mercoledì 28 aprile 2010

Sbagliato Stefania Craxi: io adoro recarmi in piazzale Loreto!

"Trascorso il 65esimo anniversario della Liberazione, non vi è stato nessuno, nel panorama politico e istituzionale della nazione, ad aver avuto il coraggio politico e l'onestà intellettuale di compiere un gesto simbolico e importante volto a restituire agli italiani la verità della loro storia: recarsi a piazzale Loreto per un atto di cancellazione dell'atroce oltraggio inflitto al cadavere di Benito Mussolini".

Stefania Craxi (Parlamentare e figlia del noto latitante)


Sbagliato signora Craxi: io ogni 25 aprile, anche se il concentramento è da Piazza Venezia, a Milano scendo sempre ben volentieri a Loreto.
Per cancellare qualcosa? No, affatto, bensì per maledire l'animaccia infame di quell'essere schifoso e lurido che ha portato i suoi simili in Italia a umiliare, esiliare, stuprare, uccidere, deportare nei campi di concentramento chi non era una merda fascista .
Si signora Craxi, io passo ogni anno il 25 aprile in piazzale Loreto proprio per non cancellare e per convincermi che, anche se molto ma molto raramente, i tiranni fanno la fine che meritano.

domenica 25 aprile 2010

Schegge di 25 aprile

Una mattina mi son svegliato,


o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.


O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.


E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.


E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.


E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»


«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»


Era meglio quel 25 aprile, no quell'altro, no quell'altro ancora.
Un viaggio in treno, uno in macchina e un paio d'ore a casa non mi hanno ancora permesso di sedimentare tutte le emozioni, gli scazzi, i sorrisi, la commozione, la gioia, la stanchezza, la voglia che questa giornata non finisse mai.
Ho scelto di postare facce e non striscioni, facce da 25 aprile.
Le più brutte per rispetto dei diretti interessati non posso pubblicarle, sappiate solo che vivere un 25 aprile con il Ricciolo (il primo a sinistra), Marte (la vittima sacrificale in mezzo ai due piemontesacci) per il sottoscritto (rigorosamente a destra per voi sovversivi lettori) è stata una gioia nella gioia: non tutti hanno avuto la fortuna di fare Resistenza con degli amici Resistenti...


Buon 25 aprile, solo chi scende in piazza per onorare i Partigiani può capire cosa si prova a vivere le immagini sopra postate.

Finalmente é 25 aprile!

Domenica 25 aprile 2010, 65 anni dopo.


Molti si chiedono se abbia ancora un senso celebrare il 25 aprile.
Altri (tanti, troppi), questa domanda manco più se la pongono.
Il grave subentra in casi patologici come il sottoscritto, dove il 25 aprile è una festa, e come tale viene vissuta.
Ho imparato, non senza difficoltà, a ignorare chi il 25 aprile lo vive come una festività qualsiasi, anzi, meno di una festività qualsiasi, buono per farsi una grigliata o la prima gita fuori porta al mare o in montagna, lasciamo perdere poi se cade di domenica e perde anche l'aura di giornata festiva che esime dal lavoro o dagli studi...
Ho imparato a tollerare l'indifferenza al 25 aprile, o meglio a ignorarla, ma nel contempo anno dopo anno ho sempre più mitizzato e accresciuto in me il culto di questa Giornata lasciando indietro tutto e tutti per andare a confondermi con i miei simili, con quelli che il 25 aprile sono dove si vive il 25 aprile stesso perchè sono quello che sono nelle loro azioni, gesti e cultura grazie al 25 aprile 1945 ed esprimono la loro gratitudine a quel magico giorno dedicando tutti se stessi al ricordo di quella data.
Oggi mollo tutto e tutti e vado a fare 25 aprile, non è uno stanco rito quello che mi spinge a prendere un treno e a scendere a Milano Centrale, là inizierò a respirare 25 aprile nonostante l'indifferenza del 99% delle persone che incrocerò in quel luogo per i più svariati motivi, respirerò 25 aprile quando nella stazione della metro incontrerò le prime persone con t-shirt inneggianti alla Resistenza o con bandiere, respirerò 25 aprile quando scenderò a Loreto e risalirò le scale per uscire all'aria aperta, vivrò 25 aprile quando arriverò in superficie e al concentramento e troverò i primi striscioni arrotolati, i venditori di magliette, i sound system dei centri sociali, godrò 25 aprile mentre marcerò in corteo attraversando San Babila insieme ai miei fratelli di ogni età e provenienza, festeggerò 25 aprile quando sarò in piazza Duomo per le orazioni.
Oggi è 25 aprile, oggi è festa di Liberazione, oggi è il giorno della Memoria dei Partigiani, oggi è la giornata dell'Italia migliore.
Che, logicamente, è minoranza.
Oggi è 25 aprile, oggi ho nuovamente voglia di amare: buon 25 aprile alle persone perbene.



