sabato 31 luglio 2010

E dopo quella dell'acqua calda, ecco l'incredibile scoperta di Fini.

"Mi ha cacciato, ma non mi dimetto da Montecitorio. Lui ha logica aziendale, è illiberale.".

Gianfranco Fini, co-fondatore del PDL cacciato dal padrone dello stesso.


Orca vacca: ma chi l'avrebbe mai detto se non fosse arrivato Fini a spiegarcelo sedici anni dopo la famosa discesa in campo?

venerdì 30 luglio 2010

Quest'uomo è la cosa più antitetica che esista con la democrazia

Premesso che non ho mai considerato il partito di maggioranza relativa qualcosa di democratico e che delle sue dinamiche interne fondamentalmente me ne frega ben poco, non si può comunque non aver paura di chi esegue purghe verso i dissenzienti....

E' inutile, per me questi sono extraterrestri sbarcati in Italia 30 anni fa e che progressivamente si sono impossessati del corpo e del cervello (e lì non devono aver trovato una gran resistenza) di molti miei connazionali...

mercoledì 28 luglio 2010

Le avventure della coerente Vittoria Brambilla

Messa a fare, a fare, beh si insomma, a fare la ministra del Turismo, parla di 30.000.000 di vacanzieri italiani nella penisola, fa fare spot al buon Silvio su quanto è bella l'Italia, e poi dove va in vacanza?



Ma in Francia, no?
Ah che governo di persone coerenti il governo Berlusconi...

martedì 27 luglio 2010

Ma i vacanzieri sfigati devono tutti tirare con l'arco?

No, ma io dico, un disgraziato che dopo anni e anni osa mettere piede in un'agenzia di viaggi e guardare al di là del campeggio di Roccabelluccia o della pensione Miramare ai lidi ferraresi, che cazzo ha fatto di male per doversi passare le vacanze con un arco in mano?


Cioè, uno già scarta praticamente tutta l'Italia decente, i posti da vipssss tipo Formentera ecc., quando poi inizia da buon barbone a scegliere fra l'accogliente Hammamet del profugo Craxi o le Baleari novelle Rimini del turismo di massa europeo, scopre che ovunque vada (dalla Spagna alla Tunisia, dalla Grecia ad Atlantide) alla voce "servizi inclusi nella tariffa" trova nell'ordine:

- ping pong (manco fossi un cinese in vacanza);
- sauna (l'ideale nel mese di agosto quando si fugge dalla città devastata dal caldo);
- bocce (quasi quasi vado a riesumare la salma di mio nonno morto da dieci anni e me la porto dietro, ne sarebbe felicissimo).

Ma peggio ancora, ovunque leggo nei cataloghi dei barboni, ecco lì nei "servizi compresi nel prezzo": TIRO CON L'ARCO.

Delle due l'una: o sanno che del tiro con l'arco non frega praticamente un cazzo a nessuno e allora non gli costa una minchia metterlo nelle attività gratuite perchè tanto chi cazzo se lo farà, oppure siamo circondati da milioni di aspiranti Gugliemo Tell e non lo sapevamo...
Sospetto fortemente che sia la prima.

domenica 25 luglio 2010

Di lanci e bilanci

Porca miseria, sembra ieri che condividevo tutto questo con voi e chi magari nella blogosfera non c'è più...


E' inevitabile fare dei bilanci: sono (tanto) cambiato? Sono nonostante tutto rimasto fedele ai miei valori ed ai miei ideali riuscendo in questi due anni come allora a portarli avanti non solo nel mio cuore ma anche per le strade e le piazze?
Intanto gli anni passano, ma di passare il testimone non ci penso proprio...



Figlio chi t'insegnerà le stelle
se da questa nave non potrai vederle?
Chi t'indicherà le luci dalla riva?
Figlio, quante volte non si arriva!
Chi t'insegnerà a guardare il cielo fino a rimanere senza respiro?
A guardare un quadro per ore e ore fino a avere i brividi dentro il cuore?
Che al di là del torto e la ragione contano soltanto le persone?
Che non basta premere un bottone per un'emozione?
Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
soffocato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell'imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
disperato figlio, figlio, figlio.

Figlio chi si è preso il tuo domani?
Quelli che hanno il mondo nelle mani.
Figlio, chi ha cambiato il tuo sorriso?
Quelli che oggi vanno in paradiso.
Chi ti ha messo questo freddo nel cuore?
Una madre col suo poco amore.
Chi l'ha mantenuto questo freddo in cuore?
Una madre col suo troppo amore.
Figlio, chi ti ha tolto il sentimento?
Non so di che parli, non lo sento.
Cosa sta passando per la tua mente?
Che non credo a niente.

Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
spaventato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell'imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
disperato figlio, figlio, figlio.

Figlio, qui la notte è molto scura,
non sei mica il primo ad aver paura;
non sei mica il solo a nuotare sotto
tutte due ci abbiamo il culo rotto:
non ci sono regole molto chiare,
tiro quasi sempre ad indovinare;
figlio, questo nodo ci lega al mondo:
devo dirti no e tu andarmi contro, tu che hai l'infinito nella mano
io che rendo nobile il primo piano;
figlio so che devi colpirmi a morte e colpire forte.

Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
calpestato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell'imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
adorato figlio, figlio, figlio.

Dimmi, dimmi, dimmi cosa ne sarà di te?
Dimmi, dimmi, dimmi cosa ne sarà di te?
Dimmi cosa, dimmi cosa ne sarà di me?

Figlio, figlio, figlio - Roberto Vecchioni (Il lanciatore di coltelli - 2002)

sabato 24 luglio 2010

E due: stanno proprio bene i lavoratori dipendenti in Italia, eh?

Roma - "Era un dittatore, mi insultava. E quando ha cominciato a parlare della subagenzia, quando mi ha fatto capire che poteva anche chiuderla e revocarmi l'incarico, non ci ho visto più".


Stufi dei soliti omicidi estivi a base di sesso e passione che per anni e anni hanno tormentato le vostre estati sotto l'ombrellone?
Nell'era del governo Berlusconi dove tutto va bene, la crisi reale è ben lontana da quella degli altri Paesi Europei e la gente sta benissimo con la legislazione sul lavoro modello Maroni prima e Sacconi poi, stranamente i dipendenti iniziano ad ammazzare i datori di lavoro come mosche.
Intanto Cisl e Uil insieme al governo plaudono al fantastico accordo di Pomigliano e assistono quasi passivi a Marchionne che si prepara a far uscire la Fiat da Confindustria per non dover più applicare il "faraonico" contratto di categoria alle tute blu, Sacconi gode dell'isolamento della CGIL e continuiamo a tagliar servizi ai più deboli senza mai toccare intere categorie di imprenditori che hanno dichiarazioni dei redditi che vanno dai 4.000 euro l'anno dei gestori di discoteche ai 13.000 euro dei proprietari di pizzerie, ristoranti e alberghi.
Ma che strani certi episodi, sicuramente sarà colpa del caldo estivo...

Ma chi l'avrebbe mai detto che poteva succedere?

MASSAROSA (Lucca) - Sei mesi fa era stato licenziato dall'azienda per cui lavorava come rappresentante. Oggi pomeriggio è tornato e ha ucciso l'amministratore delegato e il responsabile delle vendite all'estero della ditta, poi si è tolto la vita. L'assassino si chiamava Paolo Iacconi e aveva 51 anni.


Ma voi tranquilli cari Sacconi, Marchionne, Marcegaglia, Berlusconi & co., tanto i lavoratori mica dicono niente se tagliate, flessibilizzate, precarizzate ecc., tanto la gente mica dice mai niente, eh?

martedì 20 luglio 2010

20 luglio 2010: in un Italia di zombie una piazza di tante persone vive!

20 luglio 2010.

Nove anni fa a Genova un ragazzo è stato ucciso con una pistola perchè, dopo ripetute cariche ingiustificate e violenze su persone inermi (che sarebbero poi proseguite fino al macello Diaz o agli inenarrabili fatti di Bolzaneto, sentenze di primo e secondo grado dei Tribunali della Repubblica Italiana che lo affermano) reagì brandendo un estintore.
Un ragazzo ucciso in una piazza italiana, dove da nove anni un popolo che passivamente (e quindi connivente) accetta discriminazioni contro migranti, inni alla secessione, beatificazione di mafiosi da parte di chi governa, organizzazioni fasciste su tutto il territorio nazionale, leggi promulgate che pongono chi comanda al di sopra della Legge stessa, organizzazioni affaristiche che speculano sulle disgrazie degli italiani stessi, frantumazione dei diritti dei lavoratori tutti, limiti alla libertà di pensiero e parola con leggi liberticide degne di una dittatura da terzo mondo.
Mentre buona parte di quegli stessi italiani subisce qualunque tipo di nefandezza ai danni della Democrazia, nel contempo sputa sentenze dettate dalla propria ignoranza, pavidità e stupidità su un ragazzo assassinato nove anni fa non rispettandone neanche la morte.
Però.
Però ci sono persone che sanno, non dimenticano, non si piegano alle verità di un regime da operetta e ricordano.
Per il nono anno consecutivo, alla faccia dei servi di regime disposti a giustificare l'omicidio di un essere umano, ma ad alzare la testa non ci riescono proprio, mai, neanche quando si tratta di rispettare un ragazzo assassinato.

Un giorno d'estate
Arrivò un temporale
Bussò alla mia porta
Portando la guerra.


Poi la mia casa
Divenne prigione
Interno cammino
Per tutto il dolore


È qui che rivedo
Il suo dolce sorriso
Le risa e le voci
La sua primavera.


Dietro quegli alberi
Si vede il mare
C'è ancora il canto
Del suo giocare.


È per questo che andrò
Al di là di quegli alberi
Per pulirlo dal fango
Per salvare il suo nome.



Pensa alla gioia
I capelli al vento
Le grida di un figlio
Che corre contento.
Pensa alla madre
Che partorisce
Pensa alla vita
Che non ritorna.


