sabato 29 maggio 2010

Italiani minchia gente.

Andrea mi disse "Carlo, non capisco cosa sta succedendo...", ma non fece in tempo a finire, perché cadde la linea. Io richiamai subito, ma non ci fu verso: le comunicazioni erano misteriosamente interrotte. Non esito a dirlo, oggi: ebbi paura che fossimo a un passo da un colpo di Stato. Lo pensai allora, e mi creda, lo penso ancora oggi.".

Carlo Azeglio Ciampi sulle bombe del 1983


"L'attentato al patrimonio artistico e culturale dello Stato assumeva una duplice finalità: orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista, sempre balzata fuori nei momenti critici della storia siciliana, e organizzare azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilità ad un'entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l'intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli".

Piero Grasso procuratore nazionale antimafia sulle bombe del 1993



Ma in questo minchia di Paese che fra i suoi cittadini annovera un infinito numero di minchie con due braccie e due gambe che amano votare minchie simili a loro: che minchia (per parlare un linguaggio da loro capito) deve succedere per stringere un pò il culo e iniziare a farsi delle domande?

Dai che fra poco iniziano i mondiali minchioni, fino allora di che parlerete: di Belen? Delle ultime battute sulle mignotte di Berlusconi? Degli scudetti dell'inter e della fuga milionaria di Mourinho? Del maltempo che non ci da tregua?



La gente non ha voglia di pensare cose - cose negative
la gente vuol godersi in pace le vacanze estive
ci siamo rotti il pacco di sentire che tutto va male
della valanga di brutte notizie al telegiornale
C’è - L’Italia paese di Santi
pochi idraulici e troppe badanti
C’è l’Italia paese della Liberté
Egalité e del Gioca Giuè!
C’è - l’Italia s’è desta ma
dipende dai punti di vista
C’è la crisi mondiale che avanza
e i terremotati ancora in vacanza

Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
io rido… io rido…
ambarabàciccicoccò soldi e coca sul comò

C’è l’Italia dei video ricatti
c’è la nonna coi seni rifatti
e vissero tutti felici e contenti
ma disinformati sui fatti
Osama è ancora latitante
l’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
se sbaglio mi corigerete

Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
io rido... io rido...

La verità è come il vetro
che è trasparente se non è appannato
per nascondere quello che c’è dietro
basta aprire bocca e dargli fiato!
Carla Bruni... Carla Bruni...

Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è

Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
E sbatte la testa contro il muro
Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
noi ce la prendiamo...

Simone Cristicchi - Meno male (Grand Hotel Cristicchi - 2010).

Maledetti vraiterssss, ce penza la destra!

Con in mano tutte le televisioni, direttamente o indirettamente (vedi alla voce mediobanca) tranne quelli del gruppo l'Espresso i maggiori giornali e settimanali, quali sono gli unici spazi dove esprimere il proprio dissenso verso dittatori che citano l'infame fascista e razzista Mussolini e quindi a esso si ispirano?


(ASCA) - Roma, 28 mag - ''Le 3.433 sanzioni comminate nei primi 20 giorni di applicazione delle ordinanze sono un segnale chiaro - spiega de Lillo -. Adesso chi sbaglia paga, la prossima tappa di questo processo virtuoso consistera' nel coinvolgere direttamente i cittadini in una giornata dedicata esclusivamente alla pulizia della citta'''

I muri cazzo, i muri: fosse mai che i cittadini possano esprimere liberamente le loro idee in forma scritta e/o visiva...

mercoledì 26 maggio 2010

Il coraggio di dire Car Mars

Giro di ricognizione col Russino per il quartiere, entro in una cartoleria stimolato dai libri in vetrina e vedo che lui si dirige deciso verso un espositore in un angolo: cosa avrà attratto la sua curiosità?



