martedì 30 giugno 2009

Firma anche tu: io sto con Maria contro i fascisti ed i razzisti!

Chi non firma è un fascista!


Al Presidente della Repubblica On. Dr. Giorgio Napolitano



Signor Presidente,
il 23 giugno 2009, nella centrale piazza Bellini a Napoli, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella , nella circostanza di trovarsi a difendere un proprio amico omosessuale dalle offese e dalle violenze fisiche per opera di un gruppo di coetanei, è stata lei stessa oggetto di un duro atto di violenza verbale e fisica che le ha procurato lesioni su tutto il corpo e l'ha esposta al rischio di perdere addirittura un occhio.

In un contesto sociale in cui si moltiplicano gli atti di violenza dettati dall'odio nei confronti di cittadini con un differente orientamento sessuale e che spesso si consumano nell'indifferenza generale di coloro che vi assistono, il gesto di Maria Luisa assume un innegabile valore non solo simbolico. Ci permettiamo pertanto di chiederLe di valutare la possibilità di concedere a Maria Luisa la medaglia al valor civile per aver messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba.

Confidiamo nella Sua sensibilità in modo che Maria Luisa possa vedersi conferita la massima onorificenza della Repubblica.

Cordialmente,
i cittadini di seguito firmatari.

Firma qua

lunedì 29 giugno 2009

Con Silvio il prestigio all'estero continua a crescere in maniera esponenziale

Si avvicina il G8 che si terrà a luglio in Berlusconia, al Sun se lo aspettano così...


Niente da dire: la stima nei confronti di chi ci governa all'estero (tranne forse nell'Honduras dei militari al potere e nella Russia degli uomini di Putin) continua a crescere in maniera esponenziale...

sabato 27 giugno 2009

All'armi, all'armi, all'armi siam fascisti!

Vedi alla voce "negazione della realtà tipica dei regimi totalitari":

"Ho detto tante volte, e l'ho ribadito anche a loro, che il fattore ottimismo è fondamentale per uscire dalla crisi: la gente deve tornare agli stili di vita precedente e deve rialzare i consumi. Anche perché la gente non ha motivi per diminuire i consumi".



Vedi alla voce "Consigli che NON si possono rifiutare"...

"Le organizzazioni internazionali un giorno sì e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà per fino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011... Un disastro: dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, magari perchè di cose che i loro uffici studi gli dicono possono verificarsi, ma che così facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell'Europa e del mondo".

E ancora.

"Agli imprenditori ho detto: 'minacciate di non dare la pubblicità a quei media che sono anch'essi fattori di crisi, perché la crisi a questo punto è eminentemente psicologica".

venerdì 26 giugno 2009

Un'altro buon motivo per andare a Genova domani...

"La folla pietrificata dalla paura, Piazza Bellini, skinheads scatenati: hanno insultato ragazzi omosessuali, solo la 27enne è intervenuta.

Omofobia, ma soprattutto indifferenza. A meno di una settimana dalla diffusione del video della morte del suonatore romeno Petru a Montesanto (spirato in mezzo alla folla che fuggiva), ancora una volta i napoletani devono interrogarsi sulla difficile conciliazione tra paura e senso civico. In piazza Bellini, intorno alle due di notte, un gruppetto di delinquenti con il capo rasato ha malmenato alcuni giovani omosessuali e mandato all’ospedale una ragazza che era intervenuta (unica a farlo) in loro soccorso. Tutto si è svolto all’aperto, al centro di Napoli, sotto gli occhi di centinaia di persone che non hanno mosso un dito."



Domani a Genova c'è il Pride, ogni anno purtroppo sembra sempre più urgente andarci, per quelli che non perderanno l'occasione:

La manifestazione partirà sabato 27 giugno alle ore 16.00 da Piazza del Principe, a Genova (Vicino alla stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe).

Manifesto Pride 2009

Il Pride del 2009 è per noi l’occasione di sottolineare la piena cittadinanza delle persone lgbtqi (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali) italiane. La nostra presenza sociale è oggi considerata dalla gran parte della società italiana un fatto positivo e arricchente dei differenti vissuti e punti di vista.
Per questo riteniamo che nel pieno della crisi economica e sociale del Paese sia nostro dovere sottolineare come le persone lgbtqi condividano la preoccupazione per la perdita del posto di lavoro, per la restrizione della disponibilità di reddito, per la precarizzazione esasperata della propria esistenza. Ribadiamo con forza che l’Italia cambierà solamente quando diritti civili e diritti sociali saranno collegati insieme in un progetto di mutamento delle condizioni concrete delle persone. La nostra piattaforma rivendicativa, è rimasta sostanzialmente immutata dal Pride nazionale di Roma del 2007 passando per il Pride nazionale di Bologna del 2008. Questo dimostra l’arretratezza e l’immobilismo della politica italiana.
Nel 2009 vogliamo aggiungere alle nostre specifiche e legittime aspirazioni un messaggio politico di aggregazione di tutte le forze sociali e culturali italiane affinché dalla crisi economica, dall’assenza di diritti civili, dalla incertezza del lavoro sia possibile uscire costruendo una nuova idea di società plurale e solidale.
Per tutte queste ragioni, il 27 giugno, vigilia del quarantennale del movimento mondiale, il Genova Pride 2009, sarà la manifestazione nazionale dei diritti, delle libertà, della solidarietà, del lavoro e della sua sicurezza, un’iniziativa aperta, di dialogo tra differenti culture, orientamenti sessuali, identità di genere, provenienze etniche, politiche e religiose. In particolare siamo impegnati per la tutela e aiuto nei confronti delle persone lgbtqi appartenenti a etnie e religioni provenienti da paesi ove sono perseguitate.
E’ per noi essenziale ribadìre la difesa della Costituzione e della laicità dello Stato, insieme alla difesa e promozione della vita e dignità delle persone e delle famiglie lgbtqi in particolare contrastando l’ondata di omofobia, lesbofobia, transfobia che si è abbattuta negli ultimi anni nel nostro Paese.
Un laboratorio per sperimentare nuovi percorsi anche dentro il movimento lgbtqi, che deve saper interpretare l’impetuoso cambiamento economico e sociale determinato dalla crisi.

PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

Scelta della città e continuazione della tradizione dei Pride nazionali itineranti, non possono però essere, da soli, motivo per una adesione convinta e partecipata che è quella che più desideriamo.

Vorremmo un Pride “per” ancor prima che “contro”.

Un Pride per gli interessi legittimi delle lesbiche, dei gay, delle persone bisessuali, transgender, queer, intersessuate, al di là delle posizioni che possono separare le singole Associazioni.

Un Pride che, dopo il fallimento delle politiche ideologiche, si ponga innanzitutto come rivendicazione delle istanze, delle aspettative, dei bisogni delle persone LGBTQI.

Un Pride per dare centralità al lavoro delle Associazioni per contrastare le discriminazioni, tutelare i diritti acquisiti e promuovere quelli non ancora riconosciuti, aperto a tutte le persone, senza preconcetti ideologici.

Un Pride democratico nell’elaborazione del documento politico, da costruire insieme nel movimento LGBTQI.

Un Pride che non sia solo figlio di riunioni di vertici associativi, ma sia aperto nello sviluppare i suoi temi e nella costruzione del programma, che coinvolga la città, le Associazioni LGBTQI e le singole persone anche attraverso un sito/blog/forum dove chiunque possa partecipare e dare un contributo al dibattito.

Partiamo dalle rivendicazioni già condivise che sono presenti nella piattaforma unitaria del gennaio 2007 e nei documenti politici dei Pride nazionali, da Torino a Roma a Bologna, così come dei tanti Pride locali:

v la salvaguardia della laicità dello Stato;

v la difesa del principio di autodeterminazione;

v una legge che estenda il matrimonio civile anche alle coppie dello stesso sesso o crei un istituto equivalente con tutti gli stessi diritti;

v la creazione di istituti differenti e distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico pubblico delle unioni civili, nel rispetto delle differenti modalità di legami sentimentali, e in linea con ciò che è avvenuto in Europa;

v una legge che regoli la responsabilità genitoriale dei partner di fatto, anche dello stesso sesso, nell’interesse delle migliaia di figli di lesbiche e gay presenti nel paese;

v l’approvazione di una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender e recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive Europee 207 del 1976 e 78 del 2000;

v l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;

v l’applicazione della direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne e anche alle persone che transizionano da un genere all’altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996;

v la piena attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro;

v il recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento delle cittadine e dei cittadini europei in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate anche dello stesso sesso;

v una migliore applicazione della direttiva europea 85 del 2005 sullo status di rifugiato anche a gay, lesbiche, bisessuali e transgender perseguitati non solo dallo stato nei loro paesi;

v la garanzia del diritto alla salute delle persone lgbt realizzata anche ponendo fine alle discriminazioni in ambito sanitario, riattivando le campagne ministeriali di informazione sulla prevenzione e garantendo i diritti delle persone sieropositive;

v la modifica della legge 40 per consentire l'accesso alla procreazione medicalmente assistita alla singola maggiorenne;

v la revisione della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso o l’introduzione di nuove norme, per consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di genere senza l’obbligo di interventi chirurgici;

v la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affronti il tema dell’intersessualismo;

v la pianificazione di azioni positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione, buone pratiche;

v l’assunzione dell’Italia di un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel mondo, per la pace, per l’abolizione della pena di morte, per la dignità di tutti i popoli, per la tutela di tutte le diversità, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente nella legislazione di decine di Paesi.

Ci piacerebbe però che vi fosse un confronto ampio e un dibattito anche su alcuni ulteriori punti per continuare a sviluppare e approfondire la nostra comune piattaforma, quali ad esempio (ma altri speriamo che emergano dal dibattito):

· norme che diano accesso al SSN per tutte le cure necessarie alla transizione di genere;

· una legge che impedisca le assegnazioni di sesso arbitrarie, eseguite nei primi mesi di vita, sulle persone nate intersessuate;

· una legge che preveda un risarcimento alle persone trans vissute prima del 1982 e che hanno dovuto subire carcere e confino per il semplice fatto di “essere”, in violazione delle norme più elementari della Dichiarazione Universale per i Diritti Umani;

· una battaglia civile appassionata contro l’omolesbotransfobia e le mentalità maschiliste/patriarcali, sessiste, eterosessiste, genderiste;

· la possibilità di utilizzare le tecniche di fecondazione assistita anche per le coppie dello stesso sesso in quanto coppie;

· il sostegno alla proposta di una nuova direttiva europea contro le discriminazioni in tutti i settori della fornitura di beni e servizi (salute, scuola, casa, ecc.);

· serie politiche a favore delle persone sieropositive.

Io partecipando ad un'altra iniziativa che parte sabato mattina e terminerà domenica non potrò esserci, ma con il cuore sarò là!

giovedì 25 giugno 2009

Montereale non ti eri accorta che in Italia c'è il fascismo?

Ma guarda questa: ma credeva davvero di poter testimoniare quello che voleva senza conseguenze?


Ma dimmi te che roba, queste credono di poter raccontare le cose come se nulla fosse, ste impunite: ma dove vi credete di essere?
Siamo in Italia, ripeto I T A L I A, capito? Non c'è più morale, contessa...

Il razzismo è un boomerang

"Il razzismo è un boomerang, prima o poi ti ritorna".
Ieri l'Arci ha presentato la campagna contro tutte le discriminazioni



Il razzismo, le tante modalità in cui si manifesta, rappresentano un pericolo non solo per chi direttamente ne subisce le conseguenze, ma per la democrazia di un paese, perché solo difendendo i diritti di tutti è possibile garantire i diritti di ognuno. Per questo lo definiamo un boomerang, i cui drammatici effetti sono destinati prima o poi a colpire anche chi lo ha promosso e praticato.
Questa è la convinzione che sta alla base della Campagna che l'Arci ha promsso e che ha presentato alla stampa ieri, mercoledì 24 giugno, alla Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati.