Cammina ancora
Non ti fermare
Porta la voce
A raccontare.
In ogni luogo
Con la dignità
Cammina cammina
Per la verità.


Lo hanno portato via
Come l'acqua di un fiume
Ricoperto di fango
Han macchiato il suo nome.


È per questo che andrò
Al di là di quegli alberi
Per pulirlo dal fango
Per salvare il suo nome.


Ogni 20 del mese

A trovare il tuo amore
A portare da bere
Al tuo piccolo fiore.



E che gli uomini sappiano
Della differenza
Tra una mano che offende
E la resistenza.

Ciao Carlo, io non dimentico il tuo sacrificio.

Nove anni oggi, e di dimentiCarlo non mi passa neanche per la testa.



Avevo voglia di sole
Avevo voglia di un tuffo
Avevo in cuore discesa e salita
E un ritornare alla vita
Dopo una breve parentesi buia
Volevo solo la gioia

Quella mattina di luglio
Se non mi sbaglio mi sveglia
Della mia piccola donna
La piccolissima figlia
Con un amore bambino
Nascosto sotto il cuscino
Quella mattina dormivo
Le ultime ore da vivo

E con la canottiera bianca
E la mia mezza tuta blu
Passo dal ponte e vado in giù
Passo dal ponte e vado in giù

C'era la gente
La gente bella
La gente vera
La gente tranquilla
Che aveva le mani
Di bianco dipinte
Tante le facce
Poche le finte
Ero stupito
Rimango lì
Ma quella gente
Me la ricordo così

E c'erano i carabinieri
E c'erano uomini neri
E c'erano i soliti ignoti
E pure i soliti idioti fra noi
E c'era un rotolo nuovo di scotch
Non so perché ma lo faccio
E me lo infilo in un braccio
Va bè, dai, il resto è noto
A parte il senso di vuoto che lascio
Qualcuno ha meditato e deciso
Sangue sangue sangue sangue sul viso

E mentre cado mi chiedo
Armato di un estintore
Quale delitto ho commesso
Forse ho difeso me stesso
Appuntato sei pagato per non perdere la testa
Mi arrendo al grande nulla e basta
Mi arrendo al grande nulla e basta

Vi mando un cuore per fare giustizia
Vi mando un cuore per fare un'azione
Vi mando un cuore per fare il politico
Nell'istituzione
E vi mando in sogno segnali di fumo
Chiavi di rabbia per porte già aperte
Vi mando i folli di Dio
Per vincere a scacchi la morte

Ora mi arrendo
A un grande Sì
Sento la vita incominciare da qui
Ecco! Incomincia da qui...

Gian Piero Alloisio - La Canzone di Carlo

sabato 17 luglio 2010

Lo smemorato di Traversetolo

"Ci siamo sbagliati, non sapevamo chi fosse Mori - ammette il sindaco Alberto Pazzoni - ma nessuno metta in dubbio l'integrità e l'attaccamento di Traversetolo ai valori della Resistenza".


Ecco, allora signor sindaco di centrosinistra di sta cippa, prima di fare certe "leggerezze", vediamo di informarci un filino di più...

Paride Mori, nato a Traversetolo ai primi del '900, morì in alta Val Baccia nel goriziano (oggi territorio sloveno) il 18 febbraio 1944. Era capitano del battaglione dei bersaglieri 'Bruno Mussolinì (terzogenito del Duce), alle dipendenza dirette del Terzo Reich e col compito di presidiare le ferrovie dell'Isonzo attaccate dai partigiani.

Ma porca troia porca, poi ci si domanda perchè in sto Paese Lega e fascisti hanno "culturalmente" gioco facile, gliela faccio io memoria allora ai parmensi tutti ricordandogli un sacrificio dei loro conterranei del secolo scorso...



Se anche stanotte durasse cent'anni
staremo svegli abbracciandoci al buio,
il nemico è alle porte della nostra città.
Se anche stanotte durasse cent'anni
staremo in piedi abbracciati ad un sogno
che ha una scritta sul volto: "Da qui non si passerà!".
L'orgoglio diventa un'arma
negli occhi dei bottegai,
si leva l'urlo di Parma:
"Non ci avrete mai!".

L'Oltretorrente non si arrende,
stringe i pugni e spara,
e sanguinando spera;
grida all'aurora che si accende
con voce fiera e viva:
"A Roma non si arriva!".

Se anche stanotte durasse cent'anni
resiste il sogno di un giorno di sole,
gloria riempi le strade della nostra città!
Se anche stanotte durasse cent'anni
sorrideremo inchiodati alla croce,
morte fatti da parte che passa la libertà!
L'amore diventa un'arma nel cuore dei bottegai,
ancora un urlo su Parma:
"Non ci avrete mai!".

Atarassia Grop - L'Oltretorrente (Non si può fermare il vento - 2005)

giovedì 15 luglio 2010

Amici, amici: amici un cazzo!

