fa lo stesso
ma che stress
me ne iesse
e po’ addó me ne fuiesse?
La musica
regina del mio essere anormale
addó me ne iesse iesse
é proprio essa
’a jamma ca firmasse stu permesso speciale
permesso di viaggiare da solo come tanti anni fa
negando la realtà che non sarà mai più la stessa di prima
bon voyage
uomo morto che cammina.

Cammino sull’orlo del baratro come se
non mi importasse più niente di me
succede, a volte capita come se
come se mi importasse soltanto di chiudere

Io sono come sono
e sono cazzi miei
io faccio quel che faccio
e sono cazzi miei
io dico quel che dico
e sono cazzi miei
io vivo come vivo
e sono cazzi miei
Cazzi miei un bel paio di palle grosse e sferiche
io vivo grazie a mie terminazioni periferiche:
le mani mie, la voce, i miei pensieri che
mantengono il contatto con la donna mia
gente mia
’e cumpagne le mie storie
papà e mamma ma madonna mia
cazzi miei che idiozia
vivo in quanto sono e tale sono in quanto vivo in compagnia
melodia
casa mia casa tua
ritorna in questa testa che altrimenti mi fa bua
ci ho la rima ma non ci ho più la luce tua
e più niente come prima uomo morto con la bua
uomo morto che cammina

Cammino sull’orlo del baratro come se
non mi importasse più niente di me
succede, a volte capita come se
come se mi importasse soltanto di chiudere

Cammino... cammino...
cammino sull’orlo del baratro...
...come se..
..o no! o no...
cammino... cammino... 

Bon Voyage - 99 Posse (Corto Circuito - 1998)

giovedì 25 novembre 2010

Alla giunta Moratti a Milano piacciono i fascisti

"I neonazisti avrebbero dovuto sparire dalla storia e invece si riciclano, tornando fuori puliti e lavati come quando la mafia lava i soldi e apre un'attività commerciale". 

Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento di Auschwitz


E via: nel centralissimo Corso Buenos Aires a Milano per l'incredibile somma di € 19.250 (dalle mie parti in centro a quella cifra non ci si si compra manco un garage, ma si vede che nel Monferrato il mattone rende più che a Milano) i neofascisti di Forza Nuova si fanno una bella sede partecipando a un bando del Comune amministrato dal PDL dichiarandosi "Associazione senza fini di lucro".
Milano, città medaglia d'oro della Resistenza, dichiara così per scelta della giunta Moratti (partito di Berlusconi, La Russa ecc.) di considerare i fascisti come una qualunque Associazione che magari presta aiuto a poveri e senzatetto.

Un solo pensiero: ma la Moratti che in campagna elettorale sfilava il 25 aprile con il padre reduce dai campi di concentramento in carrozzella, ha cambiato idea? O forse quel 25 aprile...
Il Russo ha buona memoria signora Moratti, e i milanesi?

mercoledì 24 novembre 2010

Dagli amici mi guardi Silvio, che dai nemici mi guardo io....

 “Sono stato aggredito nel ristorante ‘La Risacca 6′ di Milano da un imprenditore, ma non so assolutamente il perche’. Ho ricevuto due pugni in testa e in faccia”

Emilio Fede, picchiato da un "amico di amici" il 23/11/2010

E prima Berlusconi, poi quel coso, là, come cazzo si chiama, insomma il portavoce ex radicale, ora Fede: ma possibile che stiate sul culo a tutti (amici degli amici compresi come in questo caso), che finisce sempre che vi riempiono di patelle?

martedì 23 novembre 2010

La vendetta è un pattume che va servito freddo...

"Mi complimento con il governo Berlusconi per come ha risolto il problema rifiuti a Napoli...''.
Intervista a Romano Prodi in programma il 24/11 su Radio Popolare Milano

Sul caso Napoli, volutamente, non ho commentato negli ultimi giorni.
Non mi fa pena Berlusconi e tutti i suoi servi che, immeritatamente, si autodefiniscono "giornalisti" e che nel 2008 fecero una campagna elettorale proprio contro Prodi per l'affaire rifiuti nel napoletano.
No, Berlusconi mentiva e fin qui siamo nella consuetudine, e i servi mentivano perchè tenevano (e tengono) famiglia.
Chi mi fa veramente pena sono tutti quei coglioni che in questi due anni hanno detto: "Però, Berlusconi hai visto che ha messo a posto il problema?".
Ora Napoli è peggio, molto peggio di due anni fa: non c'è più Bassolino, non c'è più Prodi, vuoi vedere che la colpa è tutta della Iervolino? E intanto qualcuno se la ride.
Mi dispiace per i napoletani, lo dico davvero, ma quelli di loro che hanno dato provincia, regione e presto daranno la città in mano a sta gente, se lo meritano di affogare nella merda.
E quegli infami del Russo e del Mortadella, sorrisero...