Si tratta di un'ulteriore tappa dell'impegno dell'associazione contro ogni forma di discriminazione, per cercare di contrastare una deriva culturale preoccupante, un imbarbarimento delle relazioni sociali che porta sempre più a chiudersi nel proprio microcosmo e a vedere nell'altro, nel diverso, il nemico da cui difendersi.

A questo degrado ha sicuramente contribuito una legislazione repressiva e persecutoria, come il disegno di legge sulla sicurezza in discussione in questi giorni al Senato. Un provvedimento razzista, che distrugge il principio dell'universalità dei diritti, non più esigibili da ogni persona, ma solo da alcune "categorie" che rispondano a determinati requisiti. Nello stesso Paese, un pezzo di umanità è meno uguale, esclusa dalle garanzie dello stato di diritto e dai benefici di quel che resta del welfare.

Strumento comunicativo principale della campagna sarà un manifesto, che verrà affisso in tutta Italia e alla cui realizzazione hanno contribuito una coppia di pubblicitari, il fotografo Marco Delogu e i deputati Anna Paola Concia e Jean Leonard Touadì che l'Arci ringrazia.
Tutti hanno prestato gratuitamente il proprio contributo alla causa antirazzista.

mercoledì 24 giugno 2009

Minzolini, in un video (quasi) tutto il peggio di.

Dopo questo non potrete dire: "Ma io non sapevo".
Il servizio pubblico (la 7 naturalmente, qualcuno osa ancora chiamare tale quello che viene trasmesso da Rai 1?) ha messo insieme un bel pò di apparizioni di Minzolini e viene fuori di tutto di più: la sua opinione su magistrati, lodo Schifani, Mani Pulite ecc.
Lo so che può apparire lunghetto, ma è INDISPENSABILE.



Due riflessioni:

1 - Adesso capisco perchè Papi, ancor prima delle prove maiuscole della sparizione della manifestazione a Roma dei terremotati in Abruzzo e del donnine a Palazzo Grazioli-gate, l'ha messo a dirigere il tg1;
2 - Se proprio devo pagare il mio canone, non è possibile girarlo a la 7 dove ancora il contraddittorio è ammesso?

p.s. Guardate cosa scriveva mister coerenza Minzolini il 24 ottobre 1994:

“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico

Dove scriveva? Ma qui naturalmente. Conoscete per caso il giornale? Ah ah ah!

Ah, dimenticavo...

MINZOLINI, IO DA ABBONATO RAI TI SFIDUCIO, TU SEI ANCHE UN MIO DIPENDENTE: VATTENE O RIDAMMI I MIEI SOLDI DEL CANONE!

martedì 23 giugno 2009

Minzolini, PRETENDO tu mi restituisca i soldi del canone.

C'hanno la faccia come il.
Se qualche giorno fa chiedevo, serenamente e pacatamente, la restituzione del canone Rai per la scomparsa di notizie riportate dal Times, El Pais, Daily Telegraph, Time, El Mundo e moltissimi altri (ma sicuramente nessuno è all'altezza di essere diretto da Minzolini) dopo questa mi incazzo sul serio: perchè vedere impiegato il proprio canone per esaudire i desiderata del sire di Arcore fa imbestialire il sottoscritto, ma sentirsi pure fare la morale da un tizio così che sproloquia di mangiapreti omettendo nella sua "linea editoriale" il comportamento di un presidente del consiglio condannato da TUTTA la stampa libera mondiale, mi fà andare letteralmente il sangue alla testa...



Oltre che derubati del proprio sacrosanto diritto all'informazione, del canone ingiustamente pagato per spettacoli come quello sopra riportato, della dignità di cittadini liberi di pensare con la propria testa:

PURE STA PRESA PER I FONDELLI MI DEVO BECCARE? MINZOLINI, IO DA ABBONATO RAI TI SFIDUCIO, TU SEI ANCHE UN MIO DIPENDENTE: VATTENE O RIDAMMI I MIEI SOLDI!

lunedì 22 giugno 2009

Feltri adesso esageri, piano con le offese!

Speravamo in qualche perla, ma dopo quella di Ghedini di qualche giorno fa, vediamo che vanno per la maggiore le uscite da pirla.

"SIAMO TUTTI BERLUSCONI. Per non perdere anche queste elezioni la sinistra si aggrappa alle faccende di letto. Ma l'Italia è tollerante. D'altronde, in pochi possono scagliare la prima pietra."

Prima fantastica pagina di Libero del 21/06/2009

Traduzione del Russo: ABBIAMO TUTTI FREQUENTAZIONI CON ESCORT E MINORENNI. Il nostro curioso concetto di democrazia fà sì che consideriamo avversari politici di questo regime i giornalisti che riportano le notizie Ezio Mauro e De Bortoli. Ma gli italiani se ne fottono di ste storie. D'altronde, diciamocelo: tranne pochi casi questo è un Paese di puttanieri."

Stimatissimissimissimo direttore Feltri,
non so che fior fior di personcine conosce e sulle quali si è formato la sua opinione dell'italiano medio, Le posso però giurare che il sottoscritto non frequenta minorenni da quasi una ventina d'anni (ossia dal raggiungimento della maggiore età), forse perchè son pezzente non ho mai frequentato escort, accompagnatrici o robe simili, Le posso altresì assicurare di essere monogamo, non tanto come sacrificio o scelta di vita, semplicemente perchè rispetto la donna che amo e che m'ha dato un figlio.
Comunque le posso assicurare che ho conosciuto e frequento anche libertini (che è ben diverso da puttanieri, la differenza è che trombano senza pagare o regalare gioielli per il gusto di farlo e di conquistare una donna) e nonostante essi siano una minoranza in questa italietta pseudo-cattolica-perbenista, o forse proprio per quello, quantomeno non si ergono a esempio di moralità e, soprattutto, mai si sognerebbero di candidarsi a presidente del Consiglio.
Insomma caro Feltri, magari non saremo la maggiornanza ma siamo una bella paccata di milioni d'italiani: quando parla (anche) di noi, veda di non generalizzare ed assimilarci con quelli che, a quanto pare, votano Berlusconi visto che (NOI) mai ci sogneremmo di andare a feste dove slave sono vestite da babbo natale...