Premesso che della razza umana (tutta) ho una scarsissima opinione, la stessa si divide in due categorie: uomini e donne.
Per carità, le donne non sono certo la perfezione, tutt'altro, ma se devo dire cosa ne penso della quasi totalità degli uomini mi viene in mente una sola denifinizione: coglioni con un chiodo fisso.


Ora, qualcuno mi dirà: "Ma cazzo, non l'hai ancora capito?".
Preambolo.
L'amico di tante battaglie mi chiama in pausa pranzo per oggi pomeriggio: "Bla bla bla, riunione importantissima Russo! Ah, non ci puoi essere per lavoro? Vabbè, ci tengo a tenerti aggiornato al tutto e a sentire la tua opinione, ci si vede allora alle 20.00 e ne parliamo un bel pò!"
Va bene, esco dal lavoro e mi scapicollo a casa ai 120 all'ora su statale,cosa che se mi ferma una pattuglia mi prende la patente, se la rolla e se la fuma ghignandomi in faccia.
Doccia veloce, cena con imbuto e poi mollo compagna e prole che praticamente non mi vedono dalla sera prima manco fossero due soprammobili e mi butto in strada.
Telefonata: "Eeeeehhhh, vediiii, la riunione è finita da cinque minuti e devo ancora cenareeeee, abbi pazienzaaaaaa, ci si vede nel uicchend, ok?".
Con le pive nel sacco me ne torno a casa, ma che dirgli poverino? S'è pippato una riunione fino a poco fa, avrà il diritto di farsi una doccia, mangiare e rilassarsi un po', no?
Giustificato, se non fosse che...
5 minuti dopo, telefonata.
Una componente dell'Associazione mi chiama: "Hey Russo, stasera l'amico tuo s'è autoinvitato a uscire con me e una mia amica, che palle, vuoi mica venire anche tu?".
Gelo.
Il furbone aveva rinunciato a un amico, alla politica, alla condivisione per correre dietro alle due donzelle in gonnella: dio santo che nervi....
Ora, io ero il coglione che da adolescente voleva giocare a calcio quando gli altri si facevano le prime limonate.
Io ero il coglione che c'era sempre il sabato per sfracassarsi di alcool e canne mentre altri si defilavano per il grande amore di turno.
Io ero il coglione che in manifestazione si va senza se e senza ma, mentre altri si facevano la giornata al mare con la bella del momento.
Ma possibile che io anteponga sempre l'amicizia e la fiducia a tutto, anche agli affetti più cari, e gli altri (in barba agli anni che passano) sono sempre più al traino di un pelo di figa che ad un carro di buoi?
Mah...

martedì 13 luglio 2010

Eravamo quattro sfigati al bar, che cercavan di cambiar l'Italia...

"Non state a leggere i titoli dei giornali, stamattina hanno parlato di P3 ma sono quattro pensionati sfigati che si sarebbero messi insieme per cambiare l'Italia, ma se non ci riesco io..."

Silvio Berlusconi


Giusto per la precisione, il primo a sinistra dei "quattro sfigati pensionati" (test. Berlusconi) è tale Marcello Dell'Utri, che il signor Berlusconi dovrebbe conoscere moooooolto bene....

lunedì 12 luglio 2010

Io ci sono Ma!

Questa è l'ultima canzone che avrei voluto dedicare ad una persona cara.
Tieni duro Ma, anche se a migliaia di chilometri di distanza sono con te in queste ore impossibili perchè, come mi hai insegnato e ricordato ancora di recente, le persone vere non si tirano indietro nei momenti difficili...



Il silenzio … del mare
la candela … si spegne
non c’è più niente … da fare
se non cercare e cercare
di ricordare e ricordare

Perché vedi amore mio
la morte non dimentica nessuno
C’è chi muore per caso o perché si è smarrito,
chi l’ha scelto la sorte e chi è stato tradito
C’è chi è partito senza un saluto
chi di partire mai avrebbe voluto
Chi dimentica e chi non riesce a ricordare
Chi vuole che i ricordi siano: “non dimenticare”

Perché vedi amore mio
La morte non si dimentica di nessuno
Dalla riva del mare alla cima della montagna
Dal cuore dell’Egeo fino alla Guerra di Spagna
Ma tu credi amore mio la vita è sogno, desiderio, tempo andato e memoria
Dalla vigna in collina ai confini della storia
Dal Monferrato fino a … Cefalonia
Da qui a … Cefalonia
… Cefalonia

cercare e cercare… ricordare e ricordare

Perché vedi amore mio
La morte in questo mondo rende tutti uguali, ma il solco della differenza lo scavano nel profondo … i nostri ideali.