p.s. Attendo in cassetta delle lettere il già annunciato "Diario di due anni di successi del governo Berlusconi" che, fra le tante palle, cita la "completa risoluzione del caso rifiuti a Napoli".

domenica 21 novembre 2010

Grandi Carfagna Mussolini: ora siamo a darsi delle "Vaiasse"...

Napoli - "Quello è stato un atto di cattivissimo gusto che non merita commenti ma che si addice alla persona che l'ha commesso", ha detto Carfagna, "a Napoli le chiamano vaiasse...".


Le donne "di destra" ai tempi di Berlusconi: 

a sinistra nella foto la nipote di Benito Mussolini, già Msi, An, alleata con Fiore di Forza Nuova ecc. che ha dato della traditrice fotografandola in Parlamento mentre parlava con il "nemico" (Bocchino, ex An) e che chiede le dimissioni da ministro a una che ha annunciato un giorno prima che le avrebbe date fra quindici giorni;
a destra l'attuale ministro per le Pari Opportunità (sic!) trentacinquenne diventato tale dopo lunghissima e durissima gavetta politica che, mentre sta per lasciare il suo beneamato duce Silvio Berlusconi, saluta elegantemente la nipote (che s'è sempre dichiarata fiera di quel che ha fatto il nonno tiranno e fascista) col cordiale termine di "Vaiassa".

Ah, quanto bene hanno fatto culturalmente e politicamente trent'anni di berlusconismo a questo Paese...

sabato 20 novembre 2010

Sindacati gialli? No, marroni come la ...

Torino - L'esplosione nella fabbrica di Paderno Dugnano avvenuta il 4 novembre scorso ha fatto un'altra vittima. La seconda. Si tratta di Arun Zeqiri, 44 anni, albanese, morto nella notte al Cto di Torino. Qualche giorno fa, all'ospedale di Sampierdarena a Genova, era invece deceduto il 63enne Sergio Scapolan. Restano ancora gravi le condizioni di altri due feriti.

Leggendo questa notizia torno con la mente a venerdì 5 novembre.
Sono le 15.30, è passato più di un giorno dalla sciagura di Paderno Dugnano, al segretario del sindacato meno importante della CGIL, ma che a differenza della CGIL che ha ben più iscritti viene considerato dal governo Berlusconi, dalla Fiat di Marchionne e dalla quasi totalità della controparte confindustriale come unico interlocutore insieme alla Uil e ad altri sindacati pressochè virtuali, viene posta una domandina semplice semplice...


Dite che nell'ultima settimana sto signore, tra una riunione e l'altra, ha avuto il tempo di leggere i necrologi di due lavoratori morti mentre si guadagnavano il pane da portare a casa alle loro famiglie?

Deficienti

Treviso - La protesta dell'Aeroclub di Treviso, che ha fatto realizzare sopra una cancellata dell'aeroporto Canova la scritta uguale nei caratteri e nella forma a quella che accoglieva i prigionieri del campo di sterminio di Auschwitz («Il volo rende liberi», in tedesco, al posto del famigerato slogan coniato dai nazisti «Il lavoro rende liberi»).



Deficiente: notevolmente scarso o insufficiente; di persona totalmente o parzialmente minorata sul piano intellettuale; che manca di qualcosa; imbecille, stupido.

mercoledì 17 novembre 2010

Dico IO sono politica

"Lascio spazio ai giovani d'età e di idee. D'altronde sono portatore infetto di idee antiche, fuori moda, dei secoli scorsi, idee che non attirano più nessuno e che tutti tirano e piegano secondo i bisogni di vertici più o meno legittimi."
Gap, noto blogger passionalmente di sinistra e stracciaminchia

"Sai qual'è il problema Russo? Qua tutti gli under 40 sono di sinistra per fede, perchè purtroppo la sinistra non l'hanno mai vissuta".
Loris, noto blogger sinistramente saggio e scassacazzo

"Un regime fondato sull'antipolitica - o meglio sulla sostituzione della politica con poteri estranei o ostili alla politica, anche malavitosi - può esser superato solo da chi è stato detronizzato."
Barbara Spinelli, giornalista su la Repubblica del 17/11/2010, quindi sconosciuta ai più.