Incredibile! In un cesto eccoli lì quelli che Cristina D'Avena trent'anni fa cantava come "Gli strani ometti blu, alti suppergiù due mele o poco più", i Puffi!
Inizio a rovistare ed eccolo il Grande Puffo, il vecchio e saggio dalla barba bianca e (unico fra tutti i puffi) col cappello rosso.
"Sai chi è questo?" gli dico ad alta voce "E' una saggio, lo vedi? Ha la barba bianca e si chiama Karl Marx! Sai perchè è saggio? Perchè questo signore dice che ognuno deve dare quello che riesce e avere quello di cui necessita, un pò come te che devi avere tantissime cure e le attenzioni del papà e della tua mamma perchè sei ancora piccolino e bisogna accontentarsi di un tuo sorriso o di una parolina imparata al giorno finchè non diventerai grande".
Alcuni avventori mi guardano tra lo stupito e lo scandalizzato (eccheccazzo: ho detto Karl Marx, mica porco d!o) e già mi sembra di leggere ciò che passa nelle loro conformiste e lobotomizzate testoline (Eccolo qua il cattivo padre che indottrina il povero bambino!).
Gli chiedo "Ti piace Karl Marx?", mi fa cenno di si con la testa, "Chi è questo?".
"Babba" mi ripete indicando la barba bianca del Grande Puffo.
"Si, ma come si chiama questo signore con la barba e il cappello rosso?"
"Car Mars!" mi risponde convinto.
"Lo vuoi Karl Marx?"
"Ti!", che per un bambino di un anno e dieci mesi equivale ad un si...
Arriviamo alla cassa, pago i miei due euro e glielo consegno fra le sue mani.
"Car Mars! Car Mars!" dice felice rivolgendosi al sorridente commesso mentre un paio di avventori mi guardano basiti.
Esco dalla cartoleria e severamente mi chiedo, mentre il Russino si gira felice "Car Mars" fra le mani, se non stia sbagliando.
Poi mi dico: ma se sto sbagliando io a proporre come eroe chi predica la difesa dei più deboli chiedendo di più ai più forti, i coglioni che votano e appoggiano una banda che chiede sacrifici a chi ha già poco per non disturbare i più ricchi, che dovrebbe fare?
Ci vuole molto, ma molto meno coraggio a insegnare i Valori di "Car Mars" al proprio figlio, che sostenere un miliardario che fa leggi per togliere la libertà d'opinione ai cittadini non tele-allineati e sodomizza chi le tasse le paga sempre al 100% come i dipendenti non disdegnando di incularsi a sangue anche i precari, ci arriverebbe anche un bambino di manco due anni...

mercoledì 19 maggio 2010

Ops: forse alla Diaz nel 2001 è successo qualcosa...

GENOVA - I giudici della Terza sezione della Corte d'Appello di Genova hanno ribaltato la sentenza di primo grado per i disordini e l'irruzione alla scuola Diaz del luglio 2001 a Genova. Tutti i vertici della polizia che erano stati assolti hanno subito condanne comprese tra 3 anni e 8 mesi e 4 anni unitamente all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Nel complesso le pene superano gli 85 anni. In totale sono stati condannati 25 imputati sui 27.


Ma dai? Ma davvero alla Diaz di Genova nel luglio 2001 è successo qualcosa di strano? E a Bolzaneto, per le strade di Genova ecc.?



Mi ricordo una missione un po' speciale
Genova 2001 vertice mondiale
sono un poliziotto del reparto celere
pronto alla guerra
ma più che una battaglia in strada sembra un carnevale
tutti questi pacifisti del cazzo
che si fanno chiamare popolo di Seattle
massa di straccioni con bandiere arcobaleni
che solo a guardarli in faccia già divento paonazzo

Sono duecentomila e vogliono cambiare il mondo
e pensano che per cambiare basti un girotondo
io non so nemmeno chi ha ragione o chi ha torto
ma vuoi vedere che a sto giro qui ci scappa il morto?
Oguno sceglie la sua forma di protesta
c'è chi ha steso fili di mutande fuori alla finestra
c'è chi vuole oltrepassare la zona rossa
c'è chi canta "Avanti popolo, alla riscossa!"

Genova brucia
sono autorizzato dallo Stato
eseguire gli ordini non è mica reato e quindi
Genova brucia
non faccio distinzioni donne, vecchi o bambini
potrebbe essere tuo figlio Carlo Giuliani
Genova brucia
Genova brucia
Genova brucia

Mi ricordo una missione un po' speciale
Genova 2001 squilla il cellulare
con la suoneria di Faccetta Nera
sono fascista, non credo sia una cosa di cui mi debba vergognare
Zecche, parassiti e comunisti
ci mancava pure quella banda di teppisti
con la tuta nera ed il passamontagna in testa
con le spranghe fanno a pezzi tutto e ci rovinano la festa