I fratelli Tani
Andarono in montagna
Credendo al loro dio
E alla rivoluzione.

Li chiusero ad Arezzo
Per giorni seviziati
E il vento fu strozzato
Dentro la prigione.

Gabriella De Rosee'
L'amore partigiano
Correva la salita
Tra i colli della foce.

La videro volare
Tra i monti dal suo fiore
Un colpo e se ne andò
La videro dormire.

I tre compagni Sarri
Grazi ed Antonini
Che dalla Valdichiana
Andarono con Licio.

Per giorni torturati
Dai fascisti bergamaschi
Infine fucilati
Lungo un muro di Foiano.

Fuochi sulla montagna
Per questa strada
Fuochi sulla montagna
Per la mia storia...

Lastrucci e Zavagli
Anche loro incarcerati
Da Capolona un giorno eran partiti
Avevano vent'anni
E li hanno fucilati
Alla stazione di Subbiano
Li hanno lasciati.

E russi ed albanesi
Ed altri dalla Spagna
E poi sudafricani
Che vennero in montagna.

Che come Bujanov
Si unirono alla lotta
Versando il loro sangue
Nei giorni partigiani.

Fuochi sulla montagna
Per questa strada
Fuochi sulla montagna
Per la mia storia...

E quanti miei compagni
Appesi ed impiccati
A Talla, Loro, al Borgo
A Castel Focognaio.

Son tante le battaglie
Che abbiamo combattuto
A Cetica nei boschi
E in tutto il Casentino.

Ed in Valtiberina
E nella Valdichiana
Così come in Valdarno
E' antica la rivolta.

Che porterò con me
Per tutta la mia storia
E' l'aria del presente
Domani di memoria.

Fuochi sulla montagna
Per questa strada
Fuochi sulla montagna
Per la mia storia...

Casa del Vento - Fuochi sulla montagna ( Sessant'anni di resistenza - 2004)

giovedì 22 aprile 2010

Gianfranco Fini, dai fascisti al fascismo



Puoi essere stato il segretario dell' MSI, il delfino d'Almirante, il capoccia di quelli che stavano nelle fogne, ma prima o poi trovi sempre uno peggio di te.
Buon 25 aprile Fini, solo a pensare di poterti fare questo augurio mi fa spisciare dalle risate alla facciaccia tua...

sabato 17 aprile 2010

Lasciatemi stare in mezzo alla gente, quella vera.

Opposizione, Frattini, Pedofili, Berlusconi, Cenere, Saviano, Calciopoli, Fini, Emergency, Disoccupati, Vianello, Maggioranza, Strada, Crisi, TG1, Chiesa, Islanda, Elezioni.


Mea culpa, mea culpa mia grandissima culpa ma non riesco e non voglio più star dietro a tutto ciò.
A un Fini presunto Masaniello, a una chiesa falsamente pentita, a un presidente del consiglio (editore) per nulla democratico che denuncia uno scrittore libero sul suo libro paga usandolo come capro espiatorio per le vergogne italiche, a un evento naturale che blocca gli aerei e ferma paradossalmente il loro inquinamento, ad uno scenario da Salvador sulla pelle di medici volontari in Afghanistan, ad un artista televisivo che vendette la sua libertà e la sua dignità al suo datore di lavoro, ad una crisi dalla quale dovremmo esserne già usciti una ventina di volte almeno, ad un controprocesso alla giustizia sportiva che rispecchia quelli fatti a quella ordinaria, ad un telegiornale che era il più visto d'Italia e che oggi viene giudicato dagli spettatori meno affidabile e professionale di trasmissioni mediocri del tipo Striscia la notizia a causa di un direttore quantomeno incapace (per non dire altro) e così via.
La guerra fra poveri e ceto medio al di sotto della media si avvicina giorno dopo giorno sempre di più e viene arginato grazie a spot continui, padri pii, gerriscotti e telegiornali drogati che parlano più di cagnolini da esibizione che di morti per lavoro.
Intanto 10, 100, 1000 Scampia sorgono a Napoli, Padova, Reggio Calabria, Milano, L'Aquila (o quel che ne resta), Torino, Palermo, Genova ecc.
Io voglio essere lì, a fianco di tutti i Giuanne Palestina veri o candidati ad esser tali, l'Italia di plastica la lascio agli idioti di plastica.
Anzi, di merda.




