sabato 30 gennaio 2010

Le palle dell'allineatissima Emma

Secondo lei, basta quel che ha fatto il governo finora? Oppure magari ci vorrebbero degli sgravi o altro ancora?
«Fino ad oggi senz`altro ha fatto il massimo possibile"

Emma Marcegaglia, Davos, 29/01/2010


E infatti il giorno dopo...

ROMA - "Includendo tra i disoccupati l'equivalente di forza lavoro delle ore erogate di CIG, il dato italiano sulla disoccupazione sale a 10,1% in linea con quello europeo", lo scrive il centro studi Confindustria nella Congiuntura flash rilevando che a dicembre il tasso di disoccupazione in Italia è stato dell'8,5% contro il 10,0% nell'Area euro. "E il trend resta ascendente: a dicembre la percentuale di imprese che si attendeva una riduzione del numero di addetti (28,6%) era ancora nettamente superiore a quella che prevedeva un incremento (9,7%), benchè si fossero stabilizzate le opinioni sulle condizioni operative aziendali".
Ieri i dati dell'Istat e di Eurostat che segnalano una crescita all'8,5% dei senza lavoro, record dal 2004.

Ma in che mani siamo?????

venerdì 29 gennaio 2010

Bertolaso ministro: grazie Silvio!

L'AQUILA - "Guido Bertolaso sarà nominato ministro".


Quello che mi fa poi impazzire è che i berluschini elettori non capiscano come mai siamo lo zimbello del pianeta terra.....

giovedì 28 gennaio 2010

Oppio dei popoli? Naaaaa, peggio.

"Steso a terra con le braccia a croce passa le notti «a conversare con Gesù», dice «non ho mai visto la Madonna, ma la sento», recita la Via Crucis in corridoio e tiene nell’armadio una cinghia per flagellarsi."

Corriere.
it



Dunque dunque: parlava con il muro, si riempiva di cartelle a cinghiate, sentiva le voci come una Giovanna D'Arco qualsiasi (ma quella l'hanno bruciata), frequentava macellai dittatori fascisti .
Santo subito, come no...

mercoledì 27 gennaio 2010

Berlusconi come Silvan: i capelli scompaiono e riappaiono...

Da Repubblica.it

C'è un nuovo mistero intorno ai capelli del premier Silvio Berlusconi, che negli ultimi quattro giorni hanno mostrato una mutevolezza sorprendente: il 23 gennaio, il presidente del Consiglio si è presentato al matrimonio del ministro Gelmini con la sua solita chioma. Due giorni dopo, arrivando al San Raffaele per una visita, la fronte del premier è apparsa inspiegabilmente alta e sguarnita. Ma niente paura: oggi, alle celebrazioni per il Giorno della Memoria, la testa del premier era nuovamente rinfoltita.

E poi dicono che s'occupa solo dei suoi processi e delle letterine nei vari harem, tsè, ha benaltro a cui pensare, Lui.
Altrochè 600 euro come Delbono con dimissioni annesse...

domenica 24 gennaio 2010

Senti chi parla.


E lui della materia se ne intende, oh se se ne intende......


sabato 23 gennaio 2010

________________ Fragile ________________



Evaporato in una nuvola rossa

in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:




perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

mercoledì 20 gennaio 2010

AH AH AH!

Stefania Craxi ha ringraziato il presidente del Senato Renato Schifani per aver ospitato l’evento di questa mattina: «È un riconoscimento che mi ripaga di tante amarezze». Quindi per smentire le «molte falsità » che ancora si rincorrono sul padre, ha ripercorso la sua attività politica individuando nel «risanamento economico il suo capolavoro»: «non è vero che lo fece aumentando il debito pubblico», ha precisato.


Ah ah ah, e come no? E aveva i capelli più lunghi d'Italia, la vista migliore d' Europa e magari vien fuori che era anche onesto e incensurato... AH AH AH AH!
Dal 1984 al 1987, come risulta dai documenti di Bankitalia, il debito pubblico italiano passò da 240 miliardi di euro a 430 miliardi di euro. E nei 5 anni successivi, quando Craxi non era più al governo ma era comunque ai vertici della politica italiana, componente del famoso CAF (Craxi, Andreotti, Forlani), il debito pubblico arrivò nel 1992, subito prima dell’esplodere di Tangentopoli, alla cifra di 800 miliardi di euro: questa è la storia, con buona pace di lorsignori e parenti.

p.s. Per la gioia dei collezionisti di chicche ecco una prima pagina de l'Indipendente dell'epoca, diretto da tale Vittorio Feltri, sapete per caso cosa scriva e per chi attualmente?

martedì 19 gennaio 2010

Con il cuore in Val Susa.

