venerdì 29 agosto 2008

Genova: la Buridda non piace più?

La buridda è un piatto tipico genovese, una succulenta zuppa di pesce cucinata con tutto quello che ti capita per le mani. Ma cosa succede se decidi di cucinarla in un pentolone abbandonato da
anni al centro di un quartiere della Genova per bene, trasformando un luogo vuoto in una buridda vivente?

Così inizia un bel pezzo di Daniele Miggino su Work Out uscito nell'autunno 2003.


Domenica 11 maggio 2003 un centinaio di persone appartenenti a varie realtà politiche e sociali genovesi decidevano di restituire alla città uno stabile di 6000 mq, abbandonato dal 1997. Fino a quell'anno via Bertani 1 era stata la sede di Economia e commercio; dopo il trasferimento in Darsena il palazzo era stato dimenticato, come le decine di migliaia di libri che ancora conteneva. In questi dodici mesi abbiamo lavorato sodo, non senza contraddizioni e difficoltà, per portare avanti un progetto politico e sociale che coinvolgesse studenti, lavoratori precari, comunità migranti. Giorno dopo giorno, le decine di stanze vuote e abbandonate hanno ripreso vita, popolandosi di gruppi artistici, compagnie teatrali, mediattivisti, collettivi studenteschi, comunità migranti, filmmaker. Soggetti a volte molto diversi che hanno deciso di mettere in gioco le proprie singole identità e convinzioni per provare a contaminarsi in un progetto comune.
le diverse anime del Laboratorio Buridda hanno promosso svariate iniziative di carattere politico, artistico, sociale e culturale: spettacoli teatrali, concerti, presentazioni di libri, dibattiti, proiezioni di film, cene, performance, mostre fotografiche e l'elenco potrebbe continuare. Una parte di questi eventi ha poi fatto il giro della città, nei teatri, nei locali, nelle piazze: molti genovesi hanno così avuto a che fare con la Buridda anche senza saperlo. Ancora di più sono i personaggi e gli artisti che in Buridda sono venuti in occasione di eventi o semplicemente per fare una visita e sorseggiare una bevanda: da Giulietto Chiesa a Vittorio Agnoletto, da Alex Foti (l'inventore della MayDay) a Walter Fabiocchi, da Bunna (Africa Unite) a Bambi Fossati, passando per Don Gallo, Fausto Bertinotti, Bob Quadrelli e molti altri. Negli spazi del Laboratorio uno degli eventi più importanti e seguiti degli ultimi anni in città, l'Hackmeeting, incontro delle comunità e delle controculture digitali italiane, che ha visto la partecipazione di quasi 3000 attivisti nel corso dei tre giorni ed il Critical Wine Terra e Libertà ma....


Sette milioni di euro. C´è un´offerta ufficiale per i 5.800 metri quadri che costituiscono l´ex facoltà di Economia e Commercio, in via Bertani, da cinque anni occupati dal laboratorio sociale Buridda.
l´assessore al bilancio, Francesca Balzani, che però conferma l´esistenza di «una trattativa molto ben avviata, che ci consentirebbe di assestare una parte del bilancio» dopo i tagli indiscriminati del governo Berlusconi alle finanze locali.
Ma il gigantesco immobile di via Bertani, venduto per vuoto, vuoto non è: lo sanno benissimo i potenziali acquirenti che, tra le tante condizioni messe all´Amministrazione comunale, hanno chiesto «la totale disponibilità della struttura al momento della stipula del contratto d´acquisto».
«Ma credo che una soluzione si possa trovare - anticipa l´assessore - A novembre dello scorso anno il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che impegnava la giunta ad investire, in spazi dedicati ai giovani, una parte delle entrate straordinarie relative alle vendite. E´ evidente che il caso è esattamente questo: diciamo che su sei, sette milioni di entrate, uno potrebbe essere destinato agli spazi di aggregazione giovanile».

