sabato 28 febbraio 2009

Silvio: "ho studiato alla Sorbona"........ AH AH AH AH

"La frase che il presidente Berlusconi ha detto sottovoce al presidente Sarkozy durante la conferenza stampa a Villa Madama, mentre si stava parlando del riconoscimento in Italia dei baccalaureati, era semplicemente: "Tu sais que j'ai ètudiè à la Sorbonne" ("tu sai che ho studiato alla Sorbona"). Al presidente Berlusconi hanno dato l'oscar della volgarità che non meritava. A loro spetta invece l'oscar della denigrazione che si meritano appieno".

nota di Palazzo Chigi


Vi giuro, non l'avessi letta non ci crederei, ora capisco il detto "la cura è maggiore del male"...
Per la precisione, Berlusconi (laureato alla Statale di Milano) alla Sorbona ha frequentato un corso estivo.
E sti cazzi, il corso estivo, manco un cazzo di Erasmus...

giovedì 26 febbraio 2009

Ministro Maroni, ma che ronde girano nella "sua" Varese?

Roberto Ernesto Maroni è nato il 15 marzo 1955 a Varese, lo scorso 20 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il decreto legge che istituisce le ronde, alle quali, più che i semplici cittadini, dovrebbero (uso il condizionale non a caso) partecipare prevalentemente "ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate.
E invece cosa succede nel feudo elettorale del nostro ministro dell'Interno?


Se le ronde fanno...gli indagati!

“Appena ci restituiscono i mezzi e le divise, siamo pronti a fare le ronde. Facciamo appello al sindaco di Varese”. Parola di Stefano Pellati, militante della Guardia Nazionale onlus, a cui i carabinieri, qualche mese fa hanno sequestrato auto, divise, stemmi e palette. Indagato per usurpazione di funzioni pubbliche (articolo 347 del codice penale) Pellati si è sempre difeso dicendo che il suo gruppo ha solo fatto dei controlli per la strada, in particolare a discariche abusive e zone isolate.
Oggi rilancia la voglia di fare la ronda. Insieme a lui, sono indagati il presidente della onlus, Claudio Carè, e un terzo militante. I militanti della Guardia nazionale non sono tesserati leghisti, alcuni di loro hanno però avuto esperienze precedenti nelle camicie verdi; il segretario del carroccio Fabio Binelli ha espresso valutazioni positive nei loro confronti.
Carè, un passato da volontario nella guerra in ex Jugoslavia, è stato di recente assolto da un altro procedimento presso il tribunale di Varese, per l’utilizzo di alcuni stemmi. Per quanto riguarda l’indagine più recente, l’avvocato della Guardia nazionale, Alessandra Nicoletti, sta per presentare una istanza di dissequestro, per tutto il materiale che la procura ha fatto requisire durante le perquisizioni.
Adesso facciamo attività con i nostri mezzi privati – spiega Pellati – andiamo nelle zone isolate e controlliamo che non buttino rifiuti. Sappiamo che nel decreto è prevista una corsia preferenziale agli ex appartenenti alle forze dell’ordine, ma noi abbiamo alcuni ex carabinieri, ed ex militari, inoltre, svolgiamo anche un piccolo addestramento prima di cominciare. Insomma, non siamo né dei Rambo, né dei pirla.
Se ci autorizzeranno, andremo nelle zone frequentate dalla piccola criminalità, pronti a segnalare problemi”.
In ultima istanza devono essere i prefetti a coordinare la collaborazione con i cittadini, ma la possibilità che anche degli indagati si propongano come volontari per le ronde autorizzate dal decreto legge antistupri, fa certamente riflettere.

Fonte Varese News 25 febbraio 2009

Che dire? Due giorni fa sconsigliavo di girare dalle parti di Trieste, oramai definitivamente fascistizzata, forse è il caso che anche Varese sia accuratamente evitata...

martedì 24 febbraio 2009

NON andate a Trieste: c'è da aver paura! La Ettore Muti rinasce...

Andreste in una città dove girano bande da 20 persone che si ispirano ad un macellaio fascista per le strade? Io mai e poi mai, seguite il mio consiglio: NON ANDATE A TRIESTE, SE LE COSE STANNO COSI' C'E' DA AVER PAURA!


A Trieste il Movimento Fiamma Tricolore ha deciso di mettere a disposizione dell'intero territorio provinciale un corpo di 100 volontari. “Tutti cittadini italiani”, beninteso, “molti dei quali esperti di arti marziali o ex appartenenti alle forze armate o a corpi di polizia per i servizi di sicurezza del territorio”, si legge in una nota. “I volontari saranno dotati unicamente di telefono cellulare, torce per la vigilanza notturna e spray anti aggressione, il cui utilizzo è divenuto ormai legale”. E avranno anche un nome. Un po’ particolare. Si chiameranno “Squadre Ettore Muti”. Chi era Ettore Muti? Secondo Stefano Salmé, segretario regionale della Fiamma Tricolore, è “un eroe della militare della prima, come della seconda guerra mondiale”.


E' logico che Ettore Muti venga visto come un eroe da un esponente del movimento fiamma tricolore visto il suo curriculum: medaglia commemorativa della marcia su Roma, medaglia commemorativa della spedizione di Fiume, medaglia commemorativa delle operazioni in Africa Orientale, 2 volte Croce di Ferro tedesca,


squadrista, un fascista della prima ora, è stato infatti gerarca fascista fin dagli esordi, segretario del Partito Nazionale Fascista, e nel suo curriculum può vantare diversi assalti squadristi, tra le coraggiose gesta l'occupazione della prefettura di Ravenna durante le operazioni della marcia su Roma ed il bombardamento delle forze democraticamente elette in Spagna per permettere l'istaurazione della dittatura fascista del generale Franco.
Dopo la sua morte vennero intitolate:

E sticazzi mi viene da dire, se fascista di merda è sinonimo d'eroe allora...

Sono stato più volte a Trieste, bella cittadina mitteleuropea, ma non ci tornerò più per un bel pò, date retta me:

NON ANDATE PIU' A TRIESTE E SCONSIGLIATE TUTTI I VOSTRI CONOSCENTI DI ANDARCI FINCHE' SQUADRACCE CHE SI ISPIRANO AD UN BOIA FASCISTA GIRERANNO PER LA CITTA'!

domenica 22 febbraio 2009

Siamo circondati, rassegnatevi e uscite tutti con le mani sulla testa.

Siamo circondati dagli stronzi, anzi, viviamo in una Società di stronzi dove quello di noi che è più merda confronto a loro è in odor di santità.




