
Altro che lavavetri, altro che fruttivendoli. Altro che Grillo, altro che Travaglio. Per l’ennesima volta la nostra olezzosa quanto ingiustificata presunzione di popolo avanzato viene umiliata dai nostri sottoposti, da coloro cui diamo del tu anche se manco li conosciamo e nonostante siano adulti come o più di noi. I pakistani (quelle persone scure di pelle che qui ci vendono le carote o ci portano la pizza in casa), ci hanno appena insegnato cosa significa essere Popolo, cioè avere le palle per governare la propria Storia, essere protagonisti civici. I ‘negretti’ in pigiama, ciabattine e bicicletta battono i bellimbusti in cravatta, Clark e Repubblica sottobraccio 10 a 0.
Prima i fatti. Lunedì 16 marzo, il governo pakistano del Presidente Asif Ali Zardari ha annunciato il ritorno alla carica di giudice dell’ex presidente della Corte Suprema Iftikhar Muhammad Chaudhry, e di altri giudici assieme a lui licenziati nel 2007 dall’allora dittatore Pervez Musharraf. La decisione, una vera e propria perdita di faccia, è stata imposta ad Ali Zardari principalmente dalla rivolta popolare della gente comune, che si è riversata a fiumi nelle strade per ottenere un ritorno alla legalità e il rispetto delle regole in Pakistan (tenere a mente le parole ‘legalità’ e rispetto delle regole’). I cittadini di quel Paese hanno affrontato la violenza brutale della polizia, gli arresti di massa, e anche la possibilità di morte per ristabilire al proprio posto un giudice (tenere a mente la parola ‘giudice’) che aveva l’abitudine di applicare la legge e di scavare nel marcio del Potere. In particolare, Iftikhar Muhammad Chaudhry aveva indagato sulle porcherie commesse in anni passati proprio dal Presidente Asif Ali Zardari (tenere a mente le parole ‘porcherie commesse dal Presidente’), ex marito della degna compagna Benazir Bhutto, poiché accusato (accusati, Bhutto inclusa) di corruzione, sottrazione di fondi pubblici, e, nel caso di Zardari, persino di duplice omicidio. Certamente non estranei alla riabilitazione del giudice sono stati il Capo di Stato Maggiore dell’esercito Gen. Ashfaq Kayani e il Segretario di Stato USA Hillary Clinton, entrambi intervenuti per ammansire Zardari, ma non v’è ombra di dubbio che senza la massiccia mobilitazione di centinaia di migliaia di semplici cittadini e senza la loro presa di posizione sulle barricate per settimane, e a dispetto dei gravi rischi, nulla sarebbe accaduto. Ancora due parole: il licenziamento di Chaudhry era stato voluto fortemente dall’amministrazione Bush, perché quell’uomo era solito ordinare la scarcerazione di presunti terroristi quando le prove contro di loro si rivelavano inconsistenti. Ma questo non legava con le pratiche orribilmente illegali della Guerra al Terrorismo americana. Né legava col fatto che Bush e il suo scherano Negroponte avevano deciso di appoggiare proprio la dinastia dei Bhutto (Benazir e Zardari) al potere in Pakistan, mentre il giudice era riuscito poco prima a mandare dietro le sbarre proprio Asif Ali Zardari.
Ebbene, i cittadini comuni di quell’esotica nazione, in stracci e analfabeti in parte, figli di decenni di dittature, oppressi dagli Imperi occidentali, picchiati, arrestati, brutalizzati, hanno saputo puntare i piedi sui principi di democrazia e giustizia e hanno scritto una pagina di Storia esaltante.
Torniamo in Italia. Vi ricordano qualcosa le parole ‘legalità e rispetto delle regole’ - ‘giudice’ e ‘porcherie commesse dal Presidente’? Fuoco fuochino… Avete capito tutti, non c’è neppure bisogno di far nomi.
