sabato 11 luglio 2009

Le lacune della genialità.

Ieri sera ho guardato un film caldamente consigliato da un'amica (facciamo nomi e cognomi " Me and you and everyone we know") e, fotogramma dopo fotogramma, emozione dopo emozione che quel film macinava, pensavo "Ci sono degli spunti veramente apprezzabili, a volte rasentano la genialità però...".
Però in quel buon film, comunque da vedere, mancava qualcosa.
Cosa, mi chiedevo man mano che le vite dei protagonisti si incontravano, si intrecciavano, si interrompevano e poi a volte ancora si legavano (forse) in maniera indissolubile.
Poi ho ripensato ad un film italiano di vent'anni fa il quale, in tutta la sua pochezza di mezzi, di "spessore" e di successo, ci spiegava per bocca di un giovane Riondino cosa mancava al film che stavo guardando: lo sgurz.
Cos'è lo sgurz?



Ecco, ci sono canzoni come Rimmel di De Gregori che hanno lo sgurz, film come Il laureato che hanno lo sgurz, romanzi come Cent'anni di Solitudine che hanno lo sgurz.
Il film di ieri, per me, non l'aveva.
Ma lo sgurz è sempre e indiscutibilmente fattore oggettivo? Non credo.
Per cogliere lo sgurz bisogna avere un animo sgurz, in tutte le cose: a volte lo troviamo pure in una zanzara che si immola sotto una nostra manata per raggiungere il fine stesso della sua esistenza, a volte non siamo in grado di coglierlo in una persona bellissima che è pronta a donare tutta se stessa a noi.
Affare complicato quello dello sgurz, mica roba per tutti....

3 commenti:

riri ha detto...

Molto..geniale..lo sgurz:-)
Un saluto fraterno

Chiara Milanesi ha detto...

A casa mia si chiama "sbriz"...

Punzy ha detto...

io lo chiamo "friccicore" :)