martedì 22 aprile 2008

Il libero mercato sta compiendo un "silenzioso omicidio di massa"

Jean Ziegler è relatore speciale all’ONU per il diritto all’alimentazione. Insegna sociologia all’Università di Ginevra e alla Sorbona, ed è stato più volte eletto al parlamento svizzero. È autore di numerosi saggi di successo nei quali ha criticato la politica e il sistema finanziario del suo paese, tra cui La Svizzera lava più bianco (1990), La felicità di essere svizzeri (1994), I banchieri di Hitler (1997), La Svizzera, l’oro e i morti (1998). Per Marco Tropea Editore sono stati pubblicati I signori del crimine (2000), L’oro del Maniema (2001), La privatizzazione del mondo (2003), Dalla parte dei deboli (2004) e, nelle edizioni tascabili Net, La fame nel mondo spiegata a mio figlio: cosa ha osato dire questo signore che molti ora cercano di far cadere nell'oblio il più in fretta possibile?


Domenica 20 aprile 2008, la Reuter batte questa notizia, in Italia salvo rare eccezioni manco viene riportata...

'VIENNA (Reuters) - L'aumento globale dei prezzi del cibo sta conducendo a "un silenzioso omicidio di massa" e i mercati delle commodity hanno portato "orrore" nel mondo. Lo ha detto oggi a un giornale austriaco l'inviato delle Nazioni Unite per il cibo. Jean Ziegler, relatore speciale Onu sul diritto al cibo, ha detto al Kurier am Sonntag che la crescita nei biocarburanti, le speculazioni nel mercati delle commodity e i sussidi all'esportazione dell'Unione Europea, significano che l'Occidente è responsabile per la morte per fame nei paesi più poveri. Ziegler ha detto di voler sottolineare la "follia" di chi pensa che la fame dipenda dal fato. "E' un omicidio di massa silenzioso", ha detto nell'intervista. Ziegler ha accusato la globalizzazione di "accentrare il monopolio fra i ricchi della Terra" e ha detto che le multinazionali sono responsabili di una sorta di "violenza strutturale". Ziegler ha detto di ritenere che un giorno la gente che muore di fame potrebbe ribellarsi contro i suoi persecutori. "E' possibile proprio come lo fu la Rivoluzione francese", ha detto.'

Ziegler ritorna su questi argomenti dopo una sola settimana logicamente non essendo riportato, ma sempre nel più assoluto silenzio dei grandi mass media nostrani troppo occupati ultimamente a riportare le cronache di una campagna elettorale mediocre nei contenuti e altre amenità simili, altre cose sono successe ultimamente nelle "province dell'impero".
Una crisi ben diversa ha infatti portato la popolazione di Haiti tre settimane fa ad assediare il palazzo presidenziale a Port-au-Prince: durante le proteste contro l'aumento dei prezzi dei generi alimentari sono morte sette persone. Nelle Filippine si sono viste fiumane umane mettersi in fila per accedere alle scorte governative di grano.
Manifestazioni analoghe, in cui ci sono scappati morti, hanno interessato Egitto, Marocco, Mauritania, Costa d'Avorio, Cameroon, Senegal e Burkina Faso. Anche zone del territorio di paesi come Messico, Argentina, Thailandia e Pakinstan sono scosse dalla crisi alimentare.
Con l'ausilio del quotidiano "Liberazione" scopro che questo tipo di recessione che interessa i bisogni basilari per la sopravvivenza, non è relazionabile in maniera diretta alla mancanza o alla riduzione della produzione e della crescita economica. Lo scorso anno la produzione mondiale di grano ha raggiunto i due miliardi di tonnellate, registrando un incremento del 5% dei raccolti rispetto all'anno precedente. In un editoriale apparso su The Independent, lo scrittore ambientalista George Monbiot fa una riflessione sulla questione e pone un interrogativo: «La crisi è cominciata prima ancora che le forniture di cibo siano colpite dagli effetti del cambiamento climatico. Se la fame si fa sentire adesso, cosa accadrà quando i raccolti diminuiranno?» L'anteprima delle conseguenze l'abbiamo vista nelle già citate rivolte per cibo che ad esempio in Cameroon hanno provocato quaranta morti. Se la produzione agricola, in teoria, abbonda, la bolletta alimentare è paradossalmente costata lo scorso anno il 57% in più rispetto ai dodici mesi precedenti.