Ma ci sono aspetti che devo sottolineare, anche perché, permettetemelo, i bravi pakistani mi hanno regalato la più spettacolare conferma di ciò che vado dicendo da anni (grazie!). De Magistris, e ogni altra brava persona che lottava per la giustizia in Italia, non ha avuto il lusso di essere concittadino di gente con le palle come i pakistani; da noi, i coraggiosissimi sono lo 0,5%. E anche questi hanno più dimestichezza col pc che con settimane di barricate in strada per ottenere giustizia. C’è, ed è evidente, qualcosa che ci ha sottratto ormai da decenni la capacità di modificare con i mezzi appropriati il corso della nostra esistenza comune, una capacità che gente assai meno ‘nutrita’ di noi (metaforicamente ma anche fisicamente) invece ancora possiede. Questo deve farci pensare con urgenza.
Infine la parte che mi riguarda. Non mi risulta che in Pakistan troneggino un Grillo o un Travaglio da 10 anni. Non mi risulta che i pakistani affollino le serate dei comici e delle comiche AntiSistema, o le piazze dei V-day. Non mi risulta che passino le notti a leggere il libro numero 170 con 328 dettagli del processo numero 21 al Presidente farabutto, o gli instant books sulle inchieste cassate di Chaudhry e colleghi. Non hanno Di Pietro, Gomez, Santoro, Nanni Moretti, Ricca, Stella, Luttazzi, Report, Viva l’Italia, C’era una Volta, Flores D’Archais e i meetup. Eppure hanno cambiato la loro Storia e l’hanno cambiata con la C maiuscola. Un giudice di un Paese violento e dittatoriale, straziato dalla povertà e dominato dagli eserciti (USA e pakistano), è stato salvato dalla gente comune che è scesa in strada. Un giudice di un Paese ricco, viziato, democratico, e zeppo di ‘paladini’ della denuncia e dell’indignazione coi loro seguaci, è stato zittito e costretto persino a dire addio alla sua missione per sempre, mentre per le strade tutto filava liscio.
Allora. Quando grido che ciò che serve per difendere la nostra democrazia non sono gli show dei VIP della denuncia e dell’indignazione, né i loro V-day o i loro mille libri, ma che dobbiamo guardarci in faccia noi gente comune, puntarci il dito addosso e re-imparare a essere 'pakistani', ripensate a Chaudhry e a De Magistris prima di darmi torto.
Tanto di cappello signori lavavetri e verdurai dalla pelle scura. Mi inchino e vi do del Lei.
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=101
13 commenti:
Mi hai dato una bella lezione come l'hai data a molti altri.
Tu credi che qui in Italia ci sia gente che possa imitare quei cittadini pakistani?
Il '68 e il '77 ormai sono soltanto ricordi sbiaditi.
Su una cosa però ti contraddico: se io dò del tu ad un qualsiasi essere umano: pakistano, indiano, aborigeno, nigeriano, senegalese, palestinese, svedese, francese, italiano e potrei seguitare...non lo faccio perchè mi sento superiore a lui e lo tratto come un servo ma soltanto perchè mi considero un suo pari e con il "TU" intendo dimostrargli che
siamo uguali e che mi fa piacere essere suo amico. Se uso il lei (o peggio il voi d'antica memoria)gli dimostro invece che lo voglio tenere a distanza. Questo è quello che penso io.Di meglio non so dire.
concordo anche io
buona domenica
Provate a pensare a questo: quand'è stata l'ultima volta che il popolo italiano ha saputo (e voluto) reagire ad un qualsivoglia sopruso in tale maniera?
Quando è stata l'ultima volta che ha dovuto tirare fuori le palle (non protetto dal potente di turno, tengo a precisare)?
Ecco... si spiegano molte cose, eh?
Mi sa che il popolo italiano è stato adeguatamente anestetizzato... siamo incapaci di ribellarci a qualunque sopruso. Escludendo ovviamente tutto quello che riguarda il campionato di calcio. Siamo messi bene, eh?
Grande pezzo, e come diceva qualcuno..
" C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza
perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo."
(C'è solo la strada, Giorgio Gaber)
Bellissimo post cavoli.
Dico solo che i pakistani possono permettersi di scendere in piazza.
Perchè? Non hanno nulla da perdere.
Noi abbiamo qualcosa, un mutuo, debito o simili. Se ci venisse portato via, metteremo in pericolo noi stessi e la nostra famiglia.