Un laico, ma molto più degno di tanti pseudo-baciapile, cittadino che (casualmente?) non può e non potrà mai annoverare fra i Suoi lettori.
E mi sembra già un buon biglietto da visita...

il Russo

domenica 21 giugno 2009

Mignottocrazia

Grazie a Repubblica ed ai suoi bravi giornalisti Berizzi, Bonini, De Matteis e Foschini, finalmente ho capito cosa intendeva Guzzanti (non il comico, bè il padre, insomma, avete capito no?) quando parlava di Mignottocrazia...

video

Ora si mormora che Berlusconi voglia vendere Sodoma e Gomor..., pardon, Villa Certosa a causa delle foto apparse di Topolone (o come cacchio si chiamava) e delle interessantissime storie su papi-girls e veline assortite: la dignità dell'Italia è già stata svenduta da tempo...

sabato 20 giugno 2009

Bondi: il Capolavoro.

Antefatto: su la Repubblica di giovedì 18 giugno appare un articolo molto ma molto interessante sul senatore Bondi riguardo alla campagna elettorale del comune piemontese di Novi Ligure...


Ma ieri, 19 giugno, ecco il Capolavoro che il poeta ex comunista Sandro Bondi ha partorito e scritto al quotidiano romano, ve lo trascrivo integralmente perchè qua si rasenta l'inimmaginifico...

Egregio Direttore, leggo oggi a pagina 16 del quotidiano che Ella dirige, un articolo a firma di Marco Preve che tende a denigrare la mia persona, la persona che amo e la sua famiglia sulla base di volgari insinuazioni, di indebiti accostamenti e di vere e proprie falsità di cui renderà conto in sede giudiziaria.
La lettura dell'articolo in questione conferma ampiamente ciò che penso del Suo giornale e di Lei che lo dirige e cioè che si tratta di un organo uso a "bastonare" senza alcun rispetto delle persone e ancor meno della verità dei fatti, tutti coloro che vengono considerati dei nemici.
Sappia, tuttavia, egregio Direttore che Lei non riuscirà in nessun modo a intimidirmi. Sono temprato da lotte dure - mi creda - e l'odio del Suo giornale nei miei confronti è la riprova più bella e la medaglia più onorabile della mia onestà, della mia lealtà e della mia serietà.

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MA VI RENDETE CONTO CHE L'AUTORE DI QUESTA ASSURDA MISSIVA, ALL'UNICO QUOTIDIANO D'OPPOSIZIONE DI UNA CERTA RILEVANZA IN ITALIA TRA L'ALTRO, E' MINISTRO "DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI" NEL NOSTRO PAESE ????

p.s. Per dovere di cronaca ecco come ha risposto il giornalista chiamato in questione (mica siamo sul tg4 o a il Giornale, Mauro per Bondi manco si spreca ...):

La smentita di Bondi è generica e non contesta alcun singolo fatto. Non posso che confermare ciò che ho scritto. Quanto al fatto che il ministro sia temprato, visto il ruolo che svolge nel Pdl non ne abbiamo alcun dubbio. (m.p.)

Cornuto e mazziato...

venerdì 19 giugno 2009

Il TG nessUNO ed il suo impareggiabile direttore.

Dopo un'ovazione per la madre di tutte le boiate...

Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, il premier sarebbe l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile.

Niccolò Ghedini, deputato Pdl e avvocato di Berlusconi, a proposito delle dichiarazioni di Patrizia D'Addario.

Passiamo a chi mangia a fine mese con i soldi del mio canone per fare un servizio a gratis all'uomo più ricco d'Italia.


Anche se di fresca nomina, il neodirettore del TG nessUNO si è già distinto per i formidabili black-out sulla protesta dei terremotati d'Abruzzo contro questo governo, non pago però ha dato prova di incredibile servilismo e faziosità anche agli occhi di uno spettatore medio del tg4 con gli eventi di questi giorni sull'ennesimo bagasciagate.
La prova da autentico "Silvan de li direttori de tiggì" è stata quella di far sparire la notizia facendo finta di darla (qua il testo integrale del vergognoso disservizio pubblico) , ma l'apoteosi l'ha raggiunta ieri sera: nella breve scaletta l'inchiesta di Bari non compare, in compenso c'è la storiadell' "uomo-Psycho"...

RIDATEMI I SOLDI DEL CANONE MAGGIORDOMI!!!

giovedì 18 giugno 2009

D'alema indica la luna, i dipendenti si scagliano contro il dito...

Il Pdl alza le barricate intorno a Berlusconi. Dopo la conferma da parti di fonti ufficiose della procura di Bari sull'indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna (ovvero palazzo Grazioli e villa Certosa) parla di "attacco scandalistico privo di fondamento".
Bondi, La Russa e Verdini, non parlano dell'indagine nel merito, ma preferiscono invece attaccare D'Alema: "Come faceva a 'immaginare' in anteprima assoluta i contenuti (tutti da verificare) di una nuova inchiesta?", dicono riferendosi alle parole pronunciate dall'ex ministro nella trasmissione di Lucia Annunziata.


Ecco, il problema sono le sparate del baffetto, non l'ennesimo puttanaio che s'è scatenato intorno a Benito Berluschini...

martedì 16 giugno 2009

Se Gesù avesse passeggiato per Genova quasi 8 anni fa...

La memoria non è il pezzo forte degli italiani, o perlomeno della stragrande maggioranza di essi.
Genova 2001, le violenze, le omissioni, la morte di Carlo sono state demonizzate e minimizzate a destra, rimosse o peggio ancora considerate storia di pochi (e fa ancor più male) a sinistra.
Genova 2001 è stata storia di tutti, di chi c'era e di chi non c'era, come il 25 aprile, come i fatti di Reggio Emilia, come i treni a Reggio Calabria, come altri episodi della Storia, quella vera, del nostro Paese spesso avido di momenti di dignità da parte del suo popolo o meglio della parte migliore di esso.
Tra un mese sono otto lunghissimi anni, nonostante tutto testardamente continuo a far memoria, lo spirito di quei giorni in me non è mai morto.
E in voi?



