Europa, anno 1945, la loro colpa? Essere ebrei.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi - Se questo è un uomo.
*
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi - Se questo è un uomo.
*
Rosarno, anno 2010. La loro colpa? Avere fame e la pelle di colore.
Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d´asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d´amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L´Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l´elemosina di un´attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all´ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra - “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d´asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d´amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L´Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l´elemosina di un´attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all´ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra - “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.
Adriano Sofri - Questo non è un uomo
Sono sempre stato cauto nell'accostare la Shoah con quello che in Italia accade da una ventina d'anni a questa parte con le grandi migrazioni, i CPT, le espulsioni, lo sfruttamento, la violenza, il razzismo becero e animale di chi fa politica (ma la si può definire tale?) sulla pelle degli ultimi inneggiando all'odio ed alla diversità non come ricchezza ma come colpa.
A Rosarno con la caccia al negro e le deportazioni di massa , negli accampamenti zingari nei dintorni di Roma, nei centri di "detenzione temporanea" da Lampedusa sino a Gradisca d'Isonzo, nello sfruttamento che diventa schiavismo della raccolta di pomodori in Campania come nei mercati della frutta a Milano, nei cantieri edili nel nord Italia come nella raccolta delle olive in Puglia, nell'indifferenza di chi si volta dall'altra parte, nelle urla becere degli stadi, nella coscienza di chi fa offerte per "i bambini poveri dell'Africa" e poi non reagisce quando i figli dell'Africa in Italia trovano l'inferno in Terra, negli assalti agli stranieri in tutta la Penisola ho visto l'orologio della Storia tornare indietro, ho visto l'odio farsi carne, ho visto il Male farsi uomo.
Non è questo Paese ad essere malato, ma la stragrande maggioranza della sua gente che di umano oramai non ha più nulla se non le sembianze fisiche.
A Rosarno con la caccia al negro e le deportazioni di massa , negli accampamenti zingari nei dintorni di Roma, nei centri di "detenzione temporanea" da Lampedusa sino a Gradisca d'Isonzo, nello sfruttamento che diventa schiavismo della raccolta di pomodori in Campania come nei mercati della frutta a Milano, nei cantieri edili nel nord Italia come nella raccolta delle olive in Puglia, nell'indifferenza di chi si volta dall'altra parte, nelle urla becere degli stadi, nella coscienza di chi fa offerte per "i bambini poveri dell'Africa" e poi non reagisce quando i figli dell'Africa in Italia trovano l'inferno in Terra, negli assalti agli stranieri in tutta la Penisola ho visto l'orologio della Storia tornare indietro, ho visto l'odio farsi carne, ho visto il Male farsi uomo.
Non è questo Paese ad essere malato, ma la stragrande maggioranza della sua gente che di umano oramai non ha più nulla se non le sembianze fisiche.
21 commenti:
E' così siamo un paese malato, di gente malata. Siamo anche un paese di nessuna idealità e la responsabilità è nostra. Chi non è allineato e siamo in tanti nonostante tutto è uno straniero in patria, senza nessuno che lo rappresenti e senza la capacità di rappresentarsi se non in modi ridicoli vaneggiando di passati e di lotte che non ci sono mai state nè ci saranno. La rivoluzione a parole è una specialità autoctona e un tantino onanista. Basterebbe forse aver un'idea, saper sognare un futuro migliore, ma nemmeno più quello in questa fase, solo da un lato lamentarsi (come sto facendo io del resto) e dall'altro l'omologazione più servile.
ciao.
Russo,
Io penso che, per quanto la Shoah e quel che succede a Rosarno siano altrettanto gravi, ci sia una importante differenza, che deve essere sottolineata.
Cioe', che mentre nel primo caso la persecuzione degli ebrei era esclusivamente razziale, o almeno presunta tale, nel caso di Rosarno, il fatto che i perseguitati siano neri e africani e' relativamente accessorio. L'odio e' rivolto verso chi viene identificato come pericoloso. E questo avviene perche' la miseria porta quelle persone a vivere in quelle condizioni e a svolgere un lavoro che non gli consente di mantenersi, per sfuggire a miserie peggiori. E si sa' che dove c'e' miseria c'e' anche criminalita' (piuttosto che lasciarmi morire di fame certamente andrei a rubare). Poi e' vero, l'ignoranza della gente fa puntare il dito contro tutti gli africani neri, anche quelli che non costituiscono ne' costituirebbero mai una minaccia. E questo sfocia nel peggiore dei razzismi. Se vuoi, anche peggiore di quello del '45 contro gli ebrei: almeno quelli avevano l'indiscutibile caratteristica di essere ebrei. Questi invece, se sono poveri e' per colpa nostra. Potrebbero essere meno poveri se solo noi glielo concedessimo!