Credo sia questo ciò che ci ferma, e credo solamente che la gente abbia paura. E non ha torto.
Ogni dissenso viene fermato dai potenti con denunce. Uno che guadagna poco non può permettersi battaglie legali. E in italia per questo principio, la legge è uguale per tutti se i due imputati hanno il medesimo reddito. Ecco. Allora sì, magari giustizia è giustia.
Ovviamente non è sempre così. Ma si avvicina.
Mi ricollego al commento precedente e dico che il dissenso da noi basterebbe manifestarlo nelle urne, ma visti gli ultimi risultati mi sembra che al popolo italiano vada bene così...
C'è niente da fare, ci hanno obnubilato con frattaglie, ciarpame e falsi valori, e se ne stiamo parlando vuol dire che non stiamo facendo... Hai voglia criticar la logica fascista del "noi siam pensiero e azione congiunti insiem"... o dell'armiamoci e partite...
Bravo Russo, sono d'accordo, tutti quelli che ancora funzioniamo in un altro modo siamo d'accordo.. mettiamo ai voti..unanimitá... ok.. ma poi, siamo davvero cosí imbelli da non essere manco capaci di fare una guerra civile? Di non andare avanti senza un caudillo a cui fare affidamente e nella cui ombra soprav-vivere?
E poi non tutti stanno rifugiati dietro una tastiera: si scende ancora in piazza per qualcosa, e non solo guidati dal cesare di turno, o per la squadra in serie B, o per il bravo calciatore in procinto di trasferirsi all'estero.. Erro o son desto?
(NB: parlo sull'onda dell'emozione, nessun riferimento personale, eh? Se non a me stesso...)
a volte mi trovo ad inneggiare alla folla inferocita di spingfield, quella che se ne va in giro con le torce in mano per bruciare qualsiasi cosa gli dia minimamente fastidio..
Prova tu a mettere in piazza milioni di Italiani per difendere De Magistris... Ci ritroveremmo con l'esercito del Ministro La Russa con i mitra Spianati e dietro di loro il 55% degli aventi diritto al voto dicendo che i giudici comunisti vogliono solo il male del paese perchè cercano dio arrestare i buoni amici del premier che non hanno fatto nulla di male .. A parte un po dii evasione e qualche collusione aggiungo io!!! Ciao
Dissento dall'articolo di Barnard, che come al solito, infervorato dalla sua necessità di sparare contro agli altri protagonisti della "controinformazione" nella loro guerra fra poveri, dimentica un fatto fondamentale: che colui che ha proclamato la "grande marcia" verso Islamabad è un politico pakistano pregiudicato, condannato agli arresti domiciliari e uomo di potere che controlla migliaia di seguaci.
Più che a una grande rivolta popolare, dovremmo immaginarci che un Mastella, messo agli arresti domiciliari, si facesse supportare da migliaia di campani armati di fucile e minacciasse di marciare su Roma se il CSM non facesse rimuovere De Magistris dalle sue funzioni di magistrato.
D'altra parte a Barnard, nel caso specifico, non interessa esaminare i fatti, quanto colpevolizzare il "popolo" italiano che secondo lui si adagia sulle inutili proteste da blog stile Grillo o Travaglio.
Il che secondo me è anche vero, ma non toglie il fatto che l'articolo in questione prende un abbaglio terrificante.
Non solo, noto che Barnard non nomina nemmeno questo uomo politico, dimostrando chiaramente la propria disonestà intellettuale.
L'uomo in questione è Nawaz Sharif, un simpaticone che quando fu primo ministro nominò giudici amici su basi nepotistiche, ordinò test nucleari in una "guerra psicologica" con l'India e fece modificare la Costituzione in senso... berlusconiano, imponendo la "disciplina di partito", ovvero che il voto dei parlamentari non è più libero ma deve dipendere dalle indicazioni del partito.
Ma nominare Sharif avrebbe demolito l'articolo di Barnard, quindi meglio stare zitti e farci credere alla insurrezione popolare.
come dico nel post dopo (non li ho letti in ordine cronologico scusatemi) non meritiamo gente favolosa come i pakistani.. loro sono uomini... noi siamo ometti!
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