martedì 30 novembre 2010

Come ti ammazzo un suicida: l'ultimo sfregio a Monicelli

Le grandi domande esistenziali non mi interessano. Chi siamo e dove andiamo sono cose su cui non mi sono mai soffermato. Quelle bischerate là servono solo ad alimentare l'angoscia.

Mario Monicelli 


Sono cresciuto con una televisione dove era buona norma, ogni volta che ci lasciava un grandissimo protagonista della storia del cinema, dedicare la prima serata successiva alla scomparsa trasmettendo una sua opera cinematografica.
Mario Monicelli, senza dubbio uno dei più grandi nella storia del cinema italiano, non ha avuto neanche questo onore.
Questo Paese, o meglio buona parte di esso, non se lo meritava un Monicelli, chi ne rappresenta la maggioranza e controlla la televisione questa sera ha cercato di ucciderlo artisticamente ignorandolo, ma anche in questo lui è arrivato prima di questi ominicchi piccoli piccoli al servizio del loro padrone.

15 commenti:

listener-mgneros ha detto...

L'ho già scritto altrove e lo ripeto qui dove è giusto:
Ha tirato uno schiaffo a tante facce di merda che si sporgevano da i finestrini...uno schiaffo che non ammette replica!
Grazie per il post.

Stella ha detto...

Come hai ragione...

Veronica ha detto...

..girare per i canali cercando almeno uno, dico UNO, dei suoi tanti film incredibili e veri... niente.. mi tocca pure intravedere le facce di merda (e mi perdoni la merda) di Cota e Porro...

il Ratto ha detto...

non ci credo!

sarà che gli stavano sul cazzo berlusconi, bondi e tutto il resto del circo e non si peritava di dirlo?

Harmonica ha detto...

per trovare un film di Monicelli in prima serata bisogna pagare; su sky cinema davano "I soliti Ignoti".

Luz ha detto...

Ma dai Russo, staranno brindando! Un voto in meno ai rompicoglioni...

Roberta da Sydney ha detto...

E chi se ne frega: io ho i dvds di molti dei suoi films e me li vedo tranquillamente in Australia.
Ieri, in Sua memoria, ho rivisto L'armata Brancaleone. Oggi e` la volta de I soliti ignoti.
Inoltre ho rivisto ed apprezzato l'intervista rilasciata per Rai per una notte.
Un grande regista, un grande Uomo: lo rimpiangero`.

la Volpe ha detto...

per fortuna sono all'estero e non ho potuto vedere questo ulteriore scempio

Tina ha detto...

Ho postato l'intervista a Rai per una notte, il resto caro Russo, è solo rabbia per quest'uomo che a 95 anni ha deciso di andarsene senza chiedere il permesso.

Nel blog di Spinoza:
Muore suicida Mario Monicelli. Il comitato pro-vita chiede di poter replicare.

Monicelli, malato terminale, ha deciso di farla finita. Ancora una volta ha saputo rappresentare l’Italia come nessuno.

In suo onore, il cordoglio dei cattolici sarà pieno di supercazzole.

Alessandro ha detto...

Ieri sera ho girato anch'io un pò spaesato tra i canali aspettandomi la consueta invasione di film in memoriam e sono rimasto basito dal nulla assoluto. Una volta che non mi sarebbe affatto dispiaciuto.

giudaballerino ha detto...

Ci ha spiazzato e messo di fronte alle nostre meschinità con i suoi meravigliosi film. E l'ha fatto anche con la sua morte. Monicelli è stato davvero un grand'uomo.

babordo76 ha detto...

devono trasmettere show idioti,filmetti dementi, il nulla totale. Come fai a inserire un film di Monicelli in un contesto simile?

ciao viga malgoverno.splinder.com

Alessandro ha detto...

Comunque stasera "La valigia dei sogni" di LA7 dedica la serata a Monicelli.

Uno spiraglio....

LiberalVox ha detto...

Il terzo polo prende forma!