Tutt* quell* che possono in Val Susa! I compagni che sono già arrivati a Susa dicono che le statali sono aperte, meglio passare dalla 24, chi arriva dalla basse valle esca a Chianocco e faccia la statale. Radio BlackOut sta seguendo tutto in diretta.


[Ore 06:00] All'alba di questa mattina almeno 5 blindati dei carabinieri ed una trivella si sono spinti fino all'autoporto di Susa, vicino al presidio No Tav, luogo dove dovrebbe essere eseguito il sondaggio di Susa. Al momento circa 200 persone si sono riunite al presidio, molti arrivati con la chiamata fatta da coloro che come ogni notte stavano presidiando il sito, altri stanno arrivando.

[Ore 06:23] Il presidio No Tav si sta muovendo in corteo lungo la statale per raggiunge il luogo dove sembra stia per cominciare la trivellazione, un poco più avanti rispetto a dove i No Tav hanno montato il presidio. La statale 24 è ora bloccata dai No Tav.

[Ore 06:35] Diverse centinaia di persone in movimento sulla statale 24. Circa 300 persone in marcia verso il luogo della trivellazione, come prima espressione di dissenso contro questa nuova provocazione della "lobby del Tav", che ha voluto presentarsi in Valle alle prime ore del mattina, nella blindata oscurità, per mettere una bandierina anche in Valle...

[Ore 06:57] Una delegazione di sindaci della Valle ha ottenuto di poter andare sul luogo della trivellazione, grazie alla pressione delle diverse centinaia di No Tav che continuano a bloccare la statale.

[Ore 8:30] Coloro che sono riusciti ad entrare dentro il sito (amministratori e tecnici del movimento) si confrontano con i militanti No Tav in assemblea. La riunione si sta svolgendo al presidio vicino all'autoporto di Susa.

Con il cuore lì con voi, quella è la VOSTRA valle!

lunedì 18 gennaio 2010

Bettino Craxi: il commiato degli italiani onesti allo statista.

Hammamet - Doveva essere una commemorazione in silenzio, senza interventi nè di familiari nè di esponenti politici. Ed invece la voce degli ex socialisti si è fatta sentire per chiamare un applauso della folla: "Bettino, Bettino, sei il vero socialista". E poi un grido dell'assessore di Reggio Calabria, Candeloro Imbalsato: "c'è tutta l'Italia in onore di Bettino Craxi, tutta l'Italia".





Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.

Giorgio Gaber - 1991

sabato 16 gennaio 2010

L'ultimo capolavoro del PD: il prossimo presidente del Piemonte sarà un leghista.

Avete presente quel tizio con vocina stridula e fare da primo della classe (anche se poi fa figure miserrime come l'altra sera quando con Gatti a domanda rispondeva sempre con assurdità e sparate demagogiche che manco sui tram si sentono più...) che vedete sempre più spesso ultimamente nei vari salotti televisivi a partire da porca a porca passando per Ballarò e l'Infedele fino ad arrivare ad Anno Zero? Bene quel tizio è il futuro vincitore della destra in Piemonte alle prossime elezione regionali di primavera.


Perchè futuro vincitore direte voi? Semplice, dopo cinque anni di governo di centrosinistra la presidenta Mercedes Bresso ha deciso di rompere l'alleanza con la sinistra ( favorevole al rafforzamento della sanità pubblica, contro le centrali nucleari, contro la tav non voluta dagli abitanti della Val Susa, per il sostegno delle vittime della crisi occupazionale) per non perdere i preziosissimi voti dei centristi di Casini (favorevoli alla sanità privata designando Vietti a quell'assessorato che in materia ha "qualche" conflittino d'interesse, favorevole alla tav ecc. ecc.).
Il mio voto Mercedes l'hai perso, son già pronto e rassegnato a vedermi governato da un tizio col fazzoletto verde....

mercoledì 13 gennaio 2010

La Toscana a Toscani? Dal culo dell'Unità al mazzo alla sinistra!