Hanno incontrato Gesù
in mezzo alla strada
voleva andare alla stazione
si era perso non trovava
la direzione
Gesù si sentiva male
voleva andare all'ospedale
ma non riusciva a trovare un'indicazione per arrivare
aveva uno squarcio nella testa
non ricordava più niente
ma nel cuore lui sapeva
ma nel cuore lui sapeva

Io l'ho visto
trascinava il suo corpo
tra la gente indifferente
e il sangue che perdava
lasciava tracce
sul marciapiede
dove milioni di scarpe annegavano
battendo schizzando andandosene via
mi sono coperta gli occhi
non volevo vedere
volevo pregare
non sapevo più
non sapevo più
non sapevo più
non sapevo più chi

Hanno trovato Gesù
in metropolitana
era seduto in un vagone
con in testa un'idea
di rivoluzione
e hanno sparato a Gesù
alla quarta fermata
è successo di tutto, un caos che nemmeno nel cielo lassù
c'hanno capito più niente
aveva uno squarcio nella testa
non ricordava più niente
ma nel cuore lui sapeva
ma nel cuore lui sapeva

Io l'ho visto
trascinavano il corpo
tra la gente indifferente
e il sangue che perdeva
lasciava tracce
sul marciapiede
dove milioni di scarpe annegavano
battendo schizzando andandosene via
mi sono coperta gli occhi
non volevo vedere
volevo pregare
non sapevo più
non sapevo più
non sapevo più
non sapevo più chi
chi, chi, chi

Nada - Gesù (L'amore è fortissimo e il corpo no)

lunedì 15 giugno 2009

Abberlusconi, l'hai finita di pigliarci tutti per culo?

PORTOFINO - A Portofino, durante la cena con Marco Tronchetti Provera, Berlusconi scherza coi fotografi, fa l'ennesima battuta e ancora una volta suscita reazioni sdegnate, questa volta nella comunità omosessuale.
"Mi hanno detto di tutto, manca solo che mi dicano che sono gay...".


Tutto tutto Silvio no, il rischio che ti dicano che sei furbo proprio non lo corri...

p.s. Giusto per non farsi mancare nulla se nè uscito anche con questa: "Vado da Obama bello e abbronzato".
E' logico, non facendo un cazzo tutto il giorno fra Villa Certosa con topolone (o come cacchio si chiamava) col pistolone fuori, a Casoria con le ragazzine che ti chiamano Papi e a Portofino con Afef, ce credo che sei bello abbronzato e riposato: a Berluscò, ma vedi un pò d'annà af......

domenica 14 giugno 2009

Una fazza, una razza...

Ecco, mio figlio ha avuto tante sfortune a ritrovarsi un padre come il sottoscritto.


Perlomeno, però, non lo vedrà mai andare in giro con una faccia come questa sopra.
Approposito, oggi a Pontida Carnevale in ritardo, non vestitevi da pagliaccio perchè quel tipo di maschera da quelle parti è inflazionata....

Fermiamo questo delirio.

"E' un colpo al cuore ai principi di ogni democrazia liberale", tuona il Pd. "Dopo le camicie verdi - afferma il responsabile sicurezza Marco Minniti - arrivano le camicie grigie promosse dall'Msi. Esatta la previsione di una cattiva "partitizzazione" della sicurezza nel nostro paese. Ora si faccia qualcosa per fermare questo sconcertante delirio".

Penso di essere d'accordo con Minniti per la prima volta in vita mia, meglio tardi che mai...


MILANO - Dicono di essere più di 2.000 in tutta Italia, pronti ad indossare una divisa per "collaborare con le autorità contro la delinquenza". Sono le "ronde nere": camicia kaki, basco con aquila imperiale romana, una fascia nera al braccio con impressa la "ruota solare" e pantaloni grigi. Sono i volontari della Guardia nazionale italiana, pronti a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le ronde padane, non appena sarà approvato dal Senato il disegno di legge sulla sicurezza.
L'iniziativa è stata presentata oggi a Milano, durante il primo convegno nazionale del Movimento sociale italiano-Destra italiana, che fornisce supporto logistico e finanziario e mette a disposizione le risorse per il progetto.

Ora, che fossimo in mezzo ad una marea di stronzi che votano a destra perchè son fascisti dentro lo sapevamo, ma che adesso riemergano in massa dalle fogne legittimati da una delle tante leggi -follia volute da questa compagnia di giro che ci governa, mi sembra decisamente troppo...

venerdì 12 giugno 2009

L'ultimo caffè.

Ieri sera ho bevuto l'ultimo caffè al bar Sport.
Frequentavo quel bar da anni, il bello da Giuliano era che comprava Liberazione (in quale bar riesci a leggerlo?), era abbonato al Vernacoliere, serviva i clienti con magliette del Che, ospitava gli incontri elettorali del circolo di Rifondazione della zona.
Si parlava di politica, di quanto era assurdo Berlusconi e cose simili, poi col tempo ha iniziato a non comprare più Liberazione, "Non ho manco il tempo di leggerlo", poi non ha rinnovato l'abbonamento al Vernacoliere ed ha iniziato a mettere magliette qualunque, infine non ha più ospitato incontri di Rifondazione "Perchè quelli si fanno vedere solo alla vigilia delle elezioni, ma soldi non me ne portano mai...".
Ieri sera mi ha detto: "Alle amministrative ho votato il candidato del PDL, mi spiace ma io sono un commerciante ed a livello locale voto la persona, so chi si interessa e chi no."
Alla mia faccia basita ha proseguito, "Io le cose te le dico, poi tu hai il diritto di dirmi: Giulio, hai fatto una cazzata! Ma io sono cristallino!".
Al che timidamente ho detto: "Capisco fare una cazzata, ma poi pure vantarsene...".
"Mica me ne vanto" m'ha risposto lui piccato, "Dico solo le cose come stanno".
Al che sono scoppiato: "Io invece di una cosa mi vanto: di non avere MAI VOTATO A DESTRA".
E' sceso il silenzio, dopo anni qualcosa si è rotto e lui l'ha capito: lui è cambiato (in peggio, e se ne rende pure conto di fare la figura del quaquaraquà), io no.
Ieri sera ho bevuto l'ultimo caffè al bar Sport: perchè capirei ancora ancora bere e pagare una ciofeca di caffè da un compagno, ma berlo da uno che ha votato PDL col cazzo che mi becca di nuovo!



