domenica 28 febbraio 2010

Povero me

C'è chi a quest'ora è in giro perchè rincasa dopo l'uscita del sabato sera e non vede l'ora di godersi un sonno ristoratore, c'è invece chi, come il sottoscritto, a quest'ora è in giro perchè dal sonno è stato abbandonato dopo solo tre ore da che s'era coricato.


Lo scampolo di primavera che sembrava aver definitivamente scacciato via un inverno lungo e nevoso, ora sembra farmi le pernacchie e, mentre cammino per queste strade deserte, una pioggerellina aggredisce senza tregua il mio eskimo e la mia coppola, ultimi baluardi verso la stessa.
Vi chiedo: quant'è che non vi capita di camminare alle 5 di mattina d'un giorno festivo invernale?
Le strade sono deserte, i panettieri ed i turnisti per una volta tanto dormono sotto le loro coperte, i pendolari vivono un giorno normale e non devono alzarsi in piena notte per poter attaccare in qualche ufficio a 70 chilometri di distanza alle 8.00, di pullman manco a parlarne e gli edicolanti rispetto a vent'anni fa sembrano essersi belli che imborghesiti: col cavolo che calano il piede dal letto alla domenica a quest'ora!
Ma i pensieri, molto più incasinati di queste riflessioni sociologiche da quattro soldi, che mi hanno spinto a vagabondare in questa notte fra il sabato e la domenica restano, l'essere uscito di casa è stato soltanto un tentativo di fuga da quella serra di depressione che si trasforma il letto quando la nostra testa inizia a girare a mille.
E ti chiedi dove sono gli amici, quelli ai quali basterebbe iniziare a vuotare il sacco e con una parola ti aprirebbero un mondo, dove sono le grandi passioni, gli ideali, le lotte che spesso non sono inizio e strumento, bensì fine ultimo per sopravvivere alle piccole miserie quotidiane, piccole miserie che riescono però a destabilizzarti completamente, al punto di toglierti il sonno, quando non l'appetito e la voglia di alzarti alla mattina.
Certe sigarette durano un'eternità, certe altre, come questa notte, sono troppo corte e spenta una ti tocca subito accenderne un'altra: pensi e fumi, fumi e pensi, più pensi più fumi....
Ci vorrebbe una passeggiata a Genova chiacchierando del più e del meno con una amica speciale, un giro per mare con una coppia unica, un viaggio in treno con chi ti ha saputo ascoltare, un abbraccio forte da chi non rivelandotelo ti ha saputo amare, invece quello che ti circonda sono automobili dormienti, muri umidi e pieni di scritte idiote e malfatte, puzza di piscio di cani e il tutto è illuminanto dall'insopportabile luce artificiale delle lampadine dei lampioni che sembrano aver fatto il loro dovere già oltre il dovuto.
Poi scorgi un bar, speri in un pò di calore umano e appena entrato trovi un sonnolento barista che ti serve un "delizioso" primo caffè della giornata partorito dalla macchina (per dire, una ciofeca che manco all'estero...) e ad un tavolino un muratore dell'est che carbura fin dall'alba con un tonificante montenegro, ma tant'è...
Allora, orfano delle risposte che stupidamente speravi di trovare nel tuo vagabondare notturno, decidi di incamminarti verso casa alla ricerca del "secondo sonno", quello che ti permetterà d'affrontare la giornata se non riposato quantomeno un filo meno incomato, sperando che quel dormire sporco lavi via come d'incanto tutte le scorie ed i problemi che la notte ti ha ribadito.
Ma in cuor tuo sai che così non è, gli ossimori son cosa da linguisti d'altronde, e quasi quasi non fa più paura il timore di non addormentarsi, quanto semmai la certezza di risvegliarsi...



Cammino come un marziano, come un malato,
come un mascalzane, per le strade di Roma.
Vedo passare persone e cani e pretoriani con la sirena.
E mi va l'anima in pena, mi viene voglia di menare le mani,
mi viene voglia di cambiarmi il cognome.
Cammino da sempre sopra i pezzi di vetro,
e non ho mai capito come, ma dimmi dov'è la tua mano,
dimmi dov'è il tuo cuore?


Povero me! Povero me! Povero me!
Non ho nemmeno un amico qualunque per bere un caffè.
Povero me! Povero me! Povero me!
Guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è.
Povero me! Povero me! Povero me!
Mi guardo intorno e sono tutti migliori di me.
Povero me, povero me, povero me,
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è,
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è.