Lei morde, taglia, fugge, ma ciò che resta di vivo è la ragione per cui ora combatto e vivo, ma il vero motivo per cui un giorno io sarò morto è lo spillo conficcato da dio tra la ragione e il torto

Perché vedi amore mio
La morte non si dimentica di nessuno
Dalla riva del mare alla cima della montagna
Dal cuore dell’Egeo alla Guerra di Spagna
ma tu credi amore mio la vita è sogno, desiderio, tempo andato e memoria dalla vigna in collina ai margini della storia dal Monferrato a Cefalonia… Da qui… a Cefalonia

Il silenzio … del mare
la candela … si spegne
non c’è più niente … da fare
se non cercare e cercare
di ricordare e ricordare

E a me … non rimane
null’altro … da fare
Se non cercare … e cercarti
E nel silenzio di questo mare
ricominciare ad amarti

Yo Yo Mundi - Il silenzio del mare (Album Rosso - 2009)

domenica 11 luglio 2010

Musiche da sabato notte di mezza estate

C'è chi nasce ricco e si fa i fine settimana di luglio al mare e chi, come il sottoscritto, se li fa nel caldo afoso opprimente e semideserto della città.


Poche macchine passano, poche macchine sono parcheggiate, poi a un tratto passa la solita macchina con una musica fatta di unz unz a tutto volume che sembra stuprare una notte di per sè già imperfetta, ma quantomeno abbastanza silenziosa.
Al che ti domandi: "Che musica ci starebbe bene in una notte così?".
Non lo sai, forse una canzone triste, forse una che ti fa apprezzare un pò di più le cose semplici e povere ma non per questo meno belle.
Intanto sbattono le portiere di una macchina, una coppia (grassoccio lui, grassoccia lei) in pantaloncini con tanto di borsa frigo e zaini scendono e si incamminano verso casa, stanchi ma soddisfatti da una gita fuori porta, in piscina o, più verosibilmente vista l'ora, al mare.
Ti domandi perchè tu non fai mai gite fuori porta, ti rispondi che è un pò per il portafogli, un pò per pigrizia e un pò perchè delle gite fuori porta non te ne frega un emerito cazzo.
E torni a pensare che canzone potresti ascoltare in questo sabato notte di metà luglio, una bella canzone d'amore o forse una di quelle che in adolescenza facevano da colonna sonora alle promesse, perennemente disattese, d'una estate che sarebbe stata unica come non mai.
Guardi l'ora, è l'una passata, altre centinaia di migliaia di coglioni fra poche ore si metteranno in auto per incolonnarsi sulle autostrade verso il mare o per il fresco della montagna, e poi tutti in coda alla fine di una giornata più stressante che un'ordinaria giornata di lavoro solo per tornare alle loro case, ma chi cacchio glielo farà mai fare?
Il caldo non tende a diminuire, stanotte per noi senza climatizzatore sarà un'impresa addormentarsi, e già mi vedo sveglio alle 8.00 della domenica mattina con gli occhi gonfi per il poco sonno goduto e per il caldo stesso.
Continuo a pensare alla canzone, voglio qualcosa che mi faccia compagnia, qualcosa che riempia il silenzio che arriva dalla strada, qualcosa che faccia tacere quei due coglioni che sono appena arrivati sulla panchina sotto casa e che, per timore di rincasare e d'affrontare il caldo che hanno addosso stridente col freddo che troveranno nei loro letti privi d'amore, continuano a parlare di cazzate che manco le vecchine sul bus il giorno di mercato.
Poi penso a quei coglioni ricchi che partono il venerdì sera per il mare e che, per evitare i da loro tanto detestati buzzurri morti di fame della domenica, ripartono il lunedì mattina dalle località turistiche all'alba per poi fiondarsi direttamente al lavoro arrivandoci già stanchi e stressati ammaliati dal miraggio del lunedì sera dove, finalmente, potranno riposare in santa pace: dio che vita di merda che si fanno convinti invece di godersela e di essere più furbi degli altri.
Niente da fare, il caldo non molla e la canzone non mi viene, che merda d'estate che s'annuncia...
Poi ecco, mi torna alla mente una bella canzone riferita a un altro mese ma che rende perfettamente l'idea...



Agosto
è il mese più freddo dell’anno
L’inverno si sposta sei mesi in avanti
e non è il polo sud
qui non è il polo sud

Agosto
La sveglia che rompe il silenzio
Qualcuno è in vacanza
e lei suona per ore
che freddo che fa

Agosto
ti affacci su un cuore malato
le cinque di sera ed è già buio pesto
l’inverno d’agosto

Il ghiaccio
si posa e ricopre le cose
l’attesa del caldo congela anche i morti
che freddo che fa

Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti solo
non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto?

Agosto
è scritto sul tuo calendario
forse hai dormito sei mesi
ma sei così stanco
tanto stanco

Agosto
è il mese più freddo dell’anno
nell’altro emisfero lo chiamano inverno
l’agosto

Agosto - Perturbazione (In Circolo - 2002)

giovedì 8 luglio 2010

Iva Zanicchi, o della tristezza di questi infausti tempi

"Fini fuori dalle palle: io sono Iva Zanicchi: cantante, attrice, eeeeh, tre volte vincitrice di Sanremo".





Ecco, appunto, che cazzo ci sta a fare in politica?

mercoledì 7 luglio 2010

L'immagine di un Paese di sadomasochisti.

Quello che mi ha terrorizzato dalla foto sotto, tratta da la Repubblica del 07/07/2010, sono le facce garrule e sorridenti immortalate.