Fate la carica e poi ve la date a gambe
tenete il manganello e la pallottola vagante
tute bianche si tingono di sangue
sudore e lacrimogeni sparati sulla gente
Tu che ti rifugi nel cortile
prenderai più bombe che se fossi nato in Cile
la Costituzione come carta igienica
usala per pulirti il culo o tamponarti le ferite

Genova brucia
sono autorizzato dallo Stato
eseguire gli ordini non è mica reato e quindi
Genova brucia
non faccio distinzioni donne, vecchi o bambini
potrebbe essere mio figlio Carlo Giuliani
Genova brucia
Genova brucia
Genova brucia

Qui non serve a niente chiedere aiuto
piangi quanto vuoi non ti risponderà nessuno
non c'è Manu Chao e nemmeno il tuo avvocato
canta la mia filastrocca siamo al Bolzaneto

1,2,3 viva viva viva sei
4,5,6 fossi in te non parlerei
7,8,9 il negretto non commuove

Ne è morto solo uno ma potevano essere cento
i mandanti del massacro sono ancora in Parlamento

Genova brucia
Genova brucia
Genova brucia

Simone Cristicchi - Genova Brucia (Grand Hotel Cristicchi - 2010)

domenica 16 maggio 2010

Il corpo di Mariarca

"Forse può sembrare quasi un atto di pazzia, però secondo me, è un atto che dimostri che stanno giocando sulla pelle e sulla salute di tutti quanti".

Mariarca Terracciano.


Passo davanti alla chiesa poco distante da casa mia, appesi vicino al portone d'entrata ci sono due manifesti funebri: uno racconta dell'incolmabile dolore di una famiglia che viene privata dell' "adorato Gino" di 89 anni, l'altro di tale Nonna Marisa, morta a 82 anni dopo "una vita spesa per la famiglia".
La mia mente non può imediatamente non ritornare alle immagini viste su Repubblica.it del funerale di Mariarca Terracciano, morta a 45 anni per le sue idee, per la sua e altrui dignità, per una voglia di Giustizia che è stata più forte di ogni egoismo e della voglia stessa di vivere.
Penso a suo marito che non potrà più baciare Mariarca, penso ai due figli e in particolare alla piccola di 10 anni che ieri era in chiesa per vedere la tomba della mamma che veniva portata via a spalle dagli amici, penso ai colleghi ed ai sindacalisti che combattevano con lei una battaglia che potremmo definire dell'ovvio: quella di avere il proprio salario quando si lavora, ancor di più se si lavora per il pubblico, perchè il pubblico siamo noi.



Mariarca non c'è più, in un paese nel quale migliaia e migliaia di fanatici si affrettano in quel di Torino a visitare uno straccio sporco certamente non risalente a 2.000 anni fa come nel peggior paganesimo, solo le persone care sono andate a salutarla un'ultima volta nel quasi più assoluto silenzio dei media e con le istituzioni completamente assenti.
Mariarca non c'è più, in uno stato dove donne mettono in vendita il proprio corpo per apparire in televisione, per far carriera, per dimostrare a se stesse e agli di esistere, Lei l'ha sacrificato per i Diritti.
Mariarca non c'è più, non c'è più perchè perchè aveva fatto un mutuo con il proprio marito e si era comprata una casa per andare via da Scampia e assicurare ai propri figli un futuro diverso, un futuro migliore che senza stipendio non era più alla sua portata.

Mariarca non c'è più, e io non sto male.
No, sono proprio incazzato nero con questo paese di imbecilli, vigliacchi e idioti che lasciano morire una donna onesta sola come un cane, nella più assoluta indifferenza tranne che per i tre minuti nei quali i tg hanno dato la notizia e baratterebbero un anno della propria vita per avere il potere di chi Mariarca l'ha uccisa con la propria ignavia, la propria arroganza ed il proprio egoismo.

Ciao Mariarca, ora sei libera di volare via da tutto ciò e toccare il cielo con mano per la Libertà, tu che la vedevi lontano...