Cammino come un dissidente, come un deragliato,
come un disertore, senza nemmneno un cappello
o un ombrello da aprire, ho il cervello in manette.
Dico cose già dette e vedo cose già viste,
i simpatici mi stanno antipatici, i comici mi rendono triste.
Mi fa paura il silenzio ma non sopporto il rumore,
dove sarà la tua mano, dolce,
dove sarà il tuo amore?


Povero me! Povero me! Povero me!
Non ho nemmeno un amico qualunque per bere un caffè.
Povero me! Povero me! Povero me!
Guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è.
Povero me! Povero me! Povero me!
Mi guardo intorno e sono tutti migliori di me.
Povero me, povero me, povero me,
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è,
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è ...

Francesco De Gregori - Povero me (Canzoni d'amore - 1992)

mercoledì 24 febbraio 2010

Respirare non è di destra

Su 134 comuni del Milanese, solo Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo (entrambi targati centrosinistra) sono orientati a raccogliere la sfida lanciata in sede Anci dai sindaci di Milano e Torino, rispettivamente Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, e a proclamare lo stop alle auto per il 28 febbraio.

La Repubblica 23/02/2010


Una domenica è poco più di niente in val Padana, indi per cui per le giunte di destra della civilissima lombardia è meglio il niente e schiattate pure tutti in santa pace cittadini che vi fate governare da gente che così tanto ci tengono alla vostra salute...

domenica 21 febbraio 2010

Per non far morire la Sinistra

E' una lunga agonia, alla faccia di quelli che speravano in una sconfitta "propedeutica e purificatrice" dopo le elezioni di due anni fa...


Sono stati due anni di stracci che volano, di matrimoni, di scissioni, di congressi farsa e di congressi mancati, di liderini nuovi e vecchi di periferia che pensano più alle loro misere rendite di posizione, di giovani 30/40enni che son già vecchi e rapaci nonostante l'anagrafe civile e politico, di mediocri (sempre in provincia) che arrivano in posizioni alle quali una trentina d'anni fa avrebbero potuto aspirare solo in crisi di guerra nucleare che decimasse tutti i vertici ed i compagni di partito...
A fianco di persone, militanti, vecchi e gloriosi compagni che cercano ancora di cambiare (utopisticamente?) la politica a sinistra, io stesso ho notato che a livello locale pochi ma potenti sepolcri imbiancati, pochi ma oramai radicati giovani ras di quartiere, paese o città si comportano come i peggiori capibastone professandosi di sinistra ma avendo una concezione berlusconistica della propria sezione. Che fare allora?
Non ci si può certo "tagliarsi i coglioni per far dispetto alla propria moglie" (come molti pistola che negli ultimi due anni hanno continuato a pontificare insegnando a noi comuni mortali cosa vuol dire essere "veramente di sinistra", manco noi lo fossimo falsamente, mentre nel 2008 allegramente si astenennero stendendo un tappeto rosso a questa destra reazionaria e vergognosa che ci governa...), nè buttare il proprio voto nelle liste populiste e qualunquiste alla Di Pietro/ Grillo.
Allora rinnovo l'invito a segnalare persone, come il bravo blogger Pieprandi in Emilia che ha deciso di mettersi in gioco fino in fondo e del quale mi faccio garante, o la già citata su queste pagine Silvia Garambois che se la giocherà nel Lazio.
Mi impegno a dar spazio a tutte le persone perbene di sinistra qua sopra basta che ci mettiate il nome e facciate da garanti per loro scrivendo al mio indirizzo mail che trovate nella colonna di destra, alla faccia di tutti quelli che la sinistra tutta indegnamente la rappresentano non facendo altro che bruciare le risorse umane migliori facendole scappare, siano essi militanti o semplici elettori, io stesso vi inviterò a fare altrettanto: al di là dei bla-bla grillistici o blogeristici, vogliamo veramente far qualcosa per non morire?