Siamo circondati da gente che paga decine di migliaia di euro per comprarsi un suv, poi lo lascia fuori tutta la notte perchè non c'ha le decine di euro che servono a pagarsi l'affitto mensile di un box auto.
Siamo circondati da gente che ascolta il santo padre a prescindere, poi se non riesce ad avere un figlio parte e se ne va all'estero dove vengono applicate leggi che qui si è fatto naufragare boicottando un referendum su ordine della chiesa.
Siamo circondati da gente che in periodo di crisi perde reddito, potere d'acquisto, addirittura il lavoro, ma se la prende con i rom ed i mendicanti per le strade perchè sono più poveri di loro.
Siamo circondati da gente che è figlia e nipote di migranti che furono discriminati, ma se la prende con gli extracomunitari perchè se ne devono stare al loro paese.
Siamo circondati da gente che invoca la galera e la certezza della pena per i piccoli reati, poi si incazzano come delle bestie quando la Legge bussa alla loro porta.
Siamo circondati da gente che la Rai fa schifo, poi non pagano il canone.
Siamo circondati da gente che dice che il pubblico fa cagare, poi evadono le tasse perchè sono troppo alte e non è giusto che le paghino loro.
Siamo circondati da gente che se uno parla di regole e di solidarietà è un comunista di merda, poi se loro sono fascisti del cazzo va tutto bene.
Siamo circondati da gente che definirli già di ceto medio sarebbe un'esagerazione, però votano un miliardario perchè lui ce l'ha fatta e magari ce la farà fare anche a loro.
Siamo circondati da gente che quelli che stanno a Roma son tutti ladri, però nel dubbio votano sempre i più ladri di tutti.
Siamo circondati da gente che non si arriva più a fine mese, però i coglioni che non riescono a farsi le vacanze da anni son sempre gli stessi.
Siamo circondati da gente che la natura non è più quella di una volta e l'aria è irrespirabile, però oramai hanno il culo a forma del sedile della loro macchina, la differenziata è un rompimento di coglioni, il riscaldamento sempre a palla e d'estate tengono il climatizzatore acceso 24 ore su 24.
Siamo circondati da gente che il caso Englaro divide l'Italia, poi la sera stessa si mettono in 8 milioni di coglioni a guardarsi il Grande Fratello.
Siamo circondati da gente che i telegiornali sono tutti in mano ai comunisti, poi guardano o il tg1 o il tg2 o il tg4 o il tg5 o Fede, o Vespa oppure spengono la televisione.
Siamo circondati da gente che è giusto non fare tutti gli scontrini, 100 senza fattura 150 con fattura, poi usa le nostre stesse strade pubbliche, i nostri stessi ospedali pubblici, i fondi, gli aiuti ed i rimborsi pubblici e si lamenta pure...
Siamo circondati da gente che tutti i giornali sono di sinistra, poi o non comprano mai un quotidiano oppure si abbeverano a Libero ed il Giornale manco fossero il vangelo.
Siamo circondati da gente che con l'euro è raddoppiato tutto, per primi i loro prezzi e le loro tariffe ma delle le buste paga dei dipendenti che non si sono mosse tutti si dimenticano sempre.
Siamo circondati da gente che è ingiusto pagare le tasse per le strutture pubbliche come scuole o ospedali perchè loro vanno solo in strutture private sovvenzionate da fondi pubblici.
Siamo circondati da gente che la sera non si può più uscire, allora sono contenti come matti quando l'ordinanza di turno proibisce rumorose manifestazioni notturne cittadine che tanto sono solo uno spreco di soldi.
Siamo circondati da gente che la sinistra ha governato 50 anni, però votavano e facevano vincere la dc contro il pericolo comunista.

Siamo circondati da gente che è una vergogna che mi tassino quasi al 50%, poi dichiarano di guadagnare la metà mentre sulla busta paga di un dipendente non si scappa, ma il dipendente stesso vota chi incoraggia tutto ciò perchè forse un giorno potrà farlo anche lui...
Siamo circondati da gente che le regole vanno rispettate, poi guidano col cellulare in mano, parcheggiano in divieto di sosta, non mettono le cinture, non rispettano i limiti e le rare volte che vengono beccati hanno ben chiara la motivazione: i vigili fanno multe per raccattare soldi per il comune, non si potrebbe chiudere un occhio?
Siamo circondati da gente che è vergognoso quanto prendono i calciatori, poi non si perdono una trasmissione della De Fillippi o di Bonolis, quelli si che prendono poco...
Siamo circondati da gente che i nostri figli vengono su in una Società in mano alla delinquenza, delinquenza che loro o i loro stessi figli alimentano andando dal venditore di pastiglie/neve a comprare il necessario per farsi un esaltante sabato sera.

Siamo circondati da gente che è tutta una mafia ed una raccomandazione, però se devono fare una visita conoscono sempre la persona giusta per accorciare i tempi.
Siamo circondati da gente che Fini adesso esagera, il comunismo si che si è macchiato di crimini assurdi.
Siamo circondati da gente che in fondo in fondo Moggi ha fatto quello che fanno più o meno tutti.
Siamo circondati da gente che schifa i più deboli, è classista, razzista, egoista, individualista, usa il danaro ed il potere come metro di valutazione per tutto, ma si sentono meglio di noi che ai loro occhi indipendentemente dalle nostre idee siamo innegabilmente comunisti.

Continuate a chiedervi perchè vince il berlusconismo indipendentemente dall'alternativa sia essa buona o meno buona, io una risposta ce l'ho già e continuo a incontrare fior di stronzi ogni giorno fieri di esserlo alla faccia delle nostre seghe mentali e politiche, rubando un'azzeccatissima definizione di quel grand'uomo che è il nostro presidente del consiglio: antropologicamente diversi. Da me, di sicuro.



Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a machere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno. Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... ...e come le supposte abitano in blisters full-optiona, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri, quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo e sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero, boom! Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom... Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano. Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che dà loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera... Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...

Frankie Hi-NRG MC, Quelli Che Benpensano (La Morte Dei Miracoli 1997)

sabato 21 febbraio 2009

Ronde: al Vaticano mica fanno poi così schifo...

Contrordine comp..., ehm, prelati!

"L'istituzione delle ronde rappresenta - per il segretario del pontificio consiglio dei Migranti, monsignor Agostino Marchetto - una abdicazione dello Stato di diritto. Non è la strada da percorrere".

Venerdì 20 febbraio 2009


Quando la Santa Sede ''intende esprimersi autorevolmente'', lo fa usando ''mezzi propri e modi consoni'', come ''comunicati, note e dichiarazioni''; ''ogni altro pronunciamento non ha lo stesso valore''. Lo ricorda, con una dichiarazione, il direttore della Sala Stampa padre Federico Lombardi, per il quale ''non di rado i mezzi di informazione attribuiscono al 'Vaticano', intendendo con ciò la Santa Sede, commenti e punti di vista che non possono esserle automaticamente attribuita''.

Il portavoce vaticano, nella sua breve dichiarazione diffusa oggi nel Bollettino della Sala Stampa vaticana, non cita nessun esempio. Solo ieri, però, il segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, mons. Agostino Marchetto, ha criticato con forza le ronde approvate dal governo; un'opinione che è stata automaticamente identificata come una condanna da parte del Vaticano del provvedimento.

Sabato 21 febbraio 2009


La Storia signori miei, la Storia. Quando ce la si dimentica è destinata sempre a ripetersi...

venerdì 20 febbraio 2009

Testamento biologico: con Peppino, per i nostri diritti!

"La legge sul testamento biologico che il Parlamento si appresta ad approvare è una vera e propria barbarie. Una legge assurda e incostituzionale contro la quale è assolutamente necessario che i cittadini facciano sentire la propria voce e scendano in piazza a manifestare".
Con queste parole Beppino Englaro, intervistato da Paolo Flores d'Arcais, aderisce alla manifestazione "Sì alla vita, no alla tortura di Stato", organizzata da MicroMega, che si svolgerà a Roma, in piazza Farnese, sabato 21 febbraio alle ore 15.



FIRMA L'APPELLO di Lorenza CARLASSARE, Andrea CAMILLERI, Furio COLOMBO, Umberto ECO, Paolo FLORES D'ARCAIS, Margherita HACK, Pancho PARDI, Stefano RODOTA': "La vita di ciascuno non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive. Il decreto legge di Berlusconi, trasformato in disegno di legge dopo che il presidente Napolitano, da custode della Costituzione, ha rifiutato di firmarlo, vuole sottrarre al cittadino il diritto sulla propria vita e consegnarlo alla volontà totalitaria dello Stato e della Chiesa. Rendendo coatta l’alimentazione e l’idratazione anche contro la volontà del paziente, impone per legge la tortura ad ogni malato terminale. Pur di imporre questa legge khomeinista, Berlusconi ha dichiarato che intende sovvertire la Costituzione repubblicana. E’ arrivato ad oltraggiare una delle costituzioni più democratiche del mondo, la nostra, definendola “filosovietica”, mentre non perde occasioni per elogiare il suo “amico Putin”, ex-dirigente del Kgb. Al governo Berlusconi che ha ormai dichiarato guerra alla Costituzione repubblicana, è dovere democratico di ogni cittadino opporre un fermo “ora basta!”. Per dire sì alla vita e no alla tortura, per dire sì alla Costituzione e no al progetto di dittatura oscurantista, per dire sì al Presidente che sostiene la Costituzione contro chi la viola, la svilisce, la insulta, chiediamo a tutti i democratici di auto-organizzarsi per una grande e pacifica manifestazione, senza bandiere di partito, solo con la passione e l’impegno civile di liberi cittadini, a Roma, a piazza Farnese, sabato 21 febbraio alle ore 15.

