Non scorderò mai la battuta che da' il titolo a questo post della collega della Cortellesi ne "Il posto dell'anima", non scorderò mai cosa significhi essere (non fare) l'operaio.
Io l'operaio lo sono stato per anni, ma di quelli veri che oltre alla qualifica sulla busta paga lo dimostravano con il loro vissuto lavorativo giorno dopo giorno: in catena, con i tre turni a rotazione, entrando la mattina col buio e uscendo alla sera col buio, con i pomeriggi d'estate che quando uscivi alle 22 eri disidratato, con la macchina che quando l'accendevi uscendo alle 6 del mattino in gennaio impiegava 10 minuti a scongelare il parabrezza mentre il sonno ti prendeva nell'attesa di partire e andare a casa a dormire, con la mensa che era meglio mangiare pasta in bianco per avere poi una digestione umana, con le assemblee che si risolvevano in un tutti contro tutti, con il fischietto dei delegati che ti faceva smettere immediatamente di fare il ripetuto e meccanico gesto e la catena che si fermava, con la vita che andava per conto suo e non sapeva durante la settimana cos'erano le abitudi delle famiglie medie italiane e mille altre sensazioni che non sono neanche narrabili...
In questi giorni di bavagli e palloni calciati in Sudafrica, in quel di Pomigliano si cerca di umiliare gli operai schiavizzandoli, facendo loro rinunciare ai pochi diritti rimasti, ricattandoli.
Possano Marchionne, Sacconi, i componenti di Fim e Uilm e di quel'organizzazione che è servita a rampa di lancio della Polverini, reincarnarsi in operai di una fabbrica del sud est asiatico: peggiore maledizione non potrei loro fare.
In questi giorni di bavagli e palloni calciati in Sudafrica, in quel di Pomigliano si cerca di umiliare gli operai schiavizzandoli, facendo loro rinunciare ai pochi diritti rimasti, ricattandoli.
Possano Marchionne, Sacconi, i componenti di Fim e Uilm e di quel'organizzazione che è servita a rampa di lancio della Polverini, reincarnarsi in operai di una fabbrica del sud est asiatico: peggiore maledizione non potrei loro fare.
11 commenti:
!
Passavo di qua per darti un abbraccio e mi trovo un nuovo layout (bello ;)) ed uno dei tuoi soliti bei post scritti di pancia. Sono contenta che tu non abbia perso la rabbia. Perché io comincio a perderla, giorno dopo giorno di fronte agli abusi sociali del mondo occidentale, di fronte alla logica delle carte di credito, dei consumi esasperati, delle coscienze evaporate. E' una lotta quotidiana ed io non ce la faccio piu' a sostenerla. Mi dico sognatrice, ma il mondo migliore in cui credo e' ormai davvero un'utopia, va oltre la fattibilita' dei sogni.
Scusa, io che in genere rincuoro, oggi mi sento come un animale in estinzione, uno dei pochi rari esemplari. No, operai come lo sei stato tu oggi non esistono piu'. Oggi votano Lega. Oppure non votano neppure.
!!!
E augurare alla Polverini e compagni un fulmine che li riduca in cenere no?
Russo, le parole non servono più, dopo quelle dette da Marchionne io vedo solo il F.M.I. che vuole appropriarsi delle nostre vite.
Mi pare che vendere cara la pelle sia un diritto e non un reato.
Russo hai smosso ancora la voglia di battersi. Peccato che siamo rimasti in pochi. e iprimi a disertare sembrano essere i lavoratori.
Ciao Russo, ti fai sentire poco ma hai guadagnato in incisività.
Io non ho mai fatto l'operaio, ma so di cosa parli. Mio padre l'ha fatto per 40 anni facendo sempre i turni.
Se chi sta al potere sapesse almeno di quello che parla sarebbe già un grande passo avanti
in quanto ex operaio alla catena di montaggio per oltre 8 anni e delegato fiom cgil, non posso che condividere il post del compagno di scioperi e manifestazioni (ti ricordi il nostro striscione? "maestranze sindacali"...) il russo.
Quelli sono immortali: non si reincarneranno mai...
Quanto è vero quello che dici Russo.
Io non sono un operaio e non l'ho mai fatto, però sono figlio di un operario (in pensione) dell'Italsider di Genova. Figlio di una tuta blu, di un uomo che con i suoi compagni ha lottato veramente e per anni per me e per i diritti di una classe presa sempre a calci nel sedere a volte anche da chi avrebbe dovuto difenderli.
Ricordo mio padre tornare dai turni, senza macchina, perchè lui è uno di quelli duri e puri, sempre a piedi e "guai se chiedi un passaggio agli altri". Ricordo quando è stato in "cassa" e non mi scorderò mai e ti giuro che ogni colta che mi torna in mente mi vengono i brividi, quello sciopero fatto con mio padre nel 1994 contro il governo berlusconi (io avevo 19 anni) assieme a tutte quelle tute blu, quelle facce, quei solchi lungo il viso che sono stati e sono ancora per me l'anima vera di un paese.
Grazie per questo post russo!
Ma secondo voi si rendono conto della bomba sociale che stanno per innescare?
Posta un commento