Dallo Zapata al Buridda, arriva una risposta identica: «Discutiamone pure, ma partiamo da un dato chiaro: i Centri sociali sono un valore, una risorsa. Bisogna crederci e investirci».
Spiega, ad esempio, Matteo Jade dello Zapata di Sampierdarena: «In città ci sono moltissime aree stupende, dalla zona portuale a Cornigliano, dalla Darsena al levante. Ebbene non c´è una volta che si senta dire a qualche nostro amministratore: bene, mettiamoci i ragazzi. Ciclo dopo ciclo, amministrazione dopo amministrazione, c´è una specie di rapporto sotterraneo tra gli assessori e i Centri sociali: riconoscono la nostra funzione ma, come dire?, quasi di nascosto. Eppure è evidente che siamo degli avamposti, che ad esempio noi a Sampierdarena svolgiamo un ruolo con i ragazzi sudamericani che, altrimenti, dovrebbe svolgere, in modo molto più oneroso, l´Amministrazione. A Roma già da dieci anni, o addirittura a Milano, il ruolo dei Centri sociali è riconosciuto. Il Comune di Genova, chissà perché, questo passo non lo fa».


Aggiunge Manuel Chiarlo del Buridda: «Ogni giorno, attorno ai nostri laboratori, passa un centinaio di ragazzi che diventano migliaia quando organizziamo i concerti, due volte alla settimana. In città gli spazi musicali, che erano già pochi, con la chiusura del Milk a Mura delle Grazie e, da tempo, della Panteca, sono ancora meno, E´ evidente che un eventuale trasferimento del Buridda non è solo un problema di noi che lo teniamo aperto. E´ un problema della città, nel suo complesso». Problema che a settembre sarà sulla scrivania della Vincenzi, insieme alla proposta di acquisto di via Bertani che potrebbe passare di mano già nei primi mesi del prossimo anno. Ammesso di trovare una soluzione condivisa per il Buridda.
Stiamo a vedere, per chi come il sottoscritto ha visitato e saggiato di persona il Buridda, farne a meno sarebbe imperdonabile per una Zena giorno dopo giorno meno aperta e tollerante che di spazi come questo ne ha sempre più bisogno, altrochè chiuderli...

26 commenti:

Riverinflood ha detto...

Questo compratore da 7 milioni, che ci deve fare? Una città mercato? U laboratorio di mondezze? Oppure, se se lo compra, perché poi non fa una donazione alla Buridda e così passa alla storia come un grande filantropo e mecenate? Ma forse è chiedere troppo!

Punzy ha detto...

Te lo dico io che ci deve fare: un centro commerciale

sicuro

Franca ha detto...

Ovviamente la ragione "legale" sta dalla loro parte, però la proposta dell'Assessore, se è reale, mi sembra una buona mediazione.
L'importante è credere in queste forme aggregative a dare loro degli spazi adeguati per potersi sviluppare...

articolo21 ha detto...

e si credo che l'idea del compratore sia di fare un centro commerciale. gli spazi così fanno tutti quella fine. Per il resto concordo con Franca.

Crocco1830 ha detto...

Troppo sepsso (quasi sempre) le amministrazioni sono poco lungimiranti e poco attente alle politiche giovanili e di aggrgazione. Sono portato a non fidarmi troppo quindi di proposte come quella dell'assessore genovese.
La reale volontà di concedere spazi autogestiti, si sarebbe potuta misurare prima dell'offerta per il Buridda.
Ora, si offre un milione per sgomberare e attrezzare un'altra area. La domanda è: a quali condizioni? La libertà di espressione sarà garantita? Si dovrà scendere a compromessi con l'amministrazione, per le iniziative da svolgere?

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Anch'io con l'economia in crisi propongo un bel centro commerciale. C'è bisogno di spazi adibiti al consumismo e non a relazioni umane.

il Russo ha detto...

Sembra che al suo posto ci faranno una scuola PRIVATA, basta pagare e si avrà la cultura, semplice no?

Lucia Cirillo ha detto...