Di questo passo, il prezzo del riso è aumentato del 40% dall'inizio dell'anno. Quello del grano è triplicato in quattro anni. Nonostante la previsione della Fao di un aumento dell'1,8%, ovvero di 12 milioni di tonnellate, della produzione mondiale di riso, in condizioni climatiche normali, la domanda globale continua a superare l'offerta, con le scontate conseguenze a livello del prezzo. Per porre un freno alla crisi dei gioni scorsi ad Haiti, dove oltre ai morti è stato destituito il Primo Ministro Jacques Eduard Alexis, il presidente Preval ha annunciato un calo del 15% del prezzo del riso, portando il costo di un sacco del cereale da 51 a 43 dollari, grazie all'intervento dei paesi donatori. La consolidata formula di solidarietà a rendere.
Una delle ragioni per cui degli oltre due miliardi di tonnellate di grano a disposizione, solo la metà, secondo dati della Fao, servirà a nutrire esseri umani, è la produzione di biocarburanti. Da questa settimana i carburanti per i trasporti venduti nel Regno Unito devono contenere per legge una percentuale di "biofuel" del 2,5%. Questo renderà 33 milioni di automobili meno inquinanti ed il governo britannico potrà dimostrare di essersi impegnato per ridurre le emissioni di Co2. La conseguenza diretta di questa alternativa destinazione delle colture, è che ve ne sono di meno a disposizione per mangiare.
Questo ha spinto il relatore dell'Onu per il diritto all'alimentazione Jean Ziegler ad invocare una moratoria di cinque anni nella produzione di biocarburanti. Per Ziegler il fatto che quest'anno 100 milioni di tonnellate di grano serviranno a far circolare veicoli invece che garantire la sopravvivenza di esseri umani è «un crimine contro l'umanità».


Sempre Ziegler ha suggerito ai governi di tracciare una linea di confine per la produzione di biocarburanti: «vegetali sì, alimenti no».
Per completezza d'informazione riporto e vi invito a leggere questo documento relativo alle "Dichiarazioni di J. Ziegler sul Brasile" tratte dal Folha di San Paolo del Brasile in data 2 dicembre 2007, curioso che quando queste cose le diceva Castro erano le farneticazioni di un vecchio dittatore comunista, adesso iniziano a dirle anche all' Onu (nonostante si faccia l'impossibile per nasconderle sotto il tappeto) e la cosa diventa sempre più complicata da gestire per le teste d'uovo dell' economia mondiale....

19 commenti:

♥gabrybabelle♥♥ ha detto...

hey russo che succede' o meglio da dove posti?Questo post porta la data di martedi 22 aprile ma siamo ancora a lunedi(oggi)sei uno avanti nel tempo?
Per tornare in quota credo che il grande male sia ;l costo del grano, del riso, della soia e di tanti altri cereali sta crescendo a dismisura perchè
I campi anzichè lavorarli per produrre grano e fare pane(e il resto) lo fanno per produrre etanolo. In questo modo il valore commerciale e azionario
delle aziende che producono biocarburanti sta aumentando a dismisura.Il cibo che una volta serviva per produrre energia umana oggi serve per produrre energia meccanica,(biomeccanica,biodisel) cosi i poveri del mondo soffrono la fame in modo indicibile.
Nei grandi paesi tipo Brasile e Cina dove si sviluppano
in modo esponenziale queste coltivazioni anziche' rivendere il surplus ai paesi terzi,impongono
enormi restrizioni all’esportazione di tali prodotti agricoli perchè? Ma per
mantenere i prezzi alti,una gran parte è per l'appunto a favore
dell l'industria dei biocarburanti,quindi solo una minima parte viene esportata,va da se che se la domanda supera l'offerta si mette in gioco quel meccanismo che da il prezzo in base alla richiesta,negare tali richieste o esaurirle in parte fa il gioco di chi produce per cui si crea fame,solo fame,e poi tanto altro ci sarebbe da analizzare,ma il tuo post e ben esplicativo
ciao russo gabrybabelle

il Russo ha detto...