Alle manifestazioni, sul territorio, nella vita di tutti i giorni, nelle battaglie che condivido mi guardo intorno: o sono giovanissimi oppure sopra i cinquanta.
C'è una terra di mezzo, un vuoto pneumatico, un ammasso di cervelli all'ammasso (mi si perdoni l'indegno gioco di parole) che è frutto dell'ultimo ventennio berlusconiano.
O sono decerebrati che si spacciano o votano a destra per giustificare la loro assoluta carenza etica e politico-culturale, oppure sono berluschini di sinistra con un ego smisurato pronti ad assaltare il palazzo del (poco) potere d'inFerno per mancanza di concorrenti.
Viene voglia, per chi come me fa parte anagraficamente di quella terra di mezzo, di gettare la spugna e lasciare che siano certi vecchi arnesi post (?) comunisti o giovani anarcoidi ma con principi sinceramente progressisti a vedersela con quella parte (maggioritaria) del Paese razzista, egoista, ignorante e lobotomizzata che ha, per l'appunto, un serbatoio di consensi immenso in quella fascia d'età che va dai 25/30 anni ai 50 e che condiziona la mia e altrui vita di tutti giorni.
Poi penso alla scuola, al lavoro, ai miei diritti, e capisco che non solo non posso stare con le braccia conserte, ma DEVO tirarmi su le maniche e darmi da fare alla grande.
Non faccio politica da quando avevo 14 anni, perlomeno non quella "istituzionale" (non l'ho mai fatta), non credo che quello che è stato fatto da chi è arrivato prima di me e quel poco fatto da me sia sufficiente, è stato tanto ma purtroppo, guardandomi attorno, a quanto pare non abbastanza.
Non è scritto da nessuna parte che si debba aiutare sempre e chiunque, anche quelli che mordono la mano tesa, non è sempre possibile insistere nel picconare un muro che sai bene non cadrà senza l'aiuto degli altri. Non sono cattolico e nemmeno un missionario laico. 
Però non posso farne a meno, è più forte di me: ogni volta che dico basta, quante volte è già successo, dopo poco ogni pretesto è buono per rimettermi in gioco.
Non so come sarò fra 10, 20 o 30 anni.
Spero di essere come Loris e Gap, magari con qualche chilo in meno e qualche capello in più, ma di essere come loro.
Per questo domattina sarò di nuovo pronto a far politica: perchè io sono politica, ma senza certi "vecchi arnesi" sarebbe tutto fottutamente più difficile....

domenica 14 novembre 2010

Lo state facendo incazzare...

"Siccome noi siamo democratici e nel nostro Paese deve valere la democrazia, cioè quello che decide la gente aggiunge il presidente del Consiglio, noi andremo avanti a governare, con la fiducia che sono sicuro otterremo al Senato e credo alla Camera. E se alla Camera il governo non otterrà l'ok, benissimo, si andrà a votare per la Camera stessa e vedremo cosa decidono gli italiani".




Si, e se il Milan non vince lo scudetto gli facciamo rigiocare tutte le partite che ha perso, se Ruby non viene adottata da Mubarak invadiamo l'Egitto,se Marina Berlusconi non vince lo stesso nobel che ha vinto la Montalcini si compra tutta la giuria del Nobel e se Prandelli non lo schiera attaccante in nazionale lui si riprende la palla, se ne va a casa e non si gioca più.
A Gianfrà: io te l'avevo detto che questo dava fuori di matto se qualcuno provava a contraddirlo...

Cosa occorre per essere felici?

Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent' anni fa! 

