domenica 31 ottobre 2010

Che minchia di fine ha fatto il Russo?

Alcuni bene informati sostengono di averlo visto gironzolare fra Raul e Fidel come mediatore fra il vecchio e il nuovo corso...






...altri sostengono che ci sia una compromettente puntata di Forum già registrata in un cassetto delle tivvù del biscione dove ha trascinato sul banco degli imputati nientepopòdimenoche tale Riccioli Neri...


 

...un anonimo fotoreporter sostiene di averlo visto "meditare" fuori dall'ultima convention dei Democratici sulle loro prossime mosse per abbattere Berlusconi senza passare per antiberlusconisti...



...le peggio malelingue sostengono che si sia esiliato dopo aver partecipato, infruttuosamente e rinnegando se stesso e le proprie idee, alle selezioni dell'ultimo Grande Fratello...

...infine l'immagine più infamante che mai e poi mai avremmo voluto vedere e che i vari siti e giornali scandalistici da parucchiera (Dagospia e il Giornale) si stanno contendendo a rilanci di centinaia di migliaia di euro: ecco chi è il quarto moschettiere del club del BUNGA BUNGA (il primo non c'è nell'immagine in questione, stava già bungabungando...).


La verità? Avrei voluto una rivoluzione: sto soltanto facendo movimento per il Movimento, e fidatevi, non è certo una cena di gala...


Metro fermata Bologna
col manifesto in tasca
in faccia
una ventata fredda
io e NCOT dispersi nei cambiamenti della notte
camminiamo senza fretta
controllo e consapevolezza
controllo e consapevolezza mi ripeto in testa
vivere è difficile e qui si sbrocca facile
piove piove odore di strada bagnata nell'aria
il clima di una piazza di una città razzista
e indifferente come Roma sa essere
nel volto molto familiare dei miei concittadini
è conflitto
per noi che non vorremmo confini
né una parola falsa come "tolleranza"
potremmo essere più ricchi tutti
ma chi non pensa a sé e al suo piccolo tranquillo idillio
una svolta ci vuole
qualcosa di forte ci vuole

in movimento
e va a finire che una sera dietro l'altra
con questa storia che continua
va a finire che una sera dietro l'altra
è capace che si aprono orizzonti nuovi
una passione che mi strappa sonno e cuore magari
una passione che mi strappa sonno e cuore
un movimento serio
con un vivaio pieno
no alla giornata
non una guerra privata
la gente in attesa legge sport sui quotidiani vari
la radio dentro al bar manda solo assurda musica italiana
tipo "Edipo e i suoi animali"
è lunga
ma una guerra si combatte una battaglia alla volta
come l'anima di un gioco
che a volte non ha un logico filo
il futuro oggi arriva addosso di continuo
tutto cambia
ma queste tasche vuote
e la stressante mancanza di denaro
non mi lasciano mai solo
mentre mi muovo
in un quartiere come questo
e per questo quartiere
un po' di sani scontri fanno sempre bene
un movimento spinge avanti sempre
anche se a volte
sembra quasi che possiamo stare tutti quanti dentro una stanza
come Visone e i suoi durante la Resistenza

avrei voluto una rivoluzione
per il momento
faccio movimento per il movimento.

Assalti Frontali - In movimento (versione Ice one mix 2009) Conflitto - 1996

martedì 19 ottobre 2010

Mi spiace Saviano, questa volta sbagli.

"Masi dice fesserie hanno paura del nostro pubblico".

 Roberto Saviano - 19 ottobre 2010

 


No caro Saviano, mi spiace ma questa volta hai sbagliato: Masi FA fesserie, una dietro l'altra, il tutto con i miei soldi di abbonato.
La Rai di Masi, per il 95% della sua programmazione è una totale fesseria, sempre con i miei soldi di abbonato.
Già se dicesse "soltanto" fesserie con lo stipendio pagato dai miei soldi di abbonato mi girerebbero i coglioni, ma così è proprio intollerabile.
Masi non ha paura del "vostro" pubblico, Masi si caca in mano di tutti i normodotati col telecomando in mano...

sabato 16 ottobre 2010

A Genova il povero Ivan vittima delle toghe rosse?

GENOVA - Gli hooligan serbi erano arrivati in Italia nel fine settimana precedente la partita di Genova tra le due nazionali, poi sospesa per le violenze dei teppisti. E un gruppo di 200 di loro, tra i più pericolosi, ha dormito due notti a Milano dove, sospettano gli inquirenti, avrebbe potuto contare sul supporto logistico di estremisti di destra. Imboccano così la pista dell´"internazionale nera" le indagini della Digos sugli ultranazionalisti che hanno sfidato l´Uefa. Soste, ospitalità, contatti precedenti e addirittura successivi ai disordini di Genova tra neofascisti italiani e serbi (ma anche sloveni e austriaci), sono oggetto di accertamenti anche da parte delle Digos di Verona e Padova.