Un pomeriggio della vita ad aspettare che qualcosa voli
a indovinare il viso di qualcuno che ti passa accanto
Tornare indietro un anno, un giorno, per vedere se per caso c'era
e sentire in fondo al cuore
un suono di cemento
mentre ho già cambiato uomo un'altra volta
Come si cambia per non morire
come si cambia per amore
come si cambia per non soffrire
come per ricominciare
Con gli occhi verdi e brillantina
sento il duemila certo che verrà
agile la pioggia sopra le mie spalle nude
E dentro un taxi nella notte avere freddo e non sapere dove
sopra un letto di bottiglie rotte strapazzarsi il cuore
e giocare a innamorarsi come prima
Come si cambia per non morire...
Quante luci dentro ho già spento
quante volte gli occhi hanno pianto
quante mie incertezze ho già perso, oh no...
Come si cambia per non morire, come si cambia...
Sentire il soffio della vita su questo letto che fra poco vola
toccarti il cuore con le dita e non aver paura
di capire che domani è un altro giorno
Come si cambia per non morire
come si cambia per amore
come si cambia per non soffrire
come si cambia per ricominciare...

Fiorella Mannoia - Come si cambia (1984)

giovedì 11 giugno 2009

Un quarto di secolo

25 anni fa.
Esaltarne la figura rimarcando le differenze con chi c'è oggi sarebbe fin troppo semplice e banale.
Non ricordarLo mi sarebbe impossibile.
Quanto mi manchi Enrico.

mercoledì 10 giugno 2009

Se questo è giornalismo.

Secondo un'indagine del Censis, durante la campagna elettorale il 69,3% degli elettori ha formato la sua scelta attraverso le notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali. I Tg restano il principale mezzo per orientare il voto soprattutto tra i meno istruiti (il dato sale, in questo caso, al 76%), i pensionati (78,7%) e le casalinghe (74,1%).

la Repubblica 09/06/2009


E che giornalisti vengono messi nel nostro Paese a maneggiare strumenti così delicati come i telegiornali che tanti elettori possono condizionare?


Ecco un estratto del blog di un ex direttore del tg Studio Aperto (ex non solo di un telegiornale ma pure di Lotta Continua, questo è uno dei misteri dei "mitici anni '70") ed ora di tg Com, con tanto di culo sbattuto in faccia (metaforicamente parlando s'intende, eh?) al collega (non si senta offeso il bravo Ezio Mauro) di Repubblica. Queste le motivazioni: 'Oggi “La Repubblica”, per giustificare il proprio ruolo nell’internazionale dei mascalzoni, prova a chiamare in correità anche Tgcom che ha pubblicato ieri alcune foto apparse su “El Pais” relative agli scatti di Villa Certosa. A meno di non essere idioti è chiaro che Tgcom additava ai lettori lo scandalo del falso scandalo, invitando a vedere con i propri occhi a che punto sono arrivati due quotidiani sedicenti progressisti trasformati in assatanati cacciatori di topless.
..............
Al direttore di Repubblica va di diritto questa foto come risposta.'


E al tg5, televisione dove i giornalisti sono dipendenti di Berlusconi, come funzionano le cose?




Ecco, in un Paese Civile schifezze come questa, come quelle confezionate da Libero o dal giornale di proprietà di Berlusconi quasi quotidianamente, sarebbero derise, schifate, indicate come vergogna per tutti quelli che intendessero avvicinarsi al mondo del giornalismo stesso.


In Italia no, ma qualcuno pensa che l'Italia attuale sia un paese civile?

martedì 9 giugno 2009

Ecco, Ferrero la sua l'ha detta...

Tornato a casa dopo lo spoglio scopro una volta di più una sinistra in mutande...

"C'è stata una scissione di troppo".

Paolo Ferrero


Ora, Paolo Ferrero personalmente lo giudico anche persona perbene, ma politicamente ogni volta che analizza la situazione della sinistra italiana mi fa cadere letteralmente le palle.
A costo di farmi dei nemici lo dico ben chiaro: nella debacle della sinistra che non raggiunge il 4% (3,3% Rifo e 3,2% Sinistra e Libertà, due milioni e ottocentomila voti buttati nel cesso) il signor Ferrero, oltre a rinfacciare ad un neopartito di aver raccolto più o meno gli stessi voti di Rifondazione e Comunisti Italiani messi insieme, non si domanda perchè tutta questa gente ha lasciato la strada vecchia per la nuova?
Continui a distribuire il pane nelle piazze ed a mandare avanguardisti nei territori terremotati, azioni meritorie sia ben chiaro, ma forse è il caso che lasci il posto di segretario di un partito polico che si prefissa di rappresentare il popolo di sinistra a qualcun altro che possa ricucire e non a mettere insieme 50 correnti per governare il partito stesso a dispetto di quella maggiore che poi gli combina questo scherzetto...
A tutti i duri e puri che in questi mesi hanno disprezzato l' (ex?) armata Brancaleone Vendola-Fava, forse è il caso di farsi un bagnetto d'umiltà e smetterla di fare sempre la gara a chi c'è la più lungo a sinistra salvo poi trovarsi senza uno straccio di rappresentante in Europa, Italia e molte amministrazioni locali...

domenica 7 giugno 2009

Foto scabrose Villa Certosa: e se invece di sparare stronzate strste zitti?

