martedì 16 settembre 2008

Addio Stefano



Se ne é andato un "personaggio" atipico nel panorama della canzone d'autore italiano. Cantautore? Strumentista? Difficile definirlo. Cantava con la erre moscia canzoni ironiche ma anche autobiografiche. Nelle sue canzoni si parlava della nostra Italia ma anche di America, di rapporti con le donne ma anche di se stessi, a volte con amenità, sempre con l’arguzia da trasteverino puro. Stefano Rosso suonava inoltre la chitarra da consumato strumentista, in perfetto stile finger-picking. Negli ultimi tempi, era riuscito raramente a registrare dischi e la sua popolarità si era un pò ridotta, ma il pubblico che lo apprezzava gli è sempre stato fedele. Nella seconda metà degli anni Settanta aveva avuto un momento di considerevole popolarità con Una storia disonesta, forse la prima canzone italiana in cui fa capolino lo spinello, che era un po’ il ritratto divertito del fricchettone post-sessantottino. Nato a Roma, vive a Trastevere, in via della Scala, che ha immortalato nella canzone autobiografica Letto 26. Il cognome, Rosso, era fittizio, il suo era il più comune d’Italia (Rossi), ma il suo modo di comporre era assai originale, ciò gli veniva dal linguaggio e dalla prospettiva sbilenca, furtiva in cui si poneva per osservare e vivere il quotidiano.

Ciao Stefano, non eri solo "due amici, una chitarra e uno spinello", ma questa é un'altra "Storia disonesta" e quanta "politica ci puoi trovar....".

Si discuteva sui problemi dello stato

si andò a finire sull'hashish legalizzato

e casa mia pareva quasi il parlame-e-nto

erano quindici ma mi parevan cento

Io che dicevo :"Be ragazzi andiamo piano

il vizio non e stato mai un partito sano

e il piu ribelle mi rispose un po stona-a-to

e in canzonetta lui polemizzo cosi

"Che bello

due amici una chitarra e uno spinello

e una ]ragazza giusta che ci sta

e tutto il resto dite che importanza ha?

Che bello

se piove porteremo anche l'ombrello

e in giro per le vie della citta

per due boccate di felicita

Ma l'opinione dissi io non la contate

e che reputazione dite un po' vi fate

la gente giudica voi state un po' in campa-a-na

ma quello invece di ascoltarmi continuò

"Che bello col pakistano nero e con l'ombrello

e una ragazza giusta che ci sta

e tutto il resto dite che importanza ha?

Cosi di casa li cacciai senza ritegno

senza badare a chi mi palesava sdegno

li accompagnai per strada e chiusi ogni sporte-e-llo

tornai in cucina e tra i barattoli uno che...

"Che bello col giradischi acceso e lo spinello

non sarà stato giusto si lo so

ma in quindici eravamo troppi no

E questa amici miei e una storia disonesta

e puoi cambiarci i personaggi ma...

quanta politica ci puoi trovar..


Stefano Rosso - Una storia disonesta

19 commenti:

Alessandro Arcuri ha detto...

Aoh ebbasta! E quanti ne muoiono, oggi?!? O.o

Anonimo ha detto...

Non ho scritto nulla su Stefano Rosso, mi sono limitato a lasciare un segno sul suo sito. Per me, quasi coetaneo, è un altro pezzo di "storia" che mi/ci lascia. Forse all'epoca credevamo che saremmo riusciti a cambiare qualcosa, oggi non so nemmeno se c'è la speranza di ripristinare un minimo di vivere civile, e scrivere di ciò che fu e che non è non mi va.
Prima o poi mi passerà.
Ciao amico Russo.
Gap

Titus Bresthell ha detto...

quante volte l'abbiam cantata da sbarbi...

silvano ha detto...

Giorni di lutti.

Anonimo ha detto...

Erano gli anni in cui il 17 febbraio ci si ritrovava sotto la statua di Giordano Bruno a Campo dei Fiori, qualcuno con un fiore, tutti in silenzio persi dietro ai pensieri propri. Non come ora che a Campo dei Fiori ci si va per ubriacarsi e giocare a pallone senza chiedersi chi è quel signore raffigurato con il cappuccio in testa, pensieroso a testa china, ma certamente non domo. Ecc. ecc.
Gap

Marco ha detto...

Ti aspetta un premio.

Franca ha detto...

Addio e che il cammino ti sia lieve...

Anonimo ha detto...

URGENTE
COME SI ELIMINA UN POST ANONIMO DI UN EMERITO TESTA DI CAZZO RAZZISTA?

GAP

articolo21 ha detto...

Ciao Stè

Punzy ha detto...

Bye..

Pellescura ha detto...

bellissima la canzone l'italiano in cui elencava tutti i vizi italiaci

progvolution ha detto...

massimo rispetto

stella ha detto...

Ciao articolo 21.

stella ha detto...

Russo, tutta la mia solidarietà!

davide ha detto...

Una grossa perdita per me!Lui non era solo l'autore di questa canzone,ma un grande musicista e un autore ironico e mai banale!
Grande Stefano!Ti ricorderò sempre

marcocaiella ha detto...

Se penso che l'abbiamo cantata insieme un'estate di tremila anni fa ad ostia (non lontano da dove fu ammazzato pasolini)mi dà un senso di stanchezza e di vecchiaia che mi impedisce perfino di parlare.

Andrew ha detto...

addio stefano
oggi se ne è andato anche richard wright, tastierista dei pink floyd :(

Prefe ha detto...

io la canzone di rosso (e quindi lui) non so come sia possibile, li ho conosciuti sabato scorso.
Macabra coincidenza .

Mi spiace molto anche per richard wright

Gatta bastarda ha detto...

addio stefano... faremo presto una serata con 2 amici una chitarra e... per ricordarti...