
Il 27 giugno 1980, alle 21 circa, i radar cessavano bruscamente di registrare la traccia dell'Itavia 870, un Dc-9 in volo tra Bologna e Palermo con a bordo 81 persone di cui 13 bambini. L'aereo sembrava scomparso ma dopo alcune ore, spese in frenetiche quanto disordinate ricerche, si raggiungeva la certezza che era caduto in mare a nord dell'isola di Ustica. Nessun superstite tra gli 81 passeggeri.
27 giugno 1980 Alle 20,59 il Dc9 Itavia Bologna-Palermo scompare. I morti sono 81. La prima ipotesi è di cedimento strutturale. Partono subito i depistaggi. Una telefonata a nome dei Nar sostiene che sull'aereo c'era Marco Affatigato, estremista di destra legato ai servizi.
18 luglio 1980
Sulle montagne della Sila in Calabria vengono trovati i resti di un Mig 23 libico.
17 dicembre 1980
Il presidente della compagnia aerea Itavia, Aldo Davanzali, afferma di avere la certezza che ad abbattere il suo DC-9 è stato un missile lanciato da un aereo.
16 marzo 1982
La relazione della commissione d'inchiesta ministeriale esclude il cedimento strutturale, ma conclude che non è possibile stabilire se è stato un missile o una bomba.
Gennaio 1984
Il pm Giorgio Santacroce formalizza l'inchiesta che passa al giudice istruttore Vittorio Bucarelli, che nomina una commissione di periti per stabilire le cause del disastro.
10 giugno 1987 La ditta francese Ifremer comincia le operazioni di recupero della carcassa del DC-9 adagiata a 3.600 metri sul fondo del Tirreno. Il recupero sarà incompleto e si concluderà a maggio del 1988.
16 marzo 1989
Il collegio dei periti consegna al G.I. Vittorio Bucarelli la relazione con la tesi del missile lanciato da un aereo.
10 maggio 1989
La commissione d'inchiesta governativa sostiene la tesi del missile, senza escludere la bomba.
27 maggio 1990
Due dei cinque periti si dissociano dalle conclusioni del '89 e sostengono la tesi di una bomba a bordo.
23 luglio 1990
L'inchiesta sul disastro viene affidata al giudice istruttore Rosario Priore che nomina un altro collegio di periti.
19 luglio 1991
La società inglese Winpol, incaricata di completare il recupero del relitto, riporta in superficie la scatola nera del DC-9.
15 gennaio 1992 Comunicazioni giudiziarie del giudice Rosario Priore contro ufficiali dell'Aeronautica.
14 aprile 1992
La Commissione Stragi approva la relazione conclusiva dell'inchiesta su Ustica, che segnala in modo pesante reticenze e menzogne di poteri pubblici e istituzioni militari.
29 giugno 1994 I periti degli ufficiali dell'Aeronautica inquisiti sostengono che si è trattato di una bomba.
23 luglio 1994
Per il collegio peritale nominato dal G.I. Priore è stata una bomba nella toilette dell'aereo, ma due periti presentano un'altra relazione che non esclude il missile.
17 giugno 1997
Per la perizia radar consegnata a Priore da un collegio di esperti, oltre al DC-9 la sera del 27 giugno 1980 c'erano in volo anche aerei militari.
31 agosto 1999
Rinviati a giudizio i generali Lamberto Bartolucci, Zeno Tascio, Corrado Melillo e Franco Ferri per attentato contro gli organi costituzionali con l'aggravante dell'alto tradimento e altri 5 ufficiali, mentre dichiara di non doversi procedere per strage perché ''ignoti gli autori del reato''.
23 giugno 2000
La procura militare di Roma chiede l'archiviazione dell'indagine sul disastro di Ustica: "Non ci sono i presupposti per rivendicare spazi di giurisdizione da parte della magistratura militare".
28 settembre 2000
Si apre a Roma nell'aula bunker di Rebibbia, davanti alla sezione terza della Corte d'Assise di Roma, il processo sui presunti depistaggi.
1 dicembre 2000
La Corte d'Assise di Roma dichiara la nullità dell'attività istruttoria compiuta dal Giudice Istruttore Rosario Priore nei procedimenti per il reato di falsa testimonianza contestato agli imputati Pugliese Francesco, Alloro Umberto, Masci Claudio, Notarnicola Pasquale e Bomprezzi Bruno, e dell'Ordinanza di rinvio a giudizio.
11 aprile 2001
Aldo Davanzali, presidente dell'Itavia, chiede allo Stato un risarcimento di 1.700 miliardi per i danni morali e patrimoniali subiti dopo la strage di Ustica.
2 luglio 2001
Il processo resta di competenza della giustizia civile. Lo stabilisce la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del procuratore militare Antonino Intelisano contro l'ordinanza del gip militare che gli aveva imposto di indagare i quattro generali già sotto processo dinanzi alla III^ Corte d'Assise di Roma.
24 gennaio 2002
La Corte dei Conti chiede 27 miliardi di lire a militari ed altre persone coinvolte a vario titolo nell'inchiesta sulla strage di Ustica come risarcimento per le spese sostenute per recuperare la carlinga del Dc9 dell'Itavia.
1 settembre 2003
Il leader libico Gheddafi nel corso di un discorso al Paese, in occasione del 34° anniversario della rivoluzione libica, afferma che il DC9 fu abbattuto da aerei Usa.
26 novembre 2003
Il Tribunale di Roma condanna i ministeri della Difesa, dei Trasporti e dell'Interno a risarcire 108 milioni di euro alla compagnia Itavia perché lo Stato non avrebbe garantito la sicurezza dell'aerovia nella quale viaggiava il DC-9.