gabry, ho già postato con data di domani perchè non riesco ad alzarmi alle 6.00 per fare uscire il pezzo di prima mattina capisci?
Comunque il problema c'è, Lula cristona dietro a Chavez e Castro, più terzomondisti, invitando lo stesso Ziegler a smetterla di "pontificare sul Brasile e sull'Africa" col risultato che si sta facendo il vuoto attorno...

♥gabrybabelle♥♥ ha detto...

hai ragione Russo,ma vai a farglielo capire a dire sempre no,no,no sai come finisce vero??come la zita di Pulsano!!!
ora sono passata per scriverti questo:Premesso che avrei voluto farlo in privato(avevi detto che mi mandavi un am@il ricordi?sulla domanda dell'altra volta per il banner laterale,cercando in rete ho trovato dove farla,unico problema ,vero che mi dice inserirla dopo "l'head" ma siccome di "head"nel template ce ne sono diversi penso di inserirla all'inizio visto che sta in alto,niente mi sbomballa il blog,allora vado a cercare la tua m@ail per scriverti se tu mi sai dare una diritta diversa ma non c''è nessuna m@ail sul profilo allora mi passa un dubbio visto che spesso scrivo gabrybabelle@gmail.com
mentre altre volte mi capita di scrivere Gabrybabelle@gamil.com,allora controllo e vedo che ho scritto sul mio blog,nel profilo in effetti c'è gabry con la G maiuscola,è sbagliato e g minuscola e allora mi chiedo? hai scritto li? se si quella mail non è arrivata,ora ho sitemato il profilo e messo l'indirizzo giusto ,spero che mi ri-scrivi o scrivi vedi tu,sempre inerente all'impostazione del punto giusto dello scrip per il banner "head" ok ma in che punto esatto?? gabrybabelle

un p.s d'obbligo ma i post "sczzarellosi non ti interessano?sai non è facile seere sempre pesanti,vista l'atmosfera che gira!!!

vagamundo ha detto...

Finché l'uomo del monte continuerá a dire sí, e decidere cosí chi vive e chi muore, finché ci sará un solo contadino in qualche parte del mondo che ancora coltiva il suo pezzetto di terra, e con quello che raccoglie sfama sé e la sua famiglia, finché almeno un angolo di vita sulla terra non sará stato consegnato alle multinazionali, finché il cancro del pianeta terra chiamato razza umana non si sará del tutto consumato in metastasi, lascia questo blog cosí com'é, per piacere....
Per svagarsi e scazzare, semmai, aprine un altro, o navighiamo tutti altrove... Questo, no, ti prego, lascialo su questa scia, che ce n'é bisogno...

articolo21 ha detto...

Post vero.

Franca ha detto...

Tutto perfettamente condivisibile.
I biocarburanti sono la nostra ennesima follia.
Se si continua così assisteremo nel breve periodo a migrazioni di massa.
Altro che leggi contro l'immigrazione! Non ci saranno nè leggi nè muri che potranno fermare la migrazioni di interi popoli ridotti alla fame.

Crocco1830 ha detto...

Tutto condivisibile il tuo post.
Se non si inverte la logica delle attuali politiche energivore, non potremo che fare i conti con le sue più gravi conseguenze, povertà diffusa e migrazioni di interi popoli compresi.

il Russo ha detto...

Il grave é che a dire ste cose si passa per "signor no".
Il problema é che i tanti signorsì ci stanno portando allegramente alla distruzione...

clark kent ha detto...

barvo..gran post
e vaff...lo a quelli del si sempre :)

WiWo ha detto...

cavoli. grazie Russo. cercherò di tenermi informata su questo tema... voglio saperne di più... e sinceramente mi auguro che prima o poi gli "umili" della terra ci facciano il culo... non lo sopporto più il mondo con le sue logiche perverse di sopprusi e dominazioni... che schifo... dio che nervosoooooo

il Russo ha detto...