Passa parola, la democrazia dipende anche da te".

FIRMA L'APPELLO / ISCRIVITI ALLA MANIFESTAZIONE SU FACEBOOK

giovedì 19 febbraio 2009

Anche dall'Argentina: VERGOGNA BERLUSCONI!


Durante la campagna elettorale in Sardegna, Berlusconi ha ironizzato sul dramma di uomini e donne argentini, sequestrati, torturati e infine precipitati in mare, affermando: "Erano belle giornate, li facevano scendere dagli aerei...".

ASOCIACION MADRES DE PLAZA DE MAYO
1977- 30 de abril -2009. 32 años de LUCHA Y RESISTENCIA
Buenos Aires, mercoledì 18 febbraio 2009

NOI MADRES RIPUDIAMO LE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI

L'Associazione Madres de Plaza de Mayo ripudia le dichiarazioni del primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, il quale ha parlato, in modo derisorio, dei desaparecidos.

Gli aggettivi non sono sufficienti per definire questo sinistro personaggio, come quelli della dittatura: come Massera, Videla e tutti gli altri. Noi Madres consideriamo molto grave il fatto che in una campagna politica si prenda per "scherzo" una cosa tanto terribile com'è stata la scomparsa dei nostri figli e il Terrorismo di Stato, che con le sue parole Berlusconi appoggia. Crediamo che ci debba essere a livello istituzionale un rifiuto totale alle sue dichiarazioni.

Noi Madres sappiamo molto bene chi è questo personaggio, così come sappiamo chi è Massera. Mentre la Giustizia italiana sta provvedendo alla condanna di Massera per tutto quello che ha fatto, il Primo Ministro prende tutto come uno "scherzo". Sappiamo anche che entrambi sono stati membri della P2 ed è per questo che Berlusconi si permette di prendersi gioco dei nostri desaparecidos: per difendere Massera.

Hebe de Bonafini
Presidenta de la Asociación
Madres de Plaza de Mayo

Gracias por publicar, difundir, comentar y compartir esta información
Hipólito Yrigoyen 1584, Buenos Aires, Argentina (1089)
prensa@madres.org / http://www.madres.org

mercoledì 18 febbraio 2009

Via Veltroni, tutto risolto!

Bohm, s'è tolto dalle scatole: ora Berlusconi non vincerà più, la sinistra vera tornerà ad avere percentuali a doppie cifre, ci sarà un'opposizione vera e cazzuta, l'elettorato alle prossime consultazioni abbandonerà la destra, gli astensionisti delusi di sinistra torneranno in massa alle urne, l'Europa rivedrà un' Italia (quantomeno, ma perchè non osare di più?) socialista!



O no?



martedì 17 febbraio 2009

Good night and good fuck you Sardinia...

Bel colpo Sardegna...

... ci si vede fra 5 anni...


... o forse no: se hai avuto voglia di suicidarti affari tuoi, ma non pretendere pure una partecipazione di chi ti amava al tuo funerale!

sabato 14 febbraio 2009

Mastella si candida per Berlusconi: chi l'avrebbe mai detto?

"E' questo un tema che accomuna la storia e la tradizione politica sia delle forze che stanno dando vita al Pdl sia dell'Udeur e che è solo una delle ragioni fondanti l'alleanza oggi sancita in Campania. La stessa collocazione all'interno del Ppe comporta la candidatura del segretario dell'Udeur Clemente Mastella alle prossime elezioni europee, nelle liste del Pdl".
"Oggi si apre una rinnovata stagione politica, foriera di importanti novità, che ricadranno positivamente sui cittadini della Campania".


Ve lo ricordate un annetto fa? "Colpendo mia moglie hanno voluto colpire me", oppure "Questo governo non può più politicamente andare avanti e lo dico con serenità ed onestà politica" ed altre perle simili...
Poi negli ultimi tempi è riapparso in televisione, gaudente, a Quelli che il calcio a fare il simpaticone, su mediaset ecc.


Come un De Gregorio qualsiasi, come un Lamberto Dini, anche l'ex ministro della Giustizia (sic!) che fece cadere il governo Prodi per "profonde motivazioni personali e politiche" entra a far parte del partito dell'uomo più ricco d'Italia: ve ne stupite?
Mastella, se fossi come te mi vergognerei solo a guardarmi allo specchio...

venerdì 13 febbraio 2009

CENTRO SOCIALE OCCUPATO E MO' C''O CAZZO CE CACCIATE!

In tarda serata apprendo dapprima da fonti di informazione libere (dalle quali ho tratto questa foto stupenda) poi dai grandi mass media che

IL CONCHETTA A MILANO E' TORNATO ALLA GENTE!

Il COX 18 nella vita culturale meneghina è uno dei pochissimi posti di reale cultura alternativa.


Il centro sociale Conchetta è stato rioccupato e all'interno è stata organizzata una festa. Pino, componente dell'associazione Cox 18- Milano 2000, racconta della nuova occupazione. "Da tempo aspettavamo il momento giusto per farlo ed è stato possibile grazie a un passaparola via Internet e sulle radio".
...
"Ci siamo ripresi un posto che è nostro di diritto", hanno spiegato i militanti del Cox 18. La decisione di tornare nel centro è arrivata dopo aver partecipato all'udienza davanti al giudice civile in cui si discuteva il ricorso degli esponenti del centro sociale, che chiedevano il reintegro nel possesso dell'immobile. "L'avvocato del Comune ha spiegato che lo sgombero non è stata una decisione loro - ha spiegato Stefano - e a questo punto c'è qualcosa che non va: noi avevamo un contenzioso con il Comune e invece è stata la polizia a sgomberarci. Allora abbiamo deciso di riprenderci i nostri spazi, la nostra libreria e il nostro archivio". Nei prossimi giorni saranno organizzate altre iniziative all'interno del centro sociale. "E' nostro e non ce ne andremo", spiegano i militanti del Cox 18, ai quali la Digos ha chiesto per ora solo di non creare problemi al quartiere. "Ma noi - spiegano - non abbiamo mai fatto nulla per disturbare il quartiere, dal quale abbiamo sempre ricevuto grande solidarietà".

fonte: la Repubblica

Dal sito del COX 18:

Voi 22 giorni...

Noi 33 anni!!!!

Siamo tornati in Cox18

Presidio permanente

portate da mangiare, materassi, sacchi a pelo

Non si spengono le luci della città


Grandiosi: il Russo tifa per voi donne e uomini liberi del Conchetta!

giovedì 12 febbraio 2009

Chiedete scusa a Beppino Englaro

Rompo il silenzio auto impostomi di questi giorni per pubblicare questo stupendo articolo di Roberto Saviano tratto da la Repubblica di oggi.


DA ITALIANO sento solo la necessità di sperare che il mio paese chieda scusa a Beppino Englaro. Scusa perché si è dimostrato, agli occhi del mondo, un paese crudele, incapace di capire la sofferenza di un uomo e di una donna malata. Scusa perché si è messo a urlare, e accusare, facendo il tifo per una parte e per l'altra, senza che vi fossero parti da difendere.