Occhi puntati sul 14 dicembre. E allora tutti contro Berlusconi! Si gioca tutto sulla (s)fiducia al governo. Al centro del vertice tenutosi tra Udc, Fli e Api la verifica dei margini di un accordo sulla mozione di sfiducia al governo annunciata dal partito di Pierferdinando Casini. All’incontro, che si è svolto nello studio del presidente della Camera, c'erano anche Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, Bruno Tabacci dell’Api e Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Fli. Conclusosi da poco il politburo, la triade (Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini) avrebbe raggiunto un’intesa di massima per presentare un documento insieme. Il terzo polo marcia verso una mozione comune per sfiduciare il governo e andare al governo senza passare per le urne! Pallottoliere alla mano, ai 36 deputati di Fli (escluso Gianfranco Fini presidente della Camera) si aggiungono i 35 voti dell’Udc di Casini, i 6 dell’Api di Rutelli, i 5 dell’Mpa guidati da Lombardo e i 3 Libem di Tanoni (complessivamente sono 85). A questi, poi, bisogna sommare i due deputati del gruppo misto, che hanno dichiarato di votare la sfiducia: l’esponente del Pri Giorgio La Malfa e l’ex azzurro Paolo Guzzanti. In totale, dunque, si arriva a quota 87. Giochi fatti, dunque! Ma prima di ufficializzare la mossa si terranno una serie di incontri, così, tanto per salvare la faccia e apparire un pò più democratici del partito 'padronale' del Cavaliere. Questione di facciata, non certo di sostanza (chiedete a Storace cosa ne pensa di Fini e della democrazia interna del partito ai tempi di MSI e AN)! Fini, così, vedrà i gruppi di Fli per comunicare la decisione (già presa senza di loro) e valutarla (!?) con i suoi. Al termine del vertice tra Fli, Udc, Api, Ld e Mpa a Montecitorio, Rutelli ha lasciato intendere che l’intesa è vicina: “La riunione di questa mattina è andata molto bene, c’è un’ampia convergenza tra di noi, non mi fate dire altro”. E Casini ha confermato: “L’incontro è andato benissimo”. Sembra la triade degli sfigati, in cerca di rivalsa: Fini che prima annega nelle acque di Fiuggi un partito (MSI), ne crea uno nuovo di zecca (AN), poi lo distrugge per fonderlo con un altro partito (FI) nel secondo polo (PDL) e oggi lo separa di nuovo per Futuro e Libertà: Gianfry, che ha perso la trebisonda appresso alla Tulliani, da delfino di Giorgio Almirante rischia di fare il baccalà a mollo; Rutelli nato da una costola di Pannella e cresciuto(!?) all'ombra prima di D'Alema, poi di Veltroni, l'eterno ragazzino, la giovane(!?) promessa che non riesce a... mantenere, spera di farlo adesso: la speranza è l'ultima a morire, ma per l'ex sindaco di Roma è eutanasia politica allo stato puro quella di farsi portare per mano, dal gatto (Gianfry) e dalla volpe (Casini), per rimettersi sotto l'ombra dell'albero dei miracoli; infine lui, Pierferdy Casini, l'erede nudo di Andreotti, Fanfani, Forlani, Gava, Cirino Pomicino, che si ritrova in mano, in tempo di euro, uno scudo... 'crociato' che non serve più nenache a racimolare i voti delle vecchiette e di qualche parroco di campagna, lui che ha sposato in seconde nozze la figlia di Caltagirone - palazzinaro e editore romano, suoi tutti i cantieri della capitale, suo "Il Messaggero", insomma, un aspirante Berlusconi! - per fare carriera politica, anche se per vocazione è panettiere nato: "da Pierferdy il Mago dei 2forni"!

il ricciolo ha detto...

scusate per il ritardo, ma aldo grasso ha scritto che forse per la prima volta, con l'arrivo del digitale obbligatorio per tutti, per la morte del Maestro c'è stata un eccessivo numero di film e serate dedicate a lui.
con questo mettendo insieme autentici capolavori come "la grande guerra" e "i soliti ignoti", a tutta la sconfinata sua antologia.
il troppo stroppia, si diceva una volta...