Steva e casa e rimpett ‘o supercarcere Giuanne, nato e crisciuto a secondigliano, terzo ‘e cinche figlie ‘e na bella famiglia, ma tutte quante ‘o chiammavano giuanne palestina rint’ ‘o rione,
pecchè giuanne nse levava ‘a kefiah ‘a cuollo manco’a stagione
‘a quanno na vota era visto int’’a televisione
n’operazione e l’israeliane rinte ‘e territorje e era pensato:
“uàh, esaggerato, cu sti creature ca vottano ‘e prete contro ‘e carrarmate, e sventolano bannere e alluccano e corrono pe nun se fa scarpesià…
si na cosa ‘e cheste succeresse pure ‘o lato ‘e ccà
io curresse annanze assieme a tutte quante,
giuanne palestina, ‘o fedayn, ‘o combattente
e nun ce fossero surdate ca me putessero mantenè, a me,
a giuanne palestina ca manco ‘e celerine ‘ncoppe ‘o stadio c’’a fanno a me correre appriesso”
e appriesso appriesso accussì giuanne s’immaginava chest’impresa
senza sapè ca l'aspettav' ancor na bella surpresa e ca nce vonno ddoje strofe primma ca giuann addivent palestinese…

cà nun schiara maje matina ca nun è secondigliano è ‘a palestina
vaje pè nablus, pè scampia ma nun spontano stì vie, è ‘a palestina
e pareva assaje luntano stù campà senza dimmane in palestina
ma pure a secondigliano ‘a vita fuje ‘a int’’e mmane comme ‘a palestina

nà matina giuanne scennette ‘e casa a ppere,
pè gghì a piglià nà stecca ‘e fummo rint’’e vvele.
Era fatto vinte o trenta passe,
ca verette ‘e guardie mmiezzo ‘e palazze
cù nù posto ‘e blocco a via bakù
e giuanne pensaje:” vire tu,
è comme l’ata sera int’ ‘a televisione ‘a palestina
ch’’e guardie, ch’’e cane
e cù l’israeliane ca cercano a cocche assassino…
ma invece nce sta sulo nu guaglione muorto sparato nterra
e ‘a mamma ca chiagne e se dispera…
‘a vita è nera”, pensaje ancora giuanne camminanno chiano,
“ccà se more tutte ‘e juorne, ogni matina,
ccà nun è secondigliano…è ‘a palestina…
e pure io so palestinese… pure pe mme ‘a vita è n’impresa…”
sulo cà giuanne nun sapeva ca l’aspettava na surpresa
e ca nce vò ancora nà strofa primma r’addivintà palestinese.

cà nun schiara maje matina ca nun è secondigliano è ‘a palestina
vaje pè nablus, pè scampia ma nun spontano stì vie, è ‘a palestina
e pareva assaje luntano stù campà senza dimmane in palestina
ma pure a secondigliano ‘a vita fuje ‘a int’’e mmane comme ‘a palestina

succerette tutte cose all’intasatta, accussì, manco mezz’ora e scrivette stù finale brutto, ma brutto, ‘e stà storia ‘e 21 anne ‘e marginalità, ‘a storia ‘e giuanne palestina ca
na bella matina se scetaje tutto ‘ncazzato, accussì..senza motivo,
steva sulo esaurito…ca manco chiù nà canna se po’ ffà a secondigliano mentre a piazza plebiscito se cantano ‘e canzone…
“vuje capite”, pensaje giuanne, ”no, vuje nun putite,
che cazzo ne sapite, 21 anne rint’’a nà discoteca ‘e buffe e nun sapè ‘o ppecchè…senza cunoscere ‘o dj, ma mò verite v’’o vvene a fa verè giuanne palestina affino ‘o centro comm’è…
v’aggia fa ascì ‘e sovere ‘a culo, a uno a uno, a mano a mano ca ve scontro, accussì, senza motivo, comm’è succieso a mme pe tutta ‘a vita…”
teneva stì pensiere brutte giuanne, mentre si dirigeva al centro in motorino, e accussì tiraje reritto,
‘o posto ‘e blocco ca ‘o fermava isso manco ‘o verette…
fuje accussì ca se ne jette…
nà bbotta areta ‘a capa e….sorpresa
giuanne, 21 anne, murette…
e al tempo stesso addivintaje palestinese


'o Zulù - Giuanne Palestina ('o Zulù in the Al Mukawama experiment 3 - 2005)

martedì 13 aprile 2010

Pedofilo a chi cardinal Bertone???

"Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c'è relazione tra celibato e pedofilia - ha dichiarato il segretario di Stato - e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c'è una relazione tra omosessualità e pedofilia.


Non sono un sociologo e tantomeno uno psichiatra, ma mi sento tranquillamente di poter affermare che fra certi cardinali e l'idiozia c'è sicuramente un'indubbia relazione...

domenica 11 aprile 2010

Non tutti hanno avuto la fortuna di giocare con un Super Tele.

Altrochè Nike, Adidas, Puma.
Oggi vi parlo di uno status symbol per noi ex bambini figli di operai o impiegatucci, per noi che non abbiamo preso una laurea perchè in casa non c'erano i soldi per farci studiare fino all'università, per noi che siamo cresciuti calciando un Super Tele su un cortile di cemento.


Il Super Tele era un pallone particolare, il cuoio non l'aveva mai visto neanche in cartolina, ma aveva una peculiarità che nessun pallone ha mai più avuto: era il pallone di noi "ragazzi di strada".

Il Super Tele veniva prodotto in tutti i colori : giallo, blu, rosso, verde e naturalmente bianco ma i rombi (ah, i rombi classici del pallone) erano rigorosamente neri. Il Super Tele era leggerissimo. cosicchè ogni tiro ero storia a sè, calciandolo ti riscoprivi Zico, Cruijff, Maradona o, come il sottoscritto, Leovigildo Lins da Gama detto Junior.
Il Super Tele lo trovavi dappertutto: nei negozi di giocattoli, dai tabaccai, negli autogrill, nelle edicole al mare e nei negozietti in montagna, nel negozio dove mamma faceva la spesa, in cartoleria e non solo, aveva un prezzo politico e vista la durata media dello stesso (si bucava solo se una zanzara gli si poggiava sopra) ogni settimana aveva il suo Super Tele.

Il Super Tele, grazie al cielo, esiste ancora.

Ieri mattina io e il Russino siamo entrati in un negozio di giocattoli, al che ho domandato: "Vorrei un pallone leggero per lui, tipo un Super Tele per intenderci".
La negoziante mi ha sorriso è m'ha detto: "Il Super Tele per l'appunto. Lo vuole giallo o bianco?".
Ora, anche sul colore le scuole di pensiero all'epoca divergevano: quello bianco era il classico da tirarci i calci (all'epoca un pallone da calcio che non fosse bianco NON era un pallone da calcio), il problema era che si sporcava subito e che ricordava i colori della squadra più ladra d'Italia, quello blu con rombi neri era dell'Inter, poche palle, quello rosso valeva per noi del Toro, ma l'incrocio con i rombi neri ricordava il Bilan, quello giallo d'altro canto faceva troppo pisciazza...
"Bianco!" ho risposto, dati i miei due euro e venti il Russino è uscito dal negozio tenendo la retina di plastica che conteneva il pallone.

Ci sono gioie che non si possono descrivere nella vita, come quella di dare due calci ad un pallone, ma se le condividi con un figlio che per la prima volta si cimenta in quel fantastico gioco non capirai chi, fra il bambino di oggi e quello di ieri che torna prepotentemente in te, sia il più felice.



Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.

Francesco De Gregori - La Leva Calcistica Della Classe '68 (Titanic 1982)

sabato 10 aprile 2010

Il Piemonte era cosa troppo seria per consegnarlo alla coppia Grillo-Cota

Io l'avevo detto, i dati mi danno ragione...



