venerdì 23 maggio 2008

Ci stanno prendendo, tanto per cambiare, per il culo.

Gran giornata ieri in Confindustria, nella foto un 72 enne presidente del Consiglio molto discusso eletto per la terza volta bacia una "figlia d'arte" fresca di elezione alla guida di Confindustria, guardati amabilmente da un 68enne con una laurea honoris causa che oltre che vicepresidente della sopraccitata associazione ricopre o ha ricoperto svariati altri incarichi: insomma una perfetta raffigurazione dell' Italia di oggi, "il nuovo che avanza" o "della meritocrazia al potere"...


Con squilli di tromba ecco l'incoronazione dalla nuova Presidenta, ma andiamo a leggere qualche passaggio:

"Tutti noi siamo chiamati a una grande sfida. C'è uno scenario nuovo e irripetibile. Abbiamo la possibilità di far rinascere il Paese" .

E fin qua siamo alla prammatica.



"I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d'Europa per l'energia. Manca una strategia di investimenti per la sicurezza e la diversificazione energetica perché ci arrendiamo ai veti per le minoranze".

E qua il Russo inizia ad incazzarsi. Al di là del merito (ci sono mille validi motivi per non imbarcarsi in questa menata), quello che mi ha sconcertato è stata la pronta reazione di quel ministro che nella passata legislatura diede del rompicoglioni ad uno ammazzato dalle BR...

"Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenendo all'assemblea di Confindustria. "Non è più eludibile - ha aggiunto tra gli applausi - un piano di azione per il ritorno al nucleare", chiarendo che non si tratta di affermazioni di principio ma di un "solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione e determinazione".


Al di là di tute le inesattezze sparate, quello che più colpisce sono certe uscite in "stereo" fra governo e Confindustria: è l'inizio di un remake del periodo Amato che tanta sfiducia portò nell'Istituto Confindustria?
Ma andiamo avanti.

"Uno Stato leggero e rigoroso, una pubblica amministrazione che funzioni, vicina ai cittadini e alle imprese, inflessibile contro chi non rispetta le regole e danneggia la comunità".

Chissà che ne pensa di sprechi come questo sotto e relative multe...


Ma andiamo avanti...

"Voglio dire con chiarezza che l'approvazione, ieri, del decreto per la detassazione degli straordinari e dei premi variabili è un segnale importante. E' una misura che Confindustria pone da tempo".

E anche questa é una troiata immane della quale nessuno parla: ma vi rendete conto cosa hanno fatto??????? Riporto qua sotto la riflessione di Clericetti.


L'entusiasmo di Confindustria
- Ma allora, se ha tutti questi difetti, perché è stato deciso? E perché la Confindustria l'ha accolto in maniera così entusiastica? Il fatto è che, dal punto di vista delle imprese, ha invece un pregio importante: non solo aumenta ulteriormente la flessibilità nell'impiego della manodopera, ma, soprattutto, ne riduce il costo. Forse non tutti lo sanno, ma un'ora di straordinario costa molto meno di un'ora di lavoro normale, e rende anche meno al lavoratore. Un interessante conteggio lo ha fatto il sindacalista Aldo Amoretti in un articolo sulla rivista on line Eguaglianza & Libertà. Prendendo ad esempio un “quarto livello” del commercio (addetto alle vendite), la retribuzione netta di un'ora di straordinario è di 5,60 euro, quella di un'ora ordinaria di 9,48; il costo per l'azienda è invece rispettivamente di 11,64 e 16,15 euro. Ciò vuol dire che su ognuna di quelle ore l'azienda risparmia il 28%, mentre il lavoratore prende il 41% in meno. Si può ben capire quale sarebbe il vantaggio per le imprese se si riuscisse ad ampliare il ricorso agli straordinari invece di dover fare nuove assunzioni.

Ma attenzione all'ultimo passaggio analizzato dal Russo.



“Ogni incidente sul lavoro è per noi una sconfitta....La sicurezza sul lavoro sarà un nostro obiettivo, prima ancora che la legge ce lo imponga”.

Se non che ieri mattina, in seguito ai tragici fatti avvenuti il 20 di maggio nello Stabilimento Marcegaglia di Casalmaggiore, ho letto questa notizia battuta alle 08.37:

Forlì: sicurezza sul lavoro, adesione del 95% allo sciopero alla Marcegaglia

22 maggio 2008 - 8.37 (Ultima Modifica: 21 maggio 2008)

FORLI' - A seguito dell'incidente sul lavoro avvenuto nello Stabilimento Marcegaglia di Casalmaggiore - Cremona, dove ha perso la vita un lavoratore di 32 anni, che lascia moglie e due figli, mercoledì nello stabilimento forlivese, come nel resto del Gruppo, i lavoratori hanno effettuato un'ora di sciopero per rivendicare il diritto alla sicurezza sul lavoro.
"L'altissima adesione, circa il 95%, dimostra come su questo tema i lavoratori siano sensibili e non accettano più tentennamenti da parte di nessuno", hanno dichiarato i sindacati.
"Questo ennesimo drammatico episodio evidenzia come la recente Legge 123 sulla sicurezza e relativo decreto attuativo, non debba essere modificato così come richiesto dalla stessa Marcegaglia anche in qualità di Presidente della Confindustria, ma pienamente attuata per dare maggiori certezze e garanzie a lavoratrici e lavoratori in tutti i posti di lavoro".