Qui non si tratta di essere per la vita o per la morte. Non è così. Beppino Englaro non certo tifava per la morte di Eluana, persino il suo sguardo porta i tratti del dolore di un padre che ha perso ogni speranza di felicità - e persino di bellezza - attraverso la sofferenza di sua figlia. Beppino andava e va assolutamente rispettato come uomo e come cittadino anche e soprattutto se non si condividono le sue idee. Perché si è rivolto alle istituzioni e combattendo all'interno delle istituzioni e con le istituzioni, ha solo chiesto che la sentenza della Suprema Corte venisse rispettata.

Senza dubbio chi non condivide la posizione di Beppino (e quella che Eluana innegabilmente aveva espresso in vita) aveva il diritto e, imposto dalla propria coscienza, il dovere di manifestare la contrarietà a interrompere un'alimentazione e un'idratazione che per anni sono avvenute attraverso un sondino. Ma la battaglia doveva essere fatta sulla coscienza e non cercando in ogni modo di interferire con una decisione sulla quale la magistratura si stava interrogando da tempo.

Beppino ha chiesto alla legge e la legge, dopo anni di appelli e ricorsi, gli ha confermato che ciò che chiedeva era un suo diritto. È bastato questo per innescare rabbia e odio nei suoi confronti? Ma la carità cristiana è quella che lo fa chiamare assassino? Dalla storia cristiana ho imparato ha riconoscere il dolore altrui prima d'ogni cosa. E a capirlo e sentirlo nella propria carne. E invece qualcuno che nulla sa del dolore per una figlia immobile in un letto, paragona Beppino al "Conte Ugolino" che per fame divora i propri figli? E osano dire queste porcherie in nome di un credo religioso. Ma non è così. Io conosco una chiesa che è l'unica a operare nei territori più difficili, vicina alle situazioni più disperate, unica che dà dignità di vita ai migranti, a chi è ignorato dalle istituzioni, a chi non riesce a galleggiare in questa crisi. Unica nel dare cibo e nell'essere presente verso chi da nessuno troverebbe ascolto. I padri comboniani e la comunità di sant'Egidio, il cardinale Crescenzio Sepe e il cardinale Carlo Maria Martini, sono ordini, associazioni, personalità cristiane fondamentali per la sopravvivenza della dignità del nostro Paese.

Conosco questa storia cristiana. Non quella dell'accusa a un padre inerme che dalla sua ha solo l'arma del diritto. Beppino per rispetto a sua figlia ha diffuso foto di Eluana sorridente e bellissima, proprio per ricordarla in vita, ma poteva mostrare il viso deformato - smunto? Gonfio? - le orecchie divenute callose e la bava che cola, un corpo senza espressione e senza capelli. Ma non voleva vincere con la forza del ricatto dell'immagine, gli bastava la forza di quel diritto che permette all'essere umano, in quanto tale, di poter decidere del proprio destino. A chi pretende di crearsi credito con la chiesa ostentando vicinanza a Eluana chiedo, dov'era quando la chiesa tuonava contro la guerra in Iraq? E dov'è quando la chiesa chiede umanità e rispetto per i migranti stipati tra Lampedusa e gli abissi del Mediterraneo. Dove, quando la chiesa in certi territori, unica voce di resistenza, pretende un intervento decisivo per il Sud e contro le mafie.

Sarebbe bello poter chiedere ai cristiani di tutta Italia di non credere a chi soltanto si sente di speculare su dibattiti dove non si deve dimostrare nulla nei fatti, ma solo parteggiare. Quello che in questi giorni è mancato, come sempre, è stata la capacità di percepire il dolore. Il dolore di un padre. Il dolore di una famiglia. Il "dolore" di una donna immobile da anni e in una condizione irreversibile, che aveva lasciato a suo padre una volontà. E persone che neanche la conoscevano e che non conoscono Beppino, ora, quella volontà mettono in dubbio. E poco o nullo rispetto del diritto. Anche quando questo diritto non lo si considera condiviso dalla propria morale, e proprio perché è un diritto lo si può esercitare o meno. È questa la meraviglia della democrazia. Capisco la volontà di spingere le persone o di cercare di convincerle a non usufruire di quel diritto, ma non a negare il diritto stesso. Lo spettacolo che di sé ha dato l'Italia nel mondo è quello di un paese che ha speculato sull'ennesima vicenda.

Molti politici hanno, ancora una volta, usato il caso Englaro per cercare di aggregare consenso e distrarre l'opinione pubblica, in un paese che è messo in ginocchio dalla crisi, e dove la crisi sta permettendo ai capitali criminali di divorare le banche, dove gli stipendi sono bloccati e non sembra esserci soluzione. Ma questa è un'altra storia. E proprio in un momento di crisi, di frasi scontate, di poco rispetto, Beppino Englaro ha dato forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Sarebbe bello se l'epilogo di questa storia dolorosa potesse essere che in Italia, domani, grazie alla battaglia pacifica di Beppino Englaro, ciascuno potesse decidere se, in caso di stato neurovegetativo, farsi tenere in vita per decenni dalle macchine o scegliere la propria fine senza emigrare. È questa l'Italia del diritto e dell'empatia - di cui si è già parlato - che permette di rispettare e comprendere anche scelte diverse dalle proprie, un'Italia in cui sarebbe bellissimo riconoscersi.

© 2009 by Roberto Saviano

lunedì 9 febbraio 2009

Ciao

Ciao Eluana, la terra ti sia lieve.

















il Russo

Costituzione caso Englaro: LA STORIA SIAMO NOI!!!!!

9 febbraio 2009 1.24 Alessandro Arcuri ha detto...

Comunque temo che non riusciremo a fare una fava... l'italia è semplicemente il paese sbagliato per condurre certe battaglie. Leggete qui. L'Unità titola "Oltre seimila firme per la democrazia". Bene, bravi... cos'è, due giorni che c'è l'appello on-line?
Poi leggete qui. Secondo adnkronos i cattolici hanno raccolto settantamila firme in poche ore!!!.
Dieci a uno! E in una frazione del tempo!
Che dire...
Fiat voluntas dei!


ORE 17.00 LA REPUBBLICA: 100.000


ORE 17.00 L'UNITA': 10.000

E lasciamo perdere su Facebook, nei blog, nei Social Network.... NOI NON STIAMO ZITTI E CI SIAMO ECCOME ALESSANDRO, CI CREDI ADESSO?

Ci credi, ci credi, lo so...

Di Pietro sul ddl Englaro: poi dice che la Rete non serve...

Questo post lo dedico a tutti quelli che si sentono sfiduciati e credono che lottare e fare pressione non serva a nulla...




"Personalmente voterò per la libertà di vivere ma anche di poter morire (anche con preventivo testamento biologico). Ma mi sento e mi sentirò sconfitto, e invidio e ammiro chi, invece, ha certezze incrollabili."

Antonio Di Pietro - 08/02/2009 dal sito http://www.italiadeivalori.it/

Per la serie dico tutto non dico una mazza.