Secondo me e' necessario fare questo distinguo per due ragioni. La prima e' che e' facile mostrare con un pretesto qualsiasi di non essere razzista (ricordo in una occasione di aver visto un signore di colore candidato per la Lega alle regionali lombarde - "Vedete che non siamo razzisti?" - Questo episodio non dimostra niente, ma sono certo che a nessun ebreo dichiarato sarebbe stato concesso di candidarsi al partito Nazista). E una volta dimostrato di non essere razzisti, la conclusione e' che se la causa di tutto non e' il "nostro" razzismo, allora deve essere il "loro" comportamento. La seconda ragione e' che se ammettiamo che il problema e' la poverta' e lo sfruttamento, dovrebbe venire da se' che la soluzione del problema e' la rimozione di quelle cause. Cioe' la lotta al lavoro nero che sfrutta quella povera gente come schiavi. Non possiamo accettare che quelle persone lavorino duramente in nero a 20 euro al giorno, e che lo si giustifichi con il fatto che a quella cifra i nostri figli non ci vogliono lavorare.
No, questo non è un uomo. E questo non è un paese civile, nella maggioranza delle persone. Il razzismo di stato sta legittimando il razzismo da strada, i volti si girano dall'altra parte quando nascono bidonville vicino alle città, i volti si girano solo per cercare manodopera pronta a servire, i volti si girano solo per gridare "andate via".
I migranti di Rosarno, rischiando sulla propria pelle, hanno avuto il coraggio di ribellarsi, contro la 'ndrangheta, contro un sistema umiliante di sfruttamento. Gli italiani di quelle zone, anche se non mafiosi, mi sembra invece che questo coraggio non l'abbiano mai trovato. E questo dev'essere per loro umiliante. E quindi ho l'impressione che il razzismo che li ha contraddistinti è stato condito anche da un senso di rabbia per chi, da "immigrato e poveraccio" ha dimostrato di essere molto più dignitoso e umano di loro.
ti quoto al 100%; cio' che accomuna la Shoah a quello che accade oggi e' l'atteggiamento della popolazione pronta a denunciare gli ebrei e a chiudere gli occhi su quello che il loro gesto significava; pronti a denunciare il diverso fingendo di non capire che il tutto faceva parte di un disegno piu' grande e criminale. Il distinguo storico e sociale che fa dario e', secondo me tendenzialemnte corretto ma pur nella differenza sotirca siamo in una preoccupante attinenza sociale nell'atteggiamento delle persone.
E' un paese fascista, facciamocene una ragione
non sono morto..
aspetto solo che mi mettano l'adsl nel comune...
Punzy, io credo che espressioni come "e' un paese fascista" evochino l'atteggiamento comune di una gran maggioranza delle persone. Ebbene, io penso che la grande maggioranza delle persone (non solo qui, ma in generale nel mondo) sia costituita da idioti pecoroni, che agiscono senza coscienza, o, peggio, con una coscienza dettata da un popolare sentire, facilmente condizionabile con i mezzi di comunicazione di massa.
In sostanza, credo che siamo in un paese fascista semplicemente perche' i media di regime inducono quel paese ad esserlo. La colpa, dungue, e' di chi controlla i mezzi di comunicazione (certo, anche degli idioti pecoroni, ma abbiamo detto che questo e' fisiologico).
Grande post. Però io, come ho scritto nel mio blog, vedo un barlume di speranza. Dario ha appena precisato che gli italiani sono un popolo influenzabile ed i media li rendono ancora più fascisti di quello che sono. Concordo. C'è bisogno di una guida intelligente (che non c'è), di un'opposizione (che non c'è), di un'alternativa (che non c'è). Ed è il nostro turno, di noi che facciamo dibattito, di proporla. Di CREARLA. Vieni sul mio blog, ho aperto un dibattito e vorrei proprio sentire la tua opinione.
