martedì 27 gennaio 2009

Preghiera in gennaio ricordando Tenco.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi,
Dio, fra le sue braccia,
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte,
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte



Gennaio era cominciato ricordando Faber e gennaio lo chiudo, grazie a Faber stesso, ricordando un compositore (così lui amava definirsi) suicidatosi il 27 gennaio 1967: Luigi Tenco.
Tra le canzoni con le quali da bambino sono cresciuto non potevano mancare quelle di Tenco: Lontano Lontano, Cara Maestra, Mi sono innamorato di te, Un giorno dopo l'altro, Io si, I miei giorni perduti, Una vita inutile e molte altre le ho imparate a memoria ascoltandole nella autoradio a cassetta della vecchia Kadett di mio padre.
Raccontare di questo uomo nato nel basso Monferrato e diventato ligure d'adozione da un modestissimo blogger come il sottoscritto è compito improbo, per chi vuole approfondire non posso che consigliare lo spazio su MySpace, questo bel sito non ufficiale ed il simpatico forum della verde isola di Tenco.
Di mio, non posso che regalarvi la sua canzone che preferisco: Vedrai vedrai.



Quando la sera me ne torno a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi con quella tenerezza
come fossi un bambino che ritorna deluso
si lo so che questa non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai, vedrai
non son finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri di averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me tutto quello che viene
mi fa disperare il pensiero di te
e di me che non so darti di più
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai, vedrai
no, non son finito sai
non so dirti come e quando
ma un bel giorno cambierà.

23 commenti:

Franco Zaio ha detto...

Grazie Russo, sei un grande. E' il post che volevo scrivere io (che tra l'altro sono monferino e genovese d'adozione!).

davide ha detto...

La grande scuola musicale italiana:Tenco,Bindi,Paoli,Lauzi,De Andrè,Fossati.

Ma non ce la passiamo male nemmeno in lombardia:jannacci,vecchioni,finardi

Grandi artisti,testo e musica che si uniscono per creare storie e poesie struggenti.


altro che .."a novembre..."

rudy ha detto...

Smisuratamente grazie Russo, per questo ricordo "intrecciato" di due autori-cantanti-musicisti che hanno segnato il nostro tempo, e che, a me e chissa à a quant* altr*, hanno schiuso inediti punti vista critici aprendo nuove sensibilità. E che,e non è poco, hanno incrinato, con la vita e con le opere, un'Italietta gretta e meschina che si cerca oggi di ripristinare in versione terzo millennio.

La Mente Persa ha detto...

La sua musica e il suo modo di pensare mi hanno sempre affascinato.
Gio

v. ha detto...

Ciao, scusa il commento OT ma volevo dirti che (tuo malgrado) ti ho coinvolto in una sorta di "catena per (della) memoria" in Marginalia nel mio post di oggi. Spero non ti dispiaccia
v.

Franca ha detto...

Bellissima la canzone che hai segnalato, così come tante altre delle sue...

Vagamundo ha detto...

Quando canta Tenco, solo silenzio intorno...

Punzy ha detto...

uffa mi sono commossa!!
e pensare che oggi a sanremo ci canta Povia..

Baol ha detto...

Canzone meravigliosa!

Franz ha detto...

Bisogna proprio dire che anche un "modesto blogger" può regalare qualche emozione.
Credo di essere tuo coetaneo, e i testi e i brani che riproponi fanno parte anche delle mie radici, della mia "educazione sentimentale".
Un ricordo grato alle "labbra smorte" di Tenco, di De Andrè, e di tutti quegli artisti della parola e della musica che hanno dato testimonianza d'amore per la bellezza e la verità.
Un saluto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

"E se ci diranno". stupenda ed attualissima.

pierprandi ha detto...

Il mio rammarico è quello di aver scoperto Tenco molto tardi, per fortuna le sue canzoni sono eterne e ho modo di rimediare.

daniele sensi ha detto...

Russo ma com'è che io vivo il Monferrato come una castrazione e te, invece...
Non dovremmo un po' prescindere dai luoghi e dalle geografie, ancor più quando si tratta di arte (e che arte), ovvero di Universalità?

sR ha detto...

"no, non son finito sai
non so dirti come e quando
ma un bel giorno cambierà."

lo spero

il Russo ha detto...

Affatto Daniele, che sarebbe il Salento senza la taranta? E Napoli senza la sua stupenda musica? E Bologna con la sua stupenda tradizione di cantautori? E Zena senza la scuola citata da Davide?
Il fatto che in Monferrato molti grandissimi della canzone e non (Conte, De Andrè, Pavese ecc.) hanno trovato ispirazione, sta a dimostrare che il Monferrato è tuttaltro che castrante, anzi!

teleaut ha detto...

Tenco l'ho scoperto tardi, ma è stato subito amore...

lamagagiò ha detto...

Sì, sono passata da te e ti avevo lasciato anche un commento. Mi piace molto il tuo blog, anche se non condivido in pieno le tue idee; mi piaci perchè non "mandi a dire ciò che pensi" e perchè ti esponi parecchio. Però io non ritengo di avere una sufficiente conoscenza politica, come mi sembra di capire tu abbia. Ho soltanto delle idee e non voglio che siano etichettate di destra o di sinistra. Non mi va neanche un pò. Capisco, al contrario, che tu hai delle idee ben "indirizzate", così come i tuoi lettori e mi sono sentita "una voce fuori dal coro" e anche un pò a disagio.
P.S.: Ma sei sempre Silvano di 31canzoni?

Uhurunausalama ha detto...

Grazie perchè così posso informarmi..

il Russo ha detto...

Per lamagagiò: no carissima, lui sta in Veneto io in Piemonte!

Andrew ha detto...

grande Tenco

Harmonica ha detto...

"Un giorno dopo l'altro e tutto è come ieri
e la speranza ormai
è un'abitudine"

Quante volte queste parole mi sono girate in testa tornando dal lavoro.

Gatta bastarda ha detto...

Tenco è stato un grande... e anche un grande incompreso!

loris ha detto...

Quando lavoro rischio di essere distratto agli appuntamenti. So che posso contare su di te Russo.
Sarebbe falso che dicessi che Tenco è stato un cantautore della mia infanzia l'ho compreso qualche anno dopo la sua morte. Riscoprire i suoi testi non poteva che confermare una precisa collocazione vicino ai diversi e agli ultimi come il suo fraterno amico De Andrè. Ciao amore ciao, cara maestra, ma anche la reinterpretazione scoperta dopo la sua morte dal fratello del "Deserteur" di Vian in italiano. Questo connubio "basso Piemonte" Genova credo che dal punto di vista artistico-musicale sia un sentire a livello epidermico una condizione di durezza ma nello stesso tempo di apertura, di curiosità, di spaziare sul mare.