"La Toscana? Una regione soviet, sarebbe il sogno di Stalin. Se vinco, in Regione nomino assessori di 25 anni al loro primo impegno. Quello che serve alla Toscana è perdere la pigrizia, se è la più bella non è certo per merito delle sue ultime amministrazioni, si vive sugli allori del passato.

Ma chi potrà mai dire una cazzata simile?


Ebbene si: l'uomo che mise un culo femminile in primissimo piano per la gioia di Conchita De Gregorio e per i rivoltamenti nella tomba del fondatore Antonio Gramsci al fine di vendere qualche copia in più de l'Unità, si rivela per quello che è, un maccartista della peggior specie!
Soldi spesi male cara Conchita? Ma continuiamo a farci del male va....

"Io sono il candidato dei Radicali e ho proposto al Pdl di appoggiarmi: così ci sarebbe davvero il rischio di vincere e di battere la sinistra che qui governa da oltre 60 anni. Ci sono stati dei contatti, ne ho parlato con il ministro Altero Matteoli: a breve ci sarà una decisione, forse anche nel giro di 48 ore."

Sempre lui, sempre Oliviero Toscani!
Sono di norma diffidente verso moralisti, ortodossi e femministe, ma se a pensar male a volte si incorre nel peccato, al buon don Russo non resta che assolverle le categorie sopraccitate che all'epoca lo fecero: ma da uno che ideò una campagna che strumentalizzava il corpo femminile come non mai, ci si poteva aspettare qualcosa di meglio? E vabbè, provaci ancora Conchi...

lunedì 11 gennaio 2010

Da Rosarno a Gradisca, da Castelvolturno a Lampedusa: no, questo non è un uomo.

Europa, anno 1945, la loro colpa? Essere ebrei.


Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi - Se questo è un uomo.

*

Rosarno, anno 2010. La loro colpa? Avere fame e la pelle di colore.



Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d´asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d´amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L´Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l´elemosina di un´attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all´ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra - “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

Adriano Sofri - Questo non è un uomo

Sono sempre stato cauto nell'accostare la Shoah con quello che in Italia accade da una ventina d'anni a questa parte con le grandi migrazioni, i CPT, le espulsioni, lo sfruttamento, la violenza, il razzismo becero e animale di chi fa politica (ma la si può definire tale?) sulla pelle degli ultimi inneggiando all'odio ed alla diversità non come ricchezza ma come colpa.
A Rosarno con la caccia al negro e le deportazioni di massa , negli accampamenti zingari nei dintorni di Roma, nei centri di "detenzione temporanea" da Lampedusa sino a Gradisca d'Isonzo, nello sfruttamento che diventa schiavismo della raccolta di pomodori in Campania come nei mercati della frutta a Milano, nei cantieri edili nel nord Italia come nella raccolta delle olive in Puglia, nell'indifferenza di chi si volta dall'altra parte, nelle urla becere degli stadi, nella coscienza di chi fa offerte per "i bambini poveri dell'Africa" e poi non reagisce quando i figli dell'Africa in Italia trovano l'inferno in Terra, negli assalti agli stranieri in tutta la Penisola ho visto l'orologio della Storia tornare indietro, ho visto l'odio farsi carne, ho visto il Male farsi uomo.
Non è questo Paese ad essere malato, ma la stragrande maggioranza della sua gente che di uman
o oramai non ha più nulla se non le sembianze fisiche.

domenica 10 gennaio 2010

L'incredibile scoperta di Repubblica su Rosarno ed una semplice conclusione.

Repubblica.it di ieri:

Rosarno, caccia all'immigrato
aggrediti e presi a fucilate
E SPUNTA L'IPOTESI 'NDRANGHETA