"Ma io voto no.... Perché non soltanto i decreti, ma anche le leggi non debbono mai essere “uti singuli”, ma “erga omnes”. Questo disegno di legge invece parla soltanto del caso di Eluana e non affronta, come dovrebbe, il tema più complessivo del testamento biologico. E’ necessario che il Parlamento se ne occupi, nelle forme più ampie e nel modo più autorevole, e regolamenti il diritto alla vita, ma anche un altro a cui credo profondamente: il diritto di morire dignitosamente"

Antonio Di Pietro - 09/02/2009 dal sito http://www.lastampa.it/

Questa è una posizione chiara che rispetta la Costituzione. Come mai una dichiarazione vaga di domenica ed una ben netta e precisa dopo manco 24 ore? Perchè piaccia o meno la Rete ed i mal di pancia di molti (compreso il sottoscritto) sono arrivati probabilmente al destinatario, che ha rotto gli indugi ed ha manifestato palesemente le sue intenzioni senza dare più adito a dubbi, Di Pietro non era un cerbero ieri e non è un santo oggi, ma non è questo il punto.
Questa piccolissima storia, in un caso drammatico per la Costituzione Repubblicana e per i Diritti di noi tutti, deve spronarci a dare ancora di più nelle piazze, in Rete, sul lavoro, al bar facendo pressione sull'opinione pubblica tutta: da chi siede in Parlamento a chi lo vota!

5 anni di silenzio. Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Al Presidente del Senato Marcello Pera
Al Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini
Al Ministro della Salute Girolamo Sirchia
Al Presidente della Federazione Nazionale Ordine dei Medici Giuseppe Del Barone

Ci rivolgiamo a Lei, signor Presidente della Repubblica e agli altri destinatari di questa lettera aperta per portare a Vostra conoscenza quanto è accaduto, e continua ad accadere, al bene personalissimo "vita" di Eluana.

Noi siamo i suoi genitori: Saturna e Beppino Englaro. E quel che segue è la sintesi d'una storia fatta di dolori, battaglie, illusioni, in nome di una libertà fondamentale che ci pare negata e maltrattata.
Tutto è cominciato la mattina del 18 gennaio 1992, quando nostra figlia Eluana a bordo della sua automobile è entrata in testacoda e si è schiantata contro un muro.

L'impatto violentissimo le ha causato un gravissimo trauma encefalico e spinale: Eluana non era più in grado di intendere e di volere e versava in uno stato di coma profondo. Dal momento in cui è giunta in queste condizioni all'Ospedale di Lecco è scattato un inarrestabile meccanismo di tutela del bene "vita" di Eluana, meccanismo che noi genitori abbiamo considerato inumano ed infernale.

I medici dell'Unità Operativa di Rianimazione dell'Ospedale di Lecco, diretta dal professor Riccardo Massei, in assoluta ottemperanza al giuramento di Ippocrate, hanno dato inizio alla rianimazione ad oltranza di Eluana.

Diamo atto ai medici che l'assistenza data a Eluana è corrisposta ai criteri della più evoluta letteratura scientifica internazionale e si è svolta in una struttura perfettamente adeguata, con il massimo sostegno possibile ed immaginabile da parte di tutte le persone ritenute idonee ad essere chiamate in causa per il bene di Eluana, genitori compresi.

Il prof. Massei fu da subito molto umano, semplice e chiaro, tanto che ci disse che il sapere scientifico, per un caso grave come quello di Eluana, era di poco superiore allo zero per quanto concerneva la sua evoluzione futura. La rianimazione non poteva in alcun modo essere sospesa per volontà di nessuno al mondo, finché non fosse avvenuta la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo di Eluana, ovvero finché non fosse intervenuta la sua morte
cerebrale.

Eluana non è morta: è caduta in uno stato vegetativo persistente e, dopo due anni, in uno stato vegetativo permanente nel quale si trova tuttora. Oggi è in un letto d'ospedale, senza alcuna percezione del mondo intorno a sé: non vede, non sente, non parla, non soffre, non ha emozioni, insomma, è in uno stato di morte personale. Ha bisogno d'assistenza in
tutto e per tutto: viene lavata, mossa, girata, nutrita ed idratata da una sonda supportata da una pompa.

I medici sono riusciti a salvarle la vita, ma la vita che le hanno restituito è quella che lei aveva sempre definito assolutamente priva di senso e dignità.
Eluana, sin da bambina, in più occasioni ci aveva manifestato un concetto molto definito della libertà e della dignità, che l'adolescenza e la maggiore età avevano sempre più rafforzato e reso limpido. La libertà di disporre della propria vita secondo la sua coscienza e la sua ragione era un valore irrinunciabile per Eluana, il quale non sarebbe mai potuto venir
meno perché faceva parte, per così dire, del suo DNA.

Il tema del bene personalissimo "vita" era stato affrontato in famiglia molte volte, anche in occasione di svariate situazioni-limite che i mezzi di comunicazione avevano portato alla ribalta pubblica.
Era così emerso un valore di fondo molto forte ed univoco: solo la coscienza e la ragione di Eluana, di Saturna e di Beppino potevano decidere se le rispettive vite fossero da considerare ancora vite e se avessero un senso ed una dignità.

Il caso ha voluto che la nostra famiglia approfondisse anche il tema della rianimazione senza ripresa di coscienza dopo giorni e settimane, come pure quello dell'essere tenuti in vita in stato vegetativo permanente. La sospensione dei sostegni vitali per queste due estreme condizioni, in modo da non essere tenuti in vita forzatamente oltre determinati limiti di
tempo e così poter finalmente essere lasciati morire, era per Eluana, Saturna e Beppino la cosa più ovvia e naturale del mondo.

L'orrore di vedere uno di noi tre privo di coscienza, tenuto in vita a tutti i costi, invaso in tutto e per tutto da mani altrui anche nelle sfere più intime, non sarebbe stato in alcun modo sopportabile e ammissibile: Eluana ha sempre considerato
ciò una barbarie.

Questa era la volontà di Eluana e noi genitori volevamo e vogliamo che venga rispettata. Mettere al corrente i medici della volontà di nostra figlia, purtroppo, non è stato sufficiente, perché proprio loro che avevano fatto di tutto per tenere in vita Eluana, non avevano più il potere di sospendere i trattamenti.
Siamo stati costretti ad iniziare una lunga battaglia legale: ci siamo rivolti ai giudici affinché, nel rispetto della volontà di Eluana, autorizzassero i medici a sospendere i trattamenti di sostegno vitale. Riteniamo semplicemente contro lo spirito della nostra Costituzione venire così palesemente discriminati del diritto inviolabile alla libertà di terapia e cura fino
alle più estreme conseguenze, possibile nella condizione personale capace di intendere e di volere, ed impossibile in quella non più capace di intendere e di volere.

A oltre 10 anni dallo scioglimento della prognosi nel senso dell'irreversibilità delle condizioni di Eluana, la seconda sentenza della Corte d'Appello di Milano, pronunciata nel dicembre 2003, ha ritenuto inammissibile e da rigettare la richiesta di sospensione delle misure di sostegno vitale, con la quale il papà Beppino (che ne è il tutore) dà semplicemente voce
a quanto Eluana avrebbe deciso nel caso le fosse capitato di trovarsi in una simile situazione.

Già in seguito alla prima sentenza della Corte d'Appello di Milano, che risale al dicembre 1999, il Ministro della Salute Umberto Veronesi si era reso conto che le istituzioni avevano dei precisi doveri per arrivare al chiarimento dei problemi irrisolti e si era mosso con l'atto concreto di istituire una Commissione di studio che ha prodotto un importante documento
pubblicato nel maggio 2001 (Gruppo di Studio Oleari). Noi genitori di Eluana ci aspettiamo che le istituzioni si muovano di nuovo in tal senso, anche dopo la seconda sentenza della Corte d'Appello di Milano, che non ha neanche ritenuto doveroso approfondire il concetto di dignità della vita che aveva Eluana. Concetto, in questo dramma, per nulla secondario.

Competenza, chiarezza e trasparenza, documentate e documentabili da parte di tutti, non sono mai venute meno dal lontano 18 gennaio 1992 durante tutto l'iter clinico, umano e giuridico che riguarda Eluana.