Sto facendo il notiziario cambogiano
da una radio libera, per chi?
il microfono è un po' fallico però
il potere non ce l'ho no no
circondato dai mass media sulla sedia
io lavoro sempre gratis ma
c'è Antonietta che mi ama e che mi aspetta
tutta notte lei mi ascolterà
compagno sì, compagno no, compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz
io c'ho il profugo cileno a casa mia
è arrivato nel '73
e da allora lui non è più andato via
Antonietta fammi star da te
passa un giorno, passa un mese, passa un anno
l'unità sconfiggerà il padrone
ma Antonietta mi ha buttato per la strada
vuoi vedere che sono io il coglione
compagno sì, compagno no, compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz
vado a prendere un po' d'erba da un amico
ad Antonietta la regalerò
io la lascio chiusa in macchina un secondo
per anadare a bere un buon caffè
quando esco mi han spaccato il finestrino
e un ragazzo sta saltando il muro
come fai a mandare uno a San Vittore
poi finisce che gli fanno il culo
si avvicina un tizio con cravatta e giacca
tira fuori il fototesserino
e mi dice "tu sei uno di sinistra
sta tranquillo sono un celerino
son pulotto sì, ma son del sindacato
forza dimmi cosa ti han rubato"
io gli dico: "lascia perdere compagno
è un problema troppo delicato!"
compagno sì, compagno no. compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz

Compagno si, compagno no, compagno un caz - Ricky Gianco (Arcimboldo - 1978)

venerdì 19 febbraio 2010

La canzone simbolo della cultura nell'Italia berlusconiana

L'ho vista (e ahimè soprattutto sentita) ieri sera sul tubo per la prima volta, sforzatevi e fatelo anche voi: ne vale la pena.



Finalmente la "qultura" di destra ha vinto, dio patria e famiglia, ci son voluti 15 anni di Berlusconi ma a Sanremo non tocca più a quelli che parlano di uomini col megafono o riserve indiane fare gli outsider, roba che l'Italiano di Cotugno al confronto sembra un capolavoro del cantautorato italico...

mercoledì 17 febbraio 2010

Io sto con Checchino Antonini, e voi?

Ho conosciuto di persona Checchino Antonini lo scorso anno a Genova, dico di persona perchè, come tutti quelli che si interessano delle vicende degli ultimi, già lo conoscevo bene grazie ai suoi scritti.
Difficile trovare una sua immagine sul web, di lui troverete per l'appunto i suoi articoli e le sue inchieste, tanto che ho dovuto utilizzare una foto che io stesso avevo fatto, ma questo è Checchino: il suo impegno verso le storie scomode è la sua carta d'identità.


Martedì 10 febbraio, il tribunale di Roma ha condannato per diffamazione, a otto mesi, il cronista di Liberazione Checchino Antonini per un articolo sulle violenze al G8 di Genova.
A Checchino, per Checchino, dobbiamo tutti dare la nostra solidarietà.
La redazione di Carmilla per prima ha aderito all'appello invitando ad aderire e a solidarizzare con Checchino attraverso l'e-mail liberalacronaca@gmail.com, nel frattempo è nato il gruppo facebook solidarietà a checchino antonini al quale invito tutti a partecipare iscrivendosi e lasciando un messaggio per Checchino.
Qui di seguito pubblico l'appello integrale.

APPELLO

Martedì 10 febbraio, il tribunale di Roma ha condannato per diffamazione, a otto mesi, il cronista di Liberazione, Checchino Antonini, e il suo ex direttore, Piero Sansonetti. I fatti risalgono al 2005 quando l’allora capo della polizia, De Gennaro, attribuì ottimi voti, relativi al 2001, a due funzionari coinvolti nelle violenze di quell’anno al G8 di Genova. Gigi Malabarba, allora capogruppo al Senato di Rifondazione, denunciò quei criteri di valutazione e di selezione dei quadri di Ps ma fu a sua volta attaccato dalle dichiarazioni dei segretari di alcuni sindacati di polizia che facevano quadrato attorno al Viminale. Liberazione raccontò di quello scontro, tutto interno alla battaglia per verità e giustizia sui fatti di Genova. E per quel racconto si è trovata sulle spalle una denuncia, e poi una condanna. Dopo quasi dieci anni, guai a toccare Genova 2001.

Checchino Antonini e Piero Sansonetti sono stati condannati per aver svolto il proprio lavoro come hanno sempre fatto, senza mai aver derogato alla propria serietà professionale.
La solidarietà con i due cronisti ci sembra doverosa. Perché serve oggi a tenere aperti gli spazi per il conflitto sociale, per il diritto di cronaca, per tutte le battaglie di verità e giustizia in quello che, il familiare di una vittima della strage di Brescia, chiama il Paese dei comitati. Doverosa anche per non smettere mai di ricordare cosa è stato il G8 di Genova 2001, quali libertà fondamentali sono state violate e quali ragioni di libertà sono state gridate. Da tutti noi.

