domenica 31 maggio 2009

Berlusconi cornuto, e se lo dice la Santanchè...

Altro pezzo di grande giornalismo su Libero.

""La verità, secondo la leader del Movimento per l'Italia, è che "il presidente non ha sfasciato nessuna famiglia, ma è Veronica Lario che ha un compagno. Nessun gossip, qui c'è di mezzo il futuro del Paese. Veronica Lario da molto tempo ha al fianco un suo compagno. Si chiama Alberto Orlandi, ha 47 anni, è a capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio e con lui condivide progetti, interessi e vacanze" E il Cavaliere sa? "Certo che lo sa - riferisce la Santanché -. Ha rinunciato ad avere al fianco la sua donna, ha accettato che l'Italia non avesse una first lady, ha messo da parte il suo orgoglio di uomo. Spero che mi perdoni, spero che tutto questo serva a rileggere tutta questa vicenda nella giusta luce. Dovevo farlo perché amo questo Paese"."

(Libero News)

Povero Papi, ora grazie alle incredibili rivelazioni della Santanchè (che sarà sicurissimamente querelata dal nostro amato presidente del Consiglio, vero?) scopriamo pure che da latin lover si trova a dover vestire i panni del cornutazzo...

E' di nuovo maledetta domenica...

Quando i fratelli chiamano, al di là di ogni colore sociale, non si può rispondere picche e bisogna indossare la sciarpa e partire...



Quindi via, oggi va così, dopo tante domeniche in pantofole è di nuovo maledetta domenica, è di nuovo una domenica da ultrà antifa.

venerdì 29 maggio 2009

Mi sono innamorato della Serracchiani.

E' inutile, oramai è più forte di me, ultimamente tranne Anno Zero scanso tutti i pollai spacciati da trasmissioni politiche nei quali presiedono (a buon diritto) i berluscoidi , ma quando incontro i capelli a caschetto di questa donna e la sua vocina lo ammetto: non capisco più nulla e resto incollato al video.



La mia infatuazione catodica con la "Serracchiona" nasce circa due mesi fa quando, scorrendo le pagine del gionale, lessi dell'intevento di una tipa decisamente curiosa al congresso dei giovani Franceschini che fece un discreto culo a tutti i vertici del piddì: andai su you tube a verificare di questa novella nannimoretti al femminile e fu subito amore!
Man mano che appariva su la 7, sui Rai tre e su internet la passione cresceva, finchè ieri mattina non mi sono accorto di non poter fare più a meno di questa giovane donna romana trapiantata nel nord-est.
Mentre guardavo il Russino che, tanto per cambiare, spaccava i maroni come tutto, ho deciso di accendere la televisione per vedere se su All Music o MTV c'era qualche bel brano da fargli ascoltare e distrarlo, quando sono capitato su Omnibus.
Da Milano in collegamento c'era Lei, DEBORA, e, man mano che passavano i minuti, anelavo al suo intervento successivo da maestrina inappuntabile che con grazia, sarcasmo e precisione metteva in riga le berluscoidi di turno, passavano i minuti e non riuscivo letteralmente a spegnere o cambiare canale.
Mentre pensavo già di inventare qualche scusa per non uscire di casa fino a metà mattinata così da godermela ancora, il senso del dovere purtroppo ha prevalso.
Debora, ma che incantesimo mi hai fatto? Sono già in astinenza, non sopporto più i Bersani, le Bindi ed i Vendola di turno: voglio la Serracchiani in prima serata per almeno tre ore di seguito, Debora, ti amooooooo!!!!!!!!!!!!

giovedì 28 maggio 2009

Caro Loris, chi trova un amico come il Russo trova un...

Questo preziosissimo documento reperito da uno dei tanti scagnozzi del Russo in giro per l'Italia, grazie alla testimonianza del blogger stesso Remofragolino che l'ha consegnato nelle mie infide mani, lascia ben poco spazio all'immaginazione e provoca uno scossone nella avvincente questione oramai ben nota a tutti gli addetti ai lavori, ossia quella cruciale della sinistra nel ponente ligure:

AL COMPAGNO LORIS, CON AMICIZIA CLAUDIO FAVA.

Il buon Claudio Fava ieri era in giro per la campagna elettorale di Sinistra e Libertà alle Europee in Piemonte e, avvicinato dal fidato blogger inviato dal Russo, non abbiamo potuto che registrare questo documento che, una volta di più, dimostra l'incredibile comunione d'intenti e vicinanza fra il noto esponente della sinistra genovese di ponente Loris ed il suo inseparabile compagno ed amico di tante battaglie Fava.
In serata un nuovo e sconvolgente documento che ci mostra i grandi vecchi della sinistra Italiana vicino al loro figlioccio politico, togliamo ogni velo a questo segreto di Pulcinella ed eccoli qua con Loris in mezzo nella parte del Grande Vecchio: giù la maschera, vi (e soprattutto TI caro Loris) abbiamo beccati!


n.d.r. Innanzitutto mi scusi il Monticiano per l'averlo Favizzato, il biglietto con dedica è invece vergato realmente dal pugno di Fava che, su rischiesta, ha salutato il compagno Loris di A sinistra con amicizia.
Logicamente il biglietto è ancora qua caldo caldo nel mio scanner, sarà mia premura consegnarlo a Loris come segno della rinnovata amicizia e condivisione di ideali fra lui ed il compagno Claudio Fava.

martedì 26 maggio 2009

Caro Mario ti scrivo...