Voglia di volare/toccare il cielo con le mani/ma la libertà e per chi la vede lontano/

Pittando immagine/tra tiri di sigaretta e pagine/sono più pesanti di ieri/rap mestiere/ma giace da qua giù/a guardare angeli che non stanno più in cielo/cancelli e cenere/tra adesso e c'era una volta/gente che credeva/i peggiori insieme con lo stato/fanno eserciti esercitando carriere/un solo braccio ci stende tutti/sul letto dei problemi/20enni lo vendono a chi diede l'anima al vento/non pensarci/Ave Maria/ una mano mette la pistola nel cassetto/ prendendo un po d'aria/ sportelli delle macchine aperti/ spegnendo i fari/coltelli in petto/onori falsi/gambe strette/ tira vento/e un'altro nome nel registro degli assenti/guardando il mondo da una cella/scorre il cancello/baci a terra/e non è il caso che le case sono più vuote delle celle/e non è a caso che sono troppe le cose che entrano nelle celle/inpennando nel mercato senza bisogno di ali/cercando sogni velati dietro la luce delle stelle/

Rit.

Pari e dispare/chi spara appare/chi sembra cade/la legge del mondo al contrario/ragazzi depressi spezzano le ali/in una citta che non ti da niente/sbatti con i denti/senti dentro di toccare il cielo con le mani/per i drammi delle mamme alziamo gli occhi al cielo/forza e sconforto/sei forte o sei morto/cresci presto/il rombo per sempre nella folla/il loro alito sul collo/voglio vedere che crolli/se anche a terra non molli/la pazienza porta orgoglio/

E' questo il blocco degli artisti/in mezzo ai blocchi di cemento/gente poeti nel destini/in mezzo alle urla di chi ascolta/sentimenti e menti labili,vurnerabili/con il cuore sempre instabile/insodisfatti perchè chiusi e statici/stabilmente la rabbia addosso/rapidamente distrugge tutti i sogni/questo suono infame e lento combatte nel frattempo ti fa stringere i denti/non cade e afferra il cielo con le mani/

Rit.

Contando la vita nei bronchi/anime segate nel tronco/cadono i rami/è la fine più infame/uno sciame di pensieri ti assale/mette i piedi per terra e tocchi il cielo con le mani/Fuossera/ogni non è come ieri e il peggio viene domani/
cariche di veleno/le note nelle vene/chi crede a Dio per salire/chi non vuole capire per non patire queste pene nemmeno per la fede/se non si apre non si vede/si corre per la gloria/il credo a memomoria per la storia/

Ancora credi/occhi aperti nelle sere/maniche a pompa sotto selle nere/si sente fiero e tocca il cielo/ma le mani sporche di domani/per il cuore che cade/una vita non vale/davanti non è chiaro/non appare il futuro/adesso è raro/è sale su ferite mai chiuse/ragazzi nervosi gettano a terra porte socchiuse/qui muori per uso/bagnati di fango/nomi nel sangue/di chi lavora ed è stanco di una vita a vuoto/

Fuossera - Voglia e vulà (Spirito e materia - 2007)

sabato 15 maggio 2010

BASTARDI

Io vi odio.


Voi che affermate che la crisi non c'è.
Bastardi.
E assassini.

lunedì 10 maggio 2010

Giù le mani da Roberto Saviano

Aderisco all'iniziativa di Valigia Blu senza se e senza ma.






Da inviare a: redazionetg4@mediaset.it, mediaset@mediaset.it
E per conoscenza (Cc) a FNSI e ODG: segreteria.fnsi@fnsi.it; odg@odg.it