Solidarietà con Piero Sansonetti e Checchino Antonini, giornalisti condannati per aver denunciato gli orrori del G8.
Riapriamo gli spazi per il diritto di cronaca, torniamo a parlare di Genova 2001

venerdì 19 febbraio, ore 12, conferenza stampa nella sede della Fnsi di corso Vittorio Emanuele 349

con
Paolo Butturini, segretario dell'Associazione Stampa Romana
Dino Greco, direttore di Liberazione
Salvatore Cannavò, direttore de ilmegafonoquotidiano.it
Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della sinistra
Vincenzo Vita, Pd, fondatore di Articolo 21

info: 3294110752

per adesioni
liberalacronaca@gmail.com
info: facebook, solidarietà a checchino antonini

lunedì 15 febbraio 2010

Ma mandare fuori dai coglioni i berluschini mai, eh?

E mandiamo via quelli che si mangiavano i gatti 60 anni fa, e mandiamo via quelli che per cazzi loro tirano di coca come oramai milioni d'italiani, e mandiamo via gente perchè osa dire cose che al duce danno fastidio...


... ma mandare fuori dai coglioni dalla Rai gente da me ingiustamente retribuita come Vespa, Minzolini, Paragone, la Setta ecc. sempre genuflessi nei confronti di Berlusconi e con ascolti tali che se mi mettessi io culo all'aria in mezzo alla strada farei più audience, non se ne parla minimamente eh?

domenica 14 febbraio 2010

Ma per andare dove poi?

Andare camminare lavorare,
la penisola in automobile,
tutti in automobile al matrimonio,
alé! la penisola al volante,
questa bella penisola è diventata un volante.
andare camminare lavorare...


C'è stato un tempo, neanche troppo lontano, nel quale la mattina mi alzavo, inforcavo la bici ed andavo. Più che un lavoro era un simil-lavoro, una retribuzione di 400 euro al mese non può certo esser corrisposta per un lavoro a giornata obietterebbe anche il meno sindacalizzato fra i miei lettori, eppure ero felice.
Uscito con la bici dal cortiletto condominiale mi recavo dal mio edicolante preferito (perchè i giornali sono uguali in tutte le edicole, ma gli edicolanti no miei cari) e lì mi fermavo un paio di minuti a commentare il tempo, i principali titoli dei giornali e le schifezze che ci assillavano.
Dopo aver preso le sigarette da Nando (perchè le sigarette costano ed hanno ugual sapore in ogni tabaccaio, ma non tutti i tabaccai sono uguali, lui era un vecchio compagno) da lì andavo nel "solito" bar (perchè tutti i bar ti fanno un caffè a 0,90 ma, indipendentemente dalla miscela, non tutti i baristi sono uguali) e dopo questo pellegrinaggio mi recavo al lavoro.
A pranzo tornavo a casa e dopo breve pennica tornavo in ufficio per fare le restanti ore pomeridiane, raramente arrivavo a casa la sera che fosse già buio.
Ma i tempi sono balordi e, passato il periodo del (non)lavoro, o meglio del lavoro a tempo pieno retribuito a sotto part-time, per restare a galla ho accettato (e pure con entusiasmo) un lavoro a più di 30 km da casa.
Adesso esco che è ancora buio e prendo la macchina (di mezzi pubblici decenti in questa zona non se ne parla) che ben pochi chilometri aveva macinato in precedenza, mi fermo ad un'edicola lungo la strada dove riesco a parcheggiare con le 4 frecce senza fermare tutto il traffico e corro al lavoro dove prendo di corsa un caffè alla macchinetta in un bicchierino di plastica, mangio qualcosa di riscaldato a pranzo e, dopo essermi pippato circa 300 chilometri alla settimana, il sabato vado a far scorta di sigarette per quella successiva dal mio tabaccaio.
So che è assurdo di questi tempi lamentarsi per non avere il lavoro (precario of course) vicino a casa, soprattutto alla luce di fatti come questo, ma non mi si venga a dire che la qualità della mia vita non è peggiorata: tutti a correre per lavorare, ma per andare dove poi?



