martedì 20 luglio 2010

20 luglio 2010: in un Italia di zombie una piazza di tante persone vive!

20 luglio 2010.

Nove anni fa a Genova un ragazzo è stato ucciso con una pistola perchè, dopo ripetute cariche ingiustificate e violenze su persone inermi (che sarebbero poi proseguite fino al macello Diaz o agli inenarrabili fatti di Bolzaneto, sentenze di primo e secondo grado dei Tribunali della Repubblica Italiana che lo affermano) reagì brandendo un estintore.
Un ragazzo ucciso in una piazza italiana, dove da nove anni un popolo che passivamente (e quindi connivente) accetta discriminazioni contro migranti, inni alla secessione, beatificazione di mafiosi da parte di chi governa, organizzazioni fasciste su tutto il territorio nazionale, leggi promulgate che pongono chi comanda al di sopra della Legge stessa, organizzazioni affaristiche che speculano sulle disgrazie degli italiani stessi, frantumazione dei diritti dei lavoratori tutti, limiti alla libertà di pensiero e parola con leggi liberticide degne di una dittatura da terzo mondo.
Mentre buona parte di quegli stessi italiani subisce qualunque tipo di nefandezza ai danni della Democrazia, nel contempo sputa sentenze dettate dalla propria ignoranza, pavidità e stupidità su un ragazzo assassinato nove anni fa non rispettandone neanche la morte.
Però.
Però ci sono persone che sanno, non dimenticano, non si piegano alle verità di un regime da operetta e ricordano.
Per il nono anno consecutivo, alla faccia dei servi di regime disposti a giustificare l'omicidio di un essere umano, ma ad alzare la testa non ci riescono proprio, mai, neanche quando si tratta di rispettare un ragazzo assassinato.

Un giorno d'estate
Arrivò un temporale
Bussò alla mia porta
Portando la guerra.


Poi la mia casa
Divenne prigione
Interno cammino
Per tutto il dolore


È qui che rivedo
Il suo dolce sorriso
Le risa e le voci
La sua primavera.


Dietro quegli alberi
Si vede il mare
C'è ancora il canto
Del suo giocare.


È per questo che andrò
Al di là di quegli alberi
Per pulirlo dal fango
Per salvare il suo nome.



Pensa alla gioia
I capelli al vento
Le grida di un figlio
Che corre contento.
Pensa alla madre
Che partorisce
Pensa alla vita
Che non ritorna.


Cammina ancora
Non ti fermare
Porta la voce
A raccontare.
In ogni luogo
Con la dignità
Cammina cammina
Per la verità.


Lo hanno portato via
Come l'acqua di un fiume
Ricoperto di fango
Han macchiato il suo nome.


È per questo che andrò
Al di là di quegli alberi
Per pulirlo dal fango
Per salvare il suo nome.


Ogni 20 del mese

A trovare il tuo amore
A portare da bere
Al tuo piccolo fiore.



E che gli uomini sappiano
Della differenza
Tra una mano che offende
E la resistenza.

8 commenti:

Gap ha detto...

Non c'ero, ma grazie agli amici e al tanto vituperato cellulare, per un momento mi sono sentito a Genova con gli amici.

Luz ha detto...

Queste parole mi fanno venire un nodo in gola. Grazie a tutti voi che avete portato il nostro cuore a Genova!

Ernest ha detto...

Amico mio felice di essere stato con te in quella piazza, non ci siamo incontrato ma eravamo insieme comunque, tutta quellaa gente era insieme, quella era gente vera.
Genova non dimenticherà mai!
un abbraccio

loris ha detto...

Con la fiaccolata alla scuola Diaz si è concluso questo nono anno dai fatti del 2001. Anticipo che si sta iniziando già a coordinare per dare una visione possibilmente internazionale a quello che sarà il decennale il prossimo anno a Genova.
Lo scrivo per darci modo a tutti di organizzarci per poter essere presenti e portare i nostri contributi.

il ricciolo ha detto...

vedo con simpatia che anche da te è arrivato l'amico cinese...
Grazie a te e alla compagna pamela per la bella giornata della memoria passata insieme a genova. ogni tanto fa bene respirare un po' d'aria pulita...

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Grazie, russo.

darkste ha detto...

Ero una ragazzetta che leggeva libri presunti rivoluzionari.

Genova mi ha convinto che dovevo continuare ad essere così.

E così sono.

giudaballerino ha detto...

Anch'io ero in quella piazza, e anche se non ci siamo incontrati sapevo che c'eri anche tu. E' stato bello trovarsi insieme a tante persone vive.