martedì 29 giugno 2010

Carlo 9 anni fa, Carlo fra 20 giorni.

"Tante cose segnano una vita
e tante vite segnano qualcosa
qualcosa che verrà"

Carlo Giuliani, Ragazzo.


Genova, 17,18,19, e 20 luglio 2010
PER NON DIMENTICarlo

Il programma per le giornate di luglio è ancora in fase di preparazione, a breve sarà pubblicato completo qui con tutti i partecipanti e le adesioni.però qualcosina si può già annunciare.

Sabato 17 luglio 2010 - ore 10.30
Sala Palazzo della Regione Piazza De Ferrari Vittime di Stato, quale giustizia? TESTIMONIANZE DI IERI con i testimoni di: Pinelli, Serantini, Lo Russo, Fausto e Iaio Brani da spettacolo teatrale e letture, a cura di E. Agostino

Sabato 17 luglio 2010 - ore 16.30
Sala Palazzo della Regione Piazza De Ferrari Vittime di Stato, quale giustizia? CARCERE e ALTRI LUOGHI DI DETENZIONE con i testimoni di: Bianzino, Frapporti, Cucchi, Uva e con le canzoni di ALESSIO LEGA e MARCO ROVELLI Un libro: Impìccati! Storie di morte nelle prigioni italiane di e con Luca Cardinalini

Sabato 17 luglio 2010 - ore 20.30 Sala Palazzo della Regione Piazza De Ferrari Vittime di Stato, quale giustizia? TESTIMONIANZE DI OGGI con i testimoni di: Scuola Diaz, Giuliani, Aldrovandi, Vukaj, Mastrogiovanni e con le canzoni di ALESSIO LEGA e MARCO ROVELLI

Domenica 18 luglio 2010 - ore 10.30
Sala Palazzo della Regione Piazza De Ferrari Vittime di Stato, quale giustizia? DALLA PARTE DELLE VITTIME con Don Gallo (Comunità di San Benedetto), Zuccari (Madri per Roma Città Aperta), Pagani (Avvocati Europei Democratici), Barilli (Reti In-visibili), Bachschmidt (Segreteria Genoa Legal Forum), Di Sabato (Osservatorio Repressione)

Lunedì 19 luglio 2010 - dalle ore 15 alle ore 20
via Monticelli 25 rosso (civ 9) Il centro documentazione Carlo Giuliani è aperto per visite, consultazioni, visione filmati...

Martedì 20 luglio 2010 - dalle ore 15 alle ore 20
Piazza Alimonda Musica, teatro, letture in piazza... LUCA LANZI e CASA DEL VENTO, RENATO FRANCHI e L'ORCHESTRINA DEL SUONATORE JONES, ALESSIO LEGA, MARCO ROVELLI LA COMPAGNIA TEATRO DEGLI ZINGARI presenta I LUOGHI DEL DELITTO BRANI TRATTI da: "SERVABO", "PUNTO E A CAPO", "FRAGILI E RESISTENTI", "LAMENTO IN MORTE DI CARLO GIULIANI", "CON IL NOME DI MIO FIGLIO" ADATTAMENTO: Franco Fuselli VOCI: Arianna Sale, Ottavia Brunetti, Marika Traverso, Pierugo Bertolino, Maurizio Frumento, Roberto Bobby Gho, Giorgio Scicchitano, Angelo Frola MUSICHE a cura del gruppo Nessuno schema: Massimiliano Olivieri batteria, Valentino Spagnolo basso, Lara Oliboni cori, Davide Latini chitarre, Pierugo Bertolino chitarra e voce con la partecipazione straordinaria dei musicisti CLAUDIO MAIOLI, LUCA SERRAPIGLIO

domenica 27 giugno 2010

Solo Berlusconi poteva fare ministro uno così.

"L'Italia perde i Mondiali e se la prende con me.."