Da appassionata di centri sociali e spazi autogestiti, questa notizia mi fa piangere il cuore...però in tutta onestà che gli si può andare a dire? Officina 99 docet...la legge è dalla loro parte.
Esiste ancora un "compratore unico" in grado di sborsare 7 milioni di euro!?!? Vabbè

Carlo ha detto...

Esatto, una scuola tetesca, ma...

Repubblica ediz. Genova
Buridda-Germania, intrigo internazionale
Scuola tedesca, ci sono i soldi per via Liri. E in via Bertani resta per ora il Centro sociale
RAFFAELE NIRI
Cosa c´entra Sua Eccellenza il Ministro degli Affari Esteri tedesco Walter Steinmeier con il leader del Buridda Manuel Chiarlo? E cosa c´entrano l´assessore comunale alla Casa ed ex segretario di Rifondazione Bruno Pastorino, il signor Ulrich Pfeffer, presidente della Scuola Germanica genovese e il gigante delle cooperative edilizie Coopsette? E´ una storia ricca di colpi di scena, che si gioca sull´asse Berlino-via Liri-via Bertani, quella che - nonostante le ferie o forse proprio per questo - viene alla luce dopo l´anticipazione di Repubblica sulle trattative (puntualmente confermate) tra Scuola Germanica e Palazzo Tursi per la cessione dell´ex Economia, occupata dal Buridda, ai tedeschi.
L´ultimo colpo di scena è qui accanto, nella lettera che il gentilissimo presidente della associazione scuola germanica ha inviato al giornale. Segnaliamo il passaggio chiave: «Siamo convinti che le autorità tedesche assumeranno prossimamente contatto diretto con la Signora Sindaco Marta Vincenzi per chiarire le intenzioni del Governo federale: auspichiamo che si possa realizzare la nuova sede, come originariamente previsto, in via Liri». E quando un tedesco dice «siamo convinti che le autorità», è facile prevedere che le autorità prenderanno effettivamente contatto con la Vincenzi.
Via Liri, splendido appezzamento di terreno in Albaro, è lo stesso luogo al centro di una polemica furibonda in consiglio comunale sul cambio di destinazione d´uso (il piano regolatore prevede impianti scolastici). E chi chiedeva il cambio di destinazione? Sorpresa, gli stessi tedeschi dopo un accordo con la Coopsette che prevedeva la costruzione di sei palazzine con posteggi, verde ed una scuola come onere di urbanizzazione. Ora «rispetto a soluzioni diverse come quella di via Bertani, che pure è stata prospettata e discussa», una scuola nuova di zecca in via Liri sarebbe di gran lunga preferita dai tedeschi. Che, nel frattempo, hanno trovato i fondi per costruire su quel terreno acquistato nel 1993 (che tuttora è per nove decimi di proprietà tedesca e un decimo di proprietà Coopsette) e quindi non solo ritirano la richiesta di cambio di destinazione d´uso che tante polemiche ha suscitato ma tornano al progetto originario di scuola. Chissà come la prenderà il partner Coopsette, a meno che - a costruire la nuova Scuola Germanica - sia alla fine proprio la cooperativa. E via Bertani? Anche gli assessori Francesca Balzani e Bruno Pastorino hanno scritto a Repubblica: «La previsione di vendere parte del patrimonio pubblico non abitativo era già inserita nel Bilancio 2008. Tale decisione è stata presa per aggredire radicalmente il debito che pesa sulla nostra città. Adesso le minori entrate agli Enti Locali, effetto di decisioni governative forse neppure più interamente condivise da chi le ha promulgate, ci inducono solo ad accelerare i tempi. Gli uffici in questi mesi si sono prodigati per dare corso a questa decisione; il loro lavoro è passato al vaglio della giunta; ma sarà il consiglio comunale il soggetto che dovrà decidere. Che ci siano soggetti interessati a parte del patrimonio pubblico ci fa solo piacere e ci concede un cauto ottimismo in vista delle future procedure di vendita. E´ opportuno però ricordare che tali dismissioni avverranno per mezzo di procedure di evidenza pubblica salvo il caso in cui l´acquisto sia effettuato da altro Ente Pubblico». Quindi, come scritto, una gara per via Bertani. Nel frattempo - e chissà per quanto - resta il Buridda, che può ringraziare il governo tedesco.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Russo, scusa... ma sei sicuro di poterla chiamare cultura?
Bè...grazie la cosa mi risolleva.Perchè non un bel ospedale privato?
Infondo è giusto, solo con i soldi le cose possono essere di tutti.