Pertanto tutti dovranno assumersi le loro responsabilità fino in fondo, senza nessuna possibilità di eluderle. Ci auguriamo che Lei, Signor Presidente, e gli altri destinatari di questa lettera, vogliano trovare gli atti opportuni per dare uno sbocco alla vicenda di nostra figlia Eluana, che da 4.430 giorni è costretta dalle istituzioni e dai medici a una non-vita.
Chiediamo in particolare al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di essere ricevuti, per poter esporre meglio la nostra situazione.

I nostri rispettosi saluti.
Lecco, 4 marzo 2004
Saturna Minuti Beppino Englaro



Silenzio, per 5 anni. Adesso invece bisogna devastare la Costituzione con decreti d'urgenza, usando una tragedia per la quale, per ben un lustro, non si hanno avuti 5 minuti per rispondere alla disperazione di una famiglia.
Vergogna.

domenica 8 febbraio 2009

Il caso Di Pietro e non solo: un'analisi lucida

Non l'ho mai fatto ma c'è sempre una prima volta, quando un commento supera in lucidità di gran lunga un qualsivoglia mio pezzo sull'attuale situazione, credo che sia doveroso dargli spazio.



Molti si stupiscono ancora delle posizioni altalenanti di Di Pietro. Occorre ricordare che il molisano è un uomo di destra, come Travaglio, prestati momentaneamente al centro-sinistra solo ed esclusivamente perchè antiberlusconiani. E ciò per loro stessa ammissione. Capisco anche che il popolo della sinistra, sempre alla ricerca di qualcuno che li guidi verso il sol dell'avvenire, si entusiasmi tanto facilmente. Per molti piddini Travaglio è un mito, un vate, un vero e proprio profeta. Per me è un buon giornalista che dice cose che anche altri suoi colleghi dicono senza per questo avere il successo e il clamore di Travaglio. Ma tant'è.
Di Pietro si muove con una logica tutta sua che travalica gli schieramenti, non cederebbe mai di un millimetro se pensasse di aver ragione. Quindi perchè stupirsi se un demagogo fondamentalmente giustizialista e conservatore prenda in esame il decreto su Eluana? Come ha ricordato il Russo nel suo post, grazie a lui non è stata approvata la commissione d'inchiesta sul G8 (e non solo grazie a Di Pietro).
Può anche darsi che le parole dette nelle due manifestazioni dall'uomo di Montenero di Bisaccia, a Piazza Navona e Piazza Farnese, siano state travisate, intenzionalmente o inconsciamente (ma non lo credo), però l'effetto è che si è parlato sempre di ciò che ha detto lui e mai del valore intrinseco delle manifestazioni e di ciò che hanno detto gli altri oratori. Di Pietro è per alcuni versi come il nonoscurodellademocrazia, il sole gira attorno a loro e decidono chi deve ricevere la luce o meno. Pensare che Di Pietro possa aggregare una parte della sinistra sotto la sua bandiera è pura utopia. Chiedete il parere a Occhetto e Giulietto Chiesa, solo per fare due dei nomi più conosciuti.
Tolto di mezzo il Tonino nazionale, passiamo a parlare del popolo della sinistra. Mentre noi siamo qui a disquisire se Di Pietro è di destra, centro o sinistra, se Napolitano deve rimandare tutte le leggi in Parlamento per poi doverle approvare trenta giorni dopo o se il suo stile è come quello di Pertini e altre amenità varie, la destra va avanti nel suo golpe nemmeno tanto strisciante. Come mi ricordava ieri un amico, basterebbe riflettere su come e da chi è stato votato Pertini e da come e da chi è stato votato Napolitano. Rifletterci servirebbe a capire anche il perché della diversità di azione e di incisione dei due presidenti.
Per finire due parole sul nanomalefico: un premier che ha la maggioranza nel Parlamento può e farà ciò che vuole. Promulgare leggi ad personam, cambiare Costituzione e decidere di che colore mettere le mutande. Se noi continuiamo a perderci in chiacchiere e a spaccare il capello in quattro, dopo gli immigrati, i barboni, le donne, e chi cazzo volete voi, arriveranno a chiuderci i blog per poi passare ad altro.
Come lo chiamate voi questo se non regime?

Questo era il post preparato per il mio blog, che avremmo letto in dieci, ho preferito anticiparlo su questo blog per dargli più visibilità. Russo, non ti chiedo scusa per aver occupato il tuo spazio, che d'altronde è aperto a tutti coloro che hanno e/o pensano di avere qualcosa da dire.

Gap

Di Pietro come Berlusconi, avevo dubbi?

Fummo massacrati a Genova nel 2001 mentre manifestavamo pacificamente: Di Pietro ed il suo compare Mastella impedirono una Commissione che facesse luce sulle responsabilità politiche della destra.

La perla tratta dalla Stampa di oggi è di quelle (dopo gli attacchi dei giorni scorsi al Presidente che difende la Costituzione Repubblicana nata dall'Antifascismo) è di quelle che fanno tremare i polsi...

"Il ddl Englaro verrà approvato anche con i voti dell’Italia dei Valori. Domani si riunirà il gruppo parlamentare del Senato e il presidente Felice Belisario darà l’indicazione di approvare il provvedimento voluto fortissimamente da Silvio Berlusconi, dopo il braccio di ferro con il capo dello Stato."
....
"Sul ddl Englaro, quindi, l’Idv non farà un’opposizione preconcetta: «Faremo in modo che il Parlamento risponda davanti al Paese delle proprie azioni». Con i voti dell’Idv il provvedimento avrà una larghissima maggioranza che va dal Pdl alla Lega, l’Udc e i teodem del Pd, oltre ai voti di coscienza che esprimeranno una parte dei cattolici Democratici. Al Senato l’Idv è addirittura disponibile a votare il ddl anche in commissione, in sede deliberante, cioè senza passare dall’aula per accelerare i tempi al massimo."

Voi vi stupite? Io no, assolutamente.

Napolitano conta su di noi

Napolitano conta sulla fiducia dei cittadini...


Negli ultimi due giorni nelle piazze ed in Rete gli italiani perbene gliel'hanno data, guai ad abbassare la guardia in questi momenti durissimi!

sabato 7 febbraio 2009

Siamo debitori di Beppino ed Eluana: grazie alla loro battaglia riscopriamo l'importanza della Democrazia!

"Ma attenzione, non è una partita di calcio tra i si e no a staccare il sondino.

La preoccupazione più forte è data dal modo fascista con il quale il Berlusca è intervenuto nella vicenda: in piazza con tutti colori!"

Frase tratta da Indymedia Torino, 06/02/2009



A Roma. I Radicali e l'associazione Luca Coscioni protestano davanti alla sede del governo. Mina Welby, la vedova di Piergiorgio, ha iniziato lo sciopero della fame dalla mezzanotte. Anche domani la mobilitazione si concentrerà davanti a Palazzo Chigi: Partito socialista, Sinistra democratica, Rifondazione per la sinistra di Vendola, Verdi, Radicali e Partito dei Comunisti Italiani si troveranno alle cinque del pomeriggio per una "protesta civile e silenziosa".