Andare camminare lavorare,
andare a spada tratta,
banda di timidi, di incoscenti,
di indebitati, di disperati.
niente scoramenti, andiamo,
andiamo a lavorare,
andare camminare lavorare,
il vino contro il petrolio,
grande vittoria, grande vittoria,
grandissima vittoria.

andare camminare lavorare,
il meridione rugge,
il nord non ha salite,
niente paura, di qua c'è la discesa,
andare camminare lavorare,
rapide fughe rapide
fughe rapide fughe.

andare camminare lavorare
i prepotenti tutti chiusi a chiave
i cani con i cani nei canili
le rose sui balconi
i gatti nei cortili...
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

e che cos'è questo fuoco? pompieri, pompieri,
voi che siete seri, puntuali,
spegnete questi incendi nei conventi,
nelle anime, nelle banche.
andare camminare lavorare,
queste cassaforti che infernale invenzione,
viva la ricchezza mobile,
andare camminare lavorare,
andare camminare lavorare.
lavorare, lavorare!

andare camminare lavorare
il passato nel cassetto chiuso a chiave
il futuro al totocalcio per sperare
il presente per amare
non è il caso di scappare
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

nutriamo il lavoro, alé!
gli agnelli a pascolare con le capre
fra i nitriti dei cavalli, questi rumorosi...
vigilati da truppe di pastori,
andare camminare lavorare.

niente paura, azzurri, azzurri, attaccare attaccare,
attaccatevi a calci nel sedere,
la domenica tutti sul pordoi a pedalare.

lavorare pedalare lavorare, con i cantanti nell'osteria,
con i contanti, con tanti tanti tanti ...
tanti auguri agli sposi!

andare camminare lavorare,
la penisola in automobile,
tutti in automobile al matrimonio,
alé! la penisola al volante,
questa bella penisola è diventata un volante.
andare camminare lavorare...

Piero Ciampi - Andare camminare lavorare (Andare camminare lavorare e altri discorsi - 1975)

giovedì 11 febbraio 2010

Vuoi vedere che Noemi è comunista?


"In Rai lavora solo chi si prostituisce o è di sinistra"

Berlusconi Silvio, 20 dicembre 2007



Chi l'avrebbe mai pensato che Noemi era di sinistra?

mercoledì 10 febbraio 2010

Se fossi nel Lazio...

"Mi presento. Ho quasi 55 anni, nata a Torino ma romana di adozione, faccio la giornalista free lance. Non è una scelta: anche nei giornali la nuova “normalità” è il precariato."
...
"La mia storia ha radici nella tradizione di sinistra della mia famiglia, nei valori di un padre partigiano nella Val di Lanzo, medaglia al valore della Resistenza."

Non ho tessere di partito.
Non ho un partito di riferimento.
Ho degli ideali di sinistra e sono precario.
Perchè una torinese che mi rappresenterebbe così bene si batte per certi valori nel Lazio e non nella sua/mia regione? E' la vita, che ci porta a volte lontano.
Ma se fossi nella regione che vedrà la sfida fra la Polverini e la Bonino non avrei dubbi: io sosterrei Silvia, anzi, IO SOSTENGO SILVIA.

lunedì 8 febbraio 2010

Regionali Piemonte: ma che minchia d'accordo è?

Oggi e' stato siglato l'accordo tecnico elettorale tra Bresso e la Federazione della sinistra (Rifondazione Comunista e Pcdi). ''E' un accordo - ha sottolineato Bresso - che non comporta una condivisione programmatica, ne' una partecipazione in giunta."


Quindi, se voglio una politica più a sinistra rispetto tav, inceneritori, disoccupazione e ammortizzatori sociali, lavoro e istruzione voto per l'appunto a sinistra così Pd e Udc vincono meglio e non ho uno che uno che mi rappresenti al governo della regione in caso di vittoria, visto che in caso contrario rischio di diventare una protesi della Lombardia berlusconiana con un governatore di regione assurdo come Cota? E continuiamo così...

sabato 6 febbraio 2010

Ai miei amici (e ai miei nemici).

Dopo il mio post di lunedì scorso ha cominciato a menar le danze Gilioli su l'Espresso..


"Qualche giorno fa commentavo in giro che l’incartocciamento di Polverini sulle unioni gay mi pareva un ottimo segnale per Bonino: è sempre un ottimo segnale quando l’avversario insegue i tuoi temi storici. Vedo che il Pd si è incaricato di smentirmi subito."