Scherzo, non vorrei essere frainteso.

♥gabrybabelle(#..#) ha detto...

i[[ Centri sociali sono un valore, una risorsa. Bisogna crederci e investirci».]]

Un problema cosi NON è da poco,credo che passeranno anni e anni di lotte
se non troveranno un accordo prima,pacifico e volenteroso da entrambre le parti.
In caso contrario succedera' esattamente come al leoncavallo,per quanto le giunte degli ultimi 15 anni
si siano date da fare per sloggiare gli occupanti,parlo delle giunte
leghiste forziste,post fasciste ,costoro non hanno avuto terreno facile,se non scendere al compromesso,
e ci sono voluti anni,
Non era meglio evitare le guerre ideologiche e vederne al contrario l'utilita' sociale che rappresentano? cosi
si puo' trovare un accordo che accontenta tutti,
padroni e associazioni
Perchè è questo che li aspetta se non vengono a miti consigli,l'occupazione ad oltranza
se l'amministrazione con la
giunta comunale non si pega ai voleri della popolazione ci sara' solo "un lungo,tafferuglio occupazionale"e qui vi è la ragione per cui
chiunque sia intenzionato a comprare
mette dei paletti,sanno bene che in caso contrario NON avranno vita facile,e l'investimento
si perdera' negli anni che passano,il centro sociale continuera' a vivere alla faccia di costoro,e la



http://it.wikipedia.org/wiki/CS_Leoncavallo storia


ne è un tipico e magnifico esempio
gabrybabelle

Punzy ha detto...

Noi ha pisogno di skuole tetesche, tu capisce, ja? se no come fazziamo a capire quello che tice papa? poi si inzegnera' pure latino,cosi' capimo tutta la messa e non appiamo piu' skuse per dire :"io non capisce lingua di zignore"

Firmato Punzen

Prefe ha detto...

mortacci tua russo mi hai rovinato la giornata.

io ci ho suonato col gruppo quattro mesi fa al buridda, ci ho dormito, ci ho mangiato, ci ho fumato, ho conosciuto i tizi che organizzavano, mi ci sono divertito, sono stato trattato con i guanti, e il posto e di una bellezza che quando siamo arrivati davvero non potevamo crederci che era un centro sociale.

E gliel'ho chiamata. cazzo! Gli ho detto "non posso davvero crederci che non vi mandino fuori a bastonate, un centro sociale così è un sogno"

D'oh!

Nemo ha detto...

Russo: volevo chiederti una cosa, visto che l'argomento mi interessa e tu lo conosci in profondità. L'importanza di questo luogo di aggregazione è legata alla sua posizione 'geografica' all'interno di un preciso quartiere/zona della città o un luogo varrebbe un altro?

bradipa ribelle ha detto...

ci vogliono fare una scuola privata... ovvero un centro commerciale della cultura...

il Russo ha detto...

Nemo, il Buridda negli anni si é radicato in Genova e logicamente dove é sito, come quartiere e per ciò che la struttura nella sua vita precedente ha rappresentato: il sapere.
Genova ha bisogno più che mai di spazi come quello che é diverso dallo Zapata e dal Terra di Nessuno.
Genova ha bisogno di questi tre spazi moltiplicati per 10, perchè Genova la resistente si scopre ogni giorno un pò più chiusa, un pò più indifferente agli ultimi, un pò più imborghesita nel senso più dispregiativo del termine.

Anticlericale89 ha detto...

E certo,vorrà fare fruttare il locale.