Capisco il sorriso ilare del signore più anziano immortalato nell'allegra compagnia, ma gli altri, lavoratori dipendenti di una multinazionale non certo nota per essere l'eden del lavoratore dipendente, che cazzo c'avranno mai da ridere vicino a chi ha cercato in tutti i modi di annientare l'articolo 18 (in parte riuscendoci) e che quando è ora di massacrare con tagli e sacrifici è sempre a gente come loro che si rivolge e mai a chi ha di soldi ne ha veramente tanti?
Poi ci si domanda ancora come fa un tizio del genere a essere votato dalla maggioranza (relativa) degli italiani...

lunedì 5 luglio 2010

Il Paese dei berluschini di sinistra.

Premesso che sono il primo, e chi mi conosce lo sa bene, ad essere iper critico con il mondo blogger (a partire dal sottoscritto): un mondo di narcisi, mediocri scribacchini con velleità frustrate, spesso in perenne bisticcio con la lingua italiana, detentori di una cultura (sia essa musicale, letteraria, cinematografica o altra) fittizia o, nel migliore dei casi, limitata.
Ma quando leggo di emeriti mediocri (o peggio ancora dei loro seguaci) che sparano sul mondo blogger e su chi tiene un blog come fossero dei poveri sfigati, o ancor peggio dei qualcosa (scrittori, giornalisti, critici ecc.) di serie B, non certo per corporativismo ma per quel minimo di spessore umano che mi resta, mi incazzo sul serio.


Il problema è soprattutto a sinistra, mi spiego meglio.
Se molti giornalisti (ma nel senso reale del termine) militanti degli anni '70 ce li siamo trovati a destra venduti al migliore offerente dopo una trentina d'anni, molti militonti che infestavano internet e mezzi di comunicazione liberi a cavallo dei primi anni 2000 in piena fase altermondialista, ce li troviamo ora a far le vittime incomprese di un sistema che li isola per i più svariati motivi: perchè son "troppo de sinistra", perchè il sistema ce l'ha con loro, perchè non sono apprezzati per quel che valgono e siccome non valgono un emerita cippa vengono esautorati pure da scrivere pensierini sul giornaletto del quartierino, perchè è tutta una zozzeria, perchè non c'è motivo...
Si spacciano e vengono spacciati per giornalisti quando manco sono pubblicisti, non hanno mai pubblicato un'inchiesta o un fondo su qualche giornale o rivista degna di nota (mentre in rete si pescano a bizzeffe loro noiosissimi e banali pezzi, infarciti di luoghi comuni "de sinistra", quasi sempre su riviste on line che non se le caca manco più l'ultimo dei nogglobbal), ma il peggio sono i loro (pochissimi) fans che li idolatrano per aver sentito dai loro beniamini un vecchio slogan riadattato, letto di quanto sono cattivi gli ammerigani e di quanto l'impero cattivo ci sta portando verso la 47° guerra tra civiltà ma "il popppppolo risorgerà".
Son macchiette ambulanti, ridicoli, patetici nella loro idolatria per il mediocre (sono l'epigono di sinistra di quegli sfigati di destra che reputano bravi giornalisti certi servi da niente), ma ti vengono pure a spiegare che il loro beniamino "si che scrive bene, oh se scrive bene!".
Ma il massimo di quei falliti è quando sputano la loro solita puttanata che fa molto radical chic: "Mica sono un giornalista da blog, da Twitter o da Facebook (salvo il fatto poi d'averci sopra un profilo e passare le ore a giocare a Farmville o stronzate simili che fa molto trendy ), io!"
In più, spesso, ci troviamo in presenza di rivoluzionari da salotto che in un'età nella quale uno se non ha realizzato certe ambizioni pur di campare s'è già stancato di lavorare alla catena di montaggio come interinale, loro no, la sfangano sempre: sono per l'ambiente e hanno macchine che inquinano per due, sono terzomondisti e c'hanno più case di tutti i miei parenti fino al quarto grado, hanno passatempi che, quando penso al sottoscritto che il massimo che può fare nel tempo libero è andare a Po in bici, al loro confronto mi sento un pezzente, spesso d'estate riescono a raggiungere mete esotiche quando io posso aspirare al massimo a Borghetto Santo Spirito...

Ed è lì che m'incazzo.

E allora, per non far torto agli esclusi non faccio nomi, ripenso alle pagine fantastiche lette in questi anni da persone per le quali gestire un blog tutto loro è stato il massimo del lusso, all'incredibile scrupolo e documentazione di certi blogger su vicende internazionali, alla dedizione nel seguire una notizia e sviscerarla sino a fondo da parte di altri, all'umanità e alla poesia di certe blogger che son riuscite pure a intenerire un'arido come il sottoscritto, alla competenza musicale di certi blogger da far invidia a un Fegiz qualunque, al sarcasmo di alcuni che non avrebbero sfigurato sul mitico Male, alla passione politica di altri che con il blog non ci hanno mai mangiato e non hanno mai preteso di farlo.
Facciamo una cosa bella e iniziamo a chiamare le persone con il loro nome: i blogger chiamiamoli blogger (con tutti i loro limiti, per carità), i falliti presuntuosi e incoerenti vediamo di non definirli mai giornalisti o, ancor peggio, scrittori...