E se su villa Certosa anziché l'obiettivo di un fotografo fosse stato puntato un fucile? Dopo gli scatti pubblicati da El Pais, a porre la domanda sono l'onorevole Fabrizio Cicchitto e i senatori Giuseppe Esposito e Gaetano Quagliariello, membri Pdl del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza).

la Repubblica online


E se invece di sparare armi di distrazione di massa a Villa Certosa per far passare in secondo piano il tutto, il presidente del Consiglio, il signor Topolonek (o come cacchio si chiamava) e le signorine in perizoma con chiappe fuori, manco fosse un remake di quella grande opera cinematografica che fu "L'onorevole con l'amante sotto il letto", si fossero comportati in maniera un filo più consona?
Ma fatemi il piacere...

sabato 6 giugno 2009

La giornata di uno scrutatore

"Amerigo Ormea uscí di casa alle cinque e mezzo del mattino.
La giornata si annunciava piovosa.
Per raggiungere il seggio elettorale dov'era scrutatore, Amerigo seguiva un percorso di vie strette e arcuate, ricoperte ancora di vecchi selciati, lungo muri di case povere, certo fittamente abitate ma prive, in quell'alba domenicale, di qualsiasi segno di vita.
Amerigo, non pratico del quartiere, decifrava i nomi delle vie sulle piastre annerite - nomi forse di dimenticati benefattori - inclinando di lato l'ombrello e alzando il viso allo sgrondare della pioggia."

La giornata di uno scrutatore - Italo Calvino


Si cambia rispetto agli anni precedenti: il sabato mattina tutti a timbrare le schede, poi da oggi alle 15.00 fino alle 22.00 (e chissà che code al sabato sera alle 21.00 ai seggi...) si vota, domani dalle 6.00 alle 22.00 e poi un primo scrutinio e si termina lunedì mattina.
Dura la vita degli scrutatori...



Lo scrutatore non votante
è indifferente alla politica
Ci tiene assai a dire “ohissa!”
Ma poi non scende dalla macchina
È come un ateo praticante
Seduto in chiesa alla domenica
Si mette apposta un po in disparte
Per dissentire dalla predica

Lo scrutatore non votante
È solo un titolo o un immagine
Per cui sarebbe interessante
Verificarlo in un indagine
Intervistate quel cantante
Che non ascolta mai la musica
Oltre alla sua in ogni istante
Sentiamo come si giustifica

Lo scrutatore non votante
È come un sasso che non rotola
Tiene le mani nelle tasche
E i pugni stretti quando nevica
Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica

Lo scrutatore non votante
Conserva intatta la sua etica
E dalle droghe si rinfresca
Con una bibita analcolica
Ha collegato la stampante
Ma non spedisce mai una lettera
Si è comperato un mangia-carte
Per sbarazzarsi della verità

Lo scrutatore non votante
È sempre stato un uomo fragile
Poteva essere farfalla
Ed è rimasto una crisalide
Telefonate al cartomante
Che non contatta neanche l’aldiquà
Siccome è calvo usa il turbante
E quando è freddo anche la coppola

Lo scrutatore non votante
Con un sapone che non scivola
Si fa la doccia 10 volte
E ha le formiche sulla tavola
Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica

Lo Fa svenire un po’ di sangue
Ma poi è per la sedia elettrica.


Lo Scrutatore Non Votante - Samuele Bersani (L'Aldiqua - 2006)

venerdì 5 giugno 2009

Compagni, armiamoci e ...votiamo!

Chapeau per l'articolo di Serra che segue, mai mi sono fatto tentare dall'astensionismo in qualsivoglia elezione politica (chi si estranea dalla lotta ecc. ecc.), ancor meno sarebbe possibile dopo questa lettura.



Una delle incognite di queste elezioni è l’astensionismo di sinistra. Lo spettacolo, annoso e dannoso, delle lotte intestine tra dirigenti sempre più anziani e sempre più narcisi; e la presenza nel Pd di una componente clericale (che non è sinonimo di cattolica) che boicotta in partenza ogni riforma laica sembrano, tra i tanti, i due elementi più respingenti. Così respingenti da rischiare di mettere in ombra perfino le evidenti conseguenze che l’astensione avrebbe sulla scena politica: rafforzare ulteriormente il centrodestra.
Nelle discussioni tra amici, nelle lettere ai giornali, impressiona la natura "nuova" di questi aspiranti astensionisti. In larga parte non appartengono all’area da sempre irrequieta del radicalismo ideologico o dell’antipolitica. Si tratta in molti casi di militanti di lungo corso della sinistra storica, profondamente partecipi della vita sociale, gente di sindacato, di partito, di primarie, di assemblee di quartiere, a suo agio nelle faccende pubbliche. Il tono, più che disgustato, è stremato: scusate, ma non ce la faccio più. Oppure si tratta di giovani che si sentono drasticamente esclusi dal discorso pubblico, e ne traggono l’altrettanto drastica conseguenza di rispondere per le rime: voi non vi occupate di me, io non mi occupo di voi.

Alle persone della mia formazione politica e della mia generazione, l’astensionismo è sempre parso una diserzione imperdonabile. Oggi mi sembra soprattutto un disperato gesto politico, nella speranza di staccare la spina a questa sinistra, e soprattutto alla nomenklatura di questa sinistra, per far rinascere finalmente altro, e altri. Ma con altrettanta onestà voglio spiegare, da cittadino, perché ho deciso di andare a votare, mettendo da parte dubbi e perplessità. E perché considero un errore (un errore, non una colpa) non farlo.
Il potere smisurato e quasi senza argini di Berlusconi è una ragione assolutamente ovvia e stradetta, ma non per questo meno evidente, e grave. Una sinistra ulteriormente indebolita (il Pd prima di tutto, ma anche le altre liste di opposizione) confermerebbe lui, e la sua folta claque, nella presunzione di poter fare finalmente e definitivamente da soli. E senza più impicci. Già parla "in nome del popolo" e "in nome degli italiani": come dirgli "ma non in mio nome" senza andare a votare per l’opposizione, e a fare numero?