Francesco Guccini



Cosa occorre per essere felici?
Scambiare due chiacchiere il venerdì sera fumandoti una sigaretta con un amico che è tale da ventidue anni;
il giornale del sabato mattina, che te lo leggerai quando non sarà già più pezzo di storia;
un caffè con Robertone, mentre ti racconta di quella volta che in assemblea ha tirato una sedia al delegato Fim;
tuo figlio di due anni che, a novembre inoltrato, come fosse la cosa più normale del mondo si siede a sfogliare libri nella piazza centrale;
incontrare Maio che a cinquantanni ha finito da due ore di lavorare in nero per tirare a campare, ma che ha una voglia di vivere e di lottare che tu manco a quattordici anni ti sognavi;
pranzare con tuo figlio e la tua compagna, mentre per tutta la settimana ognuno mangia in un luogo diverso dall'altro;
una pennica di due ore abbondanti;
un bel film in prima visione aggratis in pieno pomeriggio che non vedrai mai in prima serata nella televisione berlusconiana;
un buon rosso a innaffiare una paradisiaca bourguignon in casa;
un buon libro che ti darà nuovi spunti per la vita.
Dimenticavo... 
Aver mandato affanculo qualche rivoluzionario da salotto del cazzo, che la rivoluzione la fa il secondo martedì sera del mese (se non ha impegni più stimolanti)  restando se stessi e continuando a essere utile per le persone che si lasciano aiutare e che non sono abituate a ricevere...

giovedì 11 novembre 2010

Che finisce che a sto giro voto piddì...

Li ho sentiti con le mie orecchie, ve lo giuro, degli autentici posseduti...

"D'altronde, come ha detto Nichi l'altra sera....".

Nichi? Nichi? Nichiiiiiiii????? AAAARRRGGGHHHHH!



Lo confesso: ho un'allergia atavica al culto del leader.

I fascisti c'avevano Mussolini.
Gli ignoranti politici c'hanno Berlusconi.
I razzisti c'hanno Bossi.
I dipietristi c'hanno Di Pietro.
La borghesia "illuminata" c'ha Fini.
I radicali c'hanno Pannella "a prescindere".
I radical chic c'hanno Vendola.
I masanielli grillini c'hanno Grillo.
I rivoluzionari denoantri c'hanno Ferrero che un giorno fa il ministro del governo Prodi e il giorno dopo si dichiara più a sinistra di Che Guevara.


Mò mi tocca votare quegli sfigati di D'Alema, Bersani e Bindi, che magari non saranno carismatici, ma almeno sanno che minchia è la politica?

mercoledì 10 novembre 2010

Noi siamo diversi, alla facciazza vostra delle merde che siete!

"Lo scopo del meccanismo è poter dire: siamo tutti uguali e invece dobbiamo sottolineare le differenze".
  
"Se il 10% delle persone che creano o aderiscono a gruppi di protesta su fb scendesse in piazza davvero il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore".


"So che non fai un cazzo (n.d.r. Russo) se non perché almeno puoi mettere a
tacere la tua coscienza dicendoti "Visto come sono bravo io difensore degli
oppressi?"
Militante di Sinistra e Libertà che mi conosce personalmente.
 
 
 
Mettetevi l'anima in pace:
 
noi siamo quelli che non si limitano a firmare appelli per la libera informazione
ma la sostengono economicamente ogni giorno;
noi siamo quelli che appena abbiamo un pò di tempo libero lo dedichiamo ai
nostri ideali fattivamente, perchè per noi è come una droga;
noi siamo quelli che il lavoro è indispensabile, ma se lavoriamo in un posto
che rappresenta chi calpesta i diritti ci mettiamo in gioco per gli altri facendo 
sindacato;
noi siamo quelli che con un fascista non divideremmo mai la stessa panchina;
noi siamo quelli che non abbiamo bisogno di un leader, di un partito ecc, per
sentirci comunità, perchè noi siamo comunità;
noi siamo quelli che a 500 km di distanza se sentiamo parlare di un sopruso
ad un immigrato siamo disposti a metterci in gioco in prima persona;
noi siamo quelli che se si va a Roma è obbligatorio visitare le Fosse Ardeatine;
noi siamo quelli che litighiamo con la nostra famiglia perchè la trascuriamo per
presenziare ad una manifestazione;
noi siamo quelli che il 25 aprile è in piazza, da nessuna altra parte, mai; 
noi siamo quelli che non ci limitiamo a dare del ladro agli evasori ma paghiamo
il canone rai e le tasse fino all'ultimo centesimo;
noi siamo quelli che non vogliamo il nostro cognome bensì la nostra faccia 
vicino a chi ha bisogno;
noi siamo quelli che fare Movimento è il nostro principale passatempo; 
noi siamo quelli antipatici perchè pretendono tanto, forse perchè danno tutto
se stessi;
noi siamo quelli che si scende in piazza quando il cuore chiama;
noi siamo quelli che non predicano bene, ma odiano quelli che razzolano male;
noi siamo diversi da voi, vivaddio.
Giudicateci pure, se vi può consolare, resta un solo e incrovertibile dato di fatto:
 
NOI SIAMO MEGLIO DI VOI, MERDE. 

martedì 9 novembre 2010

Brescia, Italia: chi difende dai difensori?