Ieri ero in Posta ed ho assistito a due (2!) episodi di malcelato fastidio di matrice razzista nei confronti dell'utenza in gran parte immigrata, rea di far aspettare i "puri" residenti della mia cittadina nel nord Italia.
Ho ripensato allora a Mario, trentatreenne conosciuto tempo fa ed emigrato dalla Sicilia con la sua bella laurea che a ben poco serviva nella sua terra natia, di lui mi resta solo un accendino che, convinto non funzionasse più, stava per buttare e che io aggiustai.
Un bel libro, insieme al vissuto, spesso aiutano a pensare e riflettere...


“Chi parte considera chi resta un provinciale destinato al peggior fallimento esistenziale, e chi resta parla di chi è partito come di un disertore che ha abbandonato la prima linea per rifugiarsi nelle retrovie.

Ciascuna fazione, naturalmente , ha i suoi dubbi segreti.

Chi rimane si sveglia ogni giorno chiedendosi se ha fatto bene a rimanere. Apre la finestra, guarda il sole, fa colazione con un’ iris alla ricotta e decide che sì, ha fatto bene. Nello stesso momento chi è partito si sveglia, apre la finestra, vede cielo grigio, fa colazione con una pastorella secca surgelata e teme di aver sbagliato tutto.

Vanno poi parallelamente per la loro opposta strada quotidiana e poco alla volta incrociano i loro pensieri. Alla fine della giornata, chi è rimasto deve ammettere di avere sbagliato tutto, e chi è partito può consolarsi del suo standard di vita tutto sommato appagante, almeno da un punto di vista lavorativo.”

Carissimo Mario, io, monferrino doc, non posso che inchinarmi di fronte a te ed alla tua storia che ti hanno portato, dopo la laurea, ad abbandonare le tue radici, la tua Terra ed i tuoi affetti per venire qua a farti anni ed anni in un call-center pagando un affitto da vergogna (per chi te lo imponeva, sia ben chiaro, non certo per te che dei tuoi 900 euro di stipendio gliene lasciavi 500!), masticando lo smog e la nebbia del nord invece del sole della tua bella Sicilia, chiedendoti giorno dopo giorno se tutto ciò era giusto.

Dicono che ognuno di noi ha la sua strada nella vita già tracciata, caro Mario, tu hai avuto il coraggio di scegliertela.

Addio o speriamo arrivederci Mario, ci siamo incontrati, ci siamo persi di vista per lontananza, noia, pigrizia e paura delle nostre differenze, chissà se ogni tanto ancora leggi questo blog senza grandi pretese ma che, per una volta, è per te e per tutti quelli come te dedicandoti questa canzone che parla di amore nel senso più completo del termine, da ascoltare dalla prima all'ultima parola: sempre e per sempre, dalla stessa parte, che è anche la tua, mi troverai.



Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
e tornano
e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai


Francesco De Gregori - Sempre e per sempre (Amore nel pomeriggio, 2001).

lunedì 25 maggio 2009

APPELLO IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA, IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Sono giornate molto pesanti, in cui le parole gravano come macigni, e se l’argomento di queste parole sono la Democrazia, il Diritto, la Giustizia, il rischio è che questi macigni si trasformino in frane, di quelle che travolgono interi paesi cancellandone la storia, cancellandone la civiltà, rinnegandone l’etica.

Mancano due settimane alle elezioni europee, nel nostro Paese questo appuntamento, a causa delle parole-macigno del capo del governo, rischia di assumere caratteristiche che vanno ben al di là del risultato puramente elettorale.

Una cosa soprattutto assume un importante valore politico: la coesione che travalica le sigle, di un fronte di difesa democratico della Costituzione e delle Istituzioni .

Attualmente sono cinque i soggetti politici che partecipando alla competizione europea possono rappresentare questo fronte: i due cartelli elettorali di sinistra, il PD, IDV-Di Pietro e UDC.

Dei cinque partiti o movimenti il PD è l’unico che, ad oggi, sostiene la campagna dei referendum di riforma della legge elettorale. Nell’eventualità che il referendum passi ci ritroveremmo con un sistema che prevederà premio di maggioranza al partito di maggioranza relativa (non alla coalizione) e innalzamento della soglia minima di sbarramento. Risultano evidenti due cose: che una minoranza del paese, ma in possesso di una maggioranza relativa, avrebbe uno strapotere e una consistente porzione di elettori non avrebbero rappresentanza parlamentare.

In questi giorni è davanti gli occhi di tutti l’inaudito attacco alle istituzioni da parte del capo del Governo. Credo che proseguire sulla strada del referendum sarebbe come iniettare cellule malate in un corpo che già sano non è.