Poi la Repubblica...


"Ma ancor meno è piaciuto ai simpatizzanti, che si sono scatenati in rete: «Prrr», titola "Il russo" sul suo blog prima di passare agli insulti;"

Infine addirittura il Giornale, logicamente a proprio uso e consumo...


"(ilrusso.blogspot.com) si limita a pubblicare la fotografia con un insulto, diretto al Pd. E i commentatori non sono da meno: «non è uno scherzo, vero? Stanno davvero festeggiando una deportazione», si chiede un utente che si firma Punzy, mentre un altro ironizza: «Ma è davvero diventato il PdL meno L!»."

Che dire? L'unica cosa che voglio fare è condividere con voi questa immeritata popolarità, come dico da sempre questo blog nasce per far discutere, in primis i propri pazientissimi amici blogger e poi, perchè no, eventuali nuovi amici e anche i nemici.
Ma è sopratutto ai miei amici bloggers che dedico tutto ciò, senza di loro questo "bar virtuale" dove si discute di tutto non avrebbe ragion d'esistere: saremo quattro gatti che vogliono cambiare il mondo, ma sappiamo rompere i coglioni eccome...



Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
destinati a qualchecosa in piu'
che a una donna ed un impiego in banca
si parlava con profondita'
di anarchia e poi di liberta'
tra un bicchier di coca ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche' e
proponevi i tuoi faro'
Eravamo tre amici al bar
uno si e' impiegato in una banca
si puo' fare molto pure in tre
mentre gli altri se ne stanno a casa
si parlava in tutta onesta'
di individui e solidarieta'
tra un bicchier di vino ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche'
e proponevi i tuoi pero'.
Eravamo due amici al bar
uno e' andato con la donna al mare
i piu' forti pero' siamo noi
qui non serve mica essere in tanti
si parlava con tenacita'
di speranze e possibilita'
tra un bicchier di whisky ed un caffe'
tiravi fuori i tuoi perche'
e proponevi i tuoi sara'.
Son rimasto io da solo al bar
gli altri sono tutti quanti a casa
e quest'oggi poi verso le tre
son venuti quattro ragazzini
son seduti li vicino a me
con davanti due coche e due caffe'
li sentivo chiacchierare
han deciso di cambiare
tutto questo mondo che non va.
Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
e poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al roxy bar
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
e poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al roxy bar
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno a rincorrere i suoi guai

Gino Paoli - Quattro amici al bar (Matto come un gatto - 1991)

p.s. Comunque l'articolo al quale sarò sempre più legato resta questo....

giovedì 4 febbraio 2010

Perchè in Puglia sono obbligati a far vincere Vendola

Vi potrà stare sulle palle, potrete criticare i suoi metodi, ma provate a guardare dall'altra parte...


"Si, l'inglese non lo so, ma anche a leggere in italiano, non è che capisco l'operazione finanziaria..."

Ma quale pugliese con un minimo di senno potrebbe dare la propria regione nelle mani di un "amministratore" del genere????

mercoledì 3 febbraio 2010

Morgan alla gogna? Magari per aver fatto X- Factor...

Scusate ma a costo di passare per qualunquista lo devo dire...


Dopo aver appreso negli ultimi anni che la cocaina veniva portata dentro un ministero, dopo aver letto di un Presidente del Consiglio che ha ricevuto nelle sue feste escort, dopo aver sentito le dichiarazioni dei pentiti Spatuzza e Ciancimino Junior negli ultimi mesi, dopo tutte le porcherie che quotidianamente ci becchiamo, viene fuori che il personaggio più laido d'Italia messo alla pubblica gogna dagli organi di stampa, subissato di predicozzi da personaggi che alla droga dovrebbero darsi eccome visto in che stato sono ridotti senza farne uso e massacrato dalla televisione di stato che gli impedisce di andare a fare il guitto a Sanremo, è il cantante Morgan che per cazzi suoi si fuma la droga? Ma chi state a prendere per il culo moralisti d'accatto?

lunedì 1 febbraio 2010

Partito Democratico del Quadraroooo? Ppppppprrrrrrrrrrrrrr!

Il Partito Democratico del Quadraro festeggia lo sgombero del campo nomadi.


Il Russo li manda affanculo.