19 dicembre 2003
I pm Erminio Amelio, Maria Monteleone e Vincenzo Roselli, nel corso delle requisitorie in Corte d'Assise, chiedono la condanna a 6 anni e 9 mesi di reclusione, di cui 4 anni condonati, per i generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di attentato agli organi costituzionali con l'aggravante dell'alto tradimento. Secondo l'accusa: avrebbero omesso di fornire informazioni al Governo. Chiesta l'assoluzione nei confronti dei generali Zeno Tascio e Corrado Melillo.

81 i morti, tra passeggeri e personale di bordo
Cinzia Andres, Luigi Andres, Francesco Baiamonte, Paola Bonati, Alberto Bonfietti, Alberto Bosco Maria Vincenza Calderone, Giuseppe Cammarota, Arnaldo Campanini, Antonio Candia, Antonella Cappellini, Giovanni Cerami, Maria Grazia Croce, Francesca D'Alfonso, Salvatore D'Alfonso, Sebastiano D'Alfonso, Michele Davì, Giuseppe Calogero De Ciccio, Rosa De Dominicis, Elvira De Lisi, Francesco Di Natale, Antonella Diodato, Giuseppe Diodato, Vincenzo Diodato, Giacomo Filippi, Enzo Fontana, Vito Fontana, Carmela Fullone, Rosario Fullone, Benito Gallo, Domenico Gatti, Guelfo Gherardi, Antonino Greco, Berta Gruber, Andrea Guarano, Vincenzo Guardi, Giacomo Guerino, Graziella Guerra, Rita Guzzo, Giuseppe La China, Gaetano La Rocca, Paolo Licata, Maria Rosaria Liotta, Francesca Lupo, Giovanna Lupo, Giuseppe Manitta, Claudio Marchese, Daniela Marfisi, Tiziana Marfisi, Erica Mazzel, Rita Mazzel, Maria Assunta Mignani, Annino Molteni, Paolo Morici, Guglielmo Norritto, Lorenzo Ongari, Paola Papi, Alessandra Parisi, Carlo Parrinello, Francesca Parrinello, Anna Paola Pellicciani, Antonella Pinocchio, Giovanni Pinocchio, Gaetano Prestileo, Andrea Reina, Giulio Reina, Costanzo Ronchini, Marianna Siracusa, Maria Elena Speciale, Giuliana Superchi, Antonio Torres, Giulia Maria Concetta Tripliciano, Pierpaolo Ugolini, Daniela Valentini, Giuseppe Valenza, Massimo Venturi, Marco Volanti, Maria Volpe, Alessandro Zanetti, Emanuele Zanetti, Nicola Zanetti.
I parenti delle vittime si sono riunite nell'Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica (Via Polese 22, 40122 Bologna - Tel. 253.925 - Fax 253.725 -
www.comune.bologna.it/iperbole/ustica/). Il presidente è Daria Bonfietti.



















14 commenti:
O.T.: Ti linko con grandissimo piacere Russo. Ciao.
proprio qualche giorno fa hanno riaperto le indagini "grazie" alle dichiarazioni di cossiga e di amato..
ps: che vuol dire O.T???
Ciao Russo ottimo quanto hai riportato davvero una ripassata delle stragi impunite non fa mai male perché bisogna gridare queste verità…ciao
Puntuale, preciso e chiaro.
Grande Russo!!!
O.T.
@beca
Off Topic, cioè fuori argomento.
Caro Russo, non so quando hai postato questa cosa, ma proprio ieri a tarda sera ho fatto uno scritto di rabbia contro tutte le stragi e in particolar modo ai maledetti segreti di Stato.
Dal dopoguerra fino adesso la storia non siamo più noi...
Questo è il cancro della democrazia....non essere al corrente delle cause di alcuni eventi, che hanno condizionato la storia di questo paese.
Anche incarcerato ha fatto un bel pezzo in tal proposito...
dici ambienti giornalistici... a me piace ricordare che il giornalista che ha sbattutto la testa contro il muro di gomma fino a quando non è riuscito a fare breccia è stato Andrea Purgatori. Che ho avuto il piacere di ascoltare in una lezione sul giornalismo investigativo ormai cibnque anni fa al corso di fotrmazione dell'ordine prima dell'esame di stato... ovviamente da giornalista.
se ce ne fosse un po' più di quel giornalismo come lo ha fatto purgatori sul dc9 l'italia sarebbe forse un paese migliore.
scusa per la 'fissa' con l'informazione, ma sarà deformazione professionale. domani di secondi ne dedicherò anche più di cinque!!!!
Complimenti per il post!
Un grosso difetto di questo paese è la memoria: tutti tendono a dimenticare in fretta un sacco di cose, volontariamente o meno.
E le ferite ancora aperte di questo paese (Ustica, Piazza Fontana, Stazione di Bologna, Gladio, ...) fanno male anche col passare degli anni e dei decenni.
Ed è un bene, almeno di tanto in tanto, ricordare cosa si è arrivati a fare in questo paese, se non altro per capire cosa siamo in grado di CONTINUARE A FARE.
ci sono purtroppo tante stragi occulte in italia come quella di ustica
Vai da Cossiga... che Cossiga sa tutto ... parla...parla...parla...
E' una vergogna che dopo quasi trenta anni sia ancora uno scarica barile di responsabilità, senza che chiarezza venga fatta e soprattutto GIUSTIZIA per le vittime e le loro famiglie. Domani ricorderemo più di 5 secondi questa che è una delle (tante) pagine nere mai chiarite della storia di questo Paese... Paese che se ne frega di chiarirle.
Ancora una volta ci troviamo qui a dire: per non dimenticare...
E a chiedere verità e giustizia per questa e per tutte le altri stragi che sono avvenute nel nostro Paese...
il russo, bel lavoro!
Posta un commento