Aldo Brancher, detenuto per tre mesi nel carcere di San Vittore scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. In Cassazione il secondo reato va in prescrizione, mentre il primo è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi II, del quale faceva parte. Viene poi indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all’istituto creditizio è oggi ministro di non ho ancora capito cosa...


Solo Berlusconi poteva fare un tizio del genere ministro di non si capisce cosa che, come primo atto del suo ministero, ha chiesto il legittimo impedimento facendosi spernacchiare pure da Napolitano e che dice castronerie come quella da me sopra riportata: non ci credete? Guardate qua...



Continuate a votare sta gente coglioni, continuate così...

Ciao Leonardo.

Che poi uno dice: "Cazzo Russo, batti la fiacca! Non posti più un cazzo, non dici più un cazzo, ti indigni col contagocce: ma che minchia fai, latiti?".
Il problema cari figliuoli, è che l'argomento del giorno sarà questo sui mass media d'opposizione (lasciamo perdere le merdate di regime), ma ieri la notizia non data è stata questa....


Sabato 26 giugno 2010: si sono svolti i funerali di Leonardo Ippoliti, giovane operaio morto in ospedale dopo un incidente sul lavoro alla ThyssenKrupp di Terni. Stanotte i suoi compagni lavoreranno come se nulla fosse accaduto. Quello che segue è il commento che un suo compagno (alla faccia di quella manica di analfabeti della vita reale dei giovani del piddì) ha lasciato su una pagina di Facebook:

"Oggi c'è stato l'ultimo saluto a Leonardo Ippoliti il giovane operaio morto di lavoro....Noi, i suoi colleghi, stasera siamo costretti a lavorare...facciamo il turno di notte con il dolore straziante nel cuore....i nostri cari segretari sindacali in accordo con l'azienda hanno deciso che si deve andare avanti....neanche un turno di fermo, neanche per lutto, neanche per chi come noi stanotte non è in grado di lavorare....alla faccia dell'umanità e della sicurezza....."

Vi siete indignati abbastanza? Questo post dovrebbe farvi incazzare e vomitare per ogni giorno che non ho postato e che non posterò, con buona pace dei Sacconi, delle Marcegaglia, dei Marchionne, dei Berlusconi e dei Minzolini che solo a nominarli m'incazzo per i prossimi tre mesi...

domenica 20 giugno 2010

Torino città pulita

Poi dice che non c'è più senso civico...


Torino, 18 giugno, largo Saluzzo.
L’ufficio “affari sociali” della Lega Nord ha già tirato giù le serrande quando arrivano quelli della squadra di disinfestazione.
Sulla saracinesca da anni campeggia una scritta “razzisti di merda”, che i leghisti si sono ben guardati dal cancellare...

Quando leggo queste righe e vedo le foto non posso che ricredermi: allora c'è ancora amore per il decoro ed il bello da parte di alcuni italiani!
Questo blog sottolinea spesso le nefandezze compiute dai rappresentanti del popolo bue e di chi insipientemente li vota rispecchiando perfettamente nei propri comportamenti di tutti giorni chi al nord parla di "Roma ladrona" e poi nella capitale magna a più non posso, quando però scopro che c'è ancora chi si batte (a carissimo prezzo) contro il brutto che impera non posso che rallegrarmene.
Allora siano benedetti (laicamente parlando si intende, eh?) gli uomini di buona volontà che nei fatti si oppongono al degrado che da ogni parte ci assale, soprattutto da Pontida, forse c'è ancora un minimo di speranza...