Sono contento che questo post stia generando questo interesse, trovo sempre più misere le esternazioni e relative polemiche scatenate da politici locali mediocri, rispetto alle grandi trasformazioni che stanno avvenendo.
Perchè quando vado a comprare il pane lo pago 3,50 euro al chilo, possibile che mi debba accontentare della spiegazione di un fiscalista di Pavia che come ricetta contro l'aumento dei prezzi fino a tre anni fa predicava la banconota da un euro ed ora scrive libretti sulla globalizzazione ed i suoi mali?
Allora mi vado a guardare attorno e scopro che, mentre noi siamo qua a farci seghe mentali tra "ai chen", falci e martelli, fiamme e pradellini delle libertà, fuori va tutto ad una velocità supersonica...

Lucia Cirillo ha detto...

Mi hai fatto venire in mente quando un mio prof. di economia molto "liberista" sosteneva: "se sei povero è colpa tua". Altri più "rigorosi" invece adottavano una formuletta che nel secolo passato, ma oggi più che mai, faceva così: "un paese è povero perchè è povero". Sembra una tautologia e invece pare che sia l'unico modo di rendere ragione del "fato" che distrugge questi popoli.
Ammettere che invece è semplicemente colpa nostra?...mai eh...

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Problema molto serio che Ziegler sembra saper trattare. Le sue proposte sono, a mio avviso, valide e perseguibili salvo interessi più "alti" che abbiano indirizzi diversi.

Altro non aggiungo se non che, per il resto, quoto interamente Franca ed il suo commento.

padmani ha detto...

Il Business della Fame sta puntando molto sul Bio, spacciandola per energia pulita e alternativa. Di conseguenza una grande fetta dei prodotti viene utilizzata nel BIOGAS, nella produzione di bioetanolo, di cui ultimamente c'è grande richiesta. I prezzi salgono, le multinazionali comprano terreni, le lobbies si arricchiscono , i poveri muoiono di fame. Più profitto, più consumo, più commercio. più mercato, più fame.
I grandi sacerdoti dell'economia questo non vogliono farlo sapere, ovviamente. Stanno cercando di appropiarsi della fonte energetica più redditizia del secolo. A noi dicono, gettando i semi dell'odio: ''I CINESI HANNO COMINCIATO A MANGIARE''.
"Giro, giro tondo, cade il mondo, cade la terra, salgono i dazi, cresce la fame, l’azione si impenna. Tutti giù per terra."

Ciao Russo !

il Russo ha detto...

Vedo che lo sdegno per la cosa rasenta il plebiscitario, ne sono felice!

rudyguevara ha detto...

è immorale usare cibo x produrre ecodiesel.che poi è una bazzecola,come produzione,perchè nn basterebbe ,nn potrebbe mai rimpiazzare la benzina.anche qui,speculazioni su speculazioni.nn che prima i poveri mangiassero,si preferisce buttare via il cibo che ridistribuirlo,ma l'ecodiesel proprio no!secondo me viene usato come scusa x poter far lievitare ulteriormente i prezzi di grano e affini.nn è giusto che una certa parte di mondo scoppi dal cibo(nn tutti,perchè i poveri sono tragicamente in aumento anche in occidente),e l'altra muoia di fame ed aids.

il Russo ha detto...

Non penso che Lula voglia far lievitare i prezzi ma pensa di avere in casa una nuova fonte di ricchezza, anche se avevo letto (ma é tutto da verificare, per carità) che la produzione annua di uno stato come il brasile basterebbe a malapena a soddisfare la sete da combustibile di una nazione come l'Italia...

Donna Cannone ha detto...

Ciao Russo. C'è un servizio molto interessante su L'Internazionale della scorsa settimana su qto tema
Ciao

il Russo ha detto...

Grazie della segnalazione, non avendolo me lo procuro!