mercoledì 10 febbraio 2010

Se fossi nel Lazio...

"Mi presento. Ho quasi 55 anni, nata a Torino ma romana di adozione, faccio la giornalista free lance. Non è una scelta: anche nei giornali la nuova “normalità” è il precariato."
...
"La mia storia ha radici nella tradizione di sinistra della mia famiglia, nei valori di un padre partigiano nella Val di Lanzo, medaglia al valore della Resistenza."

Non ho tessere di partito.
Non ho un partito di riferimento.
Ho degli ideali di sinistra e sono precario.
Perchè una torinese che mi rappresenterebbe così bene si batte per certi valori nel Lazio e non nella sua/mia regione? E' la vita, che ci porta a volte lontano.
Ma se fossi nella regione che vedrà la sfida fra la Polverini e la Bonino non avrei dubbi: io sosterrei Silvia, anzi, IO SOSTENGO SILVIA.

7 commenti:

Alberto ha detto...

Ci vorrebbe una donna così in ogni regione. E ho detto una banalità.

listener ha detto...

spero solo che a manca non sprechino ancora energie e persone per socchiudere una palpepra a dritta...

Ernest ha detto...

Grazie davvero russo per aver segnalato questo blog, mi ha fatto iniziare bene la mettinata. Ci vorrebbero davvero persone del genere in ogni città e logicamente la forza di quei simboli e quelle idee.
un saluto

la Volpe ha detto...

credo proprio che andrò a votarla... almeno non mi farò 3600 km di viaggio per niente

Harmonica ha detto...

ci vorrebbe un donna così a capo della protezione civile.

Carmine ha detto...

Ma guarda un po' che una donna così, una persona così, non deve essere la normalità in politica.
"Beata la terra che non ha bisogno di eroi" diceva Brecht. Noi mi pare che abitiamo una terra dannata.
Dai Silvia che ce la fai!!!

Matteo ha detto...

Ma siete davvero convinti che tra la Polverini e la Bonino ci sia tutta questa differenza?
Permettetemi di ricordare chi è la Bonino: quella che appartiene a un partito che è favorevole alla legge Biagi, che vorrebbe la privatizzazione di tutto (compresa la sanità) e che quindi approva anche la privatizzazione dell'acqua del governo Berlusconi, che vorrebbe abolire ciò che resta dell'articolo 18, che si è detto favorevole alla guerra in Iraq e Afghanistan (salvo, vista la mala parata, fare marcia indietro sulla prima) che è totalmente filoisraeliano (anche se poi poi magari si dice anche "pacifista") ecco, questa è la Bonino. Francamente non basta fare qualche sciopero della fame per essere definiti "di sinistra".