Il simbolo italiano è la bandiera
e a me della bandiera italiana
me ne passa p’ ’o cazzo
pirciò nun è quistione r’unità d’Italia, patria fede o razza
è quistione ca nuie già stammo esaurite
e tu staje cacanno fuori dalla tazza
munnezza
è quistione che a cchella ladrona ’e Roma
l’he chiammata mamma fino a che nc’he svacantato ’a zizza
e a nuie camorra, pizza e furmaggio salato.
Te sì guardato?
Va’ càgnate ’o vestito
c’ ’a mmumente m’affucavo p’ ’e rrisate
he vuluto ’o carnevale anticipato e l’he avuto
mo’ miettete ’o pigiama e va te cocche
ch’è notte
o si no t’anticipammo capodanno
e a capodanno ’o ssaie ca nuie sparammo ’e bbotte
e Umberto ’o ssape bbuono ca ’n se spara c’ ’a vocca
’e bbotte so’ na cosa delicata
e Umberto è nu pagliaccio
si nce aggi’a fà nu piezzo ce ’o faccio e sia
nuie ca nun facimmo minacce
nuie ca addivinammo profezie.
Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
[non so, non so più cosa tentare
tanto ho seri dubbi che tu possa capire
non so, non so più cosa tentare
forte è la tentazione di farti del male]

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
[non so, non so più cosa tentare
tanto ho seri dubbi che tu possa capire
non so, non so più cosa tentare
forte è la tentazione di farti del male]

Vorrei essere una maga
di quelle che
non si fanno scrupoli a lanciare anatemi e scintille
fuoco e fiamme e incantesimi
ti scaglierei addosso senza troppi problemi
sai che divertimento
che pariamiento
che soddisfazione
finalmente
era ora che emozione
e mo’ ti vengo a cercare
ma non vorrei rischiare
di dare troppa importanza
alla tua ignoranza
alla tua arroganza
non vorrei rischiare
di dedicare troppo tempo a chist’ommo ’e niente
non so, non so più cosa pensare
forte è la tentazione di farti del male
dimentichi la storia, eppure a scuola tu ci sei potuto andare
torna a studiare
perciò non teorizzare
non sproloquiare
no, non ti invasare
se no qui finisce male.

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
[non so, non so più cosa tentare
tanto ho seri dubbi che tu possa capire
non so, non so più cosa tentare
forte è la tentazione di farti del male]

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
[non so, non so più cosa tentare
tanto ho seri dubbi che tu possa capire
non so, non so più cosa tentare
forte è la tentazione di farti del male]

I miei fratelli Baschi, Irlandesi
Curdi, Palestinesi
Autonomen, autonomisti nelle terre del Chiapas
no màs
si faranno ammazzare, ma domare no, mai
chi ruba in terra altrui cerca guai
e so’ guai che troverai
rivoltoso che non sai
ti manca lo spessore, non ce l’hai
poverino
ma che te sbatte a fà, ognuno ha il suo destino:
io morirò gridando e tu sul tuo divano
lontano dalla fame, la galera
dal mirino del cecchino
non lo sai e non fare l’imprudente
per guidare la rivolta non basta la patente
necessita esperienza in autostrada, conoscenza del veicolo
chiarezza sul percorso, e soprattutto un bel motivo convincente
na cosa intelligente
esattamente ciò che manca a te e alla tua gente:
vuó bbene ê figlie
‘a villa è bbella
l’azienda rende
’a vita è ghiuta
e titò t’è ghiuta pure bbona
anatema a te e â rivolta padana
assaggia
gusto pieno della vita nella mia città
assaggia
ccà se more pure pe nu “caravaggio”
mannaggia
’o sango spierzo e chi non t’è maie muorto emigrato
o t’è muorto e t’ ’o sì pure scurdato
coglione
e vuò fà ‘a rivoluzione
ma siente a me, chi t’ ’o fa fà
siente a ’o zio, nuie ccà
nun facimmo minacce
nuie cà addivinammo profezie.

Non so, non so più cosa tentare
tanto ho seri dubbi che tu possa capire
non so, non so più cosa tentare
forte è la tentazione di farti del male

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
[non so, non so più cosa tentare
tanto ho seri dubbi che tu possa capire
non so, non so più cosa tentare
forte è la tentazione di farti del male]

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
[non so, non so più cosa tentare
tanto ho seri dubbi che tu possa capire
non so, non so più cosa tentare
forte è la tentazione di farti del male]

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
tutto pagherete caro
tutto pagherete tutto.
[non so...
non so..]