Dopo la foto di ieri, questo filmato apparso oggi sul sito de la Repubblica.it e poi su You Tube.
Credo che ogni commento sia superfluo.


Non è questa l'Italia che mi avevano promesso da piccolo quando in classe la maestra ci parlava di educazione civica.
Non può essere questa l'Italia che mi fa pagare tasse per mantenerla.
Non può essere un Paese democratico quello in cui, se manifesti, subisci tutto ciò.
Credo che se chi lottò più di 65 anni fa per la Democrazia, avesse saputo che questo sarebbe stato Stato, non avrebbe forse rischiato e, in moltissimi casi,  perso la vita per sta vergogna.

p.s. Si può ancora dire quello che si pensa o, in preda a carichite acuta, mi caricate pure il blog?

lunedì 8 novembre 2010

La foto della povera e disgraziata Italia di oggi

BRESCIA - Dopo una giornata di incidenti e di forte tensione rimangono dov'erano le sei spettrali figure che si muovono con cautela a oltre 30 metri d'altezza.
.......
Distante meno di un centinaio di metri c'è il presidio di alcune centinaia di componenti dell'associazione Diritti per tutti, che li sostengono nella loro estrema protesta per ottenere il permesso di soggiorno. In mezzo, un massiccio schieramento di forze dell'ordine: quelle stesse che all'alba hanno allontanato il presidio dalla gru con due cariche, tra tafferugli che hanno portato all'accompagnamento in questura di immigrati e italiani.


Ho riguardato questa foto tutto il giorno: niente da fare, non riuscivo a capirla.
I fuorilegge sarebbero quelli abbarbicati su una gru da giorni che chiedono di essere trattati da essere umani.
I tutori della legge sarebbero quelli che ai piedi di quella gru hanno manganellato e caricato chi, a quei disperati, dava il proprio sostegno.
Ma che merda di Paese è l'Italia?
Continuo a non capire.

sabato 6 novembre 2010

La merda e il cioccolato, il berlusconismo e l'Italia.

Reduce dalla prima bagna caoda di stagione, accompagnata da un doppio litro di dolcetto d'Acqui, mi sono seduto al computer e ho emesso un peto nauseabondo che m'ha fatto pensare: "dio mio che roba disgustosa: cosa c'è di più vomitevole di tutto ciò?".
Sono stato purtroppo immediatamente sbugiardato da quella che credevo una domanda retorica, dalla visione di questa foto.



ROMA - Un cumulo di macerie. E' quel che resta della Schola armaturarum juventis pompeiani, la palestra degli atleti di Pompei. Andata completamente distrutta alle 6 del mattino, poco prima dell'apertura del sito archeologico, poco prima che i turisti, in un sabato mattina di ottobre, si recassero a visitare gli scavi. Un disastro che ha suscitato indignazione e sconcerto. E lo sdegno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che l'ha definito "una vergogna per l'Italia" .

Io ho avuto il privilegio di visitare Pompei quando questo scempio, dovuto non ad un inaspettato bombardamento nucleare bensì all'incuria della politica che ha concesso ad una semplice pioggia di fare tutto ciò, non era immaginabile neanche nel peggiore dei miei incubi.
Questa immagine rappresenta perfettamente sedici anni di berlusconismo, sedici anni di leggi ad personam dimenticando (se non addirittura criminalizzando) le battaglie per la cultura, il buon gusto, l'ambiente, la nostra storia, il patrimonio storico italiano perchè "con la cultura non si mangia", come affermato da una delle tante creature partorite da questi infausti sedici anni di regressione politico-culturale per colpa di Silvio Berlusconi.
Sognare un Paese dove vengono anteposti l'amore per i monumenti, per la propria Storia, per la Cultura, per la Democrazia rispetto ai pompini della escort di turno, è cosa così rivoluzionaria, sovversiva e veterocomunista?
Sono incazzato nero per questa ferita di Pompei che vivo sulla mia pelle.
Incazzato nero, non rosso che è il colore del cuore, del sole e della passione, non blu, che è il colore del mare e del cielo, non verde che non è certo il colore della padania bensì della speranza e della natura, ma ribadisco nero, che è il (non) colore più brutto che esista: quello della notte, del fascismo, della cecità e  quindi del berlusconismo.