domenica 4 luglio 2010

Perché chi viene alla luce illumina

"amici.....vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere.........questa notte una sepsi meningococcica fulminante ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l'ha conosciuta e amata, il dolore devastante che mi attanaglia la gola è la conseguenza dell'esperienza più...inaccettabile orrida ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere...inutile dirvi che fino a quando non avrò trovato un modo per trasformare questo dolore e dare un senso costruttivo a questo incubo, il palcoscenico sarà l'ultimo posto in cui desidererò stare...so di poter contare sulla vostra sensiblità e sull'amore che mai come adesso è l'unico strumento che merita di essere suonato.....un abbraccio che contiene tutto.." nicc


Oggi ero ai giardini a spingere il Russino sul'altalena, insomma, mi prendevo cura di lui.
Dietro di me su una panchina c'era una donna di mezza età che parlava con un'anziana in carrozzella : "Insomma, ti danno un panino a pranzo ed uno a cena" diceva la donna sulla panchina "Ma tu devi dirmele queste cose, io ti vengo a trovare anche oggi pomeriggio e ti porto quella crema rinfrescante naturale, mamma, lo sai che tutto quello che posso fare lo faccio.".
Insomma, una figlia, nel limite della sue possibilità, si prendeva cura dell'anziana madre oramai al ricovero.
La vita è così, mi son detto: prima i nostri genitori si prendono cura di noi quando siamo piccini, poi saremo noi a prenderci cura di loro quando saranno vecchi, e la ruota gira nuovamente con noi che ci prendiamo cura dei nostri figli e loro (si spera) che lo faranno con noi.
Nel pomeriggio ho letto le frasi di Niccolò Fabi sopra riportate sulla morte della sua figlioletta di due anni, la stessa età del Russino, e ho capito che la vita non sempre segue i meccanismi e i tempi che parrebbero più logici:come può accettare un padre di restare orfano del proprio figlio?
So che non mi sarei mai posto questo interrogativo, o meglio non lo avrei vissuto in maniera così partecipata, sino a due anni fa, mi piacerebbe però far comprenderne il dolore e l'angoscia anche a chi ha avuto la fortuna di non doverla mai provare...
Tieni duro Niccolò, nulla sarà mai più come prima, però non lasciarti andare.



Attesa e inaspettata
arriva la seconda vita
in quel istante
in cui si taglia il velo
e sei dell'altra parte
non sei preparato mai abbastanza
ma sei pronto da sempre
la naturale conseguenza all'essere nato
la naturale conseguenza dell'amore
un pensiero che rende liquida la mente
che ti fa sentire tutto
che ti fa sentire niente
come andare dritti al centro della terra
o a ritrovare sulla luna un senno nuovo
come cambia il peso delle cose
il valore del denaro
della forza delle braccia
del sonno e del risveglio
del pianto del sorriso
dell'aria che respiri
di ritornare a casa
ora il mio posto e' qui
che bellezza abbagliante
la tua

a volte manca il fiato
da qui non si torna indietro
hai paura che il tempo
non stia più al tuo guinzaglio
hai paura che il gioco
adesso sia finito
così ti trovi a quel incrocio
tra l'impegno e il disimpegno
e devi toglierti dal centro
devi farti spazio dentro
e poi dividere l'inutile
da ciò che è necessario
non c'e piu un giorno da perdere
nel tuo calendario
e poi serenamente
a ciò che non ti rappresenta
dire no finalmente
perché chi viene alla luce
illumina

Attesa e inaspettata - Niccolò Fabi (Solo un uomo - 2009)

Desertificazione di un rapporto

Stanotte parlo un pò dei cazzi miei, non è la prima volta che lo faccio per carità, ma questo potrebbe servire a farvi conoscere un pò di più l'autore di questo blog.