Il PD deve uscire dall’equivoco e riconoscere che il tema del referendum è di fatto superato da una evidente emergenza democratica e che sarebbe un suicidio della democrazia anche solo ipotizzare leggi che diano maggiori poteri agli organismi di governo.

La democrazia è un sistema di governo con evidenti imperfezioni, ma anche con importanti anticorpi che normalmente impediscono la degenerazione. Il nostro compito è quello di far sì che non calino le difese immunitarie insite nella nostra Costituzione.

Una rinuncia da parte del PD ad appoggiare e sostenere il referendum potrebbe inoltre raccogliere il consenso di molti compagni che non riconoscendosi nell’area dei due cartelli elettorali di sinistra, si troverebbero nell’imbarazzo di un voto all’Italia dei Valori, che pur essendo un partito di sicura opposizione a Berlusconi, non rappresenta la cultura di sinistra, o di una astensione, in quanto non si sentirebbero sufficientemente tutelati proprio in funzione del referendum liberticida.


Blog promotori:


A sinistra

il Russo

La Mente persa

L’eco dell’Appennino

Vengo da lontano ma so dove andare


PS. Chi condivide questa richiesta copi e incolli sul proprio blog il post senza aggiungere o togliere nulla possibilmente segnalando l’adesione a uno dei cinque blog promotori o alla seguente mail indemocrazia@yahoo.it


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BLOG O SITI CHE ADERISCONO (in progress)

Clamoroso: Noemi, Franceschini e D'Alema attaccano Papi!

Incredibile, dopo la mazzata di ieri pubblicata sulle pagine del quotidiano "la Repubblica", il titolo che appare oggi a pagina 6 sul quotidiano fondato da Scalfari lascia ben poco spazio all'immaginazione!


Papi, se Noemi ti attacca con un pretino come Franceschini ed il "baffetto bolscevico" vuol dire proprio che il tuo stellone t'ha piantato in asso...

domenica 24 maggio 2009

Dopo tanti incubi una giornata da sogno.

Ho viaggiato sul Torino-Milano e, per la prima volta, sono stato parzialmente d'accordo con Borghezio: bisogna sì disinfettare i sedili dei treni, ma quelli occupati da italiani;
mi son preso la maledizione da una zingara di prima mattina, mi son detto: tanto peggio di così...
mi son beccato una brava guida volontaria che aveva più bisogno del sottoscritto di parlare con qualcuno della propria vita e sono stato volentieri ad ascoltarlo;
ho passeggiato per le vie di Milano in una giornata che definire afosa sarebbe stato un eufemismo;
ho assistito ad una interessante disputa culinaria su cosa dovesse contenere o meno un'insalata mista nel bel mezzo di Brera;
ho visto una donna entrare nel cesso degli uomini al castello Sforzesco proprio mentre usufruivo di uno di quelli a muro "perchè la coda in quello delle donne era troppo lunga";
ho goduto dei servigi di un cameriere in un bar che, per farmi capire che la mia sedia gli intralciava il passaggio, ogni volta che passava mi tirava un calcio contro da spostarmi di un metro;
ho scoperto che il rosso ingrassa ed il bianco sfina, purtroppo mi son dimenticato di chiedere il numero telefonico del puscher dell'autrice di questa teoria;
è ripassata la zingara della mattina che, visto che ero ancora vivo, m'ha tirato un'altra maledizione.



Nonostante tutto ciò, dopo giorni da incubo, ieri ho (re)imparato a sognare: poi dicono che l'amicizia non è fondamentale.
Ora torno a cercar di capire se Palermo è davvero una cipolla...

venerdì 22 maggio 2009

Adda passà l'ennesima nuttata.

Prendo, parto, scappo dai miei incubi.
La Verità? Non la conosco, continuo a rincorrerla ed ogni volta che mi sembra di esserci vicino rieccomi daccapo.
Adda passà l'ennesima nuttata...




La verità è che non ho più voglia di restare qua, di restare qua
con la realtà che mi distrugge e mi costringe a una mediocrità che non vorrei
e poi
mi calmerò
m'involerò
mi muoverò come un drago
risplenderò
poi mostrerò
quello che ho al sole

aspetto che passi la notte che mi fa paura
aspetto che ritorni il vento e mi sollevi ancora

la verità è che non ho bisogno di sapere prima quello che sarà
la mentalità senza valide opinioni non cattura mai non ti salva mai
sentimenti che si inseguono e la voglia di cambiare
posizione, la mia condizione
e poi
mi calmerò
m'involerò
mi muoverò come un drago
risplenderò
poi mostrerò
quello che ho al sole

aspetto che passi la notte che mi fa paura
aspetto che ritorni il vento e mi sollevi ancora


Madreblu - Reiko (Necessità, 1999)

mercoledì 20 maggio 2009

Oggi anche il Russo piange.