Ma no? Ma chi l'avrebbe mai detto????
Non mi piace generalizzare e cerco di farlo il meno possibile, ma non mi stufo di fare da due giorni una qual certa considerazione: com'è che in quelle terre si convive con la 'ndrangheta da più di un secolo ma se dei disgraziati umiliati, taglieggiati, esasperati sfruttati e schiavizzati si ribellano quasi tutta la cittadinanza riesce a fare fronte comune con ogni mezzo, e sottolineo ogni mezzo, contro di essi?
Non si fraintenda, non sto certo dicendo che tutti gli abitanti della località calabra da due giorni tristemente nota per le gesta xenofobe di molti suoi cittadini faccia parte della criminalità organizzata, per carità.
Sto solo dicendo che quello che è stato fatto ai migranti da quelle parti (sfruttarli per 25 euro lordi al giorno, lordi perchè ne dovevano lasciare giù parte per lavorare ai caporali, farli vivere come animali, dargli la caccia con bastoni e armi da fuoco ferendone più d'uno, rilasciare farneticanti affermazioni ai mezzi d'informazione ecc.) è stato compiuto da gente di merda, piaccia o meno.
A me non fanno cacare i migranti che rialzano la testa e sbroccano perchè hanno una dignità, a me fanno cacare gli uomini di merda che fanno i forti con i deboli e son debolissimi contro i forti.
"Padroni in casa nostra", coglioni: casa vostra è la Terra, stessa casa dei migranti, che non son certo bestie da sfruttare perchè hanno un altro colore di pelle o parlano un'altra lingua...



Si 'nce stess' 'o sfruttament' stu sistema fosse
bell'
si teneva cinq' pall 'o nonn' mio era nu flipper!

A casa mia lassai, chi l'avesse ditt' mai.
Mo' sto accà 'a dici ann' a fatica'
e tu me sput' pure 'n faccia
'a fa 'mmocca!
Sicchie 'e merda, lota, granda mappina,
canter', pivez', favez', stuppol', chiavech', cess', latrina,
'e vote i' nun capisc' i nun capisc' o 'ssaie 'oi ne'
e nun te spar' 'ncuoll' chi m'arap' a scienz'a mme,
do 'cazz si 'o frat', de strunz' si 'o rrè,
aret' a bancarella te vulesse vedè a te.

2000 ann 'e sfruttament' e' tutta colpa e l'immigrat'
pass' o tiemp' e cagna sul' a razz' e a pell' e chi e' sfruttat'
Si 'nce stess' 'o sfruttament' stu sistema fosse
bell'
si teneva cinq' pall 'o nonn' mio era nu flipper!

Nun cagna nient' dico nun cagna nient'
fin'a che nun cagna fin'a che nun cagna 'a gente
simm' futtut' dico simm' futtut'
si salvamm' 'o sistema e condannamm' l'immigrat'......

Sono un italiano medio, esco di buon mattino
un negro siede in tram, io sono in piedi lì vicino
un posto rubato e noi in piedi stanchi
19 posti occupati da bianchi;
e' piu' forte di me, mi si offusca la ragione
quando vedo un negro entro in contraddizione
io mi faccio i fatti miei, razzista io? per carita',
ma con tanti posti perchè vieni proprio qua?

2000 ann 'e sfruttament' e' tutta colpa e l'immigrat'
pass' o tiemp' e cagna sul' a razz' e a pell' e chi e' sfruttat'
Si 'nce stess' 'o sfruttament' stu sistema fosse
bell'
si teneva cinq' pall 'o nonn' mio era nu flipper!

Nun cagna nient' dico nun cagna nient'
fin'a che nun cagna fin'a che nun cagna 'a gente
simm' futtut' dico simm' futtut'
si salvamm' 'o sistema e condannamm' l'immigrat'......

'E frat' do sud do munn' abbandonan' a terra e po' venen'
cca,
nun tenen' asa, fatica po' mezz' ca nie 'ncoppa c'amma
magna',
se ropon' 'o cul' faenn' fatiche ca nuie nun vulessem'
ffa',
ma canter', cess', latrina si pur' vulessn' 'o putiss' fa',
no, che sold ca rann' a nu nir' mang l'affitt putiss pavà,
no, se nun g' vnev iss sul, allor natu' sisteme se l'era 'nventa'.

2000 ann 'e sfruttament' e' tutta colpa e l'immigrat'
pass' o tiemp' e cagna sul' a razz' e a pell' e chi e' sfruttat'
Si 'nce stess' 'o sfruttament' stu sistema fosse
bell'
si teneva cinq' pall 'o nonn' mio era nu flipper!

Nun cagna nient' dico nun cagna nient'
fin'a che nun cagna fin'a che nun cagna 'a gente
simm' futtut' dico simm' futtut'
si salvamm' 'o sistema e condannamm' l'immigrat'......


Bisca/99 Posse - 'O Sfruttamento (La bomba intelligente - 1993)

sabato 9 gennaio 2010

L' Italia è una Repubblica AFfondata sul lavoro.