Organi d'informazione m'avete rotto il cazzooooo!!!!

Sabato 06/11/2010 ore 11.30 Corriere della Sera on line


 Sabato 06/11/2010 ore 11.30 La Stampa on line


Sabato 06/11/2010 ore 11.30 la Repubblica on line


BASTAAAAA, M'AVETE ROTTO I COGLIONI CON 'STA STORIAAAAAA!!!!

giovedì 4 novembre 2010

BUON 2011!

Lo so che non vedete l'ora dei nuovi calendari con la bonazza della scuderia di Mora o vittima del Bunga Bunga di turno,ma io vi propongo un altro tipo di calendario per l'anno a venire...
Da Portella della Ginestra a Stefano Cucchi: un lungo elenco di nomi e luoghi segna, con la sua drammatica scia di sangue, la storia dell'Italia repubblicana. Con il calendario Memoria Resistente 2011 il Comitato Piazza Carlo Giuliani e Reti-invisibili propongono quell'elenco in un calendario, ricorrendo ad una forma artistica solo apparentemente "minore", ma che si è già rivelata in molte occasioni efficace e di grande valore suggestivo ed evocativo: il fumetto. In Memoria Resistente 2011 troverete vittime delle stragi, dello squadrismo neofascista, di una gestione dell'ordine pubblico finalizzata alla repressione del dissenso, delle carceri e molti altri... in una lista lunga, purtroppo persino più lunga di quanto troverete nelle sue pagine, dove i testi sono una sintesi estrema, quasi brutale, di fatti molto più complessi.

Il calendario Memoria Resistente 2011 è in distribuzione on line.
Chi fosse interessato è pregato di scrivere a piazzacarlogiuliani@tiscali.it oppure a info@reti-invisibili.net

Il costo è pari a 8 euro più le spese di spedizione. Spese di spedizione gratis per domande superiori a 5 copie.

Per il pagamento: Agenzia UNIPOL Banca - via De Marini 15, 16149 Genova
C/C 2007 ABI 03127 CAB 01403 IBAN IT53W0312701403000000002007

Il ricavato del Calendario, dedotte le spese, andrà al Comitato Piazza Carlo Giuliani e sarà utilizzato per iniziative di solidarietà e memoria.

Per ulteriori approfondimenti vai al sito: http://www.reti-invisibili.net/

mercoledì 3 novembre 2010

lunedì 1 novembre 2010

Il sindacato modello Berlusconi

Già a sentir parlare di lotte sindacali, e non sto facendo qualunquismo sia ben chiaro, quando si tratta di calciatori milionari di serie A c'è di che essere perplessi, ma quando poi scopri che il portavoce dell'AIC (Associazione Italiana Calciatori) è un giocatore del Milan del democratico e socialista Berlusconi, inizia pensar male, infatti...

Milano - Massimo Oddo, calciatore del Milan e portavoce (anzi, ex) del sindacato calciatori, si è incontrato in gran segreto con una delegazione della Lega di serie A (fra cui Beretta e Lotito). Oddo ha trattato, assistito da alcuni avvocati, e quasi raggiunto un'intesa sugli otto punti del contratto collettivo: ma lo ha fatto a titolo personale, di nascosto, e quindi per l'Aic non vale. Oddo è stato subito sconfessato dal sindacato: ora lascerà la carica di portavoce e si dimetterà dall'Aic, confluendo nel nuovo sindacato calciatori che sinora ha raccolto una trentina di iscritti. Sergio Campana ha spiegato che "Oddo ha parlato a titolo personale", mentre Demetrio Albertini ha ammonito, "attenti al gioco al massacro": c'è stato il tentativo, passando da Oddo, di spaccare il sindacato.
Dicono spesso che il calcio in Italia sia lo specchio del Paese: effettivamente, non vi ricorda niente questa storia?
E' inutile, tutti quelli che lavorano per quel tizio prima o poi ne rispecchiano lo "stile" e i modi di fare...