Un abbraccio
dario, capisco il tuo discorso ma l'idiota pecorone, in quanto tale, non e' giustificabile.
Anche noi potremmo essere condizionati dai mezzi di comunicazione di massa ma cazzo, riflettiamo, ci informiamo; oggi chi vuole informarsi puo' farlo, ha mezzi e strumenti; non accetto che ci siano idioti pecoroni, chi lo e' e' perche' desidera esserlo e io questo desiderio lo considero un'assunzione di responsabilita'; non e' accetabile che ci sia una percentuale di idioti pecoroni, non oggi, non adesso, non in questa societa' dove non esserlo e' semplice.
La colpa e' certo di chi controlla i mezzi di informazione ma la responsabilita' e' di chi quella comunicazione la subisce.
Punzy, odio citare me stesso, ma... "certo, [la colpa e'] anche degli idioti pecoroni, ma abbiamo detto che questo e' fisiologico"
Neanch'io giustifico l'idiota pecorone. Ma ammetto che la popolazione sia composta da elementi di quel tipo in grandissima maggioranza. Dire "non accetto che ci siano idioti pecoroni" significa non accettare questa societa'.
La questione della responsabilita'... mah... non so... da un lato sono d'accordo con te, scegliere consapevolmente l'ignoranza significa assumersene consapevolmente la responsabilita'. Ma d'altra parte mi sembra che sia proprio della visione umana del se' di tutta la cultura di cui siamo pervasi l'esigenza di avere una possibilita' di non assumersi nessuna responsabilita' sociale.
Cioe' di rinchiudersi dentro la propria individualita', fottendosene del vicino. Non che apprezzo questa posizione, anzi! Ma credo che sia ormai cosa che anche noi che la rifiutiamo ne ammettiamo pure la necessita'.
In altre parole, vedendo uno che consapevolmente sceglie di guardarsi Porta a Porta, puoi anche dire che e' un cretino, ma il fatto che tu lo dica non cambia di una virgola la situazione.
Notare poi, che a me parrebbe riprovevole l'atteggiamento di passiva accettazione della pappa pronta anche nel caso in cui avvenisse a mano mancina. Sarebbe bello sconfiggere l'ignoranza. Ma l'urgenza, secondo me, e' di cambiare registro ai vertici.
Dici bene caro...non è il paese ma la gente...un abbraccio
Questo nostro paese mi fa sempre più paura.
"Patriottismo ultimo rifugio delle canaglie" Samuel Johnson
"Quelli che da sempre massacrano ora si scagliano contro le loro vittime, perché come hanno osato dire, in pieno giorno, quanto fa male."
Listener, 14/12/2009
La storia maestra di vita? Ma quando? Niente abbiamo imparato.
Nel ricordo di Faber, parole che ben sintetizzano l'orrore del nostro paese:
Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità
Mi dovrei autocitare con mese, giorno e titolo. Te lo risparmio.
Che i figli torcano il naso.
Questa gente, non merita niente, che se ne andassero a quel paese.
Ma la Storia cambierà, e allora non si avranno scusanti.
la verità è che loro hanno avuto il coraggio di ribellarsi. noi quando ci sveglieremo e invece che seguire la tv che ci fa credere che il problema siano loro e non i capi di lavoro che sfruttano tutti?
io ragazzi non sono tanto d'accordo con voi io sono per cercare di preservare il nostro spazio vitale dalle ingerenze e dai disturbi di gente di diversa etnia che potrebbe - nel caso - attentare alla sicurezza della nostra persona e dei nostri cari.
Se ti leggi il mein kampf ti renderai conto che questo problema era molto sentito dai camerati di 70 anni fa e quindi occorreva e occorre rimediare all'ingerenza del buonismo che impera nel mondo di oggi sicché si possa risolvere il problema alla radice magari tramite bombardamento in sito delle patrie di queste persone le quali sono colme di dittatori nostrani che possono nel caso attentare alla vita nostra.
a noi
Appunto a voi....
Logicamente Silvio Minorati, pardon, Minorini non esiste.
Tipico da fascista coniglio...
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