Art. 1 Costituzione Repubblica Italiana

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


AVELLINO - Il giudice dispone l'assunzione a tempo indeterminato di un'operaia, dichiarando illegittime le proroghe dei contratti a termine, e l'azienda si adegua, accettandone il reintegro nel posto di lavoro, ma distacca la dipendente in India per un anno.

Oramai siamo oltre la fantascienza, ci sarebbe quasi da ridere se non ci fosse una madre di quattro figli che sta piangendo.

Gaetanina Di Paolo aveva avuto diversi contratti a termine, a partire dal 2004, a un certo punto ha rivendicato l'assunzione e, andando per vie legali tramite sindacato, dal Tribunale di S. Angelo dei Lombardi l'ha ottenuta: il giudice ha riconosciuto l'esistenza di un contratto indeterminato.

Al che la ditta condannata, la Catering Equiment Industry di Montemiletto (Avellino) del gruppo Desmon che produce ed esporta in tutto il mondo frigoriferi industriali, le dice che "per poter proficuamente svolgere la prestazione inerente alle mansioni di assemblaggio frigoriferi che svolgeva all'epoca del licenziamento", dal prossimo primo febbraio dovrà trasferirsi a New Delhi dove il gruppo ha una propria azienda, la Desmon Continental Frigo Private Limited, e rimanervi fino al 31 gennaio 2011.

Non ci credete? Eccovi qua la lettera originale riportata da Repubblica.it.

Qualcuno sostiene ancora che, in un Paese dove non dico si riescono a fare queste cose (logicamente la dipendente ricorrerà nuovamente al Tribunale e voglio proprio sperare che le sia data nuovamente ragione), ma soltanto si permette di pensarle, siamo ancora in una Repubblica fondata sul lavoro dove "la sovranità appartiene al popolo"?

Ma mi faccia il piacere mi faccia...

giovedì 7 gennaio 2010

Perchè oggi più di ieri se possibile, sono ancora più vicino a Francesco e Manuel,

Spesso non siamo padroni delle nostre opinioni, figuriamoci di quelle altrui per carità, il bello delle democrazie a libertà vigilata come la nostra è che quando si accampano diritti si pretende troppo, quando qualcuno invece ne invoca la negazione avrà pur diritto di esprimere liberamente la sua opinione, no?
Ieri in giro ho trovato tante, troppe obiezioni sul grido di dolore di Francesco e Manuel, del tipo "io sono contro l'omofobia, però...", oppure "ma perchè richiedere l'unione dopo via legislativa, non vi basta fare un bel testamento?" e altre ancora, tipo omosessuali che spiegano che chi vuole vivere alla luce del sole e godendo di giusti diritti la propria condizione non fa che "arrecare danno alla causa" e altre perle simili.
La migliore risposta arriva da Francesco, che qua di seguito riporto.


Premessa; vorrei che questo breve discorso venisse preso non come un’espressione partitica, ma come un pensiero molto comune, che vorrebbe vedere le due fazioni collaborare alla soluzione di questo problema che discrimina milioni di cittadini italiani.

Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel paese.

Harvey Bernard Milk.