Anche i dati usciti dalle urne confermano la buona tenuta del centro-sinistra allargato (47,5% dei voti contro il 47,0% dei partiti del centro-destra), nonostante la flessione dell’UDC (- 2,2% rispetto al 2009) e una contrazione della Sinistra. Come ha fatto Cota a sopravanzare la Bresso dello 0,42% ? Nelle schede votate contenenti solo il voto al candidato Presidente (14,1% del totale contro il 15,1% del 2005), Cota ha ottenuto il 49,4%, la Bresso il 43,0% (56,4% nel 2005), il grillino Bono il 6,7% (la sua lista il 3,7%) e un candidato locale, Rabellino lo 0,9% (contro l’1,80 delle liste di appoggio). In questi 19.971 voti “personali” di differenza a favore di Cota sulla Bresso (che hanno consentito di ribaltare i 10.599 voti di vantaggio delle liste del centro-sinistra) risultano conteggiati anche i cosiddetti “voti disgiunti” (voto a una lista e indicazione di un candidato presidente di altra coalizione): è stato proprio il “fuoco amico” a risultare determinante per la sconfitta della Bresso per 9.000 voti di distacco. Correlando le percentuali dei voti dati alle liste e quelle dei voti complessivi ai presidenti, infatti, alla Bresso mancano all’appello 14.000 voti, mentre Cota se ne ritrova 7.500 in più (circa 2.500 in arrivo da Rabellino). È possibile, perciò, stimare un voto disgiunto in uscita dalle liste a sostegno della Bresso verso Bono, candidato grillino, di circa 9.000 unità e un flusso netto in uscita verso Cota (presumibilmente voto cattolico ubbidiente al richiamo della Cei contro Bresso e Bonino) di circa 5.000 unità. Questi due fenomeni sono particolarmente marcati in provincia di Torino, dove è tradizionalmente maggiore il voto di opinione. Se la “fedeltà” degli elettori del centro-sinistra fosse stata simile a quella del 2005 la Bresso avrebbe vinto. Che amarezza.

Allora, chi cercava alibi? L'onesto intellettualmente e non di certo ascrivibile al PD Russo o i Grillini e i dipietristi per caso, autentici alleati della Lega Nord, alla quale hanno servito la regione della prima storica capitale d'Italia per la gioia del loro stesso guru, di Bossi e del cardinal Bertone su un vassoio d'argento?
D'altronde la vera natura di certa gente gratta gratta viene fuori...

mercoledì 7 aprile 2010

L'uomo che guardava passare i treni (sulla propria schiena).

Dal diario del capitano Russo:
mercoledì 7 aprile ora interspaziale 20.00, 16 ° anno dell'era berlusconiana.



la sinistra o quel che ne resta non da segni di vita dopo il massacro di una settimana e mezza fa;
il telefono amico di Roma da due ore suona libero ma nessuno risponde;
a Torino è pronto all'apertura il più grande centro espulsioni d'Italia;
fra un mese non so che cazzo farò a livello lavorativo;
il Bardolino che sto bevendo comprato al centro commerciale è succo d'uva chimico;
sarò governato da un leghista per i prossimi 5 anni;
la benzina continua a salire e fra un mese c'ho pure la revisione: dove cazzo prendo i soldi?
mi son fatto una pasquetta in città con rumeni e albanesi (gli italiani poveri erano tutti chiusi in casa a guardare le tivvù di Berlusconi), manco l'odore di una salamella alla griglia;
è passato il legittimo impedimento e quindi l'intoccabile è sempre più intoccabile;
non esce un lp degli Assalti da due anni e i 99 nonostante siano tornati insieme da un anno nulla producono;
un amica mi consiglia di vedere l'Uomo che verrà prima del 25 aprile ma non mi funziona più il mulo, come cazzo faccio?
E, soprattutto, il Toro non vince uno scudetto da trentaquattro anni ed è già grasso che cola se quest'anno riesce a tornare in A.

Vado a vedermi una puntata dei Griffin a ufo e poi, se non me l'hanno ancora tagliato, attacco la bocca al rubinetto del gas...

domenica 4 aprile 2010

Non sempre la resurrezione è cosa buona e giusta.

Era un comunista, punk per di più, poi la sua morte e la sua resurrezione: le due vite di Giovanni Lindo Ferretti.