In materia di sicurezza e prevenzione il governo Berlusconi è imbattibile: dal ministro Maroni in giù (???) tutti a guardare al corteo della Fiom di oggi, ma non sia mai investigare e andare a toccare i fascisti nostrani, eh Silvio?

lunedì 11 ottobre 2010

Signor ministro La Russa, godetevi lo spettacolo!

Ciampino - Dolore e rabbia, all'aeroporto di Ciampino, da parte di alcuni parenti dei quattro alpini caduti in Afghanistan. "Signor ministro, godetevi lo spettacolo" ha detto uno dei familiari rivolto al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, poco prima che le bare venissero messe a bordo dei carri funebri.


Che commento potrebbe mai essere più spietato di quello fatto sopra? Sciacalli anche questi, ministro La Russa?

domenica 10 ottobre 2010

Gli infortuni sul lavoro? Colpa dei lavoratori, no?

Ma che scemi siamo stati a non arrivarci prima: noi lavoratori ci facciamo male perchè non ci vogliamo bene! I morti della Thyssen a Torino? Non si volevano bene. Le 1.800 morti a Casale Monferrato per amianto? Mica si volevano poi così bene. I morti all'Ilva? Si odiavano dal più profondo del cuore. Quelli di Porto Marghera? Si detestevano. Vogliamo poi spendere due parole su quanto non si vogliono bene quei quasi tre morti sul lavoro che abbiamo quotidianamente in Italia? Ah, sta gente che non si vuole bene nonostante i loro datori di lavoro li amano e lo Stato li tuteli...

Appello per il ritiro dello spot del Ministero del Lavoro: "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene"

La Campagna per la sicurezza sul lavoro, promossa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali recita “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”. Un messaggio e due spot:

Dopo aver frantumato il Dlgs 81 del 2008 del Governo Prodi, hanno ben pensato di correggerlo con il decreto correttivo Dlgs 106/09 (sanzioni dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti, preposti, arresto in alcuni casi sostituito con l'ammenda, salvamanager, ecc).

Ora il governo cerca di rifarsi la “verginità” con spot inutili che costano alle nostre tasche ben 9 milioni di euro. Spot non solo inutili, ma anche dannosi per l’immagine di chi ogni giorno rischia la vita, e non perché gli piaccia esercitarsi in sport estremi. Spot che colpevolizzano sottilmente il lavoratore stesso, nascondendo una realtà drammatica: l’attuale organizzazione del lavoro offre ben poche possibilità al lavoratore di ribellarsi a condizioni di lavoro sempre più precarie in tema di sicurezza.
E’ una campagna vergognosa perché oggi il lavoratore ha ben poche possibilità di rispettare lo slogan “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”, quasi che la mancanza di sicurezza fosse imputabile al fatto che il lavoratore non vuole bene a se stesso ed ai suoi familiari. Non dice nulla di chi deve garantire la sicurezza per legge, ovvero i datori di lavoro. Sottovaluta i rapporti di forza nei luoghi di lavoro. Non accenna minimamente al fatto che i lavoratori, specialmente di questi tempi, sono sempre più ricattabili e non hanno possibilità di scegliere di fronte ad un lavoro in nero, un lavoro precario e un lavoro a tempo determinato, mentre devono viceversa sottostare a ritmi da Medio Evo.

La campagna dovrebbe invece avviare un processo di comunicazione diffusa, in modo da rendere nota a tutti la necessita’ di un impegno costante da parte di tutti gli “attori” coinvolti, soprattutto di chi deve garantire la sicurezza. Questi spot devono essere sostituiti da una campagna di comunicazione che dovrà puntare sulle responsabilità civili, penali e non ultime anche etico-morali che l’imprenditore deve assumersi per tutelare l’integrita’ delle persone che lavorano per lui.

Via questi spot vergognosi. Pretendiamo viceversa più ispettori ASL e più risorse, affinchè la mattanza quotidiana dei lavoratori abbia fine. Non si raggiunga il profitto a tutti i costi e soprattutto non lo si faccia attraverso il sacrificio di vite umane innocenti.

FIRMATARI:
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza-Firenze.
Andrea Bagaglio-Medico del Lavoro-Varese.
Leopoldo Pileggi-Rappresentante dei lavoratori per La Sicurezza-Correggio.
Daniela Cortese- RSU/RLS Telecom Italia Sparkle-Roma  