Il mio compagno Manuel Incorvaia, io sono Francesco Zanardi, nato a Torino nel luglio del 70, comincerei proprio da quegli anni. Non molti anni fa le persone di colore erano discriminate, giudicate ingiustamente inferiori, spesso ridotte in schiavitù. Oggi, il presidente degli Stati uniti, l’uomo più potente del mondo è di colore, il prossimo papa, potrebbe essere di colore. Non molti anni fa gli Ebrei venivano decimati in modo atroce a causa della discriminazione. Non molti anni fa più o meno ovunque era illegale essere omosessuali, in alcuni paesi poco civilizzati lo è ancora, fortunatamente in Italia non più. Oggi per fortuna, grazie alle lotte per la parità dei diritti l’umanità ha imparato ad apprezzare le diverse razze, le diverse culture, lotte portate avanti dai nostri nonni, i nostri padri e i loro figli, i partigiani italiani di cui il nostro presidente Giorgio Napolitano ne ha fatto parte, di cui ne ha fatto parte il Presidente Sandro Pertini, che tra le altre cose è mio compaesano e che ho avuto l’onore di conoscere quando ero un ragazzo. Molti di loro hanno lottato e sono morti, per liberare e costruire un paese civile dove poter mettere le nostre radici e crescere. Il costituente, che scrisse la costituzione italiana cerco, in base ai tempi, di formarla in modo tale che potesse avere un ampio indirizzo, che potesse adeguarsi alle nuove esigenze. Ma allora dove è il problema? Perche oggi siamo qui davanti a Montecitorio per annunciare l’inizio di questa protesta pacifica, lo sciopero della fame ad oltranza? Siamo qui per chiedere di abbattere questo muro discriminatorio che non permette a milioni di gay in italia di potere vivere in questo paese, paese nel quale siamo nati, cresciuti, viviamo ed amiamo, per il quale siamo contribuenti, ma che non ci considera. In tutta Europa, di cui l’Italia fa parte esistono leggi a favore degli omosessuali, da più di 15 anni sono stati abbattuti i muri del pregiudizio, perché in Italia tutto ciò non è accaduto? Anzi si è aggravato! Si signori miei, una volta non avevamo diritti, ma almeno eravamo dei diversi, in un certo senso ci consideravano, ora nemmeno più quello. Siamo una categoria fantasma che non viene neppure presa in considerazione. Non credo proprio che i partigiani puntassero a questo, leggendo la costituzione italiana, nemmeno il costituente pensava a questo, tutt’altro. Ma quali leggi, bisognerebbe cambiare in Italia per dare finalmente ai cittadini omosessuali i loro diritti? La risposta sembra semplice, proprio nessuna signori, la costituzione italiana già lo prevede, come è stato dimostrato nelle ultime sentenze dei vari tribunali italiani, che davanti ai ricorsi fatti per i dinieghi rilasciati da alcuni comuni italiani sono arrivati a rinviare il ricorso alla corte costituzionale ammettendo che la costituzione italiana non vieta in alcun modo l’unione civile tra persone dello stesso sesso. Ma allora perché l’Italia, che è sempre stata una grande nazione, ricca di cultura, di arte, un grande impero, lo dimostrano le testimonianze della capitale dove oggi siamo riuniti, deva avere vergogna davanti agli occhi dell’Europa e del mondo intero? Perché dobbiamo vergognarci così tanto anziché essere orgogliosi di essere italiani? Con la nostra iniziativa nonviolenta, che inizia oggi, intendiamo porre all'attenzione delle massime autorità istituzionali, innanzitutto ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, il fatto che da anni giacciono ormai impolverate diverse proposte di legge sulle unioni civili e sul matrimonio gay e che la stragrande maggioranza della classe politica ignora. Questa mancanza di attenzione è gravissima ed evidenzia il forte grado di inciviltà. Ci auguriamo che molte altre coppie seguano il nostro esempio e finalmente vengano riconosciuti i nostri diritti, il nostro diritto alla felicità, il nostro diritto a vivere l'amore con forza e responsabilità.

Francesco Zanardi

Sottoscrivo dalla prima all'ultima riga.

mercoledì 6 gennaio 2010

Dalla parte di Francesco e Manuel, nulla di più naturale per me.

Francesco e Manuel convivono dal 2008 a Villapiana, Savona, il loro problema? Si amano.


Racconta Francesco: “Una sera, durante un viaggio in Grecia, sono stato vittima di una grave aggressione omofobica. Mentre ero all’ospedale pensavo: se da qua non uscirò vivo, Manuel perderà tutto. Non solo me, ma anche tutti i miei averi, la casa, le pensione, tutto. Noi due viviamo come marito e moglie, ma per la legge italiana Manuel non ha alcun diritto, non esiste. E queste cose non sono accettabili in uno stato di diritto”.
Francesco e Manuel vogliono riconosciuta la loro unione, d'altronde mi domando io: se viene fatto per molte coppie di eterosessuali che manco sanno cos'è l'amore, perchè a loro no? Semplice, perchè vivono in un paese reazionario e sotto il giogo cattolico come l'Italia.
Ma Francesco e Manuel rilanciano, da ieri è partito il loro sciopero della fame stufi di tutte le promesse (persino da parte del loro sindaco che s'impegnò a riconoscere la loro unione e non l'ha mai fatto) ripreso in diretta 24 ore su 24 qua.
Partecipano allo sciopero: Francesco, Manuel, Rita, Luigia, Gian Mario, Raffaella, Assunta, Antonio, Rita, Sebastiano, Giacomo, Tony, Carla, Luisella, Christian, Elisabetta, Franco, Deborah, Alix, Giovanni, Dany, Marica, Stefano, Davide, Rosanna,Davide, Valentina, Milena, Renzo, Lucio, Andrea, Paola, Luisa, Daniela. I rappreentanti del movimento spontaneo Gay Italiani, Europa Intervieni e We Have a Dream.

Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia, ricordatevi questi nomi: questi sono veri uomini in un Paese di ominicchi.

domenica 3 gennaio 2010

Metti un giorno a Genova...

Metti un giorno che, nonostante la sera prima sei andato a dormire alle 2.00 passate, ti svegli alle 7.00 e una vocina ti dice: andiamo!
Metti che ti alzi, un caffè di fretta e via, sei in stazione.
Metti che arrivi in un'altra di stazione, quella di Genova Principe, è che minacciosi manifesti ti accolgano sin dall'atrio...


...non avevate visto bene? No problem, coi potenti mezzi del Russo una zummata e via!


Ma finalmente, imbroccato la vietta a destra appena dietro i portici della stazione, eccoci nel cuore di Genova in via di Prè...


Dove non ci arriva l'Assessorato al Turismo della città governata dalla Vincenzi, ci arrivano gli uomini di buona volontà.
Nel cuore della città vecchia una scritta sul muro che richiama i versi del sommo Faber vale più di mille depliant e pubblicità per spiegare la genovesità.


Gli scorci, frammisti ai volti che arrivano da tutto il mondo, riescono ogni volta ad incantarmi come fosse la prima volta che li vedo, Genova è unica piaccia o meno a chi, in uno dei suoi innumerevoli momenti d'idiozia, nove anni fa impediva di stendere il bucato e invocava più fioriere per rendere più "occidentale" la Superba.


Via dai caruggi arrivato a Caricamento riscopro in tasca due biglietti del bus residuo di un'altra bella giornata in quel di Genova di cinque mesi fa, prendo la 31 e scendo in Corso Italia, dove gli elementi hanno deciso di scatenarsi con l'arrivo del cattivo e turbolento Russo.


Quella che su lungomare Italia sembra una piccola mareggiata si rivela ben di più: l'onda monta...


...e tutti noi adulti ci fermiamo, chi con macchina fotografica come me chi con telefonino, ad ammirare vicino ai bambini (come i bambini) la forza del mare.


Poi, poco prima di Sturla, prendo i vicoli che mi portano in un angolo di paradiso:

Boccadasse!


E pensare che c'è gente che viene a Genova per l'acquario: poracci...
La mareggiata qua ha già riempito le cantine la notte precedente, tutte le barche son tirate in secco fin prima della piazzetta, si annuncia un'altra nottataccia con l'alta marea.


Saluto Boccadasse con l'acqua che scavalca i parapetti e fluisce poi dalle feritoie (ma si chiameranno poi così in gergo marinaro? Non credo..) e mi riavvio verso la fermata del 31.


Da Lungomare Italia mi faccio tutte le fermate sino a Brignole, non posso però ripartire senza andare in un certa Piazza..


Vicino a quegli scooter parcheggiati, otto anni e mezzo fa circa, veniva ucciso un ragazzo.
Qualcuno, ai piedi della scalinata della chiesa, non vuole dimenticare.


Nonostante il prete da anni, tranne che al 20 di luglio, non tolleri testimonianze vicino alla "sua" cancellata, il mio biglietto del treno lo lascio.


Ciao Carlo: continuiamo a viaggiare per te, ma soprattutto CON te.

venerdì 1 gennaio 2010

Benvenuti nell'incubo n. 2010


Ok, è arrivato e siamo ancora qui.
E' cambiato qualcosa? No.
C'è ancora Berlusconi? Si.
Ci sono ancora i fascisti in Italia? Si.
I cassintegrati torneranno da domani a lavorare? No.
I disoccupati hanno qualche nuova prospettiva? No.
State meglio di ieri? Io no.
Dice: "Diamogli tempo".
Mi ricorda quella del tizio al quale bisognava dare tempo per governare: lo fa da 9 anni tranne una breve parentesi di un anno e mezzo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti (quelli che sanno vedere).
Benvenuti nell'incubo 2010.