E così l'hai fatto, stanotte te ne sei andata per davvero.
Ancora un mese fa circa eravamo insieme sul pullman per andare in manifestazione, ricordi?
Ma questo è un male terribile, tanto feroce quanto veloce.
Me lo dicevi : "Siamo qui, che aspettiamo, lo sappiamo che siamo tutti condannati, si tratta solo di resistere un giorno in più".
Ancora due giorni fa, piegata mentre eri a letto sotto morfina ti chiesi un timido "Ti dà fastidio?". "No, tranquillo". Cocciuta e fiera anche davanti ad un dolore devastante.
Lo so, preferivi Al Rangone e "quella roba lì", io ti prendevo in giro come tu mi prendesti in giro quando di mi presentai da te in Ospedale a trovarti con quella maglietta degli Assalti.
Però da lassù ascoltala questa canzone, é con le lacrime che mi solcano il viso che te la dedico di tutto cuore.




Ciao Annina.

martedì 19 maggio 2009

Mills corrotto per salvare Berlusconi: quindi?

MILANO - L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi.


E la notizia dov'è?

Con colpevole ritardo 5 volte 1000...

Con colpevole ritardo, visto che molti di voi un salto al caaf l'hanno già fatto, ecco a chi il Russo darà il suo (purtroppo) esiguo 5 x 1000 e vi invita a fare altrettanto!


IL 5 PER MILLE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI AL COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI


Carissime amiche e carissimi amici,

anche quest'anno, in coincidenza con la denuncia dei redditi per il 2008, sarà possibile indicare all'Erario come destinazione del 5 per mille il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus. I fondi raccolti saranno utilizzati, in base allo statuto del Comitato, per iniziative di solidarietà internazionale, come quelle illustrate sul nostro sito (COSA FACCIAMO) e non solo: da quest'anno, infatti, il nostro Comitato si farà carico di sostenere le attività del Centro Documentazione, i cui progetti sono parte integrante delle nostre iniziative. Abbiamo deciso di assumerci questo gravoso onere come unica struttura disponibile, per garantire la continuità del lavoro del Centro Documentazione, che ha raccolto tutto il materiale documentale (filmati, fotografie, testimonianze, dichiarazioni, note stampa, atti legali, ecc.) relativo ai fatti di Genova del luglio 2001 e che ha così contribuito fortemente alla ricerca della verità.

Chi volesse utilizzare questa opportunità dovrà indicare nell'apposito spazio della dichiarazione (o anche semplicemente sulla copia del CUD da inviare all'Agenzia delle Entrate) il codice fiscale del Comitato, che è: 95075250100.

Non siamo ancora in grado di comunicarvi il risultato della raccolta dell'anno scorso (2007): lo attendiamo ovviamente dalla Agenzia delle Entrate, e sarà nostra cura pubblicare la relativa rendicontazione sul sito non appena sarà in nostro possesso, ricordandovi che anche l'anno scorso l'utilizzo deciso era per iniziative di solidarietà.

Il Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus

Per chi compila il modello 730 o il modello Unico, compilare la scheda per la destinazione del 5 per mille:
1. immettendo i propri dati anagrafici e il proprio codice fiscale
2. firmando nel riquadro indicato come "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale..." (il primo a sinistra dei quattro che si trovano nella dichiarazione)
3. indicando in quel riquadro il codice fiscale: 95075250100

Esempio di compilazione del modulo 730

I titolari di un solo reddito da lavoro dipendente o di una pensione che non devono presentare la dichiarazione dei redditi possono consegnare la scheda (come si fa anche per l'8 per mille) in busta chiusa ad un ufficio postale, a uno sportello bancario o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, ecc).

Volete vedere cosa si è fatto in memoria di Carlo? Guardate qui e non potrete non apprezzare l'impegno del Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus!

lunedì 18 maggio 2009

L'ultima (?) di Sacconi e la sinistra che non c'era...

Mi sa che dovrò creare una nuova etichetta dal titolo "Le pirle", pardon, " Le perle di Sacconi".
Non pago della castroneria di manco una settimana fa, il nostro Brunetta versione extra large ne ha sparata un'altra che mi ha fatto sganasciare per una mezzoretta buona....


La vera responsabile del basso livello dei salari italiani è, a detta del ministro del Welfare Maurizio Sacconi a Sky-tg24 pomeriggio , "la sinistra, prigioniera di una borghesia parassitaria e cialtrona".

E poi, non pago, ha concesso il bis a noi cultori del trash più spinto:

"Noi siamo con orgoglio il partito dei lavoratori".

Ora, se stessi qua a ricordare cosa ha combinato sto governo fra il 2001 ed il 2006 e poi dal 2008 in poi, ossia che ha prima precarizzato i lavoratori dipendenti e poi massacrato di tasse loro ed i pensionati, farei un torto alla mia ed alla vostra intelligenza, perchè ciò vorrebbe dire prendere sul serio le sparate di questo signore che è, paradossalmente, un ossimoro ambulante: cosa c'entra lui con il welfare?
Indi per cui la aggiungo alla mia preziosissima collezione di figuracce di questo governo che, per bocca dei suoi esponenti, a breve annuncerà che la terra è quadrata per colpa della sinistra e che Gesù amava farsi chiamare Papi...

domenica 17 maggio 2009

Qualunque idea politica abbiate, questo è uno schifo.