Le altre città. Presidio anche a Torino, organizzato dall'associazione radicale Adelaide Aglietta: appuntamento alle 11 di sabato mattina in piazza Castello. A Milano i cittadini sono invitati ad una manifestazione "silenziosa e senza bandiere", che si terrà domani alle 17 in piazza San Babila. La federazione provinciale milanese di Rifondazione Comunista ha indetto già per il tardo pomeriggio di oggi un presidio di fronte alla prefettura. Prc e Partito dei Comunisti Italiani hanno comunicato che un'iniziativa simile si ripeterà domani davanti alle prefetture delle maggiori città italiane. A Genova il Pd ha indetto per domattina, alle 10.30, una manifestazione in largo Eros Lanfranco, davanti alla Prefettura. A Venezia la Cgil annuncia per domani alle 11.00 un presidio al Municipio di Mestre "contro il tentativo di Berlusconi di delegittimare il presidente della Repubblica".
Libertà e Giustizia dà appuntamento alle ore 15, davanti al Tribunale di Milano, per una manifestazione-presidio sul caso Englaro.
Umberto Eco, garante dell'associazione, e Sandra Bonsanti, che ne è la presidente, con soci e amici di LeG, esprimeranno solidarietà a Giorgio Napolitano, "contro la gravissima sfida del governo alla presidenza della Repubblica e contro la minaccia di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione".
Tutti circoli dell'associazione sono stati invitati a fare presidi sul territorio, in tutto il Paese, per esprimere un forte sostegno alla Costituzione italiana.
A Sassari sabato alle 10.30 l'associazione «Luca Coscioni», organizza sotto i portici di piazza Castello a Sassari un tavolo-manifestazione contro il decreto legge varato dal governo. Inoltre si effettuerà una raccolta di firme su una petizione popolare rivolta al Parlamento perchè nelle scelte relative alla fine della vita sia rispettato il diritto all'autodeterminazione di ciascun individuo, e perchè siano discusse le proposte di legge per la legalizzazione o depenalizzazione dell'eutanasia.


La rete. Si scatena la protesta anche su internet: sono migliaia i messaggi di appoggio alla scelta del presidente della Repubblica di non firmare il decreto legge. Su Facebook stanno crescendo vertiginosamente i "no" dichiarati al dl: fino a ieri sera erano 900, ma in poco più di 12 ore hanno superato i 6mila. Il popolo del social network si sta organizzando per scendere in strada: fra i diversi gruppi rimbalzano i messaggi per mettere in piedi una grande manifestazione. Anche su My Space gli internauti si scagliano contro il governo per la "vergognosa intromissione'' e nei forum fioccano le accuse, alcune rivolte ''all'invadenza del Vaticano''.

«Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.»

( Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza, Milano )

A DESTRA TUTTE LE INIZIATIVE, GRAZIE A NOIR PINK!

venerdì 6 febbraio 2009

Siamo col Presidente della Repubblica: firma anche tu!

Bene, sono in ottima compagnia!


Per la prima volta nella vita di questa Repubblica libera, democratica e garantita dalla Costituzione il potere esecutivo, per iniziativa del presidente del Consiglio, ha deciso di abolire una sentenza legittima, definitiva, non modificabile della giurisdizione italiana al suo più alto livello.

Il Capo dello Stato ha fatto sapere al governo che l’atto sarebbe stato incostituzionale, e ciò per ragioni obiettive, palesi, verificabili nella nostra Costituzione e tipiche di ogni ordinamento democratico. Il governo ha deciso di ignorare l’obiezione. Il presidente della Repubblica, in nome della Costituzione di cui è garante, non ha firmato il decreto del governo. Ciò determina una situazione senza precedenti nella vita giuridica e politica italiana.

Il governo Berlusconi ha deciso di aggravarla annunciando che, in luogo del decreto, presenterà una legge, chiedendo al Parlamento di votarla subito. La legge, anche se approvata, avrà la stessa natura anti-costituzionale del decreto. Tutto ciò su una materia immensamente delicata come la condizione di Eluana Englaro , con una violenta invasione di campo nel dolore di una famiglia e nei diritti civili delle persone coinvolte.

Sentiamo perciò il dovere di essere accanto al presidente della Repubblica, custode e garante della Costituzione. Chiediamo agli italiani di unirsi intorno al Capo dello Stato e alla Costituzione in questo grave momento nella vita della Repubblica.

Furio Colombo
Umberto Eco
Pietro Ingrao
Umberto Veronesi
Vittorio Lingiardi
Dario Fo
Franca Rame
Moni Ovadia
Giorgio Ruffolo
Chiara Saraceno
Gianfranco Pasquino
Sergio Givone
Giuseppe Vacca
Ermanno Rea
Salvatore Natoli
Stefano Rodotà
Corrado Vivanti
Vincenzo Consolo
Giovanni De Luna
Margherita Hack
Raffaele Simone
Eugenio Finardi
Samuele Bersani
Giancarlo De Cataldo
Tiziana Romes
Luca Formenton
Dacia Maraini
Massimo Salvadori
Rosario Villari
Maurizio Mori
Mario Riccio
Vincenzo Cerami
Clara Sereni
Citto Maselli
Marco Baliani
Ascanio Celestini

Attaccate Napolitano, attaccate Napolitano: ora è regime. Complimentoni a tutti...

Contenti?

Troppo solo, troppo debole. Siamo stati in pochi a difenderlo, questo è il risultato.


Per essere Partigiani bisogna conoscere la Costituzione e difenderne i Garanti.
Per aprire la porta al Regime bisogna essere sfascisti, ignorare le regole della Carta e delegittimare i pochi che possono tutelarci.
Questa situazione, che va oltre al caso Englaro, ha molti responsabili, non solo dalla parte di chi si dice pronto a legiferare per sfasciare la Costituzione.

Caso Englaro: Napolitano dice no.

Dedicato a chi, anche se indirettamente, ha dato del mafioso e del narcolettico ad un galantuomo che difende ed applica la Costituzione, laica e non confessionale.


Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo quanto apprende l'Agi da fonti parlamentari della maggioranza, ha inviato una lettera al governo spiegando le motivazioni per cui ritiene ancora non attuabile la strada del decreto legge sulla vicenda di Eluana Englaro. Sempre secondo quanto si apprende il premier Silvio Berlusconi ancora questa mattina avrebbe manifestato l'intenzione di intervenire con un decreto. La nuova bozza - riformulata dal ministero del Welfare e contenente i rilievi del costituzionalista Onida - sarebbe stata sottoposta al vaglio del Colle. La Presidenza della Repubblica - riferiscono ancora le stesse fonti - avrebbe chiesto tempo per verificare il contenuto del decreto invitando l'esecutivo a discutere della vicenda soltanto nella parte finale del Consiglio dei Ministri. Poi la missiva e quindi il parere negativo

Fonte La Repubblica

giovedì 5 febbraio 2009

Caso Englaro: io, essere umano, vi maledico.

"Quando Eluana non ci sarà più, rientrerò in una dimensione umana, perché finora ho vissuto in una dimensione disumana. Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile"

Peppino Englaro


La bozza di decreto c'è già e prevede il divieto di sospendere alimentazione e idratazione, ma è difficile che arrivi al Quirinale da cui sono già emersi dubbi e perplessità sull'opportunità di scegliere la strada del decreto legge, Napolitano prende tempo e avanza dubbi se firmare o meno.

Non ho in mano la Verità, io, non sono stato eletto ma una cosa dal basso del mio essere umano ve la posso dire a voi tutti che ostentate Fede nella vita eterna ma sembrate essere morbosamente e vigliaccamente attaccati anche all'altrui (parvenza di) vita terrena tanto da impossessarvi della sua esistenza in barba ad un minimo di umanità, rispetto e senso dell'etica:

SIATE MALEDETTI PER TUTTO CIO'
CHE AVETE
FATTO PASSARE
ALLA FAMIGLIA ENGLARO.

mercoledì 4 febbraio 2009

Emergenza sicurezza a Roma: caro Alemanno, ecco una cosa urgente da fare!