“Fino a pochi giorni fa ero quasi convinto di dare il mio voto al
Pdl.
L’ultimo discorso del presidente Berlusconi sulla faccenda araba non mi è piaciuto, anzi lo ringrazio perché così mi ha chiarito le idee facendomi risolvere quello che era un mio problema e cioè a chi dare il voto.
D'altra parte come cittadino mi sento in dovere di votare e lasciare la scheda bianca mi disturba. Il nostro è un Paese molto complicato con tanti problemi da risolvere. Ormai sta prendendo campo il sistema che più che votare a favore di qualcuno si vota contro il presidente.
Meno male che c’è la Lega Nord. Preferisco scegliere, consapevole che eleggiamo signori che stanno lì solo cinque anni. Berlusconi ha molti pregi, però ultimamente sta attraversando un periodo pesante e particolarmente sfortunato”

Giovanni Lindo Ferretti - 1 aprile 2010

Io son cresciuto, da adolescente, con i mai troppo rimpianti album della coppia Ferretti/Zamboni ed i loro CCCP che mi spiegavano, sin dal nome del loro gruppo, cos'erano ortodossia, linea politica ecc. ecc.
Poi il comunista punk è sparito e, dopo molte traversie, ci ritroviamo sta roba oggi.
Riassumendo: era marxista-leninista, poi diventò punk, poi filo PCI, poi l'annuncio shock del voto per Berlusconi "che ha salvato l'Italia dalla sinistra", poi le lodi a Ratzinger e infine l'ultima chicca: alle Regionali 2010 ha votato Lega Nord.
Ora, io capisco che solo gli imbecilli non cambiano mai idea, ma permettetemi di dubitare su chi rinnega completamente la propria precedente vita rinascendo reazionario e filoleghista.
Buona Pasqua? Buona Pasqua un cazzo!
Se questo è un esempio di resurrezione forse è meglio che non ci sia una seconda vita.
Io preferisco ricordarlo così...


giovedì 1 aprile 2010

Hanno ragione loro, hanno sempre avuto ragione loro, avranno sempre ragione loro.

Hanno ragione loro.

Ma a pensarci bene hanno SEMPRE avuto ragione loro.
1993 Milano, città medaglia d'oro della Resistenza, culla di Mani Pulite, volete mai che vada nelle mani di un leghista?



Hanno SEMPRE avuto ragione loro.

1994 Berlusconi? E' di plastica, noi siamo la gioiosa macchina da guerra.


Hanno SEMPRE avuto ragione loro.

2001, tra un governo di centrosinistra e uno con Berlusconi che differenza volete che ci sia? Mica rischiamo la dittatura.


Hanno SEMPRE avuto ragione loro.

2005 Referendum sulla procreazione assistita? Gli italiani e le italiane, come già accaduto nei referendum su aborto e divorzio, sanno quando è ora di tutelare la propria libertà individuale.


Hanno SEMPRE avuto ragione loro.

2006, dopo 5 anni così disastrosi Berlusconi sparirà, la vittoria del (rinato) centrosinistra sarà larga e non richiederà grossi sforzi


Hanno SEMPRE avuto ragione loro.

2008, perchè andare a votare per questi smidollati? Io son duro e puro, tanto la sinistra in Parlamento ci entra di sicuro!




Hanno SEMPRE avuto ragione loro.

2008, il 25 aprile a Torino? Basta alla retorica della Resistenza, non è il caso di scendere in piazza per celebrare il sacrificio Partigiano, ma per ben altri motivi! Questo non toccherà minimamente, soprattutto nei più giovani, la consapevolezza in certi Valori.


Hanno SEMPRE avuto ragione loro.

2010, candidati presidenti alle regionali di centrosinistra? Impresentabili.


Hanno SEMPRE ragione loro.

Sconfitta dopo sconfitta, fascismo dopo fascismo, diritti negati dopo diritti negati, epurazione dopo epurazioni, manganellata dopo manganellata.
Il PD? Deve rinnovarsi.
Infatti è da ben quattro mesi che il suo segretario è in carica: un'eternità...
I Comunisti italiani? Traditori.
E se ve lo dice Rifondazione...
Sinistra e Libertà? Non ha progetti.
I voti a Grillo? Una legittima protesta.
Gli astensionisti? Padroni del loro voto.
Il voto a destra? Sempre colpa di chi sta a sinistra.

Hanno SEMPRE ragione loro.

Una giustificazione per tutto, sempre, ma soprattutto per se stessi per dimostrarsi migliori degli altri.
Non sbagliano un colpo, ineffabili, hanno una ricetta (mai applicata e soprattutto mai applicabile) per ogni questione in spregio a quelle altrui, ma soprattutto sono sempre più a sinistra di tutti e disposti a offrire come mercanzia al mercato del pulci le loro inimitabili esperienze politiche e di vita.

Avranno SEMPRE ragione loro.

E la sinistra sparirà, ma niente paura, sarà sempre colpa di qualcun altro.