Non so voi lettori cosa voterete in giugno ma, indipendentemente dalle vostre idee politiche, tutto ciò fà veramente schifo...



I dati dell'agcom indicano una vera e prorpia censura mediatica nei confronti della lista comunista ed anitcapitalista che comprende Rifondazione e Comunisti Italiani. Agcom - Venier: "Tg Rai e Mediaset: è in atto colpo di stato mediatico nei confronti dei comunisti" "Alla lista comunista solo lo 0.2%: le autorità di garanzia intervengano!" Ufficio Stampa "I dati eall'Agcom dimostrano ciò che denunciamo de tempo: è in atto un vero e proprio colpo di stato mediatico teso a cancellare dal panorama politico italiano la voce dei comunisti. Il totale dei tempi di notizia, parola ed antenna, delle forze che sostengono la lista comunista corrisponde allo 0,2% di tutto ciò che è andato in onda sui telegiornali Rai e Mediaset, rispetto allo strapotere di governo e maggioranza che assommano più del 65% del totale dell'informazione. Non occorre aggiungere altro. Se le autorità di garanzia non faranno valere le norme di tutela minima prevista dalla par condicio, costantemente violata in queste ore, si renderanno complici di un'esecuzione politica che mira alle fondamenta la democrazia italiana e la credibilità stessa delle sue istituzioni". E' quanto afferma Jacopo Venier, responsabile comunicazione del PdCI.

venerdì 15 maggio 2009

Se 5 miliardi vi sembran pochi...

Oggi un' amica mi ha riportato questa storia, curiosa, ma al tempo stesso illuminante...



Sono rientrato a casa dopo un lungo giro in bicicletta. Per terra, all’entrata, una busta, che qualcuno aveva infilato sotto la mia porta. Mi sono chinato col cuore in gola per raccogliere la busta in questi tempi di corvi svolazzanti, l’ho aperta con mani tremanti, ho sfilato il foglio che ci stava dentro e ho letto il messaggio – scritto in centoventisette lingue. Trascrivo qui la versione italiana, naturalmente.

Essa dice così:

"Cari lombardi ed emiliani, bianchi cristiani ed ariani, forse è meglio parlarvi con chiarezza prima che accada l’irreparabile. Noi siamo cinque miliardi. Yoruba e pashtun, azeri e moldavi, tamoul e roma, banghal e dogon guarani e alawit. Insomma negri, ma tanti. E non smettiamo di crescere di numero mentre voi lombardi ed emiliani bianchi cristiani ed ariani tendete verso l’estinzione, quanto a numero forza e intelligenza.

Abbiamo sentito il viso pallido che avete scelto come dittatore, dichiarare che l’Italia non è un paese multietnico. La stirpe italiana di pura razza ariana non deve contaminarsi? Spiace dovervelo dire, ma le vostre nonne e bisnonne hanno già concepito milioni di figli con saraceni libanesi e turchi. Ma non è questo il punto. In realtà quello che vi spaventa è l’idea di spartire la ricchezza che avete accumulato nei vostri forzieri e nei vostri frigoriferi con noi, che siamo cinque miliardi e abbiamo fame.

Negli ultimi cinquecento anni avete invaso le nostre terre, sequestrato i nostri figli per farli lavorare come schiavi nei campi di cotone o nelle fabbriche, avete bruciato le nostre capanne e violentato le nostre donne. Ci avete sfruttati rapinati e uccisi e sulla nostra miseria e morte avete costruito la vostra civiltà. Ma non vogliamo rinvangare il passato. Facciamo finta di niente. Parliamo di adesso.

Adesso le frontiere sono aperte per i vostri capitali, che vengono nei nostri paesi a farci lavorare duro per salari di fame, e in cambio a noi non resta niente perché il profitto va nelle vostre banche. Noi avevamo capito che le frontiere fossero aperte anche per gli esseri umani, invece ci arrestate appena arriviamo nella vostra terra, ci chiudete in campi di concentramento, addirittura ci respingete in mare, senza rispettare neppure le vostre leggi, e ci mandate a morire in qualche campo di sterminio.

Allora abbiamo deciso di scrivervi questa lettera.

Ci sono due possibilità a questo punto.

La prima è che facciamo uno sforzo di comprensione reciproca. Noi siamo disposti a venire nei vostri paesi per lavorare con le nostre braccia giovani dato che voi non siete più in grado neppure di reggervi in piedi. Siamo disposti a occuparci dei vostri vecchi che perdono la memoria e il senno in numero crescente. Siamo disposti a collaborare per rendere la convivenza più civile, siamo disposti a scambiarci esperienze e conoscenze, a imparare la vostra lingua se ci permettete di frequentare le vostre scuole, siamo disposti a rispettare le vostre regole se tengono conto del fatto che ci siamo noi, e che abbiamo gli stessi diritti che avete voi.

