domenica 4 luglio 2010

Perché chi viene alla luce illumina

"amici.....vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere.........questa notte una sepsi meningococcica fulminante ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l'ha conosciuta e amata, il dolore devastante che mi attanaglia la gola è la conseguenza dell'esperienza più...inaccettabile orrida ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere...inutile dirvi che fino a quando non avrò trovato un modo per trasformare questo dolore e dare un senso costruttivo a questo incubo, il palcoscenico sarà l'ultimo posto in cui desidererò stare...so di poter contare sulla vostra sensiblità e sull'amore che mai come adesso è l'unico strumento che merita di essere suonato.....un abbraccio che contiene tutto.." nicc


Oggi ero ai giardini a spingere il Russino sul'altalena, insomma, mi prendevo cura di lui.
Dietro di me su una panchina c'era una donna di mezza età che parlava con un'anziana in carrozzella : "Insomma, ti danno un panino a pranzo ed uno a cena" diceva la donna sulla panchina "Ma tu devi dirmele queste cose, io ti vengo a trovare anche oggi pomeriggio e ti porto quella crema rinfrescante naturale, mamma, lo sai che tutto quello che posso fare lo faccio.".
Insomma, una figlia, nel limite della sue possibilità, si prendeva cura dell'anziana madre oramai al ricovero.
La vita è così, mi son detto: prima i nostri genitori si prendono cura di noi quando siamo piccini, poi saremo noi a prenderci cura di loro quando saranno vecchi, e la ruota gira nuovamente con noi che ci prendiamo cura dei nostri figli e loro (si spera) che lo faranno con noi.
Nel pomeriggio ho letto le frasi di Niccolò Fabi sopra riportate sulla morte della sua figlioletta di due anni, la stessa età del Russino, e ho capito che la vita non sempre segue i meccanismi e i tempi che parrebbero più logici:come può accettare un padre di restare orfano del proprio figlio?
So che non mi sarei mai posto questo interrogativo, o meglio non lo avrei vissuto in maniera così partecipata, sino a due anni fa, mi piacerebbe però far comprenderne il dolore e l'angoscia anche a chi ha avuto la fortuna di non doverla mai provare...
Tieni duro Niccolò, nulla sarà mai più come prima, però non lasciarti andare.



Attesa e inaspettata
arriva la seconda vita
in quel istante
in cui si taglia il velo
e sei dell'altra parte
non sei preparato mai abbastanza
ma sei pronto da sempre
la naturale conseguenza all'essere nato
la naturale conseguenza dell'amore
un pensiero che rende liquida la mente
che ti fa sentire tutto
che ti fa sentire niente
come andare dritti al centro della terra
o a ritrovare sulla luna un senno nuovo
come cambia il peso delle cose
il valore del denaro
della forza delle braccia
del sonno e del risveglio
del pianto del sorriso
dell'aria che respiri
di ritornare a casa
ora il mio posto e' qui
che bellezza abbagliante
la tua

a volte manca il fiato
da qui non si torna indietro
hai paura che il tempo
non stia più al tuo guinzaglio
hai paura che il gioco
adesso sia finito
così ti trovi a quel incrocio
tra l'impegno e il disimpegno
e devi toglierti dal centro
devi farti spazio dentro
e poi dividere l'inutile
da ciò che è necessario
non c'e piu un giorno da perdere
nel tuo calendario
e poi serenamente
a ciò che non ti rappresenta
dire no finalmente
perché chi viene alla luce
illumina

Attesa e inaspettata - Niccolò Fabi (Solo un uomo - 2009)

7 commenti:

Pape Satan Aleppe ha detto...

Profonda tristezza Russo: quando se ne va un bambino non ci sono parole ...

Ibadeth ha detto...

E', credo, il dolore più forte.
Perché è innaturale.
Del papà e della mamma te lo aspetti. Sarà sempre uno strazio, ma te ne fai una ragione.
Ma il figlio?
Ti senti anche inutile.
L'hai fatto e te lo disfano. Così. Come se non avessi tanto faticato e messo amore nel farlo.
Sembra un'ingiustizia terribile.
Ma credo che non ci sia nessuno che amministra la giustizia.

listener ha detto...

di fronte e tutt'attorno a cose così mi armo di silenzio.

Calzino ha detto...

Questo post è tutto un pugno nello stomaco. pum pum pum.

Nemo ha detto...

E' vero, sono dolori che non si dovrebbero mai provare.

Ernest ha detto...

ho letto la notizia sta mattina, non ci sono parole davvero non ci sono parole per cose del genere solo tantissimo dolore

Alessandro Tauro ha detto...

E' difficile commentare una notizia così. In queste occasioni ogni pensiero ti si congela in testa...
Dico solo, riprendendo il tuo titolo, che non esiste nulla di più drammatico di una luce così viva che viene a spegnersi così presto...