Direttore Emilio Fede,
le scrivo per esprimere la mia più profonda indignazione per quanto è accaduto nel corso dell’edizione del Tg4 delle ore 19.00 del 9 maggio 2010 (http://www.video.mediaset.it/video/tg4/full/166301/edizione-ore-1900-del-9-maggio.html#tf-s1-c1-o1-p1 al 29° minuto). Durante l’esposizione della sua personale opinione riguardo a “Draquila – L’Italia che trema”, il nuovo film di Sabina Guzzanti, ha ritenuto opportuno rivolgere un’inaccettabile invettiva nei confronti di Roberto Saviano.
Cito testualmente dalla registrazione video: “Ci sono state polemiche anche su Roberto Saviano ... sempre lui ... ma non è lui che ha scoperto la lotta alla camorra, non è lui il solo che l'ha denunciata, ci sono registi e giornalisti come lui ... e che sono morti ... lui invece è ancora protetto, superprotetto ... però non se ne può più ... di sentire che lui è l'eroe ... qualcuno gli ha pure offerto la cittadinanza onoraria ... di che cosa? non si capisce, ha scritto libri sulla camorra, e l'ha fatto tanta altra gente, senza andare sulle prime pagine, senza fare tanto clamore ... senza rompere ... ehm senza disturbare la riflessione della gente ... un paese come il nostro è contro la mafia, non c'è bisogno che ci sia Roberto Saviano”.
Considero le sue esternazioni molto gravi ed offensive. Roberto Saviano, insieme a molti altri, è un uomo coraggioso che contribuisce con il suo lavoro alla lotta contro la camorra. Ed è inammissibile che sia oggetto di simili attacchi mediatici. In qualità di cittadino, auspico che in futuro i Roberto Saviano si moltiplichino, perché solo così, parlandone e scrivendone, il nostro paese sarà in grado di fronteggiare un male che ci divora costantemente.
Qualsiasi tentativo di sminuire o ridicolizzare chi mette quotidianamente a repentaglio la propria vita, fronteggiando la malavita organizzata, dev’essere fermamente condannato. Le voci di denuncia, così come la libertà di stampa, non saranno mai troppe.
Mi auguro quindi che lei possa prestare maggiore attenzione quando, in futuro, avrà nuovamente occasione di trattare un argomento così delicato. E’ fondamentale che ognuno di noi faccia la propria parte per agire compatti contro l’illegalità, e lei, nelle vesti di direttore del Tg4, è chiamato a svolgere un compito molto importante: trattare con il dovuto rispetto Roberto Saviano e tutti coloro i quali rappresentano un modello di impegno civile per gli italiani.

sabato 8 maggio 2010

Aspettando il sole.

Che poi, dici, è anche normale: ci sono periodi così, no?


Non riesci ad aver la pazienza di guardare un film intero, leggi libri a piccoli sorsi, ogni volta che ti viene un'ispirazione il post ti resta in canna per pigrizia, passi buona parte del tempo su internet a guardare improbabili video su you tube, hai una tosse da tisico ma continui a fumare come un dannato, bevi spesso vino dozzinale pur di anestetizzare la vita, il massimo della goduria è sputare ogni volta che ci passi davanti su un manifesto di Cota che ringrazia per aver permesso a un tizio come lui di governare il Piemonte, dormi poco di notte e la sera dopo nonostante ti riprometti d'andare a dormire presto fai tardi, non hai interessi particolari e quelli che ti attraggono lo fanno solo perchè inattuabili, rimandi a data da destinarsi di mettere ordine su una scrivania che è oramai diventata più disordinata del cervello di un leghista, ecc. ecc.
E' un pò come questo inverno che sembra non voler finire mai, ma sai che è solo questione d'aspettare e poi il sole arriverà.
E mò saranno cazzi, perchè allora sarà dura inventarsi un nuovo alibi per procrastinare l'improcrastinabile...


La tele resta spenta e non la guardo più
ho un nodo in gola che è difficile mandare giù,
fumo un po', sposto via la tenda, cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda, la nostalgia che sale lentamente come mai io penso a te mi chiedo adesso dove sei cosa fai, chissà se tu avrai mai pensato a me, al nostro fuoco che bruciava e mo' è cenere.
Ma tutto passa piano e pure se fa strano io sorrido perché so che oggi non ti chiamerò, quel che viene venga e mi sta bene quel che è stato è già passato e mo' il passato se lo tiene, e piove già da un tot, la pioggia bagna la mia pelle ma mi asciugherò
perché so che il tempo è ciclico e so che un po' di tempo è quello che ci vuole mentre un guaglione sta scacciando il male sta aspettando il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci, voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...
...e oggi è come ieri ma forse è un'impressione frutto della mente di un guaglione sarà che non c'è il sole sarà che tutto sembra resti uguale sarà quel che sarà sono preso male ma nessuno chiama e non so chi chiamare cerco di schiodarmi e penso solo a quello che ho da fare uh Gesù Gesù, sono io la vittima dei demoni che tornano e che vengono a tirarmi giù
i miei cattivi pensieri che mi aspettano braccano, parlano e parlano dove sono i raggi che scaldavano un guaglione dove sono gli altri della mia ballotta mo' che sono nel ciclone in dopa trovo la mia cura in dopa mischio le radici e la cultura, l'energia pura la musica mi detta le parole caccio queste rime e so che prima o poi ritorna il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci, voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...
...vada come vada e va da sé conto solo su di me e già so che già sai che...
Chico fa quel che s'ha da fare quando amore non c'è
... dev... dev... devo imbustare perché in tasca manca money sempre più difficile restare calmo in questa situazione sclero, non ne voglio più parto da zero so che in qualche modo devo andare su ma...
non c'è più luce, solo buio che fa male non c'è più pace solo rabbia che ogni giorno sale so bene dove sono e adesso voglio stare qui, sentire il beat se sei all'ascolto vieni a prendermi rapiscimi, musica colpisci al cuore boom cha boom cha però non c'è dolore distendi le tue mani guaritrici su un guaglione mentre sta aspettando il sole...