N.B Chi vuole aderire all'appello, invii il proprio nominativo, azienda, qualificà e Città al seguente indirizzo email: bazzoni_m@tin.it

venerdì 8 ottobre 2010

La sera che perdemmo i nostri diritti

Marco ha passato i trenta da un pò e si avvia a lunghe falcate verso i quaranta, Marco è stato mio compagno di banco alle superiori e da lì è nata un'amicizia impermeabile al tempo, alle donne, alle vicissitudini della vita, un'amicizia che si è sempre basata sul comune senso di ribellione alle ingiustizie, sulla solidarietà nei confronti dei più deboli, sulla voglia di sputare in faccia a chi provava a passarci sopra solo perchè spessissimo ci trovavamo in disaccordo con la maggioranza.
Marco non ha mai avuto un rapporto fortunato con il lavoro, ma qualche anno fa trovò posto in un grande call center e, partendo da interinale e passando poi per qualche contratto a termine, ad un certo punto si trovò in tasca un contratto a tempo indeterminato.
Poi è arrivata la crisi, comodo alibi per molte aziende per ridurre il "costo del lavoro".
Marco da un bel pò di tempo è in cassa, s'è fatto prima quella ordinaria e poi quella straordinaria, fino a che in settimana è stato convocato dalla sua azienda.


"Cosa ti aspetti da questo colloquio?", gli è stato chiesto dal responsabile delle "risorse umane".
Al suo posto io sfacciatamente avrei risposto "Un premio per aver sopportato tutta la merda che mi avete fatto ingoiare in questo anno e passa, mentre molti miei colleghi continuavano a lavorare", ma Marco ha candidamente detto "Che sia arrivato il momento di farmi rientrare".
Come no? Gli è stato spiegato che non sarebbe rientrato facendo le stesse cose perchè, insomma, molte cose erano cambiate in più di un anno nella dinamica aziendale (n.d.r. demansionamento), che avrebbe dovuto essere disponibile a coprire i buchi che via via si sarebbero potuti creare in altre filiali (n.d.r. trasferimento), che magari al suo rientro la sua vita professionale non sarebbe filata via costante e liscia come prima (n.d.r. un pò di sano mobbing).
Com'è come non è, Marco è uscito da lì con la promessa, da lui accettata, di sei mesi di mensilità pagate in cambio delle sue "spontanee" dimissioni...

Sono sbottato

"Non è possibile, non puoi accettare una roba simile, ti metto in contatto immediatamente con qualcuno in CGIL, non puoi lasciargliela vinta così a buon prezzo: rendigli la vita grama, sbattiti in mutua e poi digli che se ti vogliono licenziare lo facciano pagandone le conseguenze e almeno non ti perdi la disoccupazione!"
Risposta?
"Ti ringrazio, ma lascia perdere. Preferisco chiudere il più in fretta possibile con quella gente, vadano affanculo."

Marco ha passato i trenta da un pò e si avvia a lunghe falcate verso i quaranta,  Marco ha deciso di rinunciare a lottare per i suoi diritti, fosse anche e soltanto per spirito di conservazione e per garantirsi qualche mese in più di sopravvivenza economica, Marco ha deciso che, in un Paese dove vengono definiti terroristi quelli che osano contestare i sindacati gialli mentre quelli che sbattono in mezzo a una strada in cambio di un piatto di lenticchie i lavoratori con la scusa della crisi continuano a fare profitti su profitti, non vale più la pena tentare di fare resistenza per la propria dignità di lavoratore.
Marco ha deciso di rinuciare ai propri diritti perdendoli una sera di questo inizio autunno, e ad ogni Marco tutti noi perdiamo qualcosa di quei fottuti diritti.

giovedì 7 ottobre 2010

Io adoro il Giornale di Berlusconi!

"Adesso ci divertiamo per venti giorni rompiamo il c... alla Marcegaglia come pochi al mondo"


AH AH AH AH AH AH AH AH AH!!!!!!

mercoledì 6 ottobre 2010

I-N-A-C-C-E-T-T-A-B-I-L-E !!!!

Roma - Questa volta ad essere presa di mira è stata la sede confederale della Cisl nazionale di via Po a Roma. Il blitz, che ha visto il lancio di vernice, uova e fumogeni, è stato messo a segno da un gruppetto non identificato di esponenti di Action diritti in movimento. I muri sono stati imbrattati da vernice rossa e uova e sono stati lanciati anche fumogeni ed alcuni volantini. 

INACCETTABILE!



Nella giornata dell’11 giugno,  mentre una delegazione di operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano protestava davanti la sede di Confindustria con lo slogan “Pomigliano non si tocca”, al tavolo delle trattative si è concluso un accordo separato  tra Fiat e quattro sigle sindacali di categoria (Fim-Cisl, Fismic, Uilm, e Uglm), con l’esclusione di Fiom. Secondo la Fiom, infatti, sullo stabilimento di Pomigliano, la Fiat pone il ricatto. Di seguito vi riporto il contenuto del comunicato stampa della Fiom:
“Di fronte al rifiuto della Fiat ad apportare qualsiasi modifica al testo da lei presentato lo scorso 8 giugno, la Fiom ha confermato la propria indisponibilità ad aderire a un documento che contiene deroghe al Contratto nazionale e alle leggi in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e la messa in discussione di diritti individuali, compreso il diritto di sciopero.

ACCETTABILISSIMO?