Ma andando ancora più indietro nel tempo ecco una dichiarazione della neo Presidenta che, alla luce della morte del 20 maggio, risulta ancora più stridente tratta da aprileonline.info datata 24 aprile 2008:

Emma Marcegaglia, neo presidente della confederazione, ha espresso infatti un giudizio negativo sul Testo Unico firmato dalla passata legislatura, annunciando che chiederà al nuovo governo la modifica delle norme 'restrittive' appena introdotte. Attacco che cade proprio alla vigilia della pubblicazione del documento. Secondo il nuovo numero uno di viale dell'Astronomia "la soluzione non è nell'inasprimento delle sanzioni ma nella diffusione di una cultura della sicurezza". Anzi, questo inasprimento avrebbe un effetto dannoso: "alzare l'asticella non serve perché rende le norme inapplicabili". Ergo, essere troppo severi porta all'inevitabile contravvenzione. Per la Marcegaglia "occorre promuovere corsi di formazione aziendale" per "responsabilizzare imprenditori e controparti sindacali" e per informare i dipendenti.

Ora, pensando ai molti, ai tantissimi, italiani che guardando certe cagate confezionate da giornalisti di regime in televisione se le bevono completamente, mi é tornata in mente questa memorabile scena tratta da "Sbatti il mostro in prima pagina" interpretato da un maiuscolo (come al solito) Volonté.



Al che una domanda sorge spontanea: e se pensaste, invece che a causare un pò meno tumori e inquinamento con il nucleare, ad avere (per l'ennesima volta) più agevolazioni e sgravi sulle spalle dei contribuenti ed a richiedere ancor più flessibilità, ad avere un pò più rispetto per gli esseri umani e la loro vita, non sarebbe l'unico vero segno di discontinuità con gli ultimi vent'anni in Italia?

5 commenti:

Lucia Cirillo ha detto...

Perchè ti ostini a pensare che qualcuno della nostra grottesca classe politica (e ancor più) industriale, voglia dare "segni di discontinuità"...Qui tutto (apparentemente) cambia, solo affinchè proprio nulla cambi. Le tue notizie fanno prova.
Buona giornata russo ;-)

gian ha detto...

complimenti per la tua analisi
volevo solo aggiungere:
non si tratta solo di riforme sbagliate che non risolveranno nessun problema
infatti
1 - non si farà nessuna centrale nucleare (e nessun ponte sullo stretto) ma si butteranno via un sacco di quattrini che andranno nelle tasche di questi simpatici confindustriali e i problemi energetici (e infrastrutturali) rimarranno lì irrisolti
2 - non ci sarà nessun aumento del potere d'acquisto dei dipendenti, ma la possibilità per le imprese di aumentare i loro già altissimi utili
3 - si abbasserà la guardia sugli incidenti sul lavoro e la gente continuerà a morire e le imprese a guadagnare
sempre soldi e solo soldi, nient'altro che soldi
ma gli italiani addormentati dai mass media non se ne accorgeranno
ri-buona giornata

Fiordaliso ha detto...

Gian ha ragione: non si farà nessuna centrale, nessun ponte, nessuna grande opera solo tanti danni e tanti debiti.
Oppure questa è semplicemente una speranza perchè ho paura di quello che potrebbero fare se solo fossero meno buffoni.
Dei lavoratori non gliene frega un cavolo quindi continueranno a farli morire o comunque a farli vivere in maniera indegna (si è tornati a lavorare 14/16 ore!). I precari non esistono(questo dice Berlusconi!)quindi potete pure far finta di non vedermi (leggermi)!:)

Franca ha detto...

Sono purtroppo provvedimenti tristemente in linea con le loro dichiarazioni elettorali e quindi non c'era da aspettarsi nulla di diverso.
Sulla detassazione degli straordinari dico solo che con questo provvedimento si rafforzerà il potere dell'impresa sul lavoratore, ci saranno meno assunzioni e, probabilmente, aumenteranno gli infortuni sul lavoro perchè la stanchezza rende certamente meno attenti.
Decisamente un bel risultato!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Caro il Russo, fino a quando parleranno di:" sfruttare le risorse del capitale umano", ci sarà poco spazio per rimettere al cantro del sistema le persone. Infatti a mio avviso questo termine rispecchia l' aberrazione che ci circonda. Tutto deve essere utile e usato come mezzo per perpetuare il sistema anche l'essere umano. La ricerca della nostra umanità, non è il fine. Siamo diventati il mezzo da usare, per perseguire interessi specifici di poche persone.Quello che mi infastidisce, è vedere che tutto ciò, accade con l' accondiscendenza di chi ne resterà vittima o danneggiato.