Il fatto che sia un importante mezzo diaggregazione passa in secondo piano nella mente di qualcuno.
Tenere i ragazzi lontani dalla criminalità per esempio dovrebbe essere già un ottimo affare,per qualcuno evidentemente non è così.

Nemo ha detto...

@Russo: indubbiamente luoghi come questo sono sempre insufficienti rispetto al reale bisogno della (delle) città.
E' un peccato che l'amministrazione comunale non abbia saputo (o voluto) vederne il potenziale.
A questo punto immagino che, visto il modo in cui si è radicato negli anni a quel particolare 'luogo' della città, sarebbe un palliativo ricreare, artificialmente e in un'altra zona, qualcosa che in maniera spontanea ha rappresentato l'aggregarsi delle voci libere di Genova.
E' un peccato.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

OT: Del mio post, a te va il mio ringraziamento in particolare. In fondo, il primo scambio di link non si scorda mai.
Grazie... per condividere sogni, battaglie e incazzature.

il Russo ha detto...

Mentre io scrivevo da te contemporaneamente tu lo facevi da me: inizio a preoccuparmi...
AH, AH, AH!

♥gabrybabelle(#..#) ha detto...

come sopra Russo,ah,ah,ah,.......

Russo:
l'ho letta caro Russo e x poco non mi scoppiva la bile sti strz saltano sempre fuori come funghi quando
c'è da magna a 240000 ganasce

pero' oggi bisogna dare atto che il tg uno oggi ha sparlacchiato meno e come al solito solo tg tre ha dato appieno la notizia facendo un bel report sul congresso del p.d. compreso l'intervento di dipietro,
potra' non piacere ma dice le cose come stanno,cioè?na' ciofega
baci a tutti belli e brutti,
piu ai brutti belli, che siamo tanti,eh,eh,eh,


gabrybabelle

♥gabrybabelle(#..#) ha detto...

Russo ho dimnticato due o tre cosette :
a)che certi giornali li leggo e aggiungo che ne leggo anche di peggiori,ma come dico sempre io,
non puoi dire che un piatto fa schifo se non lo conosci,quindi me li sbobbo quasi tutti(quasi)
b)seconda cosa,li leggo SOLO online,non spreco i miei poveri quattro soldi per certi deficenti,che
con le mie tasse si pagano ampiamente gia a monte qualunque porcheria
c)terzo(non preventivato) ma pensato.Quella è un'interista con la camomilla in mano,
il fiore fra i denti, e i tarzanelli da pulire dal solito poveraccio,onnicompresa L'IPOCRISIA
che si tagliava a fette ad ogni battura,oppsss,finta domanda
in quanto ad un tuo post precedente ne avrei da dire sulla nuova direttrice La De Gregorio
che ha preso il posto del giornalista Padellaro
ma sono una persona mite,ha ha ha (pinocchioooo),e lascio la parola a chi ne sa piu
di me in merito,aspetto il tuo post con le tue opinioni sui suoi pezzi e poi in seguito
capiro' meglio la faccenda,chissa???

♥gabrybabelle(#..#) ha detto...

errata corrige:

Quella è un'interista con la camomilla in mano,

marooooooo,che ho scritto,interista,lungi da me..intervista ovvio!!

il Russo ha detto...

Supergabry!

Cesco ha detto...

Ennesimo caso di beni pubblici svenduti per interessi. Posso solo immaginare che fine faranno i fondi che dicono saranno destinati ad essere investiti in attività giovanili: nelle tasche di qualche associazione di comodo locale che per giustificare tutti quyei soldi farà qualche concertino della domenica. Ormai siamo all'annientamento del sociale. Questi beni sono nostri, appartengono alla comunità, perchè vogliono venderle come se fossero proprietà privata. Sono sempre più schifato e avvilito.

Ciao Russo, per qualche giorno sarò in ferie, a presto.

Gatta bastarda ha detto...

se chiudono il buridda io piango fino alla morteee...
ma mi sa che se lo chiudono scoppieranno dei bei casini a genova... perchè è il centro sociale per eccellenza... punto di riferimento per troppe persone...