Ma se non riuscite a capirlo rapidamente, se insistete nel volerci sfruttare senza darci in cambio neppure un letto, un permesso di soggiorno, il diritto alla scuola e alle cure mediche, se continuate a comportarvi come dei nazisti, che è esattamente quel che sta facendo il vostro presidente del consiglio e quella banda di razzisti analfabeti che vanno in giro con le camicie verdi, se continuate a diffondere odio razzista ed ammazzare i nostri fratelli, allora le cose andranno a finire molto male. Finora siamo stati pazienti perché sappiamo che gli italiani sono poveracci che fino a qualche anno fa emigravano come noi, ma da qualche tempo vi siete montati la testa e credono tutti di essere diventati divi della TV, mentre non siete che foruncolosi miserabili coglioni terrorizzati perché sapete bene di essere solo i più poveri tra i ricchi, o forse i più ricchi tra noi poveri.

Se volete la guerra l’avrete, ma sappiate che noi siamo abituati a soffrire, a vivere in condizioni difficili, a tollerare il caldo e il freddo, a sopportare cose che nessuno di voi sa neppure immaginare. Se volete la guerra molti di noi moriranno, ma molti di noi stanno già morendo adesso. Voi non siete abituati a quello che potrà capitarvi, e non ci soffermiamo sui particolari.

Ritirate le vostre leggi razziste, aprite le vostre frontiere a chi è costretto a fuggire dai territori che il colonialismo ha devastato. Concedete agli stranieri che lavorano un permesso di soggiorno. E fate presto perché il vostro tempo sta per scadere.."

Sotto questo testo, che mi ha fatto un po’ paura, ci sono cinque miliardi di firme.

Non sto a trascriverle perché il tempo stringe.

E se i clandestini si ribellassero?

Ha ragione Berlusconi: tutta invidia!

"Invidia e odio nei confronti di un presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini: sono palesi i motivi della campagna denigratoria che la Repubblica e il suo editore stanno conducendo da giorni contro il presidente Berlusconi".

14/05/2009 - Nota dell'ufficio stampa della presidenza del Consiglio dei ministri.


Stavolta non posso che concordare: chi non invidia uno che è stato iscritto alla P2, amico fraterno di Craxi, che si teneva in casa uno stalliere mafioso, che è alto un metro e mezzo circa senza tacchi, che tiene in braccio donne che hanno quasi 50 anni in meno di lui nella sua villa in Sardegna, che da dell'abbronzato ad un presidente di colore, che viene ripreso dalla Regina madre per la propria cafonaggine, che fa le corna nelle foto ufficiali, che ha due orecchie che manco dumbo, che viene definito dalla attuale moglie una persona "che ha bisogno d'aiuto", che ha i capelli trapiantati, che si vanta d'essere amico di Putin, che ha sul libro paga autentici maestri di giornalismo come Belpietro, Fede e Giordano, che s'è stirato la pelle coi lifting, che dà del kapò ad un eurodeputato progressista tedesco, che si bulla di essere amico di Bush, che ha scoperto il 25 aprile a 73 anni, che fà cucù al primo ministro tedesco, che racconta barzellette sugli ebrei nei campi di concentramento, che ha una fantastica cultura storica a partire da Remolo e Romolo, che....

Mamma mia che invidia: chi è il pazzo che non sognerebbe di essere una così eccezionale persona?

giovedì 14 maggio 2009

Sacconi, risparmiatelo tu l' ossigeno per il cervello...

"Invito chi fischia a risparmiare ossigeno per il cervello. Noi abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza per rendere effettiva le disposizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro".


Così il ministro Sacconi a chi, durante gli 'Stati Generali delle Costruzioni' alla Fiera di Roma, lo contestava.
Mi preme porgere una domanda dal profondo del cuore: e se Lei ministro stesse in apnea una decina di minuti ogni volta che Le viene voglia di fare una uscita simile a chi esprime dissenso, non ne beneficierebbe il fegato di tutti quelli che hanno veramente a cuore la Sicurezza sui luoghi di lavoro?

mercoledì 13 maggio 2009

Lotta anche tu per il nobel per la pace a Berlusconi!

Sono sempre stato convinto che le parole Berlusconi e Pace fossero come i binari dei treni: impossibile un loro incontro.
Invece questo sito mi ha aperto gli occhi: nothing is impossible!



Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi.
E' finalmente venuta l'ora di sfatare un tabù che dura da più di cento anni, ovvero da quanto nel 1907, ad aggiudicarselo fu Ernesto Teodoro Moneta.
Alla corsa per l'ambito riconoscimento si sono succeduti, in questi anni numerosi politici e capi di Stato, tra i quali potremmo citare, Yasser Arafat, il presidente della Corea del Sud, Kim Dae-Jung, l'ex presidente americano, Jimmy Carter, ed Al Gore.
Oggi crediamo che, anche, l'Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale.