Oggi non c'è sole intorno a me Salvami, risplendi e scaldami, voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione
di un guaglione...


Neffa - Aspettando il sole (I messaggeri della dopa - 1996)

sabato 1 maggio 2010

Chi ci ha rubato il 1 MAGGIO?

Sabato 1 maggio 2010, esco col Russino in un giorno di festa, la festa di noi lavoratori.

Arrivato all'edicola più vicina a casa ce n'è già abbastanza per dare di stomaco: alcuni imbianchini lavorano su un ponteggio come nulla fosse, lavoratori in nero?
Procedo verso il centro e incrocio una coppia di veline, pardon ragazze, con borse dello shopping in mano: ma che cazzo sta succedendo?
Arrivo nella via principale, voglio bere il calice di merda liquida fino in fondo: librerie, tabaccherie, negozi di abbigliamento e dei più svariati tipi tutti aperti...
La gente nei dehors dei caffè manco fossimo nella piazzetta di Portofino, donne con le buste del pane (pure le panetterie aperte porca troia, ma non esiste più il pane doppio?), pirla che vanno dal parrucchiere (sai mai che per il veglione del 2 maggio non abbiano l'acconciatura a posto), poi guardo bene e.... No! Pure il negozio del commercio (giusto) equo (insomma) e solidale (ma con chi se sta aperto oggi?) è lì pronto a vendere e incassare...
Incontro un amico e gli chiedo: "Com'è, anche tu sei uno dei pochi che non lavora oggi?". E lui: "Sti commercianti di merda, guarda è uno schifo! Per non parlare dei "compagni" dell' Ipercoop, aperti anche loro. A proposito, adesso che ci penso quasi quasi oggi vado a fare un salto che son rimasto senza un paio di cose...":
Arrivo nella piazza principale col Russino che mi tiene su la testa mentre vomito bile mischiata a bestemmie, e lì si svolge la giusta manifestazione per questo non primo maggio: una bella mostra di macchine da ricconi!
Che fine ha fato il giorno in cui tutti si fermavano, nel quale non trovavi una brioche e se restavi senza sigarette eri fottuto? Il giorno in cui chi voleva andava a manifestare o più semplicemente i lavoratori si godevano, tutti, le proprie famiglie ed il meritato riposo?
Ci hanno rubato (anche) il primo maggio per portare avanti i loro merdosi affari in santa pace, e noi non abbiamo fatto un cazzo per impedirlo, troppo presi a salvare il mondo...



O Terremoto!
Dentro i colpevoli e fuori i nomi
Mezzogiorno di fuoco e sangue tra famiglie onorabili
Sul mercato canta il violino la ballata dell'immunità, oh
Vogliamo i ladrones, vogliamo tutti i loro nomi
Terremoto ed eclissi al sole
Le persiane ti ascoltano
Abbandono da triste storia
Ho paura ma' e voglio da mangiare
Fiori e piombo
Sangue al sangue
Eran secoli secoli secoli secoli fa
O forse un attimo un attimo un attimo un attimo
Il ladro, dimmi chi è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Non so niente, non so dove,
Non so dire chi è
E' un parassita un parassita
Il ladro dimmi dov'è
Mezzogiorno canta il violino
Qui si chiama fatalità
Combatti il terrore, prova a dargli faccia e nome
Terremoto di fiori e sangue
Non è la fame me l'ignoranza che uccide!
Combatti il terrore, prova a dargli faccia e nome
Ma non un attimo un attimo un attimo in più,
Perché è già troppo già troppo già troppo già troppo
Il ladro, dimmi dov'è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Non so niente, non so dove,
Non so dire chi è
E' un parassita un parassita
Il ladro dimmi dov'è
Lo voglio qui
Il ladro, dimmi dov'è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Lo voglio qui
Dentro i colpevoli, fuori i nomi
o' terremoto' ...
'fanculo l'onore e l'omertà

Dimmi il nome - Litfiba (Terremoto - 1993)