Ma accanto a questa ragione, urgente ma tutto sommato contingente (Berlusconi è solo una lunga parentesi di una storia molto più lunga e importante di lui), nella decisione di andare comunque a votare pesa una concezione radicata non solo e non tanto della politica, quanto della persona-cittadino. Per dirla in parole molto semplici, autoriferite per comodità, non riesco a immaginarmi non votante senza sentirmi in disaccordo con me stesso. Non dico in colpa: i sensi di colpa non portano mai lontano. Dico in disaccordo con me stesso.
In questo stato d’animo conterà certo qualcosa il "richiamo della foresta": se si passa una vita intera a considerare il voto come un diritto-dovere (così, del resto, lo definisce la Costituzione), non è facile passare davanti a un seggio elettorale voltando la testa dall’altra parte. Ma conta, più di tutto, il fatto che nell’astensione percepisco un elemento di platealità (mi si nota di più se non vado…) che si incastra perfettamente nell’eccesso di emotività nazionale. Votare, almeno per me, è un gesto umile e razionale. Significa, lo dico brutalmente, accettare di far parte di una mediocrità collettiva (la democrazia è anche questo) piuttosto che di un’eccellenza appartata.

Votare significa accettare i limiti non solo di un partito e dei suoi candidati, ma anche i propri. Il non voto è una specie di "voto in purezza", un gesto estetico e sentimentale che antepone l’integrità dell’io alla contaminazione del noi. L’astensionista menefreghista (quello che una volta si chiamava qualunquista) è uno che non si immischia, l’astensionista nobile e deluso di oggi è uno che non si mischia: cerca di salvare se stesso, la propria coscienza, la propria coerenza, levandoli dal tavolo di gioco e portandoseli a casa.

Se è il narcisismo la colpa che, giustamente, si imputa ai dirigenti della sinistra e del centrosinistra, specie i post-comunisti, l’astensionista sappia che rischia di peccare anch’egli di narcisismo. Aiuta e serve solo se stesso, lasciando in mani altrui la precaria, vischiosa materia dell’identità collettiva. Questa sinistra, queste sinistre, sono anche il prodotto delle nostre idee (quelle giuste e quelle sbagliate) e delle nostre vite. I loro pregi e i loro difetti assomigliano molti ai nostri. Aggiungere alla lista dei difetti la rinuncia astensionista, e sottrarre a quella dei pregi l’umiltà dell’impegno pubblico, non aiuta di certo a migliorare il bilancio: della sinistra e delle persone di sinistra.

Michele Serra - la Repubblica 04/06/2009

giovedì 4 giugno 2009

Trovate la differenza...

Parlando a Napoli D'Alema ha dedicato un passaggio del suo intervento a Napoli al prestigio del Paese, che si "evince" dai giornali stranieri. La stampa estera dice la verità, ha aggiunto, perchè il Presidente del Consiglio non può nominarne i direttori. "Siamo in una posizione in cui - ha detto - il prestigio del nostro governo è quello che si può evincere dalla lettura di giornali internazionali come il Times e l'Economist: quello è. Lì non arriva, quei direttori non li può nominare lui, quindi scrivono la verità".


Sdegno alla corte del re dopo queste parole, allora facciamo un giochino da Settimana Enigmistica: trovate LA (solo una, facile facile) differenza.
Torniamo indietro di un annetto e mezzo fa: spettacolo Studio Aperto...



Ed ecco un altro fimato, risale solo quattro giorni fa a Bari...



Trovata la differenza? Avrei pure potuto postare quello che è accaduto a Prato, oppure a Firenze, o a Napoli, il problema è che nei tg1, tg2, tg4, canale 5 e studio aperto trovaste le contestazioni a Prodi, mentre per quelle a Berlusconi dovrete sempre affidarvi a filmati indipendenti: è l'italietta di meda da regime, dove gli organi di informazione fanno tutto fuorchè la stessa...

mercoledì 3 giugno 2009

Crisi economica 2009: ma che minchia accadde in Italia nel 1991?

E' da settimane che, dopo ogni bollettino di guerra sui dati dell'economia italiana (secondo l' Istat la produzione a marzo è in calo, su base annuale, del 23,8%!!!!!), sento ripetere dai mass media di regime sta cazzo di frase: "il peggior dato dal 1991".
Allora uno ragiona: "Cacchio, siamo nella merda, ma nel 1991 stavamo peggio e ne siamo venuti fuori!"
Ma che minchia accadde nel 1991?



Facile: nel 1991 non accadde un emerito fico secco, il dato reso pubblico l’11 maggio 2009 è il peggiore dal 1991 per il semplice motivo che le serie storiche dell’Istat relative alla produzione industriale iniziano il 1 gennaio 1991. Per gli anni precedenti i dati non sono confrontabili.
Ma andate affanculo va...

martedì 2 giugno 2009

Poi dite che il problema negli stadi son gli Ultras...

L'arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi ha incontrato oggi allo stadio Meazza i ragazzi della diocesi che nel corso di quest'anno si sono preparati alla Cresima. Tra ragazzi, genitori e accompagnatori, hanno partecipato circa 50.000 persone, già iscritte all'evento. Durante l'incontro con i ragazzi l'arcivescovo si è rivolto loro richiamando i contenuti della lettera che anche quest'anno ha indirizzato ai cresimandi, dal titolo "Il Frutto dello Spirito", esortandoli nella scoperta di essere parte di una grande "famiglia" in cui vivere e crescere: la Chiesa.

la Repubblica


Italia, essendo il concordato carta da cesso tutti a festeggiare allo stadio nel giorno dell'anniversario della nostra Repubblica Democratica i propri sacramenti.

Fortuna che sono gli ultras quelli che negli stadi fanno il cazzo che gli pare e qui non c'è daspo che tenga...

lunedì 1 giugno 2009

Scrivilo sui muri ... a Sestri Ponente!

Il Russo in giro per lo stivale capita a Sestri Ponente in seguito alla querelle che vede l'annoso problema della sinistra del ponente genovese e non può che trovarne traccia sui muri della principale via della città, via Sestri stessa...


Il massimo conoscitore della zona, Loris, non mi aveva accennato che "l'amore" per Fava, Vendola e la Sinistra tutta avesse raggiunto questi livelli, incontrato per una ventina di minuti (e me ne dolgo perchè con lui avrei voluto passarci ben più tempo ma un'importante incontro con fior fior di ideologi ed intellettuali mi aspettava) e con le spalle al muro ha confermato il tutto.


Al di là del fatto che una gatta ligure già la conoscevo ma mi risultava fosse bastarda e non puzzona, i murales della piccola (ex?) Stalingrado ligure parlano chiaramente: c'è molta puzza...