Nel suo "indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale" mi pregio di ricordare alcune perle:

- la guerra d'occupazione in Irak al fianco degli USA;
- la guerra in Aghanistan;
- le sue dichiarazioni di superiorità della civiltà occidentale su quella islamica;
- l'abbronzato al presidente afroamericano Obama;
- le sue dichiarazioni contro la multietnicità del Paese da lui governato;
- il suo ministro per le Riforme nel governo 2001-2006 che girava con maglietta islamofoba;
- le sue barzellette sui campi di concentramento nazisti e sugli ebrei;
- le sue leggi liberticide e xenofobe come la Bossi-Fini prima e le "imprese" nei confronti dei migranti nei giorni scorsi;
- la gestione alquanto dubbia (eufemismo) del caso Abu Omar sotto il suo governo;
- la sospensione dei diritti a detta di Amnesty International durante il G8 di Genova da lui presieduta nel 2001;
- Il suo appoggio incondizionato all'amico Putin in barba alle continue violazioni dei diritti umani dal suo governo commesso, al dittatore Gheddafi, al presidente Bush che mentì sulle armi di distruzione di massa in Irak e commissionò Guantanamo e Abu Graib;
- l'editto bulgaro nei confronti di liberi giornalisti e le successive epurazioni che recentemente ci hanno messo nella lista dei Paesi poco liberi per l'Informazione;

Ma soprattutto il suo capolavoro diplomatico, politico e da vero statista in merito alle obiezioni mosse all'Europarlamento sulle sue politiche verso l'immigrazione e non solo...



Ma certe gente, il senso del ridicolo, proprio non ce l'ha?

martedì 12 maggio 2009

C'era una volta Giorgiana...

Caro Russino, oggi papà ti racconta una storia, non è a lieto fine, ma è ora che inizi a imparare che, nella vita reale e soprattutto in quella di noi ultimi, difficilmente c'è un happy-end.
Sarò preciso, circostanziato, a tratti persino un pò pedante, perchè così è giusto che sia, ti parlerò di signori che allora comandavano e che oggi non ci sono più, ti parlerò di una città, Roma, che ti porterò a vedere il prima possibile, ti parlerò di un'epoca probabilmente irripetibile con tutte le sue contraddizioni e le sue speranze.
No Russino, questo non è un thriller poliziesco di quelli che papà e mamma vedono in tivvù, questa è una storia che nelle scuole gelminizzate si guarderanno ben bene dal raccontarti, ma ci tengo al fatto che tu sappia: perchè finchè qualcuno di noi ricorderà il suo sacrificio, nonostante molti anni siano passati senza avere Giustizia, un pò di Giorgiana vivrà con noi...


12 maggio 1977, manifestazione per gli 8 referendum radicali: a piazza Navona a Roma il palco per la manifestazione è pronto (ore 13), poco dopo su di esso si abbatte la furia delle forze dell'ordine e alle 13,30 si ha la protesta in Parlamento di Pannella: alle 13,40 la protesta di Balzamo e alle 13,45 quella della triplice sindacale. Alle 13,55 Cossiga si rifiuta di incontrarsi con una delegazione di parlamentari PSI, DP e PR in merito al divieto della manifestazione.

Alle 14 Polizia e Carabinieri intensificano il blocco alle strade di accesso a Piazza Navona; alle 14,15 Cossiga afferma che piazza Navona non gode di alcuna forma di extraterritorialità che impedisca la presenza di forze dell'ordine. Il blocco è totale alle 14,15.

Alle 15 davanti palazzo Madama un primo pestaggio ha come vittime un gruppo di giovani radicali che portavano un tavolo per la raccolta delle firme; fra i picchiati il deputato Mimmo Pinto di LC. Poi la prima carica condotta da una trentina di carabinieri armati di fucile. Tre giovani sono duramente picchiati, ammanettati, caricati su un cellulare e condotti via. Vengono spintonati e picchiati anche giornalisti e fotografi: a questi ultimi si impone di consegnare i rullini impressionati.

Alle 15,30 Pannella giunge davanti a Palazzo Madama, poi telefona a Ingrao (presidente della Camera).

Alle 15,45 un funzionario di P.S. avvicina un gruppo di dimostranti (in corso Vittorio), dopo uno scambio di improperi ordina il primo lancio di candelotti. La gente fugge. Il cronista del Messaggero scrive: "Contro giovani che sostano sotto un arco avanza un altro reparto di P.S. partono slogans e il solito grido di "scemi, scemi,". La polizia risponde con sette-otto candelotti sparati ad altezza d'uomo. I manifestanti si ritirano, poi torneranno indietro e la scena si ripeterà. Fino a questo momento nella zona dei disordini non si sono visti "sampietrini" ne molotov".

