ferroviere Anarchico
INNOCENTE
morto il 16/12/1969 nei locali della questura di Milano
Nel 1970 Joe Fallisi pubblicò e registrò, in forma anonima, un disco a 45 giri che conteneva La ballata del Pinelli e Il blues della squallida città. Su entrambi i lati compariva la seguente scritta: "Questa canzone può essere eseguita, riprodotta o adattata da tutti coloro che non sono recuperatori, 'progressisti' e falsi nemici del Sistema" e, come indicazione d'autore: "Parole e musica del Proletariato". In copertina un'opera di Paolo Baratella, sul retro un disegno di Georg Grosz. Nel dicembre del 2002 il disco è stato stampato come CD e riprodotto integralmente, mantenendo anche la grafica dell'originale, da Ancora/Mai più, con il concorso di Zero in condotta, Umanità Nova e Collegamenti-Wobbly (cfr. http://www.ancoramaipiu.it/pinelli.htm).
Quella sera a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
Brigadiere apra un po' la finestra
E ad un tratto Pinelli cascò.
"Commissario io gliel'ho già detto
Le ripeto che sono innocente
Anarchia non vuol dire bombe
Ma eguaglianza nella libertà."
"Poche storie indiziato Pinelli
Il tuo amico Valpreda ha parlato
Lui è l'autore di questo attentato
E il suo socio sappiamo sei tu"
"Impossibile" – grida Pinelli –
"Un compagno non può averlo fatto
Tra i padroni bisogna cercare
Chi le bombe ha fatto scoppiar.
Altre bombe verranno gettate
Per fermare la lotta di classe
I padroni e i burocrati sanno
Che non siam più disposti a trattar"
"Ora basta indiziato Pinelli"
– Calabresi nervoso gridava –
"Tu Lo Grano apri un po' la finestra
Quattro piani son duri da far."
In dicembre a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
È bastato aprir la finestra
Una spinta e Pinelli cascò.
Dopo giorni eravamo in tremila
In tremila al tuo funerale
E nessuno può dimenticare
Quel che accanto alla bara giurò.
Ti hanno ucciso spezzandoti il collo
Sei caduto ed eri già morto
Calabresi ritorna in ufficio
Però adesso non è più tranquillo.
Ti hanno ucciso per farti tacere
Perché avevi capito l’inganno
Ora dormi, non puoi più parlare,
Ma i compagni ti vendicheranno.
"Progressisti" e recuperatori
Noi sputiamo sui vostri discorsi
Per Valpreda Pinelli e noi tutti
C’è soltanto una cosa da far.
Gli operai nelle fabbriche e fuori
Stan firmando la vostra condanna
Il potere comincia a tremare
La giustizia sarà giudicata.
Calabresi con Guida il fascista
Si ricordi che gli anni son lunghi
Prima o poi qualche cosa succede
Che il Pinelli farà ricordar.
Ma che caldo che caldo faceva
Brigadiere apra un po’ la finestra
E ad un tratto Pinelli cascò.
27 commenti:
Mi associo al ricordo. Pinelli è una vittima troppo spesso dimenticata.
Buona giornata Russo.
Innanzi tutto mi associo al tuo ricordo di Pinelli... Ce ne vorrebbero di persone come lui...
Ti ringrazio per il commento alla nostra foto ed è un vero peccato che tu non ci sei mai.
Ho avuto un periodo veramente duro e solo ora comincio a rilassarmi anche se le preoccupazioni non sono finite e l'umore non è ancora proprio sereno. Comunque tornerò al più presto a scrivere sul blog e spero che tu continuerai a venirmi a trovare.
Baci
hola !!!
un ricordo al Pinelli sempre!!!
un saluto a te!!!!
giusto ricordare Pinelli, ma qualuque cosa sia successa non giustifica l'omicidio Calabresi
Mai dimenticato ;)
Hai fatto benissimo a ricordare Pinelli.
Essere anarchici all'epoca era veramente un atto coraggioso, si rischiava di morire e nelle migliori delle ipotesi finire a marcire nelle prigioni.
ps Nessuno giustifica l'assassinio di Calabresi, ma posso dire che era lecito all'epoca sollevare qualche dubbio sul suo coinvolgimento? Possibile che Sofri è in galera come mandante morale? No, non è possibile.
La morte di Calabresi non è certo servita a far luce sui fatti della questura milanse. E in ogni caso...Calabresi, seppur torturatore, è ricordato come vittima di terrorismo (se non come eroe. Di Pinelli nessuno si ricorda, anzi...si è tentato pure di rimuovere il suo assassinio muovendo contestazioni linguistiche alla targa posta a suo ricordo.
Ricordare e fare in modo che la memoria non vada perduta è un nostro preciso dovere...