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
tutto pagherete caro
tutto pagherete tutto.
[non so...
non so..]

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
tutto pagherete caro
tutto pagherete tutto.
[non so...
non so..]

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
tutto pagherete caro
tutto pagherete tutto.
[non so...
non so..]

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
tutto pagherete caro
tutto pagherete tutto.
[non so...
non so..]

Pagherete caro - 99 Posse (Corto circuito - 1998)

sabato 19 giugno 2010

L'ennesima lezione di Carità cristiana.

Chi, se non la chiesa cattolica romana sconvolta dagli scandali della pedofilia, artefice della santa inquisizione e di innumerevoli porcate nei secoli dei secoli, delle benedizioni a tutti i dittatori di turno dal continente americano all'Europa passando per l'Africa (casualmente sempre osteggiati culturalmente e non solo dall'odierno bersaglio di questa misericordiosa maestra di vita), poteva distinguersi in maniera così eticamente sopraffina?


Il buon senso, prima ancora che una millantata pietas che i cattolici manco sanno cosa sia, consiglia di celebrare e rendere gli onori delle armi a chi in vita si è distinto per i propri meriti quando viene a mancare o, in caso contrario, un silenzio che significa indifferenza nei confronti di personalità delle quali non si è condiviso il proprio operato terreno.
Ma l'Osservatore Romano, house horgan della Chiesa di Roma, non si accontenta della scomparsa di un cervello dissenziente, no, deve sparargli addosso parole di fuoco che rasentano la maledizione a cadavere ancora caldo.

Perle da "L'onnipotenza (presunta) del narratore" apparse oggi sull'Osservatore Romano".

Josè Saramago "è stato un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all'ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo storico, alias marxismo".

Lo scrittore "si dichiarava insonne al solo pensiero delle crociate, o dell'inquisizione, dimenticando il ricordo dei gulag, delle 'purghe', dei genocidi, dei samizdat culturali e religiosi".

Hanno risposto alle sue idee con l'isolamento quand'era in vita, hanno appoggiato i dittatori come Salazar, Franco e Mussolini che lui ha combattuto, volevate che non gli sputassero addosso come l'ultimo dei cani rognosi appena morto?
Ah, ma come faremmo mi chiedo io senza una così illuminata guida morale, umana e etica noi comuni mortali atei, materialisti e razionalisti (ma che riusciamo ancora a rispettare i morti e a non frequentare i tiranni massacratori) non baciati dal loro dio?

In memoria di Josè

"Nel caso concreto del popolo italiano - perché è di esso che stiamo parlando, e non di un altro (ci arriveremo) - è dimostrato come l'inclinazione sentimentale che prova per Berlusconi, tre volte manifestata, sia indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale. In effetti, nel Paese della mafia e della camorra, che importanza potrà mai avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente? In un Paese in cui la giustizia non ha mai goduto di buona reputazione, che cosa cambia se il primo ministro fa approvare leggi a misura dei suoi interessi, tutelandosi contro qualsiasi tentativo di punizione dei suoi eccessi e abusi di autorità"

Até quando, ó Berlusconi, abusarás da nossa paciência?
José Saramago «O Caderno de Saramago»


Dopo aver conosciuto il fascismo di Salazar e quello di Franco, al fin della sua vita conobbe l'umiliazione della censura dell'Einaudi di Berlusconi per i suoi pensieri liberi e le sue parole, il neofascismo italiano per intenderci.
Tra i tanti suoi bellissimi libri non ringrazierò mai abbastanza mia madre per avermi fatto leggere "Una terra chiamata alentejo", ma sarebbe riduttivo consigliarvi solo questo scritto.
Caro Josè, a tutti gli uomini che hanno speso la propria vita per la Giustizia e l' Uguaglianza contro ogni forma di fascismo, anche l'ultima che tu avevi preconizzato di plastica in giacca e cravatta, permettimi di dedicarti di tutto cuore questa bellissima canzone dal Monferrato...