So essere una persona tanto passionale quanto razionale, mal si conciliano le due cose direte voi.
E invece no.
Io per un amico, un collega, un parente, un compagno o chi altro posso dare l'anima, ma se quello mi delude o, ancor peggio, mi tradisce scatta in me un meccanismo che ha ben poco d'umano.
Io sono uno di quelli che è disposto a dare tutto se stesso, corpo e anima, per ciò in cui crede, e questo vale pure le poche persone che valuto meritevoli di appoggio incondizionato.
Ho fatto e dimostrato cose che ritenevo impensabili, mi sono messo fisicamente da solo contro dieci per stare a fianco di un amico, mi sono esposto in prima persona contro l'opinione comune attirandomi antipatie e promesse di vendetta per tutelare l'onorabilità di chi era discreditato dai più, ho messo in gioco il lavoro e tutto ciò che significava per difendere chi ritenevo più debole facendomi investire di cariche delle quali avrei fatto a meno, ma.
Si, c'è un ma, io do anche il culo per qualcuno che credo meritevole di tutto ciò, ma se quello mi delude scatta in me una forma di distruzione che stupisce pure il sottoscritto. Come?
Desertifico completamente il rapporto, lo dimentico, lo cancello.
Si, avete capito bene, lo cancello.
Io sono uno e do' per quel che posso, tutto quel che posso, ma pretendo correttezza.
Ognuno è libero di fare le scelte che vuole, ma nel momento in cui le stesse passano sulla mia persona è più forte di me: scatta la desertificazione di quella persona.
Come fai, non puoi cancellare dall'oggi al domani una persona alla quale hai voluto perlomeno bene, mi si potrà obbiettare.
E' odio, l'antitesi dell'amore che è ciò che ci spinge a lottare per costruire, ma nel momento in cui la passione, l'amore ribadisco, che ci spinge per l'appunto a costruire viene tradita, in me scatta per l'appunto l'odio che destruttura quel rapporto prosciugando scientemente e coscientemente ogni fonte che lo teneva in vita.
Sono difficile, duro, rancoroso se volete, ma vero: amo chi mi ama, non riesco a farlo con chi mi vuol bene.
Non lo so se voi siete altrettanto drastici e, perchè no, bastardi come il sottoscritto, vi posso però dire che il mio modus operandi nei rapporti interpersonali esclude molte persone potenzialmente valide, ma son convinto che chi delude e/o tradisce una volta probabilmente lo farà una seconda e, mi spiace per lui, prenderselo in culo una volta è sopportabile, la seconda è da idioti.



Io!
Io sono come Dio
E potrei rapirvi il cuore per un attimo
In non ho no! mai incontrato Dio
Ma conosco un' altra verita`
Io sono come Dio
E gli uomini li rifarei come ora
Occhi per non vedere, bocche per non parlare
Meglio cosi`
Io...
Io pazzo come... come Dio
Vi farei morire di paura
Promettendo l' inferno o la pieta`
Promettendo l' inferno o la pieta`
Io sono come Dio e gli uomini li rifarei come ora.
Ciechi!
Energia corri via
Energia corri via
Energia corri via
Energia corri via
L' energia corre via,
L' energia si trasformera`
L' energia corre via,
L' energia si trasformera`
L' energia corre via,
L' energia si trasformera`
L' energia corre via,
L' energia si trasformera`yeehh...
E vola in alto fino... a Dio

Dio (come un) - Litfiba (17 Re - 1986)

venerdì 2 luglio 2010

In morte di Marte.

L'ha spento, dopo cinque anni l'ha fatto, ha suicidato una parte di sè e per quanto io possa comprendere le sue ragioni credo che non glielo perdonerò mai.



Scoprii il blog In Circolo due anni fa circa, con Marte ci annusammo, ci studiammo e poi capimmo che eravamo dannatamente simili negli umori, nella passione e negli interessi ma, purtroppo per me, non certo nella capacità di scrivere e di raccontare, in quello lei è sempre stata più brava.
E' un mondo sempre più povero di contenuti e di passioni quello dei blogger, chi va a far marchette a destra e a manca anche con commenti idioti e linkando tutto e tutti pur di farsi reciprocamente linkare e commentare va avanti, chi scrive pezzi stupendi come questo viene praticamente ignorato perchè non uso all'arte tutta italica della ruffianeria.
Non ho voglia di fare un'agiografia della "bloggera" Marte, basta leggere fra i post dei cinque anni di vita del suo In Circolo per capire che blog qualitativamente eccellenti come il suo non ce ne sono molti in giro, ma leggerli non farà che aumentare la rabbia per averla lasciata sola a stufarsi di tante parole, emozioni e cultura buttate spesso al vento.
Tutto cambia e tutto passa Marte, la vita continua e le felici certezze di ieri col tempo si trasformano in insopportabili noie, ma forse non ero ancora pronto a fare a meno di te.
Un abbraccio Marte (e tu ben sai che è un gesto che faccio solo quando non posso proprio farne a meno) e un bicchiere di buon vino per brindare al tuo futuro, per chi come te si muove gli orizzonti non possono che spostarsi continuamente...

giovedì 1 luglio 2010

Vi vogliamo così!

ROMA

Consigliere provinciale del Pdl in ospedale dopo festino a base di sesso, trans e droga

Pier Paolo Zaccai, 42 anni, è stato ricoverato in stato confusionale, dopo un party a luci rosse. Si sarebbe affacciato al balcone della casa di una transessuale dove si stava svolgendo la serata, improvvisando un comizio.



Ecco, questa è la casa delle libertà fondata da Silvio Berlusconi e Dell'Utri che ci piace: una bella e sana autodistruzione dei suoi adepti, pardon, rappresentanti.
Il capolavoro comunque non è certo il, raccontato da tutti i mass media, festino a base di trans e coca, bensì l'imperdibile comizietto dal balcone al culmine del delirio: spettacolo puro!
Cosa dicevate servetti berlusconiani e finti moralisti d'accatto, dandovi di gomito manco foste i meglio macho man su piazza, a proposito di Marrazzo?