Ore 16: vengono notati (piazza della Cancelleria) per la prima volta uomini in borghese armati di pistola o pistola mitragliatrice, apparentemente in buoni rapporti con i poliziotti. Vengono sparati lacrimogeni a decine. La polizia ora carica di nuovo, violentemente: una quindicina di persone, tra cui molte ragazze e una donna anziana vengono travolte, cadono. Gli agenti circondano i caduti e colpiscono indiscriminatamente tutti con calci e manganellate. Viene colpita anche una donna anziana. Alcuni candelotti vengono sparati ad altezza d'uomo, altri contro le finestre e la gente che vi si affaccia: due centrano due finestre, in via dei Baulari e in vicolo dell'Aquila. Un candelotto sparato ad altezza d'uomo ha colpito (ore 18,30) la vetrina di un bar in Corso Vittorio, 248, ho chiesto al proprietario: "chi ha sparato? " "La polizia" mi è stato risposto. All'angolo di via dei Baulari c'è un giovane che sta camminando: dall'ultima camionetta parte un candelotto che lo colpisce in pieno, alle spalle, e lo fa finire tramortito a terra. Cinque agenti scendono, infuriano a calci sul giovane, poi risalgono sulla camionetta. In piazza della Cancelleria la polizia lancia una serie di cariche: è in questa occasione che si sentono i primi colpi di pistola (vedi film sul 12 maggio). Un agente sferra una manganellata alla nuca al fotografo Rino Barillari, de "II Tempo". Barillari cade, viene portato in ospedale: guarirà in dieci giorni. Un altro fotografo, Sandro Mannelli, del "Messaggero", viene colpito da un sasso alla nuca; sei giorni di prognosi.

Ore 16,20: in via Sant'Agostino un reparto di carabinieri risponde al grido di "scemi, scemi" con un lancio di candelotti ad altezza d'uomo. Un giovane viene colpito e rimane atterra.

Ore 16,30: Largo Argentina viene coinvolta nella "guerriglia"; l'aria è irrespirabile per il fumo dei candelotti: dieci persone a bordo di un autobus della linea 87 vengono colte da malore; vengono trasportate all'ospedale, gli si diagnostica un'intossicazione.

Ore 17: dimostranti cominciano ad affluire in Viale Trastevere (caricati a Piazza Navona e Campo dei Fiori).

Ore 17-17,30: nella zona di Piazza Navona e adiacenze ancora lancio di candelotti e blocco degli accessi in dette zone.

Ore 17,45: in Piazza della Cancelleria "ci sono agenti in borghese, sparano ad altezza d'uomo". In quattro o cinque portano via un ragazzo ferito a una mano. Un giovane riceve un candelotto in pieno viso, sull'occhio sinistro. Un altro ancora è ferito a una gamba. Fra gli agenti di Ps che aprono il fuoco viene ritratto in una foto Giovanni Santone, in forza alla squadra mobile.

Ore 18,15: compaiono le prime molotov (zona di Piazza Navona): due o tre al massimo. Ma sono in molti che urlano: "fermi siete pazzi". La situazione si fa sempre più tesa.

Ore 18,50: divergenze fra i dimostranti sui metodi con cui proseguire la "manifestazione". in realtà mai iniziata.

Ore 19,00: la violenza degli .scontri sembra diminuire. Poi verso le 19 l'allievo sottufficiale carabiniere Francesco Ruggieri, di 25 anni, viene ferito (ponte Garibaldi, lato via Arenula) a un polso: la natura della ferita non è affatto chiara. Il fotografo di "Panorama". Rudy Frei, viene malmenato dalla polizia, che lo costringe a consegnare il rullino impressionato.

Ore 19,10: primi interventi in Parlamento: Pannella (PR), Corvisieri (DP), Ligheri (DC) Pinto (DP), Costa, Giovanardi, Magnani Noya Maria. In questa occasione Pinto denuncia l'aggressione subita e Pannella sferra un violento attacco al governo (latitante) .

Ore 19,45: due grosse motociclette dei vigili urbani arrivano sul lungotevere degli Anguillara, all'angolo con piazza Belli. Le montano tre vigili in divisa e un uomo in borghese, un vigile scende, impugna la pistola e spara ad altezza d'uomo, in direzione dei dimostranti in piazza Belli.

Ore 19,55: Parte, improvviso e preceduta da un fitto lancio di lacrimogeni, una carica da parte dei carabinieri e poliziotti attestati su via Arenula. Giorgiana Masi ed Elena Ascione vengono colpite quasi contemporaneamente, la Masi (accanto a cui era il suo ragazzo, Gianfranco Rapini) al centro di piazza Belli, la Ascione mentre fuggiva verso piazza Sonnino. Le testimonianze sono concordi: i colpi sono stati sparati da ponte Garibaldi, dove in quel momento, al centro, si trovavano carabinieri e poliziotti appoggiati ad una o due autoblindo. Le vittime vengono accompagnate all'ospedale: Giorgiana arriva già morta.

"...se la rivoluzione d'ottobre fosse stata di maggio
se tu vivessi ancora
se io non fossi impotente di fronte al tuo assassinio
se la mia penna fosse un'arma vincente
se la mia paura esplodesse nelle piazze
coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola
se l'averti conosciuta diventasse la nostra forza
se i fiori che abbiamo regalato
alla tua coraggiosa vita nella nostra morte
almeno diventassero ghirlande
della lotta di noi tutte donne
se...
non sarebbero le parole a cercare di affermare la vita
ma la vita stessa, senza aggiungere altro"