Il silenzio … del mare
la candela … si spegne
non c’è più niente … da fare
se non cercare e cercare
di ricordare e ricordare

Perché vedi amore mio
la morte non dimentica nessuno
C’è chi muore per caso o perché si è smarrito,
chi l’ha scelto la sorte e chi è stato tradito
C’è chi è partito senza un saluto
chi di partire mai avrebbe voluto
Chi dimentica e chi non riesce a ricordare
Chi vuole che i ricordi siano: “non dimenticare”

Perché vedi amore mio
La morte non si dimentica di nessuno
Dalla riva del mare alla cima della montagna
Dal cuore dell’Egeo fino alla Guerra di Spagna
Ma tu credi amore mio la vita è sogno, desiderio, tempo andato e memoria
Dalla vigna in collina ai confini della storia
Dal Monferrato fino a … Cefalonia
Da qui a … Cefalonia
… Cefalonia

cercare e cercare… ricordare e ricordare

Perché vedi amore mio
La morte in questo mondo rende tutti uguali, ma il solco della differenza lo scavano nel profondo … i nostri ideali.

Lei morde, taglia, fugge, ma ciò che resta di vivo è la ragione per cui ora combatto e vivo, ma il vero motivo per cui un giorno io sarò morto è lo spillo conficcato da dio tra la ragione e il torto

Perché vedi amore mio
La morte non si dimentica di nessuno
Dalla riva del mare alla cima della montagna
Dal cuore dell’Egeo alla Guerra di Spagna
ma tu credi amore mio la vita è sogno, desiderio, tempo andato e memoria dalla vigna in collina ai margini della storia dal Monferrato a Cefalonia… Da qui… a Cefalonia

Il silenzio … del mare
la candela … si spegne
non c’è più niente … da fare
se non cercare e cercare
di ricordare e ricordare

E a me … non rimane
null’altro … da fare
Se non cercare … e cercarti
E nel silenzio di questo mare
ricominciare ad amarti

Yo Yo Mundi - Il silenzio del mare (Album Rosso - 2008)

giovedì 17 giugno 2010

Se Maroni e Alfano sono con lui mi sa che il Tribunale c'ha beccato...

Uno legge questa notizia nella giornata di giovedì 17 giugno...

GENOVA - Il prefetto Gianni De Gennaro è stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione dalla corte d'appello del tribunale di Genova, che lo ritiene colpevole di istigazione alla falsa testimonianza. Secondo il tribunale De Gennaro convinse il vecchio questore del capoluogo ligure, Francesco Colucci, ad "aggiustare" la sua testimonianza durante il processo per il sanguinario blitz nella scuola Diaz, ultimo capitolo del G8 del 2001.

... e si pone delle domande.


Poi nella serata legge questa....

"Ha la mia piena e totale fiducia: fino alla sentenza definitiva non cambia nulla, attendiamo fiduciosi nell'esito del ricorso in Cassazione. Per De Gennaro, come per tutti, vale la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva" dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "La sua innocenza, fino a condanna definitiva è sancita dalla Costituzione" aggiunge il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

... e diventano delle certezze.

lunedì 14 giugno 2010

Pomigliano: stupidario sulla pelle di 5.000 famiglie (per non parlar dell'indotto)

"Non comprendiamo il fatto che Fiat per fare investimenti voglia cancellare i contratti e le leggi del nostro Paese."
FIOM ( sindacato nazionale dei metalmeccanici che fa semplicemente il proprio lavoro: quello di sindacato dei lavoratori, nella fattispecie metalmeccanici. E questa in Italia è un anomali, pure un tantinello sovversiva e antipatriottica...)


"L'era dell'antagonismo è finita."
Luigi Angeletti (segretario nazionale Uil).

Perchè, per te è mai cominciata?