Invito tutte/i ad aderire all'appello delle Madri per Roma Città Aperta che trovate qui di seguito allegato per dare un contributo fattivo al problema sicurezza che assilla Roma, a diffonderlo e ad inviare una e-mail di conferma al seguente indirizzo:

Noi “Madri per Roma Città Aperta”, comitato nato a seguito di un’aggressione mortale per mano di ragazzi che sulle loro braccia e nelle loro menti portavano i segni di una mentalità violenta, intollerante e fascista, abbiamo preso l’impegno di denunciare ogni atto, ogni dichiarazione, ogni intento che prefiguri l’apologia di un regime che l’Italia ha pagato per più di venti anni con violenze, torture, e morti.

Abbiamo incontrato i rappresentanti delle istituzioni esprimendo la forte preoccupazione che la risposta a questo diffondersi di gruppi e associazioni, che al fascismo si ispirano, sia insufficiente e tale da non garantire la difesa dei valori costituzionali che le istituzioni democratiche invece hanno l’impegno di garantire.

Riteniamo pertanto estremamente pericoloso, per la vita democratica della città, lo spazio concesso in questi ultimi anni all’associazione Casa Pound che in questi giorni ha occupato un immobile comunale al Portuense, e per la quale, le amministrazioni centrali e locali della città stanno prospettando una seconda sistemazione dopo quella dell’Esquilino.

Casa Pound, insieme ad altri esponenti, con produzione di testi e di musica fa diretto riferimento all’ideologia fascista, proponendo un progetto politico “che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio” (citazione dal loro programma).

Casa Pound afferma che la Costituzione italiana sia stata scritta a seguito di una guerra civile “nella scia di carri armati stranieri” e non sia il frutto di una lunga battaglia contro una dittatura che torturò, perseguitò, uccise barbaramente, macchiandosi di crimini razzisti, che fu alleata del regime nazista di Hitler, sterminatore di milioni di persone, precipitando l’Italia in una terribile guerra.

Nel loro sito sono ospitati siti di altri gruppi e associazioni, blog e link che introducono a questa comunità fascista con collegamenti a esponenti politici e figure di riferimento negazioniste dei campi di sterminio, gruppi musicali neofascisti, programmi deliranti di odio, razzismo e intolleranza.

L’antifascismo durante il regime, la resistenza e, dopo la guerra, la nostra Costituzione hanno messo al bando definitivamente dalla nostra società non solo il fascismo, ma anche ogni manifestazione che allo stesso in qualche modo ci possa ricondurre o ispirarsi ed è compito delle istituzioni tutelare questo diritto alla democrazia.

Invitiamo quindi tutte le associazioni, i partiti, le organizzazioni sindacali, i cittadini democratici ad impedire il tentativo dei neofascisti di legittimarsi nella nostra città e chiedere alle istituzioni di non concedere spazi a chi si rifà al fascismo in qualsiasi forma.

Madri per Roma Città Aperta


Comitato Madri per Roma Città Aperta
madrixromacittaperta.noblogs.org
madrixromacittaperta@libero.it

lunedì 2 febbraio 2009

Trattato Italia-Libia, Come un uomo sulla terra

Ricevo da


Questo è l' appello del blog 'Come un uomo sulle terra':

Martedì 3 febbraio in Senato si aprirà la discussione sul Trattato Italia-Libia.
Abbiamo deciso di far sentire la nostra e la vostra voce lanciando l'appello qui allegato e mettendo in onda via web COME UN UOMO SULLA TERRA lunedì 2 febbraio e martedì 3 febbraio sul sito del film. (http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/)

Diffondete il più possibile tutto ciò.
E spedite l'appello via mail (con oggetto: TRATTATO ITALIA-LIBIA e DIRITTI UMANI) ai senatori (i cui indirizzi trovate qui http://www.senato.it/leg/16/BGT
/Schede/Attsen/Sena.html) ed in particolare ail Presidente del Senato (schifani_r@posta.senato.it) e ai capigruppo (finocchiaro_a@posta.senato.it,
dalia_g@posta.senato.it, gasparri@tin.it , bricolo_f@posta.senato.it ,
belisario_f@posta.senato.it )

Grazie a tutti
Autori e produzione COME UN UOMO SULLA TERRA


Questo, invece, è il testo della petizione da inviare agli indirizzi sopra citati:

TRATTATO ITALIA-LIBIA

APPELLO AI SENATORI ITALIANI CONTRO LE DEPORTAZIONI E LE VIOLENZE A DANNO DEI MIGRANTI AFRICANI IN LIBIA

Il 3 febbraio si apre al Senato la discussione per l’approvazione del Trattato Italia-Libia.

Con questo appello vogliamo rilanciare la petizione contro le deportazioni dei migranti in Libia, promossa dagli autori del film COME UN UOMO SULLA TERRA e dall’osservatorio FORTRESS EUROPE ed oggi firmata già da oltre 2500 persone.

Nel Trattato Italia-Libia non è previsto per il governo di Gheddafi alcun obbligo concreto e verificabile di accoglienza, di tutela del diritto d’asilo, di rispetto della dignità umana: la Libia semplicemente li deve “fermare”, non importa come. Questa direzione non fa altro che confermare la riduzione dei migranti a “strumento politico” di cui poter liberamente predisporre. Gheddafi potrà continuare ad utilizzare i flussi di migranti come strumento di pressione per accrescere il suo potere contrattuale con l’Italia e l’Europa. I migranti, tra i quali vi sono anche molte donne e minori, continueranno a rischiare la vita, tanto nelle carceri, nei container e nei centri della polizia libica, quanto nel deserto e nel mare, che saranno spinti ancor più ad attraversare proprio a causa delle violenze da parte della polizia libica stessa.

In Libia si compiono continue violazioni dei diritti umani fondamentali: arresti indiscriminati, violenze, deportazioni di massa, torture, connivenze tra polizia e trafficanti. Ai migranti, molti dei quali in fuga da paesi in guerra o dittatoriali come Etiopia, Sudan, Eritrea, Somalia, non è garantito alcun diritto, a partire proprio da quelli di asilo e di protezione umanitaria, perché la Libia semplicemente non ha mai aderito alla Convenzione di Ginevra. Per questo alla Libia non può essere affidato con tanta noncuranza e superficialità il compito di “fermare i migranti”. Chiediamo pertanto che nella discussione al Senato sul Trattato si tenga presente quanto richiesto nella petizione, dove le centinaia di firmatari chiedono che Parlamento Italiano ed Europeo, insieme a Governo Italiano, CE e a UNHCR promuovano:

1. Una commissione di inchiesta internazionale e indipendente sulle modalità di controllo dei flussi migratori in Libia anche in seguito agli accordi bilaterali con il Governo Italiano.

2. L’avvio rapido, vista l’emergenza della situazione, di una missione internazionale umanitaria in Libia per verificare la condizione delle persone detenute nelle carceri e nei centri di detenzione per stranieri.

Invitiamo tutti gli italiani ed in particolare senatori e deputati, a vedere lunedì 2 febbraio alle 21.00, martedì 3 febbraio alle ore 9.30, 14.30 e 21.00 il film COME UN UOMO SULLA TERRA, che in questa delicata fase autori e produzione hanno deciso di mettere in onda via web sul sito del film:


http://comeunuomosullaterra.blogspot.com


Firmatari dell’appello:

Dario Fo, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Franca Rame, Marco Baliani, Gad Lerner, Emanuele Crialese, Erri De Luca, Felice Laudadio, Fausto Paravidino, Francesco Munzi, Goffredo Fofi, Francesca Comencini, Giuseppe Cederna, Luca Bigazzi, Maddalena Bolognini, Giorgio Gosetti, Gianfranco Pannone, Giovanni Piperno, Giovanna Taviani, Alessandro Rizzo, Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene, Stefano Liberti, Marco Carsetti, Alessandro Triulzi, Gabriele Del Grande, Igiaba Sciego ed altri 2500 firmatari da Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Tunisia, Marocco, Senegal, Mali e altri paesi.


Per informazioni e per firmare la petizione: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com