Mi unisco anche io al ricordo di una vittima troppo spesso dimenticata.. Un saluto
Scusate il fuori tema ma voglio segnalarvi questa inizuativa http://sviluppo.cesi.cgil.it/firme/stessosanguestessidiritti/
Caro Russo,
non trovo una tua mail quindi inzacchero i commenti a questo post. Volevo dirti che ti ho nominato per il Premio Dardos (controlla da me).
Ciao
Visco
Mi aggiungo al ricordo:non ne sapevo nulla;grazie Russo!
Non dimenticare. MAI!!
Quello che spaventa è che ancora oggi ci sono uomini (!!?????) tra le forze di polizia che ragionano come probabilmente ragionò Calabresi....
un saluto Russo
contribuisco alla discussione con uno dei commenti in quarta di copertina del libro "LA STRAGE DI STATO"
«Le lotte degli anni 1968-69 avevano creato, per la prima volta dopo Il 1945, ia base reale su cui costruire un'alternativa di classe e dI potere capace di unificare li movimento di lotta e di stimolare il più alto grado di coscienza politica di massa. È mancata la forza politica capace di Indicarla e di costruirla. Questa è la lezione dei sei mesi trascorsi dal dicembre 1969 (attentati di Milano e di Roma, chiusura delle grandi lotte operaie) al giugno 1970 (derisorio "sbocco politico" nelle elezioni regionali). Questa è anche la lezione che si ricava da questa inchiesta sui retroscena del processo di «normalizzazione» ormai in corso pure nel nostro paese; ma una lezione non accademica, un coraggioso richiamo alla continuazione della lotta. una lucida indicazione degli obiettivi strategici che il movimento deve porsI per fondare un'alternativa: l'attacco ai centri di potere dI classe, la "attualità" della loro distruzione».
ALDO NATOLI
io il 12 ho postato la ballata di pinelli (splendida) col video degli anarchici. altrettanto splendido.
un saluto caro russo
Non posso far altro che associarmi al ricordo e condivido l'idea che ha avuto quel "vecchione" di Loris. A volte il caso fa strani scherzi, proprio oggi pomeriggio, cercando un libro, mi era capitato tra le mani il libro "La strage di Stato", l'avevo pagato 1.00 lire, è stato il primo vero esempio di stampa alternativa in Italia. Un vero esempio di controinformazione. All'epoca fu anche bruciata la tipografia, e il relativo magazzino, dove il libro si stampava.
Sempre a proposito di libri, forse è da rileggere "Morte accidentale di un anarchico", testo teatrale di Dario Fo che si riferisce alla morte dell'anarchico Salsedo negli uffici di polizia di New York nel 1921. Interessanti le analogie con il caso Pinelli, al punto che la commedia assunse "un ruolo preciso di strumento per la lotta politica".
La morte di Calabresi, purtroppo, fece prima rinviare e quindi sospendere il processo Calabresi-Lotta Continua, processo che avrebbe dovuto "far luce" sulla morte dell'anarchico Pinelli.
Pinelli è vittima di una famiglia di vittime uccise dallo stato e da esso brutalmente usate per i suoi fini.
Nessuno dimentica.
Sub
Ricordare sempre, in questa Italia senza memoria non vi sentite anche voi come il personaggio di Farenheit 451?
"in Circolo" ha postato ""Morte Accidentale Di Un Anarchico"" versione testuale.
Aggravo la mia posizione di "vecchione" dicendo che l'ho pure vista interpretata da Dario Fo alla sala "chiamata" del porto di Genova (sala storica dei portuali della culmv) di Genova.
nessun libro per ricordare quanto manchi come marito e padre,nessuna manifestazione culturale,nessun ricordo di politici dde sinistra, nessuno che dica a chi straparla di brigatismo:"Ehi,ma ve lo siete dimenticato che avete messo le bombe e sparato sui compagni?E fatto cadere dalla finestra Pinelli"
Questa è l'italia che onora un delatore che ha portato alla morte in prigione per suicidio un ragazzo di 18 anni,volantinatore di scemenze armate,che celebra "il povero calabresi",allontanandolo dalle gravissime colpe che ha nel caso pinelli,il paese del non minare il dialogo,di gelli in tv,il paese in cui un ragazzo viene ucciso a sprangate e insultato come sporco nero.
Un paese che dovrebbe saltare nel fuoco della sovversione,ma è tardi ed è ora di dormire
Ciao Giuseppe
brutta storia quella di pinelli... ma come ben sai purtroppo ci sono stati altri pinelli... anche recenti... prima gli anarchici ora gli extracomunitari... solo gli assassini non cambiano
Citare Fallisi è una vera tristezza.
La vera tristezza è sputare sentenze dietro anonimato, lascio il tuo commento per fare vedere la viltà di certa gente.
Pinelli mi fu raccontato da mio padre e la sua storia mi colpi parecchio ...mi associo al doveroso ricordo.
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