"Sono molto soddisfatto del fatto che ritroviamo l'unità sindacale su uno dei punti salienti per la vita del Paese."
Raffaele Bonanni (Segretario nazionale Cisl)

Curiosa idea di unità sindacale, quella dei vari sindacati gialli probabilmente...

'L'intesa su Pomigliano D'Arco siglata dal Lingotto con la grande maggioranza del mondo del lavoro va salutata con ottimismo e soddisfazione."
D'Antoni (ex segretario nazionale Cisl)


Cisl: una scuola, una garanzia.

"Nessuno vuole cancellare i diritti dei lavoratori, ma dobbiamo lavorare come parti sociali per aprire un tavolo sulla produttività e sui contrasti per poter pagare meglio anche i nostri dipendenti"
Emma Marcegaglia (presidente di Confinschiav..., pardon, Confindustria)

Se non conoscevate il significato della parola ossimoro, eccovene un esempio splendido

"Faccio appello ai vertici della Cgil affinchè una valutazione più generale induca la stessa categoria ad accettare, pur con le riserve manifestate, un’intesa utile a salvaguardare il futuro di Pomigliano e della Fiat in Italia"

Maurizio Sacconi (Ministro del lavoro del governo Berlusconi)

Mesi e mesi a sputare sulla CGIL e ora a fare appelli alla CGIL stessa? Suvvia signor ministro, faccia appello alla sua dignità piuttosto...

"Se fosse stato detto 'rinunciate ai propri diritti', io avrei detto no. I diritti acquisiti non si toccano. Ma non è stato così".

Gianfranco Fini (Presidente della Camera)

Per intenderci quello che definì "Comiche finali" il Berlusconi del predellino e della nascita del PDL e che da allora ogni volta che il padrone gli fa 'baboia' torna nei ranghi e si adegua in un nanosecondo....

domenica 13 giugno 2010

"Operai? Ma esistono ancora?"

Non scorderò mai la battuta che da' il titolo a questo post della collega della Cortellesi ne "Il posto dell'anima", non scorderò mai cosa significhi essere (non fare) l'operaio.



Io l'operaio lo sono stato per anni, ma di quelli veri che oltre alla qualifica sulla busta paga lo dimostravano con il loro vissuto lavorativo giorno dopo giorno: in catena, con i tre turni a rotazione, entrando la mattina col buio e uscendo alla sera col buio, con i pomeriggi d'estate che quando uscivi alle 22 eri disidratato, con la macchina che quando l'accendevi uscendo alle 6 del mattino in gennaio impiegava 10 minuti a scongelare il parabrezza mentre il sonno ti prendeva nell'attesa di partire e andare a casa a dormire, con la mensa che era meglio mangiare pasta in bianco per avere poi una digestione umana, con le assemblee che si risolvevano in un tutti contro tutti, con il fischietto dei delegati che ti faceva smettere immediatamente di fare il ripetuto e meccanico gesto e la catena che si fermava, con la vita che andava per conto suo e non sapeva durante la settimana cos'erano le abitudi delle famiglie medie italiane e mille altre sensazioni che non sono neanche narrabili...
In questi giorni di bavagli e palloni calciati in Sudafrica, in quel di Pomigliano si cerca di umiliare gli operai schiavizzandoli, facendo loro rinunciare ai pochi diritti rimasti, ricattandoli.
Possano Marchionne, Sacconi, i componenti di Fim e Uilm e di quel'organizzazione che è servita a rampa di lancio della Polverini, reincarnarsi in operai di una fabbrica del sud est asiatico: peggiore maledizione non potrei loro fare.

domenica 6 giugno 2010

Mamma gli italiani!

Mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca


Nei secoli dei secoli girando per il mondo
nella pizzeria con il vesuvio come sfondo
non viene dalla cina non è pure americano
se vedi uno spaccone è solamente un italiano
l’italiano fuori si distingue dalla massa
sporco di farina o di sangue di carcassa
passa incontrollato lui conosce tutti
fa la bella faccia e poi la mette in culo a tutti



mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca
a suon di mandolino nascondeva illegalmente
wiski e sigarette chiaramente per la mente
oggi è un pò cambiato ma è sempre lo stesso
non spaccia sigarette ma giochetti per il sesso
l’italiano èstato sempre un povero emigrato
che guardava avanti con la mente nel passato
a chi non lo capiva lui lo rispiegava
e chi gli andava contro e’ saltato pure in a!


mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca


l’italia gl’italiani e la sua gente
lo stile che fa la differenza chiaramente
e genialità questa è la regola
con le idee che hanno cambiato
tutto il corso della storia
l’italia e la sua nomina è un’alta carica
un eredità scomoda
oggi la visone italica e che
viaggiamo tatuati con la firma della mafia
mafia mafia mafia
non mi appartiene none no questo marchio di fabbrica
aria aria aria
la gente è tantostanca è ora di cambiare aria
mafia mafia mafia
non mi appartiene none no questo marchio di fabbrica
aria aria aria
la gente è tanto stanca è ora di cambiare aria


mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca

vacanze di piacere per giovani settantenni
all’anagrafe italiani ma in brasile diciottenni
pagano pesanti ragazze intraprendenti
se questa compagnia viene presa con i denti
l’italiano e’ stato sempre un povero emigrato
che guardava avanti con la mente nel passato
a chi non lo capiva lui lo rispiegava
e chi gli andava contro è saltato pure in a!


mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca

spara la famiglia del pentito che ha cantato
lui che viene stipendiato il ventisette dallo stato
nominato e condannato nel suo nome hanno sparato
e ricontare le sue anime non si può più
risponde la famiglia del pentito che ha cantato
difendendosi al compare tutti i giorni più incazzato
sarà guerra tra famiglie sangue e rabbia tra le grigle
con la fama come foglie che ti tradirà



mafia mafia mafia
non mi appartiene none no questo marchio di fabbrica
aria aria aria
la gente è tanto stanca è ora di cambiare aria
mafia mafia mafia
non mi appartiene none no questo marchio di fabbrica
aria aria aria
la gente e’ tanto stanca è ora di cambiare aria

mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li cani
mamma litaliani mamma litaliani mancu li cani mancu li ca



Après la classe - Mammalitaliani (Mammalitaliani - 2010)

mercoledì 2 giugno 2010

Fate il palloncino a quest'uomo...

ROMA - Il telegiornale di Minzolini "non mi dispiace, è quello che guardo se voglio essere sicuro di essere informato in una maniera ragionevolmente corretta", il Tg3 "fa danni per trenta minuti".
Assesta un colpo alla terza rete RaiNews, "le guardo - risponde durante un'intervista al programma di Rai2 Rai Un giorno da pecora - quando voglio essere sicuro di non essere informato in maniera ragionevolmente corretta".


Non è uno che si può incontrare in qualche osteria alle tre di notte e che se le spara grosse il peggio che può capitare è tediare il malcapitato oste di turno, è Paolo Romani: viceministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni del peggior governo dal 1945 ad oggi.
Da notare che qualcuno lo vede come erede nel ministero lasciato vacante da Scaiola, quello per intenderci che definì Biagi un rompicoglioni, diciamo che le premesse per sostituirlo ci sono tutte...

Grazie Israele

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha ringraziato il governo israeliano per la "rapida liberazione" degli italiani che erano stati fermati dopo il blitz alla flotta umanitaria.


Grazie Israele per aver ucciso con soldati che miravano alla testa dei pacifisti on acque internazionali dopo aver assaltato la loro nave, grazie per aver permesso al nostro ministro degli esteri di ricordarci una volta di più d'essere inadeguato (eufemismo!) a rappresentare la stragrande maggioranza degli italiani al di là delle loro idee politiche ed il loro senso etico ed umano (al massimo potrebbe fare scarabocchi su il Giornale del suo capo), grazie Israele per avermi fatto vergognare una volta di più da chi dovrebbe rappresentarmi.