giovedì 23 luglio 2009

I 99 Posse son tornati, è mò so' cazzi da cagare...


Sono passati quasi 16 anni da quando vidi il mio primo concerto dei novenove, un gruppo che ha sicuramente mosso più cuori verso sinistra di mille comizi dalemianbertinottiani e altro negli anni'90 e convinto a schierarsi contro, nella causa contro globalizzazione selvaggia e precarietà, moltissimi (ex) ragazzi come il sottoscritto, ben più dei vari ferreri e vendoli che girano adesso.
In questi anni Luca 'o Zulù ha vissuto vicende personali tribolate vicino ad esperienze musicali interessantissime come Al Mukawama ed i Tre Terroni con i Bisca, sembrava proprio che fossero rimasti i ragazzi della Banda Bassotti , gli Assalti e pochi altri a proseguire con continuità un discorso "musical-sociale" iniziato... nel secolo scorso!
Ora, nei giorni passati troppe emozioni e notizie m'hanno impedito di parlarne, ma ciò che è accaduto a piazza del Gesù a Napoli il 18 di luglio (mi scuso per la non eccelsa qualità delle immagini, ma chiunque ha avuto la fortuna di viverli dal vivo potrà capire che riprenderli con un'immagine ferma è pressochè impossibile) nel concerto di solidarietà ai 21 studenti dell'Onda arrestati per i fatti di Torino lo sancisce una volta per tutte, i 99 posse sono tornati insieme:

CENTRO SOCIALE E' TORNAT' E MO' C' 'O CAZ CE CACCIATE!



A sette anni di distanza dall'ultima esibizione dal vivo torna la 99 Posse. La band napoletana sarà in tour a settembre nelle principali città italiane, presentando un brano inedito che affiancherà il repertorio tradizionale.

La formazione vede Luca Zulù Persico alla voce, Massimo Jrm Jovine al basso, Marco Messina alle macchine, Sascha Ricci alle tastiere, Claudio Klark Kent Marino alla batteria.

Dal 5 gennaio del 2002, quando la 99 Posse tenne il suo ultimo concerto a Napoli, molte cose sono cambiate. Il gruppo ritrova un'Italia in piena emergenza democratica ed economica, un Paese in declino nel quale si sperimentano inedite politiche repressive che alimentano nel corpo sociale sempre più frequenti episodi di razzismo e intolleranza.

I severi richiami dell'Onu sui respingimenti di massa, le ronde che rievocano la polizia di partito, l'assenza di misure di sostegno per precari, disoccupati, immigrati e lavoratori a basso reddito, le leggi razziali, le offese di esponenti politici della Lega ai cittadini napoletani, rendono bene l'idea del lager a cielo aperto nel quale le destre padane e nazionali vogliono trasformare l'Italia.

In questa situazione la voce di una band che si è sempre schierata dalla parte dei più deboli e dei meno garantiti vuole tornare a essere un punto di riferimento per tutti quelli che non si stancano di sognare e lottare per un mondo diverso e migliore. Per i vecchi fans, per i tanti giovani e giovanissimi che non hanno mai visto i 99 Posse dal vivo, ma che continuano a garantire al gruppo un seguito da culto, come testimoniano le decine di pagine e le migliaia di adesioni alle stesse sui più popolari social networks.

Anche la scena musicale è stata interessata da enormi cambiamenti in questi anni. La crisi della discografia, legata soprattutto all'incapacità delle etichette di elaborare nuovi modelli di business in linea con i mutamenti tecnologici; l'esplosione dei programmi televisivi che illudono migliaia di giovani artisti e garantiscono, nel migliore dei casi, una notorietà usa e getta, sono i segni più evidenti dei mutamenti avvenuti e in corso d'opera.

Di conseguenza per i gruppi cosiddetti indipendenti, quelli che privilegiano tematiche sociali e politiche nella propria produzione musicale, è diventato molto più difficile emergere e arrivare al grande pubblico. Per questo il ritorno della 99 Posse assume i caratteri di una scommessa, di un azzardo che si auspica proficuo, quello di un gruppo che canterà canzoni scomode senza giri di parole, testando anche i livelli di tolleranza nell'Italia dei nostri giorni, per riprendersi il posto che merita nella scena musicale nazionale.

99 Posse - Globale

1 commenti:

Rouge ha detto...

Sono stati protagonisti e testimonial di una bella stagione, i primi anni novanta, un rinnovamento sociale. Faceva ben sperare.