martedì 7 luglio 2009

E tu il 20 luglio che fai: te ne resti a casa e dimentichi?


Ricordo in particolare, tra loro, una persona che noi avevamo giudicato amabilmente scombinata, che aveva una profonda ferita in testa e una mano fasciata malamente, tanto è vero che io avevo preso l'abitudine di cambiargli la benda, di disinfettarla, perchè aveva una terribile ferita che faceva suppurazione. Così lo avevamo accettato tra di noi, lui viveva lì al punto che al primo temporale gli ho lasciato la mia Panda come casa perchè si riparasse, e passato il temporale lui la usava come luogo di raccolta di tutto quello che trovava in giro, perchè era lui a curare la cancellata, ad appendere le cose che venivano lasciate per Carlo, a bagnare le piante. Così per i primi due mesi. E poi un giorno è sparito. Lui non aveva mai voluto dirci perchè era ferito e cosa fosse successo, e nessuno di noi ha pensato che fosse una delle persone coinvolte nelle giornate di luglio. Al suo arrivo non aveva detto nulla in proposito. Sapemmo dopo che era sparito perchè aveva riconosciuto il suo torturatore. Questi i fatti: era stato ferito alla testa da una manganellata in via Tolemaide. Viene portato al pronto soccorso da dove poi lo prelevano, come tante altre persone, e viene spedito al carcere di Bolzaneto. Lì, quando entra nella stanza del medico, il "glorioso" dottor Toccafondi, che tutt'ora opera a Pontedecimo e lavora al carcere femminile, una persona che era nella stanza lo apostrofa dicendogli "ah, sei qui anche tu", gli prende la mano e gli divarica le dita fino a lacerargli il palmo. Lui sviene dal dolore, poi lo cuciono alla buona e senza anestesia, e come tanti altri lo rimandano a casa perchè, in effetti, non hanno nessuna imputazione da potergli contestare. Allora lui viene in piazza Alimonda e resta con noi. I ragazzi lo chiamano Valigia, perchè andava sempre in giro pieno di sacchetti e sacchettini. Non sapevamo nulla di lui, pensavamo fosse un meraviglioso fuori di testa, Invece era in un terribile stato di shock. Il giorno che, credo in una foto, riconosce la persona che gli ha divaricato le dita della mano, riacquista la lucidità e - è lì che sparisce - va a denunciare questa persona. E' stato uno dei pochi processi, per quanto passato come tutti gli altri sotto silenzio, che ha portato al riconoscimento del responsabile. Responsabile anche, abbiamo saputo in seguito, di stupro nei confronti di donne straniere.

Brano tratto da "Con il nome di mio figlio. Dialoghi con Haidi Giuliani". Transeuropa Edizioni, 2009

E voi il 20 luglio che farete? Non chiederete una giornata di ferie? Preferirete il mare? Starete alla tastiera a scrivere quanto è cattivo il governo Berlusconi (lo stesso che orchestrò la mattanza di otto anni fa)?
Oppure verrete in piazza Alimonda, pardon piazza Carlo Giuliani, a Genova a dire che le persone veramente democratiche non dimenticano?

10 commenti:

Natascia ha detto...

Solo due parole: ci sarò...
A presto

il Russo ha detto...

Bene, se non succede nulla saremo insieme (come l'anno scorso con la diferenza che quest'anno almeno un caffè insieme ce lo prendiamo) a ricordare Carlo.

upupa ha detto...

Io non dimentico...ma ...sono troppo lontano!Il mio pensiero sarà con tutti quelli che si troveranno in piazza a ricordare un ragazzo che ha avuto la "colpa" di dire la sua, di manifestare per un mondo migliore,di essere lì per la libertà!
Sono stanca di questo paese!
sempre vigili

loris ha detto...

Cerchiamo il caffè di prenderlo tutti assieme una volta sola, non vorrei soffrire d'insonnia per una settimana.

il Russo ha detto...

La "Grande Famiglia di piazza Alimonda" si allarga....

Le Favà ha detto...

Io vengo con il pensiero. Purtroppo lavoro, e non mi lasciano più giornate libere...altrimenti sarei venuto.

tommi ha detto...

Io ci sarò solo con il pensiero purtroppo... la distanza rimane un grosso problema specialmente con le ferrovie dello stato...
tommi

Gap ha detto...

Non dimentichiamo ma saremo al mare, per fortuna un po' di vacanze.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

come si può dimenticare?
Purtroppo non potrò esserci di persona.

Chiara Milanesi ha detto...

Chissà, farò di tutto per esserci...